SEDUTA DEL 27 OTTOBRE 1999
Disegno di legge n. 32: "Interventi della Provincia autonoma di Trento per il sostegno delleconomia e della nuova imprenditorialità. Disciplina dei patti territoriali in modifica della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 e disposizioni in materia di commercio".
DELLADIO: Grazie, signor Presidente, egregi colleghi. E opportuno ricordare la genesi del disegno di legge che andiamo ad esaminare in Consiglio provinciale. Due sono stati i disegni di legge presentati allinizio della legislatura, due a firma del consigliere collega Andreotti, uno sul tema della nuova imprenditorialità ed uno disegno di legge unico sulleconomia. Questi erano disegni di legge depositati già nella legislatura passata e che hanno trovato convergenza in un unico disegno di legge presentato dallattuale Giunta e dallattuale maggioranza. Cambiando il titolo e raggruppando i due disegni di legge originari in uno dal titolo "Per il sostegno delleconomia e della nuova imprenditorialità". A monte di questa unificazione, di questo disegno di legge cè un accordo politico che vedeva il ritiro dei due disegni di legge di Andreotti dando il via libera al disegno di legge della Giunta provinciale. Andreotti e la Commissione competente hanno visto che le proposte inserite nei due disegni di legge della passata legislatura e di questo inizio legislatura erano state recepite in questo disegno di legge che stiamo esaminando.
Il disegno di legge in esame è stato licenziato, è stato varato il 27 di luglio, mi ricordo molto bene quei momenti perché fanno capo a sedute straordinarie della Seconda Commissione legislativa provinciale permanente di cui sono Presidente.
Bisogna ricordare che in luglio cè stato laccordo politico nel momento in cui io ero assente, un accordo politico, dicevo, che ha stabilito una sessione economica per vedere licenziati i disegni di legge sul tema delleconomia. In quel momento io ero assente per la decadenza a seguito del noto ricordo al TAR di Trento che mi aveva annullato come consigliere regionale. Però subentrando nellaula del Consiglio regionale e poi in quella del Consiglio provinciale io ho ritenuto giusto concludere laccordo politico esistente fatto dalla maggioranza e dalla minoranza su questo disegno di legge molto importante per la collettività trentina.
Io ritengo, e ho fortemente voluto lanalisi di questo disegno di legge, io ritengo che gli accordi nella società e nella politica devono essere sempre rispettati. Io in questa occasione ho ricevuto un testimone e lho portato fino al traguardo.
Non solo, anche le promesse elettorali vanno sempre mantenute, in campagna elettorale io avevo promesso che avrei fatto di tutto per veder licenziato questo disegno di legge unico sulleconomia perché largomento era stato affrontato più volte nella passata legislatura. Cè da dire che se la Seconda Commissione legislativa non avesse licenziato il disegno di legge nella sessione economica predisposta avremo dovuto aspettare come minimo la primavera dellanno prossimo con grave danno per la società trentina. Questo perché molti erano i disegni di legge che avevano priorità prima del disegno di legge unico sulleconomia, a seguito delle norme regolamentari che disciplinano la trattazione in Commissione dei disegni di legge.
Ho voluto licenziare nella sessione economica di luglio questo disegno di legge per questi motivi predisponendo, daccordo con la maggioranza della Commissione, di un giorno ulteriore per la discussione, nel quale ha trovato spazio la discussione e il licenziamento di questo disegno di legge.
Voglio dire che questo disegno di legge, il disegno di legge unico sulleconomia e la nuova imprenditorialità, che analizziamo ora, ha avuto lo stesso trattamento di altri disegni di legge, presentati anche dalle minoranze, con lunica variante che la discussione era inserita in un accordo politico. Io ricordo lintervento del Presidente Dellai in occasione del bilancio consuntivo del 1997, nella passata tornata consiliare, nel quale si richiamava la "credibilità politica" delle componenti politiche e dei soggetti che fanno politica.
