SEDUTA DELL’8 MAGGIO 1996

Elezione del Presidente della Giunta provinciale.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, il mio non sarà un lungo intervento, perché la gente è stufa, l’abbiamo visto anche stamattina in piazza: vuole fatti e chiarezza. E’ stato ricordato in quest’aula che già sei mesi sono trascorsi dalle dimissioni degli assessori Valduga e Zanoni, e bisogna prendere atto che non esistono più riferimenti istituzionali e politici certi per gli amministratori locali, per le categorie sindacali e per gli imprenditori tutti del nostro Trentino. Forza Italia e il Polo hanno proposto una Giunta del buon senso, una Giunta di dignità politica, anche programmatica, basata soprattutto su punti certi, pochi punti chiari, come ad esempio la riforma elettorale - che in quest’aula è stata più volte ricordata anche dai Popolari - e la riforma dei comprensori, anche se queste due riforme coinvolgono il Consiglio provinciale di Bolzano, perché sono riforme di competenza del Consiglio regionale, però se c’è la volontà politica queste riforme si possono fare, si potevano fare entro brevissimo tempo. Poi ci sarebbe da affrontare la riforma della pubblica amministrazione. Pochi punti ma molto chiari sui quali riflettere ed andare avanti.

In subordine, in estrema ratio, le elezioni anticipate proprio per restituire ai cittadini la parola: non si capisce perché a Rovereto, a Levico, a Cles si vada ad elezioni e perché non si possa farlo anche in Provincia. La nostra disponibilità è stata evidenziata nel corso degli incontri avuti ultimamente, però basandosi su tempi certi ed obiettivi precisi: dentro o fuori da una Giunta non ha importanza, ma bisogna tenere in considerazione che questa è l’ultima possibilità. Ho firmato personalmente una mozione ultimativa per stimolare la soluzione della crisi e in quest’aula si é sentito parlare solo di Abete e di Ulivo. Io voglio ricordare a quest’aula e a chi ci sta ascoltando che il Polo è un soggetto politico che ha pari dignità dell’Ulivo e, se noi andiamo a vedere le ultime elezioni nazionali, che magari non rispecchiano elezioni probabili provinciali, il Polo rappresenta più del 35 per cento del corpo elettorale del Trentino e in quest’aula è sottostimato. Nelle ultime elezioni nazionali, abbiamo visto un Abete che ha scelto di andare da solo, ed io l’ho paragonato all’asino di Buridano, che non sapeva e non voleva scegliere né l’erba di centro destra, né l’erba di centro sinistra, così alla fine è morto di fame. C’è bisogno di fare delle scelte chiare, poiché non c’è più tempo, e con difficoltà arriveremo, anche in Trentino, ad un bipolarismo di tipo anglosassone - e l’ho più volte ricordato in quest’aula - democratico, dove due forze si alternano, forze democratiche e di governo. Io penso che chi non sceglie si scioglierà, perché a questo punto il PATT deve decidere se andare con il centro destra o con il centro sinistra. Dalle voci di corridoio sembra che una scelta sia stata già fatta a favore delle forze dell’Ulivo: staremo a vedere se queste voci si concretizzeranno nella dichiarazione di qualche esponente del PATT presente in quest’aula.

A questo punto io voglio dire che Forza Italia e il Polo aspettano dal PATT una risposta chiara, la aspettano dall’Andreotti esploratore proposto dal consigliere Carlo Palermo per evidenziare la scelta: o centro destra o centro sinistra, o Polo o Ulivo. Con questo io concludo, ed aspettiamo la risposta.