SEDUTA DEL 3 MARZO 1998
Proposta di mozione n. 603 di sfiducia al Presidente del Consiglio.DELLADIO: Intervengo anchio brevemente per proporre alcune considerazioni ai colleghi, a lei, Presidente, e a tutti quelli che seguono la seduta del Consiglio. Io parto subito con il dire che non farò riflessioni attinenti a regolamenti e ad articoli vari delle procedure da adottare in aula. Io non ho firmato questa mozione anche se ci sono stati momenti che mi potevano indurre a sottoscrivere tale documento. A suo tempo ricordo che in Assemblea delle minoranze avevo proposto e avevo sostenuto lipotesi di sfiducia del Presidente del Consiglio, ma per altre motivazioni, però era molto tempo fa.
Non ho intenzione di sprecare molto tempo a dibattere su questo argomento perché prima di tutto è una perdita di soldi e poi, soprattutto, è una perdita di tempo prezioso. E una perdita di tempo prezioso tolto alla discussione e allapprovazione di disegni di legge che giacciono in coda allordine del giorno, disegni di legge che sono importanti per la collettività trentina. Siamo in piena emergenza, verifichiamo tutti i giorni che le istanze provenienti dalla società civile non sono state recepite e concretizzate in disegni di legge, o se sono state concretizzate questi disegni di legge sono fermi in Commissione o in coda allordine del giorno. Facciamo degli esempi: dobbiamo concludere la discussione sul disegno di legge dei rifiuti, dove vengono istituiti i centri di raccolta zonali, dobbiamo discutere e varare, speriamo entro breve, il disegno di legge sugli anziani, il disegno di legge che definisce il nuovo piano sanitario; qua è opportuno ricordare che grazie alle minoranze non è stato trasformato in un provvedimento amministrativo, cioè in una delibera della Giunta provinciale, e questo è, secondo me, un fatto positivo perché un argomento di questo tipo deve essere discusso in aula, altrimenti verrebbero esclusi dalla discussione, tramite i propri rappresentanti, almeno due terzi della popolazione trentina.
Abbiamo visto che la Giunta ha proposto, ma solo in bozza, un nuovo disegno di legge unico sulleconomia, dove vengono recepite le normative europee che aboliscono i privilegi di talune categorie economiche, in modo da mettere sullo stesso piano la cooperazione, lindustria, il commercio e tutti gli altri settori economici del Trentino, eliminando la concorrenza sleale tra gli operatori economici. Dobbiamo discutere la legge di riclassificazione alberghiera, con lintroduzione del marchio di qualità, in modo da adeguare allo standard internazionale le proposte del Trentino, con la certificazione ISO-UNI. Dobbiamo privatizzare le APT con un disegno di legge che la Provincia di Bolzano ha già presentato ed approvato; è da anni che si predica e che predico la privatizzazione delle APT in Provincia di Trento, però purtroppo siamo ancora lontani dal vedere realizzate queste cose. Ci sono da recepire le nuove norme imposte con decreto dal Governo sul tema del commercio e, faccio un altro esempio, sempre relativamente ai disegni di legge da approvare in questaula, dicendo che la maggioranza in Commissione legislativa - in modo particolare in Seconda, della quale io faccio parte - porta avanti progetti di legge di singoli consiglieri senza sostenere le priorità definite dal Presidente Andreotti. E toccato alla minoranza, anche in questo caso, al sottoscritto, proporre di affrontare urgentemente i disegni di legge prioritari della stessa maggioranza, che non sono disegni di legge della sola maggioranza ma di tutta la comunità trentina, e faccio riferimento ai citati disegni di legge sulleconomia e sul turismo.
Mancano sei, sette mesi alla fine della legislatura, pertanto io ritengo che bisogna utilizzare al massimo il tempo che abbiamo. E tempo di dedicare alla riforma elettorale, anche se non è una competenza di questo Consiglio provinciale, perché deve essere varata entro breve, entro il mese di marzo, in modo da permettere ai prossimi consiglieri regionali di avere una situazione politica più chiara e semplice nel comporre la maggioranza di governo. A tal riguardo mi preme ricordare che il primo disegno di legge proposto è stato quello del sottoscritto a nome di Forza Italia, nel lontano 1995, che è stato snobbato e vituperato da molti, poi sono seguiti altri due disegni di legge dove ho messo la mia firma insieme al collega Morandini e al collega Dalbosco, in modo da considerare gli intendimenti del passato di chi ha scritto lo Statuto di autonomia tutelando le minoranze, in modo da semplificare il quadro politico, permettere la governabilità, identificare il premier ed assegnare un premio di maggioranza in determinate condizioni, come dicevo, considerando gli intendimenti del passato.
