Disegno di legge n. 168: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1998 e pluriennale 1998-2000 della Provincia autonoma di Trento";
disegno di legge n. 169: "Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per lesercizio 1998 e bilancio pluriennale 1998-2000";
disegno di legge n. 170: "Misure collegate con la manovra di bilancio di previsione per lanno 1998".
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, ho letto le dichiarazioni politiche di Andreotti e ho rilevato che prende atto delladesione di Grandi e di Holzer al Partito popolare del Trentino, e di Vecli e di Muraro al movimento di Dini. Il Presidente Andreotti evidenzia che bisogna ritrovare il senso di progettualità di medio-lungo periodo ed io mi domando: quando mai cè stata una progettualità di medio-lungo periodo? In quattro anni abbiamo visto tre governi, tre governi eterogenei, il primo con la Democrazia cristiana, il secondo con la sinistra, dove una parte era molto evidente e corrispondeva al PDS, ed il terzo con laltra parte della sinistra, una parte di sinistra meno evidente ma che vorrebbe esserlo. Che cosa vuol dire? Vuol dire che, secondo la logica del PATT ci si può alleare con chiunque e che i programma economici, politici ed i valori che stanno alla base delloperare politico non contano. Quello che conta è la sola occupazione del potere e la distribuzione delle risorse per creare consenso. E altresì chiaro, e lo ricorda Andreotti nella sua relazione, che con questi presupposti questa maggioranza non potrà tradursi automaticamente in un cartello elettorale valido per il 1998, come è anche evidente che il bipolarismo stenta a concretizzarsi sia a livello nazionale sia in Trentino.
Io penso che questa difficoltà di creare bipolarismo sia dovuta al fatto che esistono molti leader o pseudoleader che vogliono mantenere le posizioni, ognuno vuole mantenere il proprio orticello di consensi. Questo ragionamento vale sia a Trento che a Roma, lo vediamo anche nel nostro Consiglio provinciale, visti i numerosi partitini esistenti, il bipolarismo stenta a manifestarsi anche a causa delle regole esistenti. Sappiamo che cè larticolo 25 dello Statuto di autonomia che impone il sistema proporzionale. Il bipolarismo stenta ad essere realizzato anche da noi per il fatto - e lo vediamo - che esiste un ostruzionismo in Commissione regionale per le riforme elettorali; molti partitini mono-rappresentati non lo vogliono. Si sta ultimamente delineando a fatica una convergenza sul mio primo disegno di legge, che avevo presentato ancora nel lontano 1995. Mi fa piacere, anche se non è la soluzione ottimale, comunque il disegno di legge prevede una soglia, solo per Trento, che concorrerebbe a semplificare il quadro politico e a ridurre gli orticelli, come dicevo prima. E evidente che la soglia non garantisce la governabilità, la soglia permette solamente un chiarimento fra le forze politiche, riduce un po il panorama di forze politiche esistenti in Trentino.
Tutto questo per semplificare e per favorire le alleanze allinizio della legislatura, perché le rotture, le defezioni che possono nascere durante la legislatura non si possono sicuramente frenare o contenere. Da combattere assolutamente, come lha definita il Presidente Andreotti, la "tradizionale politica del centro, che guarda a sinistra o a destra a seconda delle convenienze". Questo concetto è il senso più deleterio della politica. A mio avviso, ad avviso di molti, non deve ricostituirsi il compromesso che soddisfa le ambizioni personali ed il voto di scambio. Oggi gli elettori vogliono chiarezza anche in termini di schieramento, dice Andreotti. Bene! Mi domando e vi domando: quale chiarezza avete mai dato agli elettori? Si predica bene ma si razzola male, dite di fare quello che dite ma non dite di fare quello che fate. Voi la chiamate chiarezza il fatto di fare alleanze prima con il PDS, ed altro, e poi con i Popolari dissidenti? Io ho ricevuto nel lontano 1993 un mandato dagli elettori, il partito che rappresentavo ha, in diverse fasi e con diversi comportamenti, mandato al potere un Governo di sinistra che sta occupando ogni posto di rilievo nella società italiana con lintento non dichiarato, ma evidente nei fatti, di distruggere ed annientare le piccole aziende artigiane, i piccoli imprenditori, le piccole e medie aziende che sono lossatura della nostra economia; tutto ciò con lavvallo dei sindacati, al fine di costruire sì un bipolarismo, quello della grande industria da una parte e gli operai dallaltra.
