SEDUTA DEL 29 GENNAIO 1998

Proposta di mozione numero 390, sul conferimento di un riconoscimento agli operatori che hanno prestato opera di soccorso in occasione della sciagura di Stava.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente e egregi colleghi. Leggo la mozione dal titolo "Riconoscimento tangibile ai numerosi soccorritori della sciagura di Stava".

Venerdì 19 luglio 1985. Una data tragica da ricordare. E’ da poco passato mezzogiorno. Una enorme valanga di melma, alta dieci metri, si stacca dalla montagna, scende nella splendida valle dolomitica di Stava travolgendo e polverizzando tutto e tutti: alberghi pieni di turisti, decine di case di abitazione, automobili segherie e piante. Nulla rimane integro, tutto è distrutto. La marea di fango semina morte e distruzione per circa cinque chilometri.

I due enormi vasconi, posti su diversi livelli, che fungevano da bacini di lavaggio e di decantazione del materiale estratto dalla miniera di Prestavel, hanno ceduto scaricando a valle il loro contenuto di acqua e fango.

Le immagini che si presentano agli occhi dei primi soccorritori sono drammatiche: un desolante deserto.

Pochissimi minuti dopo la catastrofe il comando Vigili del Fuoco di Trento fa scattare l’allarme ed informa la Giunta provinciale per la mobilitazione generale di tutti i servizi tecnici della Provincia. Anche il Ministro per la Protezione Civile Zamberletti è informato dell’evento e pertanto da Roma parte l’ordine di mobilitazione per tutto il Nord Italia. Contemporaneamente in Val di Fiemme le sirene di tutti i paesi chiamano a raccolta i Vigili del Fuoco Volontari che rapidamente accorrono prestando i primi soccorsi dimostrando ancora una volta che la struttura volontaristica di primo soccorso, che nella Regione Trentino-Alto Adige vanta una tradizione secolare, è efficiente, organizzata e soprattutto carica di solidarietà umana.

Questi, in estrema sintesi, i primi momenti della sciagura della Val di Stava che ha cancellato in un sol colpo 268 vite: vittime dell’ingordigia, dell’egoismo e della negligenza umana.

Premesso che:

considerato che:

- per il personale civile: dai Sindaci delle località di servizio o dai responsabili degli Enti di impiego in zone terremotate;

- per il personale militare: dai Comandi di Zona d’Intervento e dai Comandi Operativi delle singole Forze armate e dei Corpi Armati, costituiti nelle zone terremotate.";

rilevato che:

pertanto:

si impegna la Giunta provinciale:

  1. con la massima sollecitudine a promuovere tutte le necessarie iniziative nei confronti dei competenti Organi Istituzionali, provinciali o nazionali, affinché venga riconosciuto ai Vigili del Fuoco Volontari e non e a quanti sono stati impegnati nell’opera di soccorso alla popolazione colpita dalla sciagura di Stava un fregio (diploma, medaglia, nastro o altro) quale tangibile riconoscimento della loro opera di soccorso.

Voglio fare delle brevi considerazioni. Io provengo dalla Val di Fiemme e questo è un problema che non tocca esclusivamente la Val di Fiemme ma tutto il Trentino e il nostro Stato Italia. Io mi sono fatto carico di questo problema appena mi è stato posto e pertanto parlo del novembre 1996. Ritengo che le guerre, l’Olocausto e le tragedie non possano essere dimenticati; Stava è una di queste tragedie, è un monito per chi verrà dopo, per le generazioni future. Sono delle tragedie provocate, come dicevo, dall’uomo per ingordigia, per mancanza di controlli, per arrivismo. In sintesi sono dovute alla negligenza dell’uomo. Non possiamo dimenticare certi valori che sono fondamentali dell’esistenza quali l’altissima importanza della vita umana. Pertanto, non possiamo dimenticare i momenti tragici che hanno segnato la nostra vita e la nostra comunità, dobbiamo combattere l’indifferenza affinché fatti simili non succedano più.

Nella mozione sono stati evidenziati i vari corpi, le varie organizzazioni che sono intervenute in questa tragedia; parlavo di tre, quattro migliaia di persone, dell’esercito, dei vigili del fuoco volontari e non, dei carabinieri, della guardia di finanza, della polizia, gli alpini, i paracadutisti, tutte persone che hanno dedicato energie e tempo al recupero dei cadaveri, quando si trovavano, delle persone distrutte e maciullate dalla grande valanga di melma che si è abbattuta sull’abitato di Stava.