Io penso che operando in questo modo sia stata data conferma a questa credibilità politica. Non solo, cè ha dire anche che bisogna richiamare il senso di responsabilità della politica. Sono stati dichiarati inammissibili tre emendamenti a questo disegno di legge, uno in modo particolare sulla sospensione del rilascio delle autorizzazioni commerciali. Ebbene noi come gruppo di Forza Italia abbiamo fatto delle riflessioni e proprio questo senso di responsabilità noi sosterremo la necessità di licenziare questo emendamento che vedeva la scadenza al blocco di queste licenze nel 31 ottobre.
Ci sarà lo stesso un buco, un vuoto normativo, però sicuramente sarà molto limitato rispetto a quello che sarebbe se aspettassimo la legge di recepimento della Bersani che, è opportuno ricordare, anche in questo caso per un accordo politico sarà analizzata dalla Seconda Commissione legislativa il 3 ed il 5 di novembre con il completamento dellesame del disegno di legge che andremo ad analizzare in continuata nella seconda giornata.
Adesso analizziamo questo disegno di legge, il disegno di legge unico sulleconomia. Io ritengo, il nostro gruppo ritiene che sia un disegno di legge atteso dalla comunità trentina. Già nella passata legislatura avevo richiamato più volte, ed ero da solo in Italia come rappresentante di Forza Italia, avevo richiamato molte volte lurgenza e la necessità di varare un disegno di legge di questo tipo.
Nella passata legislatura richiamavo le politiche di contesto con forti investimenti nella ricerca, sulla viabilità sul terziario avanzato, per fare alcuni esempi.
Ancora nel lontano luglio del 1996 evidenzavo questo aspetto particolare, i verbali parlano chiaro. Altri argomenti richiamavo allattenzione dei colleghi consiglieri in aula, sempre nel 1996, che sono ora di attualità. Penso al problema rifiuti, penso alla termodistruzione, penso al project financing, argomenti che dovranno trovare soluzioni in questa legislatura altrimenti il Trentino imploderà.
Che cosa si intende per politiche di contesto, che sono la base di questo disegno di legge? Si intendono quei supporti infrastrutturali e quei servizi utili al sistema economico del Trentino.
Penso alla formazione, penso alla ricerca, penso alla semplificazione burocratica, allo snellimento delle procedure. Ricordo le infrastrutture dove per infrastrutture possiamo parlare di strade tradizionali, di strade ferrate, di strade aeree, di strade informatiche. Per strade tradizionali indubbiamente noi politici e cittadini dobbiamo avere rispetto dellambiente perché vendiamo ambiente, pertanto le strade devono essere fatte non criteri ecologici, con sistemi non impattanti.
Dobbiamo migliorare e potenziare le strade ferrate, dobbiamo realizzare anche strade aeree, è chiaro che siamo arrivati in ritardo rispetto ad altre Province, a Bolzano per esempio. Penso allaeroporto ed in questo momento bisogna denunciare i colpevoli ritardi che hanno contraddistinto la mancata realizzazione dellaeroporto provinciale di Mattarello.
Penso a strade informatiche per dare alle aziende trentine quei servizi telematici necessari in tempo reale, penso ad Internet, alle teleprenotazioni per quanto riguarda le aziende turistiche. Penso ai certificati a distanza per le aziende in generale. Leconomia a nostro avviso non ammette ritardi, sopravvive chi ha idee migliori e chi sa offrire meglio il proprio prodotto rapidamente e con efficienza, vince chi offre qualità, è chiaro che lente pubblico deve supportare ed aiutare le aziende trentine ad offrire prodotti competitivi e di qualità.
I ritardi sono costi, sono oneri pesanti per le aziende e per la società trentina tutta. La concorrenza nazionale ed internazionale non ha rispetto per nessuno, non aspetta che il Trentino adegui le proprie regole, perciò spetta al politico capire e provvedere in tempi rapidi alladeguamento delle norme, al contesto economico e sociale in continua evoluzione, recependo per esempio le normative europee in modo particolare. Per quanto riguarda sempre questo disegno di legge bisogna ricordare che è un disegno di legge intersettoriale, dove si fa riferimento non più al settore di appartenenza delle aziende ma alle caratteristiche aziendali, cioè al numero di addetti impiegati e alla consistenza in bilancio.