Io mi ricordo, e concludo con alcune battute ancora, che la sinistra nel novembre 1997, non volle firmare una mozione di sfiducia al Presidente Giordani per levidente conflitto che viveva tra lessere Presidente del Consiglio e componente della maggioranza. Perché, io mi domando, non avevate aderito a suo tempo alla proposta di verifica di consenso così come avevo chiamato loperazione nei confronti del Presidente Giordani nel momento che i Popolari avevano aderito allattuale maggioranza dopo la sfiducia del 2 settembre del 1997? Io non posso aderire assolutamente a questo modo di affrontare i problemi, pertanto concludo con unultima riflessione relativamente ai lavori svolti in questaula questa mattina, una considerazione che non ho voluto fare questa mattina proprio per non entrare allinterno di una polemica che non era sicuramente opportuna su un argomento importante come il ricordo del cinquantesimo dellautonomia. Il Presidente questa mattina doveva sicuramente, o nei momenti precedenti, doveva informare i capigruppo della volontà di sottoporre allattenzione quel tipo di relazione, in modo da permettere un dibattito specifico di commemorazione. Noi abbiamo visto che un argomento così importante è stato svilito, discusso ed il tutto è sfociato nella polemica. Sicuramente non in una cosa positiva per questo Consiglio.
Concludendo il mio voto sarà di astensione sulla mozione di sfiducia. Grazie.
(...)
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Taverna mi ha tirato per la giacca più di una volta oggi, non poteva per i capelli perché li ho persi quasi tutti, e li ho persi in questa legislatura. Taverna interpreta a suo piacimento le dichiarazioni degli altri, sposta il problema in altre direzioni, vorrebbe che tutti pensassero come vuole lui, io sono un uomo libero e penso e ragiono in termini di contingenza, ed anche politicamente. Linterpretazione politica che è stata data in questo momento alla mozione di sfiducia contro il Presidente del Consiglio Giordani, cioè di interpretare: voto contro Giordani uguale voto contro alla maggioranza e ad Andreotti, a me non interessa in questo momento, proprio per il momento specifico che stiamo vivendo; questa interpretazione in questo momento non può valere, a sei mesi dalle elezioni. Io ho sempre ribadito che non ero e non sono a favore di questa maggioranza, a favore di Andreotti, potevo non essere a favore a suo tempo di Giordani, però a suo tempo le sinistre non hanno aderito allidea di presentare la mozione di sfiducia.
Ho dichiarato che non voglio essere partecipe allo sfascio delle istituzioni e soprattutto mi meraviglia che ci siano tanti falsi profeti che parlano in questaula, parlo della Lega Nord. Io mi ricordo cosa ho promesso a suo tempo agli elettori, cosa avevamo promesso agli elettori, e adesso abbiamo un governo di sinistra: IRAP docet; e vengono a parlare di coerenza in questaula. Abbiamo molto da fare prima della fine di questa legislatura, ho ricordato i vari disegni di legge che giacciono in fondo allordine del giorno e nelle varie Commissioni legislative, penso al disegno di legge anziani, penso al disegno di legge sul piano sanitario, penso al disegno di legge sui rifiuti, sulla riqualificazione alberghiera e sugli adeguamenti al commercio; questi sono i problemi da mettere sul tavolo a sei mesi dalla fine della legislatura. Abbiamo già perso una giornata in discussioni sterili, inutili e conflittuali, intanto i problemi rimangono e i disegni di legge languono. Io non sostengo con il mio voto di adesione questa maggioranza, sostengo però, con il mio modo di fare e di agire, le istituzioni e i tempi rapidi di lavoro, pertanto, ribadisco il mio voto di astensione perché la gente con capirebbe. Grazie.
Interrogazioni a risposta immediata (articolo 155 del Regolamento interno)DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Prendo atto di quanto detto dal Presidente Andreotti e verifico che, appunto, il Governo e il Ministero sono stati sordi alle richieste della Provincia autonoma di Trento. Le Preture di Riva del Garda e di Mezzolombardo sono state fagocitate dai Tribunali di Trento e di Rovereto, in questo momento le Preture sono in stato di agonia, è solo questione di tempo, il 2 gennaio 99 la morte delle Preture sarà decretata ufficialmente. La zona dellAlto Garda e Ledro, che si estende da Valvestino a Storo e dalla Val di Ledro a Pietramurata, ora è sprovvista di un servizio importante per la comunità; una comunità che assomma circa quarantamila abitanti, considerando Ledro, Riva del Garda, Arco, Dro, Nago Torbole e gli altri paesini limitrofi. I cittadini di queste comunità dovranno recarsi a Rovereto per avere un certificato di successione o per altri documenti, affrontando disagi notevoli di tempo e di viabilità. Mi pare di capire, anche leggendo i giornali e la stampa locale, che i rappresentanti politici locali hanno fatto ben poco per garantire questo servizio alla collettività che rappresentano, asserviti alla maggioranza di Governo nazionale.
Il Governo Prodi non ha avuto tentennamenti a ridimensionare le sezioni distaccate e, pertanto, sappiamo chi bisogna ringraziare. Io concludo questo mio intervento dicendo che non è stata considerata la periferia nella sua interezza, non si è ragionato in termini di interessi generali bensì particolari, non si è ragionato in termini di morfologia territoriale, ha vinto la politica del vicino di casa e non del paese, del Comune e non della Provincia. Vi ringrazio.