Pensate allIRAP, lultima tassa demenziale inventata da questo Governo, che recepisce le indicazioni del Governo Prodi, che aveva preso delle precise deleghe in questo senso e che non è mai stata discussa in Parlamento. Questa tassa, sicuramente, aveva dei nobili principi: semplificare e razionalizzare le imposte, in questo modo lIRAP dovrebbe sostituire la tassa sulle partite IVA, la tassa sulla salute, lICIAP, lILOR, però dobbiamo anche tenere conto che lILOR non veniva applicata né alle piccole imprese con meno di tre addetti né ai lavoratori autonomi, pertanto, laggravio per autonomi e piccoli imprenditori non può essere messo in discussione. Non solo, lIRAP è vincolata ad un diverso calcolo della base imponibile, questultima è costituita dal valore aggiunto della produzione dal quale, tuttavia, non sono deducibili né i costi del personale né gli interessi passivi, pertanto, non incentiva assolutamente lassunzione di nuovi addetti o lincremento degli investimenti e, di fatto, si vanno a penalizzare le piccole imprese che sono diffuse, radicate su tutto il territorio nazionale e, soprattutto, provinciale. Dicevo di un Governo che ha riformato anche le aliquote IVA e tutti noi sappiamo quanta difficoltà e quanti costi aggiuntivi ci sono: aliquote del 4, 10, 20 per cento con i passaggi dal 19 al 20 ed altro.
Ritornando alla politica locale, Andreotti dice che lautonomia va innanzitutto difesa con i fatti, sviluppando una progettualità che non sprechi risorse finanziarie, umane e strumentali, con mutamenti di rotta continui. Mi sembra un inno alle frottole, come frottole sono quelle della difesa dellautonomia dal fronte altoatesino, quello che si rileva nella relazione del nostro Presidente, mi risulta che ben poco sia stato fatto per difendere listituto regionale, per fortuna che ci sono lo Statuto di autonomia e laccordo De Gasperi-Gruber, che sono una cassaforte a protezione di questo patrimonio in termini di convivenza ed autogoverno. Uno Statuto di autonomia sicuramente da rivedere per quanto riguarda la governabilità e la rappresentatività; penso alla separazione fra lesecutivo ed il legislativo, penso allindicazione del Presidente della Provincia - indicazione del premier - ed a norme antiribaltone con le quali si evita una governabilità contraria o distorta rispetto ai voleri della popolazione, ed ancora, fondamentale, penso ad una vera politica dellalternanza.
Uno Statuto di autonomia che preveda un nuovo ruolo per listituto regionale, un ruolo di raccordo tra le due Provincie su base confederale, un ruolo pesante e di intesa interna per raffrontarci con lesterno, un esterno inteso come Roma, come Governo centrale o inteso come Europa nel panorama più generale. E di questo i sudtirolesi devono convincersi, di questo rafforzamento delle due Provincie che insieme si rapportano con lesterno, altrimenti affonderanno con i trentini, però fino ad ora nulla è stato fatto in questa direzione, nella direzione di dialogo, di confronto costruttivo, di rispetto reciproco.
Altro argomento. Ho letto le osservazioni di tecnica legislativa predisposte dal servizio legislativo del Consiglio in merito al bilancio, si scrive, in queste osservazioni, che i titolari del potere di iniziativa legislativa hanno a disposizione lo strumento dei Testi Unici, introdotto nel Regolamento interno alcuni mesi or sono, che dovrebbe garantire un iter estremamente celere ai provvedimenti che si facciano carico delle esigenze di riordino causate dalle leggi disomogenee. Continuano gli Uffici, dicendo che le osservazioni svolte mettono in evidenza come alcuni caratteri del nostro sistema istituzionale rischino di pregiudicare la corretta manutenzione del sistema normativo, con rilevanti inconvenienti a carico dei cittadini e con rischi di inefficienza burocratica. A questo punto io mi domando: quanti Testi Unici questa maggioranza, o le maggioranze interessate, hanno prodotto a questaula? Nessuno. Un provvedimento, quello dei Testi Unici, molto importante, previsto con la modifica del Regolamento interno, proposto dalla Commissione semplificazione normativa, della quale io facevo e faccio ancora parte.
