SEDUTA DEL 28 GENNAIO 1997

Disegno di legge n. 56: Modifiche alle disposizioni vigenti in materia di lavori pubblici (legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26), edilizia abitativa (legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21), protezione civile (legge provinciale 10 gennaio 1992, n. 2), edilizia abitativa a favore di persone anziane (legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16), edilizia universitaria (legge provinciale 21 dicembre 1984, n. 13), ambiente (testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti - legge provinciale 11 settembre 1995, n. 11) e altre disposizioni concernenti le utenze d’acqua pubblica.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. La mia dichiarazione di voto è riconducibile al solo metodo utilizzato da questa Giunta provinciale per raggiungere degli obiettivi. Io voglio evidenziare alcune osservazioni di tecnica legislativa proposte a suo tempo dal servizio legislativo del Consiglio della Provincia autonoma di Trento ed unite al disegno di legge. Il servizio evidenziava che "va messo in rilievo il carattere non omogeneo del provvedimento: esso riguarda materie diverse, solo per caso assegnate quasi tutte alla competenza di una singola Commissione". E’ già stata evidenziato anche dal collega Pinter che questo è un disegno di legge omnibus. Pertanto come metodo è da bocciare. "In secondo luogo - scriveva il servizio legislativo - c’è un problema di certezza del diritto, poiché i provvedimenti a contenuto disomogeneo pongono intralci alla conoscibilità delle norme, tant’è vero che in alcuni ordinamenti essi sono vietati, talora anche da norme costituzionali, e comunque, anche secondo le regole tecniche adottate in Provincia, essi andrebbero evitati. Sarebbe meglio - continua sempre il servizio legislativo del Consiglio della nostra Provincia - dunque, dividere il progetto di legge in questione in tanti disegni di legge quanti sono i suoi capi, cioè le materie che esso tratta; per il che, d’altra parte, sarebbero richiesti nuovi atti di iniziativa, visto che il nostro regolamento interno non prevede l’istituto dello stralcio".

Visto che la Giunta non ha voluto tenere conto di queste qualificate segnalazioni, e considerato che ho notato che in quest’aula solo con l’ostruzionismo si riesce a fare capire le proprie ragioni, esprimerò voto negativo a questo disegno di legge.