Altro aspetto di questo disegno di legge, positivo, è che recepisce, come ho ricordato pocanzi, le direttive comunitarie dove è eliminata la concorrenza sleale fra i vari settori economici, industria, artigianato, commercio, cooperazione e turismo, restano fuori gli impianti a fune e lagricoltura perché hanno norme diverse.
Bisogna eliminare la concorrenza sleale, come dicevo, dando questi servizi, dando queste opportunità e cambiare rotta, non fare come nel passato che magari ci possono essere anche delle motivazioni valide occupazionali e quantaltro, ed instaurare una vera par condicio tra i vari settori economici della Provincia.
Noi abbiamo unautonomia, unautonomia speciale, molte volte richiamata nei dibattiti, negli incontri politici e non. Io ritengo che il Trentino dovrebbe essere laboratorio, dovrebbe precorrere i tempi, dovrebbe diventare autosufficiente, riuscire ad essere innovativo, a proporsi con convinzione nei confronti dellEuropa e delle Regioni vicine. Lautonomia non può essere solo di ridistribuzione delle risorse come nel passato, perché non ci sono più quelle risorse, perché cè un calo delle stesse. Ogni tanto si scoprono alcune centinaia di miliardi che rientrano e sono una tantum che vanno ad aiutare bilancio della Provincia, però non sarà così nei prossimi anni futuri.
Il calo delle risorse sarà sempre maggiore e se non stiamo attenti le spese correnti in modo particolare andranno alle stelle. Già adesso se noi facciamo dei calcoli precisi vediamo che le spese correnti sono allincirca intorno al 70 per cento, 70 per cento di spese correnti che erodono il bilancio della Provincia. Cosa vuol dire? Vuol dire che non ci sono più finanziamenti per gli investimenti, che la macchina consuma, per funzionare, tutte le risorse.
Nella passata sessione del Consiglio provinciale io ho votato contro il consuntivo PAT del 1997, perché nella passata legislatura ero allopposizione, perché non ero partecipe della gestione e del governo provinciale, ma soprattutto per un conto semplicissimo, quello che ho già evidenziato a grandi linee, non si può dire che le spese correnti sono e sono state in quel caso del 55 per cento del bilancio, includendo nello stesso le somme una tantum che sono state trasferite da Roma per conguagli pregressi. Le somme una tantum non si saranno più nei bilanci successivi, o ci saranno pochissimi miliardi che entreranno in questo modo nel bilancio. Pertanto calcolare queste somme è falsare i conti ed imbrogliare le carte.
Io penso che lautonomia in senso generale dobbiamo meritarcela, dobbiamo dimostrare a noi stessi e agli altri, e a chi ci guarda con invidia e con rancore, perché dobbiamo considerare anche questo al di fuori dei nostri confini provinciali, che sappiamo gestire bene le risorse, che abbiamo idee innovative per lo sviluppo sociale ed economico della Provincia. Gli uomini dellautonomia devono saper impegnare le risorse disponibili in progetti di sviluppo che aiutino tutti a poter essere competitivi in un mercato, come richiamavo prima, sempre più globale e sempre più concorrenziale.
Gli uomini dellautonomia devono sapere prevedere e fronteggiare con unintelligente programmazione preventiva gli eventuali collassi occupazionali, al fine di non trovarsi con migliaia di famiglie sulla strada senza un reddito. Prima è stato ricordato il polo fumo di Rovereto, è mancata una programmazione politica, unintelligenza politica che sappia fronteggiare certe emergenze.
Questo disegno di legge è importante perché esiste, perché effettua un riordino normativo. Si sarà labrogazione di 13 leggi provinciali. Questo a mio giudizio è un fatto positivo che collegato alla semplificazione legislativa è importante. Noi vediamo che molti aspetti sono demandati al regolamento di attuazione della legge, pertanto con un provvedimento amministrativo flessibile al quale si possono apportare modifiche veloci, annuali, ed è stata tolta così facendo la rigidità caratteristica di tutti i provvedimenti legislativi del passato, o di gran parte di essi.
Per quanto riguarda la semplificazione legislativa è opportuno ricordare un piccolo aspetto che è nato e che poi è stato risolto relativamente ad emendamenti presentati. Allarticolo 40 è stato presentato un emendamento che faceva riferimento a leggi abrogate dalla legge in esame. E stato un presentato un sub emendamento per correggere questi riferimenti e poi ho visto che nellultimo pacchetto degli emendamenti è stato riscritto ed è un emendamento, se non sbaglio, dichiarato inammissibile dal Presidente del Consiglio.