Ci sono altri provvedimenti proposti dalla Commissione, ad esempio quello di modifica dello Statuto di autonomia; recependo una norma esistente nella Costituzione austriaca si delega il riordino normativo ai governi provinciali o regionali, questo, attualmente, è ancora in itinere allinterno della Regione, speriamo che entro questa legislatura lo si porti a termine e lo si approvi. Comunque, Testi Unici - altro argomento importantissimo per sburocratizzare, semplificare il nostro sistema normativo - non ne sono stati ancora fatti da questa maggioranza.
Adesso andiamo a toccare un altro aspetto molto importante e fondamentale, che è quello delle risorse della nostra Provincia. Noi abbiamo visto che il bilancio è più corposo, più ricco, più opulento, ha una grande disponibilità di denaro. La maggioranza, allo stesso tempo, è più debole, più rissosa, più individualista. Basti pensare, per quanto riguarda il bilancio, alle risorse e alle quote una tantum che ci sono state assegnate e destinate ad opere straordinarie: nel 1996 sono stati 380 miliardi, nel 1997 777 miliardi, nel 1998 935 miliardi, su un bilancio che dal 1994 è passato da 4.000 miliardi ai 5.900 miliardi del 1998. A questo punto voglio evidenziare due relazioni che si discostano luna dallaltra, la prima è quella delle dichiarazioni del Presidente Andreotti e laltra è relativa ai requisiti per il piano straordinario di opere e di interventi di particolare rilevanza nel programma 97-99. In uno si dice che relativamente al piano straordinario sono ben 350 miliardi le nuove ed ulteriori risorse destinate con il bilancio al piano straordinario, per il quale sono complessivamente riservati 1.194 miliardi nel triennio 97-99, nellaltra si dice che vengono stanziati nel triennio 97-99 844 miliardi. A questo punto gli uffici o il Presidente devono mettersi daccordo su quali sono le cifre effettivamente giuste e perfette.
Il bilancio è rigido nel contenimento delle spese e presenta enormi sprechi; sprechi - e potrei ricordare in questaula come lho fatto altre volte - anche esterni, basti pensare al miliardo e mezzo di fondi europei per la bonifica di Trento nord, soldi che sono stati persi per progetti presentati in modo non completo e che non rivestivano una valenza europea. Pertanto, abbiamo perso fondi dellUnione Europea, un miliardo e mezzo, e abbiamo un bilancio molto rigido, con enormi sprechi. Andiamo a vedere la spesa corrente - questo ragionamento lho fatto sempre, su ogni bilancio, perché è fondamentale per la sopravvivenza della nostra autonomia, della nostra peculiarità - la quale sottrae inesorabilmente spazio alla spesa in conto capitale, perciò alla politica degli investimenti. Andreotti dice, nella propria relazione, che cè un rallentamento della crescita della spesa corrente. Se andiamo a leggere bene vediamo che la crescita della spesa corrente è del 3,5 per cento. Non va bene, occorre il blocco della spesa invertendo landamento.
Nel 90 era pari al 51 per cento, nel 93, su 2.883 miliardi, era pari al 53 per cento, nel 97, su 3.071 miliardi, era pari al 54 per cento. Occorreva, a mio giudizio, uno sforzo superiore, visto che molte competenze in più sono state assegnate alla Provincia ed altre ne arriveranno; penso alla Motorizzazione Civile, agli invalidi civili e alla scuola, che sono già stati assegnati. Penso al personale ANAS che costerà 11 miliardi ogni anno nel futuro, previsto con questo bilancio e inserito nel personale della Provincia con il bilancio che andremo ad esaminare. Il turnover occorre bloccarlo totalmente e non al 50 per cento, come è stato fatto dal collega Alessandrini nel passato. Una nota che merita attenzione è quella che riguarda la spesa per i Comuni. Considerando un periodo che va dal 1990 al 1997 la spesa per i Comuni è in media cresciuta dell11 per cento, considerando che a livello nazionale siamo su valori dellordine del 4,5 per cento. I Comuni del Trentino spendono più del doppio per ogni abitante che nel resto dItalia. Questi dati devono far riflettere per trovare delle soluzioni intelligenti per gli investimenti nelle opere per i Comuni.
