SEDUTA DEL 4 MARZO 1998

Disegno di legge concernente "Disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti", testo unificato dei disegni di legge n. 96: "Disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti" e n. 140: "Norme per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani".

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, anch’io intervengo su questo disegno di legge che è molto importante per la comunità che rappresentiamo. Voglio evidenziare comunque delle critiche: questa legge è una legge da sala d’attesa, e mi spiego. Per esempio all’articolo 1 comma 5, leggiamo: "in attesa dell’adeguamento della legislazione provinciale"; all’articolo 2, comma 2: "in attesa della determinazione dei criteri di assimilazione"; nell’articolo 3: "in attesa della legislazione di cui comma 1"; all’articolo 4, comma 7: "in attesa della legislazione di riforma"; poi, ancora, all’articolo 15, comma 2: "in attesa di uno specifico adeguamento del piano provinciale di smaltimento dei rifiuti". Questa legge, evidenzio, ha molte parole che aspettano eventi che verranno, succederanno in futuro. Primo di questi eventi, importante, è quello di riforma istituzionale che questa maggioranza, per stare assieme, ha messo nel cassetto e pertanto non parlerà e non riformerà i comprensori prima della fine di questa legislatura. E’ evidente un enorme ritardo nel licenziare questo disegno di legge, il quale è un tassello all’interno di un piano generale di smaltimento dei rifiuti provinciale, un tassello molto importante che punta sulla raccolta differenziata.

Io mi ricordo, ed avevo evidenziato questo anche in discussione generale, che già nel lontano 1995 avevo sollevato i problemi che abbiamo analizzato con questo disegno di legge, problemi per quanto riguarda la raccolta differenziata, problemi per quanto riguarda il termodistruttore, problemi per quanto riguarda la termolisi e la pirolisi, problemi per quanto riguarda il project financing. A tal riguardo voglio dire che alcune cose che avevo sollevato a suo tempo, quella per esempio del procedimento della termolisi e della pirolisi è stato recepito nelle variazioni al piano smaltimento rifiuti della Provincia. Questo mi ha fatto piacere perché è affrontare i problemi seriamente, tenendo conto anche delle proposte che vengono dalla minoranza. Però non mi fa, allo stesso modo, piacere quello di non aver deciso sul tema della termodistruzione. Noi siamo ancora, a distanza di tre anni dalle mie segnalazioni - , ma probabilmente la discussione era aperta già da molti anni prima - in attesa di vedere ubicato questo impianto di termodistruzione all’interno della nostra provincia. Avevo evidenziato anche la soluzione di affrontare i problemi tramite il project financing, cioè quel sistema per cui si dà in mano a privati la realizzazione e la gestione di opere di valenza sociale e di valenza provinciale, con un controllo speciale e preciso da parte dell’ente pubblico. Mi fa piacere che, a distanza di tre anni, in questa legislatura Giovanazzi scopra questa possibilità nel settore viario, perché ho sentito dire che lo proponeva agli abitanti della Val di Non per realizzare le arterie stradali in quella zona del Trentino. Meglio tardi che mai. Le discariche si stanno esaurendo, siamo in piena emergenza, lo dicevo a suo tempo, lo vediamo tutti i giorni, io lo vedo tutte le sere e tutte le notti quando vado a casa, quando passo vicino alla discarica Ischia Podetti di Trento: siamo già al secondo livello e probabilmente in pochi anni ancora arriviamo alla saturazione dell’impianto. Io in discussione generale avevo detto che il mio voto era conseguente ad emendamenti che venivano approvati, o gli stessi emendamenti che venivano bocciati in quest’aula, e faccio riferimento ad uno di questi emendamenti che poi è stato bocciato, per fortuna, quello che prevedeva il divieto di combustione dei residui di potatura e di ogni altro rifiuto di origine vegetale, al di fuori di impianti termici nella pratica agronomica a pieno campo. L’emendamento era proposto da Pinter, un’emanazione dei Verdi del passato, che in quest’aula riveste le spoglie di Solidarietà. Aveva proposto questo emendamento: se passava, gli agricoltori e chi operava in campagna avrebbero avuto moltissime difficoltà nell’operare.

