SEDUTA DEL 30 LUGLIO 1997

a) Disegno di legge numero 154: "Disposizioni concernenti l’autorizzazione e la variazione di spese previste da leggi provinciali ed altre disposizioni finanziarie assunte per la formazione dell’assestamento del bilancio annuale 1997 e pluriennale 1997-1999 della Provincia autonoma di Trento";

b) disegno di legge numero 155: "Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 1997 e bilancio pluriennale 1997-1999".

 

DELLADIO: Colgo l’occasione per parlare sugli articoli, perché ieri sera non ho potuto essere presente e parlare, sebbene in maniera concisa, anche dell’aspetto politico.

Approfitto di questo articolo 1 per dire che la discussione generale è stata chiusa con i risultati di accelerare i tempi di questa finanziaria di assestamento. Ma a chi dovevamo parlare? Mancava ieri mattina il Presidente Andreotti, più di mezza Giunta era assente, non c’erano gli interlocutori o c’erano interlocutori dimissionari. Un silenzio imprevisto per certi versi, ma un silenzio di condanna per altri.

In questo momento cosa serve al Trentino? Serve - a mio avviso - una Giunta istituzionale, come dicevo e si è detto molto tempo fa; dobbiamo partire da un confronto su pochi punti programmatici strategici concordando le modalità di attuazione. La maggioranza è eterogenea e non trova convergenze su punti qualificanti programmatici, come ad esempio la scuola: noi abbiamo visto il Presidente leggere la sua relazione dove scriveva, nelle dichiarazioni programmatiche: "sì ai buoni scuola", e il suo assessore o ex assessore all’istruzione fare l’esatto contrario. Altro esempio è la realizzazione della Valdastico: alcuni assessori dicono di sì, altri no ed altri ancora ni, rinunciando a trasformare - questo è il fattore fondamentale dell’aspetto autonomia - la nostra autonomia in una autonomia autosufficiente e condannando la stessa alla dipendenza economica.

Meglio sarebbe stato provvedere allo scioglimento del Consiglio provinciale, ma abbiamo visto che è una soluzione di difficile attuazione. Allora: no allo scioglimento del Consiglio provinciale, no alla Giunta istituzionale, quindi soluzione obbligata siccome il PATT non abbandonerà le posizioni acquisite, resterà una Giunta di minoranza cercando i voti di volta in volta. Una Giunta di minoranza come volontà del Partito Autonomista, perché il "taglio della testa" di Andreotti, che potrebbe soddisfare Tretter, condannerebbe il PATT al completo fallimento. Il prodotto di questa situazione: assenza di idee, navigazione a vista e, per chi ha il governo, elezioni nel 1998 con il supporto della Giunta e della struttura provinciale. Attualmente il centro sinistra vorrebbe sacrificare la Rete di un tempo, che non esiste più, a favore dei Popolari, che si collocano, secondo le loro dichiarazioni, in un forte e autorevole centro. Questo però non troverà realizzazione se Andreotti non perderà, metaforicamente parlando, la testa o il comando di questo esecutivo.

Concludo questa piccola analisi politica dicendo che a mio modesto avviso l’Ulivo si compatterà solamente fuori da questa maggioranza, sempre se si varerà una riforma elettorale regionale di tipo maggioritario, e sacrificherà la Rete originaria, a mio avviso, salvando solo qualche elemento di spicco facendolo confluire in qualche partito dell’aggregazione futura.

Concludo, relativamente all’emendamento in discussione, dicendo che la mia posizione per quanto riguarda i rifiuti l’avevo già illustrata in discussione generale del disegno di legge sull’istituzione dei centri di raccolta zonale di tutto il Trentino e in tema di raccolta differenziata. Io sono favorevole all’investimento nella tutela ambientale, e pertanto a mio avviso la soluzione dell’inceneritore, di impianto sperimentale di pirolisi e termolisi come promosso a suo tempo dal sottoscritto e il conferimento in discarica, sicuramente è un fatto positivo. Pertanto io non voterò questo emendamento.