Questa è una dimostrazione che le strutture della PAT non dialogano, non comunicano, che manca una regia politica di coordinamento. Al disegno di legge in esame è stato presentato un emendamento, è quello di cui si è parlato molto, quello relativo ai patti territoriali, io vorrei fare alcune considerazioni su questo emendamento, ricordando innanzitutto la storia. Questo emendamento è stato stralciato della legge collegata al bilancio insieme alla riforma delle APT e dei comprensori e con un accordo politico è stato rimandato a successiva analisi. Accordo politico che ho ricordato in apertura che ha permesso il licenziamento in una sessione economica di luglio di questo disegno di legge.
Lemendamento patti territoriali è stato cassato dalla Seconda Commissione legislativa di cui ricordo sono Presidente. In Seconda Commissione legislativa era stato ribadito che serviva un disegno di legge a sè stante, con finanziamenti precisi e puntuali per questa idea di sviluppo.
Nella stessa Commissione era emersa anche la volontà di approfondire lanalisi sui patti territoriali e la Commissione su suggerimento del collega Santini aveva dedicato una giornata di lavori della stessa Commissione con i Sindaci, Sindacati e operatori economici trentini per un confronto, ciò per essere pronti in Consiglio provinciale alla discussione e allanalisi approfondita dellemendamento. Pertanto io ritengo che possiamo discutere avendo molti dati, molte osservazioni su questo argomento dei patti territoriali.
Io ritengo, noi riteniamo che la filosofia dei patti territoriali può essere condivisibile e nobile. Si parla di rilancio delle zone svantaggiate, del coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati nello sviluppo delle periferie, ma nei fatti non sarà così. E stato detto che tutti possono partecipare alla realizzazione dei patti territoriali purché disponibili a contribuire con risorse proprie allo sviluppo del territorio, è stato detto che la Provincia autonoma di Trento assicurerà assistenza qualificata per la progettazione e la realizzazione di corsie preferenziali in fatto di adempimenti burocratici. E stato detto tra laltro che non ci sono risorse finanziarie aggiuntive, questi sono sempre appunti fatti in Commissione nelle audizioni. E stato detto che i soggetti che parteciperanno alloperazione patti territoriali entreranno nelle priorità di assegnazione dei contributi.
Voglio fare un ragionamento. Abbiamo visto che cè un calo delle risorse, che la spesa corrente è sempre più evidente. Io ritengo, spero di sbagliarmi, che solo chi accetterà di entrare nei patti territoriali troverà soddisfazione alle proprie esigenze, chi non si inserirà in questo ragionamento non potrà mai essere partecipe allo sviluppo di quella determinata zona. I patti territoriali non sono, quelli trentini, non sono come i patti omonimi nazionali, che sono nati per creare occupazione ma sono unoperazione politica. Questi della Provincia di Trento sono unoperazione politica o potrebbero essere unoperazione politica per vincolare al potere centrale le realtà periferiche. A tal riguardo voglio ricordare la differenza esistente tra i patti territoriali che sono operanti a livello nazionale ed i nostri.
Su "Il Sole 24 ore - Nord-Est" del 13 settembre del 1999 sono enunciati i patti territoriali presenti, operanti o in itinere nel Veneto. In Veneto si scrive che sono state avviate otto procedure per investimenti da duemila miliardi. Lunico approvato attualmente è quello di Rovigo, patto territoriale di Rovigo, che prevede investimenti in infrastrutture per 31 miliardi circa ed investimenti in iniziative produttive pari a 293 miliardi. Questi investimenti dovrebbero realizzare 500 nuovi occupati. Se noi andiamo a vedere la globalità degli otto patti territoriali Veneto vediamo che le risorse impiegate e gli investimenti in infrastrutture sono pari a 586 miliardi circa, e gli investimenti in iniziative produttive sono 1.550 miliardi, per creare nuova occupazione pari a 2.887 posti di lavoro. Vediamo che hanno una filosofia differente.