Questo disegno di legge recepisce il decreto Ronchi del febbraio 1997, una trasposizione in legge di tre direttive comunitarie emesse tra il 1991 ed il 1994 in materia di rifiuti, rifiuti pericolosi, imballaggi, rifiuti di imballaggi. Esso ribalta la prospettiva con cui finora in Italia si è attuata la gestione dei rifiuti, per favorire il reimpiego ed il riciclaggio. Questo disegno di legge secondo me è molto importante, dico che ad alcuni articoli ho votato contro, ed uno l’ho ricordato, altri articoli che ho votato contro sono quelli che prevedono sanzioni alla gestione dei rifiuti sul territorio, perché noi dobbiamo utilizzare la nostra autonomia non in senso restrittivo, ma di proposta e di sostegno. Io a questo punto direi che boccio le Giunte o la Giunta attuale, proprio per il fatto che non ha preso decisioni nel tempo, in questi anni passati. Io ritengo che questo disegno di legge debba essere velocemente attuato, debba essere velocemente effettuata la raccolta differenziata in modo da ridurre i rifiuti da smaltire. Confido che non sia una legge di attesa, che anche questa Giunta si muova velocemente ed attui questa legge e dichiaro voto positivo, sebbene con tutte queste critiche a questo disegno di legge.

 

Proposta di mozione n. 466, sulla promozione di referendum consultivo sulla realizzazione del raccordo autostradale della Valdastico,

proposta di mozione n. 282, contro la realizzazione del completamento della Valdastico,

proposta di mozione n. 445, sull’inserimento del collegamento viario della "Valdastico" nell’ambito della variante del piano urbanistico provinciale,

 

DELLADIO: Sicuramente gli applausi non seguiranno il mio intervento, comunque non sarò ambiguo, perché non è una mia caratteristica.

Premesso che

La convenienza di opere infrastrutturali di questo tipo va, quindi, valutata alla luce dei benefici indotti sull’intero sistema della mobilità e sull’economia della Nazione in generale, tra i quali:

Ritenendo non sostenibile tecnicamente i l veto al progetto, dettato, evidentemente da egoismi localistici e personalistici e non certo da dati tecnici, obiettivi ed ufficiali, da prese di posizioni esclusivamente di propaganda elettorale e politica;

Il Consiglio Provinciale

impegna la Giunta

a prevedere nell’ambito della variante al Piano Urbanistico Provinciale l’inserimento del prolungamento a Nord dell’autostrada A31, comunemente denominata Valdastico.

A mio giudizio, e a giudizio del partito che rappresento, questo prolungamento è un’opportunità di crescita e un motivo di sviluppo del Trentino, serve per rilanciare l’economia di molte micro e piccole imprese del Trentino, poiché la Valdastico non può essere disgiunta dal quadro generale economico del Trentino (non dobbiamo chiamarla PiRuBi, ma Valdastico A31). I politici fino ad ora non hanno mai fatto niente, mentre abbiamo bisogno di costruire uno sviluppo, non come nel passato, di sola redistribuzione delle risorse, ma abbiamo bisogno di scambi con l’esterno per avere uno sviluppo economico, culturale, turistico del Trentino. Ci vuole lavoro - un argomento molto caro a Gasperotti e a Bertinotti - però servono, per fare questo, anche infrastrutture. Non possiamo isolare il Trentino dal resto d’Italia e del mondo e se noi freniamo quest’iniziativa, l’asse di collegamento si sposterà verso est e probabilmente verrà realizzata l’Alemagna in galleria nel tratto finale. Noi non dobbiamo far diventare il Trentino un’isola ecologica, non vogliamo far diventare il Trentino una riserva indiana, e se vogliamo questo dobbiamo trovare chi ci mantiene, perché non siamo autosufficienti. Chi blocca queste alternative di sviluppo deve dire le alternative. Dobbiamo fare un riferimento al federalismo fiscale e quando arriverà saranno lacrime amare probabilmente, pertanto dobbiamo creare l’opportunità di crescita del Trentino e diventare autosufficienti.