Andiamo a vedere la spesa del personale della Provincia, ammonta a circa 380 miliardi che passeranno ad 830 con lacquisizione delle competenze in tema di scuola, che sono già state assegnate. Il personale in servizio al 30 settembre 97 ammonta a 6.529 unità, nella relazione del Presidente sono riportati i valori vecchi, evidenziando una contrazione del personale provinciale di ben 194 unità. Si dice, nella relazione del Presidente, che il personale di ruolo e non di ruolo nel 96 sono 5.778, il Presidente non è, a questo punto, aggiornato, e i dati li ho rilevati dai documenti assegnati a noi consiglieri in tema di bilancio. Ad esempio, nel bilancio pluriennale sono riportate le cifre aggiornate, come dicevo, al 30 settembre 1997, non al 1996, come ha riportato il Presidente Andreotti nella sua relazione. Anche il libro dellAssessore Muraro è vecchio, sebbene riporti in copertina lanno 1997, noi troviamo valori riferiti al 1996, ed è stato appena consegnato. A mio giudizio non servono libri ma fatti.
Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, perché è importante analizzare completamente questo aspetto, noi vediamo che in Provincia di Trento abbiamo, nel settore pubblico allargato, 40.320 dipendenti su 450.000 abitanti circa, dove il 28,4 per cento circa è riconducibile allo Stato, ed il 31,7 alle Amministrazioni locali. Queste cifre dovrebbero farci riflettere molto perché non possiamo utilizzare le risorse come partita di giro per pagare solamente stipendi ai dipendenti, dobbiamo pensare anche agli investimenti, a costruire unautonomia virtuosa ed autosufficiente. Ho fatto una volta, in questaula, un raffronto con lUnione Europea, nellUnione Europea ci sono 380 milioni di cittadini, dove 15.000 sono dipendenti del Parlamento, delle Commissioni, del Consiglio dei Ministri, pari allo 0,39 per cento; nella Provincia autonoma di Trento su 450.000 abitanti ci sono 13.000 dipendenti, pari al 2,8 per cento. Considerando la forza pubblica in totale impiegata in Provincia autonoma di Trento si sale al 10 per cento, abbiamo visto prima, circa 40.000 persone impiegate nel settore pubblico.
Questi numeri dovrebbero far riflettere, bisogna trovare delle soluzioni per il contenimento della spesa corrente sotto il 50 per cento, bisogna imporre il blocco totale del turnover per almeno due, tre, quattro anni, bisogna favorire una mobilità intelligente, ma soprattutto bisogna valorizzare le risorse umane che sono presenti allinterno dellAmministrazione Pubblica gratificando effettivamente chi lavora e che è mortificato da chi fa poco o nulla, pertanto, bisogna misurare lefficienza, la produttività dellapparato provinciale nei singoli comparti del personale e dei dirigenti in primo luogo. Bisogna attivare il controllo di gestione che è stato annunciato da molti anni, però fino ad ora non si è visto niente. Cosè il controllo di gestione? E la definizione dei criteri adeguati alla verifica del rapporto costi-benefici allinterno della Pubblica Amministrazione, criteri che variano in base al servizio svolto. Il controllo di gestione presuppone laffidamento da parte della Giunta provinciale ad un gruppo di esperti del compito di applicare questi criteri ai singoli settori, ai singoli comparti ed al personale della Provincia autonoma di Trento.