In altre parti d’Italia, ho ricordato l’Irpinia, un anno dopo dall’evento calamitoso si sono mosse le autorità locali, le autorità nazionali e hanno ritenuto doveroso tributare un tangibile riconoscimento a quanti hanno prestato l’opera di soccorso alle popolazioni colpite, in quel caso, dal sisma del novembre 1980, purché avessero lavorato, si fossero impegnate nelle zone terremotate per periodi ben identificati. In Trentino molte sono state le persone che sono intervenute, molti politici sono andati sul luogo del disastro, molti politici hanno promesso quanto adesso io propongo a quest’aula, cioè di dare, sebbene in ritardo, un segno per non dimenticare, un segno a queste persone che hanno partecipato; sicuramente non sono numerose le persone, pertanto il lavoro che gli uffici competenti dovranno fare non è esagerato e ritengo che questa sia un’operazione importante per ricordare, per le persone che hanno impegnato le proprie energie in questo avvenimento. Non possiamo dimenticare chi ci ha lasciato e allo stesso modo non dobbiamo dimenticare chi è rimasto ad aiutare e chi ha sofferto nelle operazioni di recupero.

Questa proposta che io faccio, e ricordo che la mozione che andiamo ad esaminare era una mozione del 1996, che ho inserito nell’ordine del giorno di questo Consiglio, di questa tornata consiliare al posto di un’altra mozione proprio per il fatto che è importante arrivare a conclusione e attuare quanto disposto nel dispositivo del documento stesso. Voglio ribadire che questa non è campagna elettorale appunto per il fatto che la mozione è stata presentata quando il problema mi è stato posto, è una questione di giustizia; ritengo che se il Governo non ci sente, ci senta la Provincia. Meglio tardi che mai!

Io non intervengo più su questo argomento però chiedo già da adesso un voto palese per appello nominale perché la Val di Fiemme e il Trentino hanno pagato un prezzo altissimo e per questo motivo, perché non bisogna dimenticare, io chiedo voto positivo a quest’aula per il documento che ho proposto.

(...)

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Pensavo di non intervenire però a questo punto devo dire alcune cose: la prima che mi viene in mente è quella che mi porta al lontano 1985, il 4 maggio di quell’anno mi sono sposato, quindi è stata una data felice per me, invece il 19 luglio del 1885 è successa la tragedia di Stava. Ricordo di aver festeggiato l’avvenimento del mio matrimonio all’hotel Erika, che si trovava proprio nella valle di Stava e che adesso non esiste più, un hotel spazzato via dalla furia dell’acqua fuoriuscita dai bacini di Prestavel. Nel luglio del 1985 anch’io ho partecipato, non in prima linea ma come tecnico di supporto, alle operazioni di coordinamento e di comunicazione relative all’evento. Sentendo il collega Passerini che apprezza il principio di questa mozione e che evidenzia nella tragedia di Stava una tragedia dell’autonomia trentina, mi trova concorde, però io dico che i figli non devono pagare le colpe dei padri, cioè l’istituzione Provincia non deve pagare colpe di politici o amministratori negligenti. Il Vicepresidente Valduga fa riferimento alla richiesta di conferimento della medaglia d’oro ai vigili del fuoco della provincia di Trento e nazionali, ed evidenzia il diniego da parte del Commissariato del Governo motivando il fatto che servono atti di coraggio per il conferito di tali onorificenze. Il dispositivo della mozione non vuole assegnare medaglie d’oro, vuole riconoscere con un segno tangibile l’opera prestata in questa tragica occasione. Io ritengo che non dobbiamo smorzare la voglia di voler far sapere agli altri che in Trentino esiste solidarietà e disponibilità per gli altri, io ritengo che non dobbiamo spegnere l’orgoglio e la fierezza di essere solidali in un mondo di volontariato, dobbiamo combattere, come ho già detto, l’indifferenza, non dobbiamo far dimenticare perché fatti del genere non devono più succedere. Per questo motivo io chiedo a questo Consiglio il voto favorevole al dispositivo di questa mozione e alla mozione nella sua interezza. Grazie.