b) disegno di legge numero 155: "Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per lesercizio finanziario 1997 e bilancio pluriennale 1997-1999".
DELLADIO: Anchio ho ancora quattro o cinque interventi da fare a riguardo di questa finanziaria. Questo articolo, larticolo 19, prevede centoventi miliardi nel triennio 1997-1999 per la copertura delle spese da sostenere per lacquisizione della competenza sul personale della scuola.
Larticolo 19 documenta meglio di ogni altro il nodo politico da cui origina la debolezza della Giunta uscente e di questo assestamento. Il nodo politico consiste nellassunzione in capo alla nostra autonomia di una così gravosa competenza finanziaria, sottraendo ad essa proprio nella fase esecutiva il disegno complessivo, vale a dire il sostegno di un organico progetto di sviluppo del sistema delleducazione, della formazione e dellistruzione oggi assolutamente necessario per consentire allamministrazione provinciale di governare dignitosamente la scuola trentina oltre il 2000. In tal modo sulle spalle della Provincia sono rimasti solo i costi della scuola, mentre lintero sistema dellistruzione e della formazione, dalla scuola materna alluniversità, è stato lasciato in balia di se stesso.
La responsabilità di questa intollerabile situazione non può che essere attribuita alle dimissioni dellassessore Passerini, alle quali seguiranno, mi auguro a ruota, quelle dei suoi colleghi dellUlivo, il cui gesto è stato fin dallinizio compiuto nonostante la lucida consapevolezza dellenorme danno che così facendo essi avrebbero o faranno o recheranno al sistema scolastico del Trentino. Mesi e mesi di lavoro per conquistare il consenso dei protagonisti della scuola: dirigenti, insegnanti, parti sociali, genitori, attorno a una riforma provinciale sicuramente difficile da realizzare; un lunghissimo lavoro di tessitura criticato ma anche apprezzato per limpegno profuso. Tutto questo gettato improvvisamente allaria per ragioni politiche apparse e rimaste tuttora lontane dalla sensibilità dei più.
La responsabilità di avere introdotto questo processo faticosamente ma pervicacemente avviato, fino ad alimentare le legittime speranze di cambiamento della popolazione scolastica trentina, degli insegnanti, dei direttori e dei presidi, e dopo avere visitato le istituzioni educative dellintero territorio provinciale, la responsabilità provinciale, la responsabilità di queste interruzioni, dovute alle dimissioni dellassessore Passerini e alle dimissioni probabili dei colleghi dellUlivo, che avete annunciato per tenergli compagnia, non potete scaricarla sulle forze di opposizione interne o esterne alla Giunta provinciale.
Dello sfacelo da voi causato risponderete, anzi pagherete in prima persona quando sarà il momento davanti allelettorato che non mancherà di imputarvi la mancata riforma della scuola trentina per motivi magari prettamente plausibili ai vostri occhi, ma totalmente estranei ai protagonisti, agli operatori della scuola stessa, della scuola reale fatta - come lassessore Passerini ha sempre ripetuto - di persone e non di muri, e alle sue attese di rilancio e di riqualificazione.
Se non altro, il pensiero di queste persone e delle aspettative dallassessore alimentate in tutti loro - e mi avvio al completamente di questi ragionamenti - avrebbe dovuto dissuadere dalla rinuncia allincarico finora ricoperto, rinuncia che a nessuno è apparsa nobile se non forse a Passerini e ai pochi residui compagni rimasti fedeli al movimento della Rete in Trentino. Ho altre considerazioni da fare, ma le farò in dichiarazioni di voto.
(...)
DELLADIO: Approfitto ancora su questo emendamento per parlare, anche se i tempi sono veramente molto ridotti. Io voglio fare delle considerazioni per quanto riguarda il personale della Provincia o in senso generale del settore pubblico.
Io ho consultato il fascicolo edito dal servizio statistica della Provincia dove vengono riportati i dati relativi al personale pubblico della Provincia, e non solo della Provincia, anche dello Stato presente in Provincia autonoma di Trento. Noi vediamo che su quattrocentocinquantamila abitanti, circa quattrocentotrenta, quattrocentoquarantamila abitanti, sono del settore pubblico e pubblico allargato pari a quarantamilatrecentoventi persone, senza tener conto di altre quattro, cinque seimila persone che sono attribuibili allesercito e che non sono contemplati nelle statistiche perché strategici e non si possono menzionare.
Al riguardo io voglio fare una considerazione di questo tipo: quarantamila su quattrocentocinquatamila, con più quegli altri cinque, seimila cittadini dellesercito, arriviamo ad un 10 per cento di personale impiegato pubblico in Provincia autonoma di Trento. Se facciamo un raffronto con i cittadini europei, che sono pari a trecentottanta milioni, noi vediamo che i cittadini dipendenti pubblici dellUnione europea sono quindicimila, pari allo 0,39 per cento. Vediamo una discrepanza, una divergenza notevolissima. Tenendo conto che la Provincia ha competenza sicuramente primaria su tanti settori e secondaria in altri e legifera su tanti argomenti, ma dobbiamo tener conto che anche lEuropa legifera e le leggi emanate dal Parlamento europeo sono fatte proprie, dovrebbero essere fatte proprie dai Parlamenti degli Stati membri.
