SEDUTA DEL 13 GENNAIO 1998

Disegno di legge n. 170: "Misure collegate con la manovra di bilancio di previsione per l’anno 1998".

DELLADIO: Signor Presidente, è lo stesso non ci sono problemi, l’importante è poter parlare. Voglio ricordare alcune cose in discussione generale di questo articolo. Innanzitutto, che esiste una legge provinciale del 3 febbraio 1995 che prevede e prevedeva, se viene approvato questo articolo, che chiunque, al momento di entrata in vigore della presente legge, mantenga in esercizio occupazioni od usi preesistenti di strade provinciali privi di autorizzazione, di licenze o di concessioni, è tenuto entro il 30 ottobre 1995, che poi è stato spostato al 31 dicembre 1997, a presentarne denuncia alla Provincia e a versare dei canoni pari a tre volte gli importi prestabiliti con delibera della Giunta provinciale, per sanare la situazione precedente, o moltiplicati per dieci volte per chi non effettua il censimento. Gli importi erano molto alti, andavano dalle 249.000 lire ad 1.053.000 moltiplicati, come dicevamo, per tre o per dieci se uno non effettuava la segnalazione agli uffici preposti della Provincia.

Si verificavano inoltre numerosi problemi: ad esempio, si prevedeva che, anche nei casi in cui la strada non era intavolata alla Provincia autonoma di Trento, il cittadino dovesse pagare; non solo, gli uffici della Provincia sono in possesso della maggior parte delle informazioni attinenti gli accessi, le concessioni relative alle strade provinciali, e poi c’erano altri problemi attinenti a questa normativa introdotta, come dicevo, nel 1995. Il 24 ottobre 1997 io ho presentato, un paio di mesi prima della scadenza di quanto prevedeva questa normativa, una mozione che intendeva sollevare il problema e rivedere i canoni previsti con delibera della Giunta provinciale. Questa mia mozione è stata recepita dall’esecutivo ed è stata trasformata in un articolo a questa finanziaria, articolo che noi andiamo ad analizzare attualmente, cioè il numero 33, che prevede di spostare al 31 dicembre del 1998 la scadenza, inoltre per le occupazioni, gli usi e gli accessi non è richiesto alcun canone, solamente chi deve ancora ricevere le autorizzazioni dovrà pagare centomila lire, tali autorizzazioni si prevedere dovranno essere rilasciate dal dirigente di servizio.

Ebbene, io voglio far notare che una proposta della minoranza, la mia proposta di mozione, è stata recepita da questo esecutivo ed è stata prevista una sanatoria con importi minori, però rimane attivo un altro problema: chi ha pagato entro il 31 dicembre 1997, dovrà vedersi restituire le proprie quote. Saranno poche, ma ci saranno sicuramente in Provincia autonoma di Trento delle persone diligenti che entro i termini previsti hanno pagato gli importi che, come dicevamo prima, vanno dalle duecentocinquantamila lire al milione, se non di più. Se questo problema esiste, e bisognerà verificarlo, si dovrà provvedere e in questo articolo non è previsto il rimborso di tali quote.

Voglio evidenziare un ulteriore concetto, e ho finito signor Presidente, che l’articolo di legge che prevedeva i folli importi, che verrà abolito con questo articolo che noi approveremo sicuramente e che voterò positivamente, era stato inserito e votato dalla maggioranza di un tempo che aveva, come sappiamo, la stessa guida Andreotti e includeva l’attuale assessore ai lavori pubblici. Tempo fa, nel 1995, è stato approvato l’articolo che prevedeva -ho finito signor Presidente - questi balzelli enormi che ora vengono cancellati, meglio tardi che mai.

(Richiamo del Presidente ai limiti di tempo dell’intervento)

Un’ultima considerazione, signor Presidente, e poi ho finito e non farò nemmeno dichiarazione di voto; il fatto che una proposta delle minoranze è stata accetta da questa maggioranza è una cosa positiva al pari della proposta che avevo fatto a suo tempo sulle marche da bollo relativamente alle denunce delle caldaie degli impianti termici famigliari dove l’emendamento proposto dal sottoscritto è stato accettato dalla maggioranza, è stato fatto proprio e in questi giorni dovrebbero restituire gli importi previsti a suo tempo. Il mio voto per questo articolo sarà positivo sicuramente. Grazie.

(...)

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, brevemente, io ricordo che la legge provinciale numero 10 del 1997, precisamente del 7 luglio, prevede l’istituzione del tributo speciale per il deposito in discarica. In questa legge si esonerano dal pagamento di questo tributo speciale certi tipi di rifiuti, ad esempio quelli derivanti da impianti di smaltimento, trattamento, riutilizzo dei rifiuti e dagli impianti di depurazione gestiti dalla Provincia, anche tramite appalto o concessioni, questo è solamente un esempio. Io voglio, con questo emendamento che impone l’articolo 37 bis, allargare queste esclusioni ai rifiuti e scarti derivanti da impianti sperimentali di pirolisi, termolisi, biocelle ed altro, perché questo? Perché i cittadini, a mio giudizio, pagherebbero un doppio tributo sia per quanto riguarda le discariche sia per quanto riguarda il conferimento in questi impianti speciali. Ci possono essere delle zone, come la Val di Sole, Trento, la Val di Fiemme, la Val di Fassa ed altre che hanno doppi impianti; secondo me questi impianti sperimentali di pirolisi, termolisi o biocelle hanno un interesse a valenza provinciale.

Evitare il pagamento di questo tributo speciale per il deposito in discarica, per il deposito in questi impianti sperimentali, invoglierebbe i Comuni ad ospitare tali impianti fintantoché saranno sperimentali, solo finché saranno sperimentali non si pagherà il tributo speciale. Penso all’impianto speciale che dovrebbe, io spero velocemente, essere realizzato in provincia di Trento per quanto riguarda la pirolisi o similare, penso agli impianti di biocelle che, leggendo ultimamente dagli articoli sulla stampa locale, interessano il Comprensorio Solandro, notizie del 30 dicembre dicono che anche la discarica in località Ischia-Podetti è stata interessata dall’acquisto e dalla sistemazione di due biocelle della capacità di quaranta, cinquanta metri cubi. Pertanto, io chiedo all’aula che questo emendamento sia approvato perché ha un interesse di tipo provinciale. Grazie.