Mi ricordo che la dottoressa Matonti aveva fatto partire questo monitoraggio sui carichi di lavoro, al fine di stabilire il reale fabbisogno del personale e della relativa strumentazione. Non si sa nulla di questo monitoraggio, probabilmente giace in un cassetto dimenticato, come larca della Santa Alleanza nel film di Spielberg, alla fine del film, in un magazzino fra la polvere ed altri oggetti dimenticati dalluomo. Pertanto, io dico che le spese correnti senza questi provvedimenti, che man mano vanno a coprire tutto il bilancio provinciale, senza questi provvedimenti la macchina provinciale, la Provincia, ed i servizi dati ai cittadini, si blocca, si inceppa e, sicuramente, non saranno tempi felici quelli che vedremo nei prossimi anni. Andreotti afferma, nella propria relazione, che la Giunta ha ritenuto di dover proporre, anche per il 98, misure di contenimento delle assunzioni di personale. Io avevo scritto una parola con punti esclamativi. Dico "bugie!". Sono frottole, usando degli eufemismi, perché se noi andiamo a vedere larticolo 15 del collegato della finanziaria, si parla di assunzioni di personale nella Provincia e negli enti dipendenti.
Si dice che il numero di assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, contenute entro il limite massimo delle unità di personale che cessano dal servizio, nel corso dellanno 1998 saranno pari, 1 a 1, e vengono fatte delle limitazioni, vengono ricordate delle limitazioni per le esclusioni di certi settori e di certe mansioni. Vediamo anche altri articoli. Larticolo 16 che parla di inquadramento del personale di servizio ANAS di Trento, che passeranno alla Provincia, poi vediamo larticolo 17 dove si parla di inquadramento nel ruolo unico provinciale del personale dellAzienda speciale di gestione delle terme demaniali di Levico, Vetriolo e Roncegno; questi provvedimenti mi ricordano che un paio di anni fa quando De Benedetti con la Olivetti era in crisi, ci fu il transito di parecchie migliaia di persone alle dipendenze dello Stato per sanare la ditta, almeno a quel tempo si pensava di sanarla. La spesa del personale nel periodo 1990-1997 ha avuto una crescita vistosa del 7,4 per cento lanno; è evidente la tendenza secondo la quale la Provincia fa svolgere attività e servizi direttamente dal proprio personale anziché cercare allesterno e sul mercato tali prestazioni.
Sono solo enunciazioni quelle di volere privatizzare e di coinvolgere i privati nella gestione dei servizi pubblici, al fine di conseguire un miglioramento nellefficienza e nelleconomicità. Occorre, a mio avviso, in tempi di vacche grasse, correggere le tendenze evidenziate, altrimenti ci sarà il collasso; è obbligatorio contenere la spesa corrente e dirottare le ingenti risorse negli investimenti strategici a favore delle infrastrutture, dei servizi e della competitività di impresa. Adesso parliamo di infrastrutture, proprio per evidenziare la mancanza di scelte politiche di queste maggioranze che si sono susseguite nel corso di questi quattro anni di legislatura. Pensiamo agli impianti costruiti per la depurazione delle acque reflue che sono, in certe zone del Trentino, bloccati, che non vengono realizzati, penso a Tesero, che lentamente vengono costruiti, penso a Pozza di Fassa e ad altre località del Trentino. Penso alla sanità, dove abbiamo perso due anni e si parla ultimamente di ospedale unico, di ospedale decentrato tra Trento e Rovereto, eccetera, ma ne discuteremo quando parleremo del piano sanitario provinciale, se non verrà ridotto a mero provvedimento dellesecutivo.
Penso ai rifiuti urbani. Bisognerebbe realizzare linceneritore entro brevissimo perché siamo in emergenza. Non cè una vera politica dei rifiuti e, a questo punto, ricordo un emendamento che ho presentato in questaula e che andremo a discutere, dove escludo gli impianti sperimentali e faccio riferimento agli impianti di pirolisi e termolisi che, sotto mio suggerimento, sono stati inseriti nel piano smaltimento rifiuti. Questi impianti verranno esonerati, cioè le popolazioni che faranno capo a questi impianti saranno esonerate dal pagare la tassa di conferimento, in quanto sperimentali. Penso anche alle biocelle che dovrebbero essere sistemate in Val di Non. Penso alla viabilità, alla Piana Rotaliana, alla bretella di Mori, alla Valdastico, alla Valsugana; se noi non riusciamo a dare delle risposte precise contribuiremo a far sì che si verifichino ancora situazioni paradossali, caotiche, sicuramente non positive per limmagine turistica del Trentino, come quelle che si sono verificate giorni fa, e mi riferisco allintasamento dellautostrada del Brennero e delle strade parallele alla stessa.