Io voglio dire che questi numeri dovrebbero far riflettere, per contenere la spesa corrente, in modo particolare, noi vediamo che dei quarantamila dipendenti pubblici, il 30 per cento di questi sono dipendenti provinciali e un altro 30 per cento sono dipendenti statali o degli enti collegati. Allora, cosa bisogna fare per bloccare la spesa corrente che sarà il problema prioritario della Provincia autonoma di Trento? Bisogna contenerla, secondo me, con un blocco totale del turn over che attualmente è solamente al 50 per cento. Bisogna inserire una mobilità intelligente e soprattutto bisogna valorizzare le risorse umane, gratificando chi effettivamente lavora e che tante volte è mortificato da chi pensa che sia tutto dovuto anche facendo nulla.
Per fare questo però bisogna misurare lefficienza, che vuol dire anche la produttività dellapparato provinciale nei singoli comparti, di conseguenza anche del personale, dei dirigenti in primo luogo. Serve attivare il controllo di gestione già annunciato da molti ma purtroppo mai partito. Cosè questo controllo di gestione? E la definizione di criteri adeguati alla verifica del rapporto costi-benefici allinterno della pubblica amministrazione, criteri che variano in base al servizio svolto, e sono differenti tra i vari comparti, dalla scuola, allartigianato, alle opere pubbliche ed altro.
Il controllo di gestione presuppone laffidamento da parte della Giunta provinciale ad un gruppo di esperti del compito di applicare questi criteri ai singoli settori, ai singoli comparti, al personale della pubblica amministrazione. La dottoressa Matonti a suo tempo aveva monitorato i carichi di lavoro al fine di stabilire il reale fabbisogno del personale e della relativa strumentazione.
Che fine ha fatto questo studio, questo lavoro? A me risulta che è ancora fermo e disperso dei cassetti della Provincia e questa è una grave mancanza che coinvolge anche il vice Presidente Alessandrini, anche perché è scappato di fronte alle proprie responsabilità. Le spese correnti senza questi provvedimenti non si possono contenere e sarà la tragedia dei prossimi anni e di chi verrà dopo il 1998 a governare questa Provincia, perché le spese correnti, che attualmente si aggirano intorno al 63, 65 per cento, andranno a coprire per la quasi totalità il bilancio, considerando che settemila sono i dipendenti della scuola, seimila e passa sono quelli della Provincia, mille circa quelli dei comprensori; pertanto questa è una grave deficienza da parte di questa Giunta e sicuramente esprimerò il voto negativo alla fine di questa finanziaria. Questo è uno dei tanti aspetti che mi premeva evidenziare con delle proposte.
(...)
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Lestate è iniziata male, forti sono le preoccupazioni degli operatori alberghieri rilevando le percentuali di mancate prenotazioni, percentuali che mediamente si attestato sul -30, 40 per cento con punte del 60 per cento. Lestate è iniziata male anche per le "sparate" di alcuni assessori di questa maggioranza contro il settore turismo. E opportuno ricordare a questi assessori che il turismo è lasse portante della nostra economia trentina e che dal turismo il Trentino trae benessere e ricchezza.
Investire nel turismo è cosa saggia e lungimirante. Ricordiamo alcuni numeri: 10,8 milioni di presenze nel 1996, dei quali 2,3 milioni di stranieri. Oggi parlare di turismo non vuol dire parlare di un settore, vedi comparto alberghiero, con il quale spesso e riduttivamente il turismo viene identificato, né significa che il sottoscritto ne parla solo perché proveniente da una valle a carattere turistico. Io ne parlo perché senza il turismo il Trentino non ha una prospettiva. Il turismo risulta uno dei settori che maggiormente sono esposti allevoluzione del mercato sempre più globalizzato. Gli operatori turistici sono sempre più obbligati a confrontarsi con esigenze strutturali e organizzative diverse rispetto al passato e a soddisfare le molteplici abitudini e richieste dei consumatori.
E visibile la tendenza ad accorciare il periodo di vacanza e a fare più viaggi in un anno. Attualmente è utile ricordarlo che in provincia di Trento stiamo operando con un piano di politica turistica approvato ancora nel lontano 1988 e reso attivo con continue proroghe. La classificazione alberghiera risale al 1984 e la legge sulle aziende di promozione turistica al 1986. Ho scritto, e lo ribadisco in questaula, che in tema di organizzazione e finanziamento è opportuno considerare ed eventualmente recepire modelli turistici adottati in territori vicini al nostro Trentino, come lAlto Adige e il Tirolo austriaco. In Alto Adige i contributi sono erogati questanno alle associazioni turistiche in base ad un concetto rivoluzionario: la Provincia eroga contributi in una quantità, che è stata modificata ultimamente dallassessore, quasi pari ai contributi che le stesse riescono ad ottenere dai privati. Nel Tirolo austriaco invece è vigente limposta di scopo, che è pagata secondo un calibrato criterio di ripartizione da circa cinquecento soggetti privati: albergatori, farmacisti, professionisti, artigiani, commercianti, banche ed altro, che traggono utili dal turismo. Una imposta riscossa da associazioni di diritto privato che interamente riversata sulla comunità locale permette una gestione oculata flessibile e manageriale e un coinvolgimento diretto degli operatori e beneficiari del comparto turismo. Una imposta che non si identifica nella vecchia imposta di soggiorno che deve essere abolita anche per le case private. In poche parole, privatizzazione dellApt.