Io ipotizzo, spero di sbagliarmi, che questa operazione, loperazione patti territoriali in Trentino, creerà conflittualità con le istituzioni già presenti sul territorio trentino, e mi riferisco ai comprensori fintanto che non saranno eliminati, o ai consorzi od altri.
Emergono già ora perplessità e preoccupazioni per la gestione dei piani territoriali. A me hanno riferito che la gestione non vuole essere attuata in prima persona dai Comuni, soprattutto piccoli. Io penso che ci saranno scontri e tensioni tra i soggetti che hanno visione e metodi diversi nel risolvere i problemi.
Ora andiamo a vedere i finanziamenti, il nocciolo della questione. Se noi consultiamo le tabelle inserite negli emendamenti, che specificano lassegnazione delle risorse finanziarie alla legge ed ai patti territoriali, noi vediamo che per i patti territoriali sono stati impegnati 5 miliardi su un totale di 6 miliardi e 200 milioni di spese in più rispetto a quanto impegnato già dalle leggi di settore che verranno abrogate dalla legge in esame.
Io ringrazio lAssessore per avermi fornito una tabella che descrive tutti i finanziamenti che erano impegnati e che saranno impegnati con questa legge da parte delle leggi di settore che vengono abrogate con questa legge. Abbiamo un totale di 182 miliardi. E chiaro che 5 miliardi su 180 miliardi è ben poca cosa.
Io non vorrei che loperazione patti territoriali sminuisca il disegno di legge unico sulleconomia. Mi spiego. Non vorrei che loperazione patti territoriali annullasse di fatto i buoni propositi della legge. Non vorrei che si rinominasse il disegno di legge nei fatti anziché "Interventi della Provincia autonoma di Trento per il sostegno delleconomia e della nuova imprenditorialità" così come noi lo licenzieremo in questaula, con "Interventi della PAT per il sostegno dei patti territoriali che sono emanazioni politiche per il consolidamento del potere politico centrale e per il controllo politico del territorio". Questo è il rischio dei patti territoriali se non esiste intelligenza politica, io penso. Nel bilancio di previsione delle prossime settimane capiremo cosa vuole fare questa maggioranza di questi 182 miliardi delle leggi di settore che vengono abrogate con questo disegno di legge, e vedremo anche quanti finanziamenti verranno stornati sullemendamento patti territoriali che attualmente è finanziato con 5 miliardi. Da questi movimenti finanziari noi capiremo se le mie preoccupazioni sono valide.
Se le mie perplessità troveranno conferma è chiaro che molti soggetti istituzionali ed economici che hanno elogiato i patti territoriali si pentiranno amaramente nel prossimo futuro e chiederanno modifiche alla norma, e questo creerà confusione notevole che porterà allassoluta non gestibilità del disegno di legge in esame. Il mio voto ed il voto di Forza Italia in Seconda Commissione legislativa è stato positivo perché così come è uscito della Commissione legislativa, senza emendamenti strani, senza emendamento dei patti territoriali, è buono. Può essere perfezionato in corso di applicazione e noi saremo molto attenti agli emendamenti presentati dai colleghi, colleghi di minoranza, al disegno di legge in esame. Forza Italia non dice no sempre e comunque perché è allopposizione, su temi importanti noi ci siamo, ci confrontiamo per trovare le soluzioni migliori per il bene collettivo. Noi abbiamo bisogno di un Trentino virtuoso, abbiamo bisogno di uneconomia sana che permetta uno sviluppo duraturo e sostenibile. Cè necessità di creare ricchezza per poterla distribuire a tutte le componenti della società. Se non ragioniamo in questi termini noi distribuiremo solo povertà.
Dagli ultimi accadimenti si riscontra che questa povertà è alle porte, bisogna stare molto attenti, soprattutto i politici, i politici che governano devono stare attenti a questi ragionamenti.
Concludendo, noi di Forza Italia verificheremo alla fine del disegno di legge se dare voto positivo o negativo. Noi ragioneremo e faremo le nostre considerazioni sugli emendamenti presentati, è chiaro che lemendamento patti territoriali, come ho spiegato, se approvato pregiudicherà il voto positivo al disegno di legge. Vi ringrazio.