SEDUTA DEL 13 FEBBRAIO 1997

Disegno di legge numero 72: "Revisione dell’ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento".

DELLADIO: Grazie, signor Presidente, sono tirato in ballo perché a suo tempo avevo fatto un’interrogazione che vorrei riproporre all’aula relativamente ad alcune motivazioni del perché questo emendamento non bisogna votarlo.

Primo motivo: già percepiscono, è risaputo, gran parte dell’indennità assegnata ai dirigenti di servizio, senza avere né le funzioni, né le responsabilità di questi ultimi. Secondo punto, relativamente alla leggina a suo tempo riproposta dal Presidente del Consiglio, con riferimento all’articolo cassato dal governo: se la leggina ritagliata su misura per loro e riproposta dal Presidente Andreotti dovesse essere approvata, i direttori di divisione verrebbero assimilati ai dirigenti di servizio, senza possedere, in molti casi, nemmeno la laurea, cioè il titolo di studio minimo oggi richiesto per poter occupare questa posizione. Terzo: non si è mai vista una nomina in blocco a dirigenti di servizio, sia perché questi incarichi vengono sempre assegnati ad personam, sia perché non lo prevede la legge provinciale 12 del 1983 sull’organizzazione del personale.

Non si capisce inoltre perché non si dovrebbero promuovere a dirigenti, in alternativa ai direttori di divisione senza titoli di studio, i capi ufficio laureati il cui diritto ad essere assegnati a questa funzione è di gran lunga maggiore. Ecco motivavo come quarta considerazione. Se, nonostante tutto questo, il Presidente porterà avanti un’iniziativa di legge riferita ai diciassette dipendenti provinciali di cui abbiamo sentito (sono in numero ridotto attualmente), iniziativa che, come ho appena mostrato, risulta palesemente insostenibile sotto ogni profilo, l’unico scopo sarà quello di un’altra sfida, fine a se stessa, lanciata dalla Provincia al Governo di Roma, per avere quest’ultimo respinto la stessa norma, presentata in occasione del provvedimento estivo di bilancio. A questo punto però, come scrivevo a quel tempo nell’interrogazione, il rischio che il Governo centrale ricorra alla Corte costituzionale è molto alto, anche perché il Trentino è inadempiente nell’applicazione della normativa nazionale del pubblico impiego, che stiamo discutendo adesso. Ma a ciò, evidentemente, si è ormai ridotta la lotta per l’autonomia.

Volevo solo portare all’attenzione di questo Consiglio le motivazioni che avevo già espresso a suo tempo, con un’interrogazione del 2 ottobre 1996, e pertanto io voterò contro l’emendamento.

(...)

DELLADIO: Grazie, Presidente. Anch’io intervengo su questo emendamento in maniera breve. Voglio ricordare all’assessore competente alla sanità che ho già da tempo presentato una interrogazione per sapere i carichi di lavoro, la struttura, il personale che fa capo all’assessorato alla sanità. Non ho ancora ricevuto una risposta in tal senso, per poter rendermi conto di come funzionava l’assessorato.

Adesso vediamo, in questo disegno di legge, che c’è un emendamento per portar via personale all’Azienda sanitaria. Lei dice, Assessore, che serve professionalità. Cosa vuol dire? Vuol dire che non esiste professionalità all’interno dell’assessorato? Io voglio ricordare che il collega ex assessore Morandini ha prodotto un piano sanitario. Io sollevo questo dubbio: lei, Assessore, aspetta questa persona, come è stato paventato in quest’aula per fare il piano sanitario ed intanto l’Azienda procede, naviga a vista, senza direttive politiche ben precise? Io voterò contro questo emendamento, che, secondo me, è decisamente scandaloso.