Dobbiamo realizzare strade in maniera intelligente per far vivere le comunità locali, dobbiamo permettere uno sviluppo armonico del nostra terra, compatibile, perché senza sviluppo non avremo occupazione, ci sarà un aumento del disagio sociale, ci sarà povertà, povertà di lavoro, di cultura e di assistenza. Dobbiamo realizzare infrastrutture per creare unopportunità di crescita al Trentino, per far sì che la nostra autonomia sia autosufficiente, visto anche il panorama generale di globalizzazione dei mercati, dove linternazionalizzazione coinvolge anche la nostra zona, vediamo le borse dellEstremo Oriente che creano dei problemi sulle borse europee, vediamo il ribasso delloro della Banca Svizzera che crea un ribasso mondiale ed altre cose. Pertanto, bisogna creare infrastrutture, bisogna aprirsi al mondo creando strade tradizionali, creando circonvallazioni nei centri abitati per aumentare la qualità della vita dei residenti, penso a Mori e alla Valdastico. Bisogna favorire la realizzazione di strade telematiche, penso ad Internet, penso ai servizi che potrebbero essere offerti alle imprese in questo specifico settore.
Penso alle vie aeree, penso allAeroporto Caproni, basterebbero due miliardi per completare la struttura in modo da far partire i voli commerciali, gli aerotaxi ed il traffico daffari. Penso allaeroporto come valenza turistica, voli turistici charter ed attività di aeroclub. Pertanto, tutte queste sono considerazioni che servono per una crescita armonica, perché bisogna tenere conto dellambiente, che è il bene più prezioso che abbiamo e che vendiamo. Cè bisogno, quindi, di una crescita sostenibile, una crescita armonica con il paesaggio e con la tutela del territorio perché il turismo ha bisogno di infrastrutture in questo senso ed il Trentino non può isolarsi dal resto dItalia e dal resto del mondo. Lultimo concetto relativamente a questo argomento è che se noi aumentiamo la qualità della vita delle popolazioni residenti nei nostri Comuni risolviamo anche problemi di ordine pubblico. Pensavo, e penso, ad un sindaco che, tempo fa, diceva che il caos, gli ingorghi creano dei grossissimi problemi nei confronti degli amministratori perché sono fatti oggetto di improperi, minacce ed altro.
A proposito di informatica, di Internet, ho già dato notizia, e la do anche pubblicamente in questa sede, che il sottoscritto ha aperto un sito web Internet da una settimana, pertanto, la tecnica deve essere al servizio delluomo per far conoscere e per far capire. Penso, in tema di infrastrutture, allarticolo di legge che avevamo approvato tempo fa in aula relativamente agli esercizi commerciali nei comuni di montagna. Noi abbiamo approvato una legge, un articolo di legge, che prevedeva un finanziamento fino all80 per cento per la costruzione, lacquisto, la ristrutturazione, la trasformazione di immobili ai Comuni, da destinare per strutture che dopo dovrebbero essere destinate, a titolo gratuito, ad aziende commerciali che ne facciano richiesta. Lo stesso articolo prevedeva anche un premio di insediamento fino a 50 milioni, in due rate, in due anni, una tantum per imprese di privati o cooperative che attivassero servizi pluriservizio, multiservizio, allinterno dei Comuni della nostra Provincia. Multiservizi intesi come alimentari, fax, bar, giornali, tabacchi, pertanto, più servizi vengono offerti alla comunità, alla cittadinanza, più sono i contributi previsti con questo premio di insediamento.