In questo ragionamento di prolungamento della Valdastico, sicuramente da un’analisi attenta non serve la terza corsia dell’autostrada del Brennero come più volte è stato detto, perché i flussi si ripartiranno sui tratti viari esistenti. E’ chiaro che bisogna potenziare l’intermodalità, l’interporto, la ferrovia, ma in un contesto globale e generale considerando il panorama viario trentino e non solo trentino viario. Dobbiamo sicuramente tutelare il territorio con progetti che occupino poco spazio, poche aree: progetti altamente ecologici. Dobbiamo alleggerire il traffico della Valsugana, e con questo progetto della Valdastico si ridurrebbe del 20 per cento, perché quando saranno costruite le pedemontane nel Veneto tutto confluirà nella Valsugana. Ci sarà la pedemontana che viene da Thiene, Schio, da Vicenza che confluirà su Bassano del Grappa; ci sarà la strada che arriva da Ravenna, da Padova e quell’altra pedemontana che arriverà da Pordenone: tutto verrà convogliato nella Valsugana, e queste opere verranno costruite in tempi brevissimi. Io mi domanda e vi domando: come vivrà la gente della Valsugana nei prossimi dieci anni? Sicuramente in una camera a gas.

Non si può, a mio giudizio, a giudizio del partito che rappresento, ragionare in termini campanilistici, ma in una visione globale come dicevo prima. Gli interessi generali sono superiori, proprio per il fatto - l’ho ricordato prima - che più strade sono offerte alla circolazione e più scorrevolezza c’è e se si accorciano questi tratti di strada con dei raccordi autostradali ci sono meno morti e pertanto risparmio di vite umane, oltre ad un risparmio di consumi di gasolio ed altro. Chi vuole lo sviluppo del Trentino non può prescindere dallo sviluppo delle zone vicine, Vicenza, Verona ed altro.

Voglio fare alcune riflessioni per quanto riguarda l’impatto ambientale: ho già detto che diecimila tonnellate di gasolio all’anno sarebbero risparmiate, quanto consuma Rovereto in una stagione, in questo modo l’ambiente ne beneficia sicuramente. Abbiamo visto che i fumi sono trattati in galleria ed escono più puliti di come è attualmente l’aria in Trentino; le falde acquifere sono controllate con i nuovi sistemi, ma leggevo oggi sul giornale che lo scavo non produrrà problemi in fatto di falde acquifere. E’ vero che le merci dobbiamo farle viaggiare da strada a ferrovia, è vero anche che i denari destinati alla costruzione della Valdastico non saranno impegnati sulle ferrovie - concludo, Presidente - in modo particolare quella della Valsugana, per tanto la Valdastico non aumenta il traffico e l’impatto ambientale è positivo, considerando il fatto che però l’uscita deve essere ai Murazzi.

Ultimi concetti che voglio esternare, e concludo, è che per creare opportunità di crescita per il Trentino, e per far si che quest’autonomia diventi un’autonomia autosufficiente, occorrono infrastrutture. I Romani a suo tempo avevano costruito strade che collegavano le varie parti dell’impero; noi abbiamo bisogno di strade aeree (e penso all’aeroporto Caproni), strade viarie tradizionali (e penso alla circonvallazione di Mori, che è bloccata), strade informatiche o telematiche (e penso ad Internet), per recuperare e dare informazioni in tempo reale. Abbiamo bisogno di strade ferroviarie e di potenziare quelle esistenti, penso alla ferrovia della Valsugana e alla successiva che sarà realizzata sicuramente, quella dell’Alta velocità del Brennero. Viviamo in un contesto di globalizzazione dei mercati e dell’informazione, dobbiamo rapportarci con l’esterno, pertanto dobbiamo trasformare il nostro Trentino in un Trentino osmotico, per favorire i collegamenti con le regioni vicine, con l’Europa e con il mondo. Pertanto, per non fare in modo che il Trentino diventi una riserva indiana, per fare sì che il Trentino non si isoli dal resto del mondo, occorre uno sviluppo armonico con progetti altamente ecologici. Io penso modestamente che questo sia un progetto altamente ecologico. Vi ringrazio.