SEDUTA DEL 5 MARZO 1998

Proposta di mozione n. 466, sulla promozione di referendum consultivo sulla realizzazione del raccordo autostradale della Valdastico,

proposta di mozione n. 282, contro la realizzazione del completamento della Valdastico,

proposta di mozione n. 445, sull’inserimento del collegamento viario della "Valdastico" nell’ambito della variante del piano urbanistico provinciale,

DELLADIO: Ieri ho fatto dei ragionamenti e ho proposto delle riflessioni. Adesso farò una dichiarazione di voto solamente, come solo sono in quest’aula a sostenere un’opera che si inserisce in un contesto di infrastrutture necessarie a costruire lo sviluppo del Trentino. Noi, a mio parere, dobbiamo legittimare l’autonomia creando le opportunità di crescita per diventare autosufficienti, inseriti in un panorama di relazioni interregionali e europee. Dobbiamo puntare alla crescita del Trentino con progetti altamente ecologici e se non ragioniamo in questi termini, le uniche fabbriche che impianteremo in Trentino saranno quelle di valigie e torneremo indietro di un secolo. Per quanto riguarda la proposta di mozione della Lega Nord, a mio giudizio è una proposta di mozione pilatesca, primo perché non esiste la normativa specifica e secondo perché non si può demandare ad altri un compito precipuo. In linea di principio siamo favorevoli, sono favorevole al referendum consultivo, non per niente anche il disegno di legge votato in Regione portava il voto positivo del sottoscritto, che poi è stato bocciato a livello romano perché non è prevista quel tipo di consultazione popolare ma solo di tipo abrogativo. Pertanto siamo favorevoli alla democrazia diretta però non in questo momento, proprio perché questa proposta di mozione scarica le responsabilità e invece il politico deve decidere, deve assumersi le proprie responsabilità. E’ chiaro che le scelte scontentano sempre qualcuno, però bisogna ragionare in termini alti per il bene della collettività che rappresentiamo. Questa Giunta, questa maggioranza deve assumersi le proprie responsabilità, perché l’ambiguità non porta vantaggi alla collettività che rappresentiamo.

Abbiamo sentito Valduga che ha detto che se ne parlerà quando si revisionerà il piano urbanistico provinciale; sappiamo che all’interno della Giunta ci sono pareri discordi, quindi vedremo come si voterà in quest’aula riguardo a tutte le proposte di mozione per cui io anticipo che chiederò il voto per appello nominale. Noi dobbiamo considerare che al Trentino servono infrastrutture, servono strade, come ho già detto ieri, strade aeree, penso all’aeroporto Caproni, strade viarie tradizionali, penso alle circonvallazioni bloccate, quella della Piana Rotaliana, quella di Mori, penso a strade informatiche, telematiche, penso ad Internet, all’utilizzo di questi servizi, di questi sistemi informatici all’interno dell’offerta turistica del Trentino, penso a strade ferrate, alle ferrovie esistenti e che dovranno essere realizzate. L’ultima considerazione che voglio fare è proprio sempre relativa a questa globalizzazione dei mercati e dell’informazione dove non ci può vedere isolati, perché dobbiamo rapportarci con l’esterno, dobbiamo rendere questo Trentino osmotico, un Trentino che è aperto sia per ricevere che per dare, con le regioni vicine, con l’Europa e con il mondo. Concludendo io dico che l’unico voto positivo sarà per la mia proposta di mozione; il movimento del partito che rappresento, Forza Italia, voterà positivamente alla proposta di mozione che ho presentato e il voto sarà negativo per le altre due. Nel frattempo, rinnovo la richiesta del voto per appello nominale.

(...)

DELLADIO: Io ieri ho evidenziato alcune considerazioni ed oggi ho ascoltato attentamente il dibattito che è emerso in quest’aula. Ho sentito alcune cose, fra le quali quella di piantare bandierine da una parte e dall’altra, in modo particolare a Besenello. Secondo me, non dobbiamo pensare di piantare bandierine in nessuna parte del Trentino, ma dobbiamo piantare la bandiera della Provincia autonoma di Trento, il vessillo della Provincia autonoma di Trento, cioè l’aquila di San Venceslao, bisogna ragionare in termini generali per gli interessi del Trentino. Un altro concetto che voglio evidenziare è quello della sfiducia al Presidente Giordani. Io mi domando, come ho domandato ieri, dove era la sinistra tempo fa, quando erano emersi tutti questi problemi, cioè della concomitanza del Presidente Giordani come componente della maggioranza e Presidente del Consiglio. Dov’era la sinistra quando era stata proposta la mozione di sfiducia in quel momento, per decidere, eventualmente, di confermare o meno la fiducia al Presidente Giordani? Non c’era, però adesso ogni momento è buono per tirare fuori questa questione e voglio dire e chiarire l’aspetto che il mio voto di astensione ieri non ha salvato il Presidente Giordani, come è stato ventilato della stampa.

Altro concetto che voglio dire riguarda i dispositivi delle mozioni, i quali sono differenti e pertanto ha fatto bene il Presidente Giordani a metterli in votazione, come ha fatto bene l’Ufficio di Presidenza a maggioranza ad esprimersi in tal senso: ogni mozione ha la propria dignità, ha il proprio diritto di essere votata. Invito, alla fine di questo mio ragionamento, i consiglieri della maggioranza e faccio dei nomi: Conci, Romano, Grandi, Valduga, Zanoni, Holzer, ad esprimersi e ad uscire dall’anonimato per dare chiarezza alla gente su questo importante argomento e ribadisco la richiesta di voto per appello nominale.