Altro aspetto, lenergia; le nostre aziende alberghiere vivono una concorrenza fortissima con gli alberghi e strutture del Tirolo e della Val dAosta, laddove viene fornita energia a prezzi agevolati. E opportuno, è necessario intervenire sui costi fissi di riscaldamento ed energia elettrica; per esempio: lenergia prevista con larticolo 13 dello Statuto di autonomia fornita gratuitamente alla Provincia autonoma di Trento dai concessionari, a mio avviso dovrà essere resa disponibile anche alle aziende trentine, in particolare modo a quelle turistiche, e un emendamento in tal senso è stato approvato in seconda commissione legislativa su mia proposta e fa parte della legge, è inserito nella legge dellAspe, lAzienda provinciale per lenergia.
Occorre a mio avviso sempre organizzare lofferta turistica a rete ed in rete su base provinciale e di ambito; a rete perché ogni soggetto interessato: alberghi appartamenti, residence, campeggi, affitta camera, dovrebbero potersi offrire collegati fra loro come una maglia; chiunque, operatore turistico e non, informazioni sul proprio essere sullofferta di contorno, dalle manifestazioni agli spettacoli, prodotti tipici ed altro, ed in rete utilizzando gli strumenti presenti sul mercato dellinformatica, per fornire a tutti i potenziali clienti, soprattutto del mondo esterno italiano e straniero, informazioni legate al turismo di ogni tipo.
Bisogna approfittare di queste tecnologie per effettuare le prenotazioni, le teleprenotazioni così dette, bisogna prevedere, secondo me, un authority, come già indicato dallassociazione albergatori del Trentino tramite il suo presidente, in modo di studiare lo sviluppo, identificare le politiche da adottare in maniera globale. Queste sono tutte proposte di cui bisognerebbe tenere conto. Unazienda, dicevo, interprete dei dati forniti anche del servizio statistico della Provincia, che è lIstat del Trentino e promotrice di ricerche di mercato, un organismo con potere decisionale che sviluppi le strategie da adottare per promuovere limmagine della nostra provincia verso lesterno.
Occorre anche prevedere il riordino normativo affinché si favorisca la cooperazione o laggregazione economica fra i soggetti privati nellambito del marketing, ossia nella commercializzazione dei pacchetti di offerta. Poi ci sarebbero tante altre cose da dire, ad esempio...
(...)
DELLADIO: Io faccio il mio dovere e il mio lavoro, questa sera; pertanto io rispetto i colleghi facendo il mio lavoro. Se lei, collega Valduga, non vuole intervenire lasci intervenire gli altri.
(...)
DELLADIO: Sto intervenendo sul tema turismo; appunto perché manca lo faccio io. Concludo dicendo alcune cose, signor Presidente. E necessario coinvolgere la terza età anche al fine di risolvere il problema della destagionalizzazione ed occorre ripensare allistruzione, la formazione professionale delle risorse umane del turismo con una riforma degli enti preposti, portando il periodo scolastico ad un quinquennio, istituendo listituto tecnico per il turismo e riposizionando laccademia del commercio e del turismo.
Purtroppo questa maggioranza è mancante di idee e di entusiasmo, ed è per questo che ho fatto un intervento di questo tipo, propositivo, anche se certi colleghi non riescono a sopportarlo. Le preoccupazioni sono solo quelle di arrivare alla fine di questa legislatura ognuno con le posizioni acquisite nel tempo; pertanto esprimo un parere anche questa volta negativo verso questa maggioranza e positivo verso questo articolo.
(...)
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Io sarò breve e sarò buono. Noi abbiamo scoperto una cosa questa mattina: il potere di preveggenza della cassandra Malossini-Pucci. Allora, a loro voglio rivolgere una domanda: quali componenti della maggioranza rassegneranno concretamente le dimissioni nei prossimi giorni?
Abbiamo visto, come ho evidenziato, che non esiste strategia sulla scuola, sul turismo; abbiamo visto che cè stato un avanzo di amministrazione di duecentoventi miliardi del 1996 non spesi; abbiamo visto che cerano dei miliardi disponibili dallUnione Europea e non sono stati spesi. Per definire la situazione politica attuale, penso che sia sintomatica una definizione presa dal Diario di Kierkegaard, filosofo danese di questo secolo. Questo filosofo diceva: "Ormai la nave è in mano al cuoco di bordo, e ciò che trasmette dal megafono del comandante non è più la rotta da seguire ma la lista di ciò che mangeremo domani".
Il mio voto sarà contrario.