Nel 1997 erano previsti un miliardo e mezzo di contributi che fino ad ora non sono stati utilizzati perché manca il regolamento di attuazione di questa legge. Al riguardo, da un paio di mesi ho presentato uninterrogazione proprio per sollecitare lesecutivo a far sì che si acceleri al massimo la stesura definitiva del regolamento di attuazione, in modo da approvarlo con delibera di Giunta entro il 1997; siamo a Natale e penso che sarebbe un bel regalo per la nostra collettività trentina. Questo è un altro aspetto di negligenza di questa maggioranza e di chi, in questa maggioranza, è rimasto al potere dallinizio legislatura fino ad ora. Siamo in ritardo, in colpevole ritardo. Ritornando un attimo ai ragionamenti che facevo prima e facendo un confronto con una città a noi vicina, Verona, possiamo dire che là esiste un aeroporto, un interporto, una fiera; in Trentino ci sono le risorse economiche e quelle umane, penso alluniversità, ai centri di formazione, però certe strutture stentano a decollare. Ad esempio, dieci anni fa uno studio dellAssoindustriali indicava che bisognava puntare moltissimo sulle piccole e medie imprese ad alto contenuto tecnologico.
Non abbiamo bisogno di una politica che, infischiandosene dei bisogni diffusi e delle oggettive urgenze di apertura e sviluppo compatibile di una comunità, sa dire solo di no e non è capace di pronunciare un solo sì, anche a costo di moltiplicare, con i ritardi conseguenti, i danni allambiente, del quale ci si erge a paladini. Il Trentino di oggi e, soprattutto, quello di domani ha estremo bisogno di infrastrutture, meglio se su rotaia, ma in una prospettiva di intermodalità non si può escludere il potenziamento delle strade in modo che le nostre valli, grandi e piccole, tornino a vivere, non si spopolino e si riqualifichino collegandosi allo sviluppo socioeconomico delle vicine regioni europee senza perdere la loro specificità. E inutile continuare a negarlo, lo sviluppo ordinato del Trentino, vale a dire la spinta di una modernizzazione capace di valorizzare lidentità culturale ed ambientale di questa comunità e di questarea, superata la logica dei contributi a pioggia, deve passare, oggi, alle cosiddette politiche di contesto, tante volte enunciate ma scarsamente realizzate. Politiche che devono materializzarsi in agili canali ferroviari, stradali, aerei, culturali e telematici, indispensabili per stimolare il traffico delle persone, dellinformazione e delle merci.
Non a caso questi collegamenti sono considerati assolutamente necessari dagli operatori ma la Pubblica Amministrazione per prima dovrebbe rendersene promotrice per stimolare, fluidificare e rendere meno inquinanti i trasporti pesanti, il nuovo turismo del 2000, gli spostamenti dei privati cittadini ma, soprattutto, lapertura imprenditoriale ad una più ampia gamma di mercati dellagricoltura, dellartigianato, del commercio, dellindustria e dei servizi che rappresentano la nostra vera grande risorsa. Questo sforzo sussidiario sul terreno della mobilità e delle comunicazioni è, oggi, un preciso dovere della politica del Trentino ed è anche un primo passo concreto da compiere per rompere lisolamento della nostra Provincia e, in essa, dei nostri paesi e delle nostre valli.
Concludo il mio intervento portando una nota di chiarimento, giornali e televisioni hanno dato ultimamente ampio spazio, ampio risalto allipotesi che il sottoscritto appoggi questa maggioranza. Voglio chiarire che non sono parte integrante di questa maggioranza, non sono la stampella di questo esecutivo. La stampa e gli organi di informazione hanno dato notizie parziali, non hanno riportato i concetti nella loro interezza e, soprattutto, non si sono minimamente disturbati di verificare la mia posizione istituzionale. Questa è una grave scorrettezza, è inutile dire solo cinque parole di una frase che invece ne ha dieci, consigliere Muraro, bisogna riportarle tutte dieci altrimenti non si riporta...
(...)
DELLADIO: Ma questo fa parte dellinformazione propinata alla popolazione, uninformazione parziale, faziosa e di regime. Solamente se ci saranno abbondanti defezioni dalla maggioranza a causa di impedimenti sanitari - ma deve esserci unepidemia, non una piccola influenza come quella che ha colpito Andreotti oggi - o abbandoni politici che provocherebbero il caos istituzionale, solo allora ci potrà essere un voto tecnico del sottoscritto e di Forza Italia per evitare la paralisi delle istituzioni. Non penso che ciò avverrà perché ogni componente ha un posto al sole, ogni componente è incollato al proprio posto, è legato alla compagine Brancaleone della quale fa parte. Vi ringrazio per lattenzione.