SEDUTA DEL 26 MAGGIO 1997

Proposta di mozione numero 529, sugli interventi a sostegno dell’agricoltura colpita dalle eccezionali avversità atmosferiche.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, è un argomento importante quello che analizziamo oggi. Voglio partire col dire che le aziende agricole sono state messe a dura prova, in questi ultimi anni, a causa del fenomeno della mucca pazza nel 1996, del contenimento dei consumi delle famiglie, nonché della siccità e dell’aumento delle spese di funzionamento delle aziende di settore, per non parlare del problema delle quote latte, che noi avevamo già affrontato in quest’aula, a suo tempo, con una mia mozione, per accelerare la costituzione della riserva provinciale delle quote latte, al pari all’Alto Adige.

Come se non bastasse tutto questo, la primavera è stata interrotta con ripetuti abbassamenti di temperatura, i fiori maturi prima del tempo sono stati bruciati dalle ultime gelate, e per questo la produzione di frutta, mele, ciliegie ed altro, subirà un fortissimo contenimento. Di gelate si ha ricordo, almeno mi hanno riferito, di quelle del lontano 1957 ed anche del 1981, sebbene con minor intensità. Le gelate del mese scorso non hanno colpito solo l’agricoltura, ma tutta l’economia del Trentino, un’economia, quella trentina, che vede coinvolti ed interconnessi i molteplici settori che la caratterizzano: il turismo, le aziende che vendono e producono mezzi ed attrezzature agricole, aziende che vendono concimi, prodotti agricoli in genere, le aziende commerciali ed altro. Le ripercussioni negative saranno evidenti nell’indotto dell’agricoltura e nell’occupazione.

L’ondata di maltempo e di siccità non ha colpito solo il Trentino, ma anche altre regioni. Il primo taglio di foraggio è ormai compromesso, le aziende agricole saranno in difficoltà, il prossimo inverno, per il reperimento di questa materia prima: ciò significa che il foraggio verrà a mancare anche nelle regioni vicine, con il conseguente lievitamento dei prezzi d’acquisto. I maggiori costi per la produzione di latte, derivati dalla difficoltà di reperire foraggio - ed è opportuno ricordare le stime intorno al 42 per cento di mancanza foraggiera - dicevo che i maggiori costi sono stati stimati, in prima battuta, attorno alle centocinquanta lire al chilogrammo di latte prodotto. Un aspetto, questo, che si ripercuoterà presto e sarà toccato con mano anche dai consumatori.

Il mercato della zootecnia ed agricolo in genere è un mercato in difficoltà e perciò, a mio avviso, occorre intervenire con provvedimenti intelligenti che non siano solo contributi a fondo perduto, al fine di superare questo momento difficile. Ciò può essere possibile solamente dopo aver effettuato un veloce censimento dei danni. L’eventuale intervento pubblico, di tipo straordinario, deve basarsi su dati certi e deve essere diversificato. La mozione che ho sottofirmato indica numerosi tipi di intervento, per esempio possono essere definiti contributi alla gestione, a fondo perduto o a tasso agevolato, in base percentuale alla produzione verificata al conferimento presso i consorzi o le cooperative, o in base alla produzione dell’azienda. Pertanto, se si pone come base l’anno passato, uguale a cento, si vede quanto si conferisce quest’anno e poi, percentualmente, in base alla perdita, si possono elargire questi fondi a fondo perduto o a tasso agevolato, sia alle imprese private che alle cooperative. Questo per quanto riguarda le spese di gestione, basandosi su delle stime e calcoli che tengono conto delle spese di irrigazione ed altro. Per quanto riguarda i contributi alla produzione, noi sappiamo che esistono delle assicurazioni per la grandine e per il gelo: pertanto, chi si è assicurato - e quest’anno c’è stato un incremento notevole di assicurati - verrà risarcito dal Codipra, nel caso della provincia di Trento.

Un aspetto che io voglio toccare, relativamente a questa mozione, è il punto 11 del dispositivo, al quale io ho presentato un emendamento, condiviso dal collega Zanoni, primo firmatario, che integra la dicitura nella quale si può leggere che la mozione deve destinare parte della quota di energia elettrica a disposizione della Provincia autonoma di Trento alle "cooperative e consorzi". Qua si fermava la mozione; io l’ho integrata, con questo emendamento, con "aziende" in senso generale che richiamano le aziende private. Questo emendamento e questo punto del dispositivo sono relativi all’energia elettrica assegnata alla provincia, a norma di Statuto, dai concessionari di grande derivazione, che hanno l’obbligo di fornire alle province di Trento e di Bolzano, annualmente e gratuitamente, tot chilowattora di energia. Pertanto, questa energia può essere sicuramente utilizzata anche per le aziende private, non solo per le cooperative e per i consorzi.

Il punto 9 già prevede interventi finanziari alle aziende private, oltre che a cooperative e consorzi, pertanto non aveva bisogno di emendamenti. Porto un esempio per evidenziare questo aspetto, relativamente ai trasformatori di uva. Oltre ai consorzi e alle cooperative, esistono anche delle cantine private, che sono nella stessa condizione e hanno gli stessi conferenti, pertanto hanno le stesse esigenze e pertanto non bisogna fare disparità di trattamento nella nostra provincia di Trento, ché già esistono queste disparità di trattamento e sono evidenti. Basta solo leggere le leggi di settore, e non solo di settore. Per questo motivo - seppur brevemente, perché il tempo a nostra disposizione è limitato a dieci minuti - per questi motivi ho firmato, emendato, e voterò la mozione che stiamo discutendo.