SEDUTA DEL 21 DICEMBRE 2000

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N. 13 “Asili nido, diritto dei bambini e delle madri” ai disegni di legge 31 ottobre 2000, n. 101-100-99

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. L’ordine del giorno ha per titolo: “Asili nido, diritto dei bambini e delle madri”.

Le lunghe liste d’attesa ed i costi elevati degli asili nido, così come la necessità di servizi più flessibili, idonei a rispondere alle esigenze delle famiglie di oggi, hanno dato il via alla ricerca di forme alternative di assistenza alla prima infanzia, ricerca sviluppatasi, essenzialmente, a seguito della legge n. 285 del 1997, la cosiddetta “Legge Turco”. L’obiettivo primario di tale normativa è quello di favorire la qualità della vita dei minori attraverso forme organizzative che garantiscano l’espletamento di attività di cura, sostegno e ricreazione. Molteplici sono le iniziative fino ad oggi registrate, in particolare nei comuni italiani ad alta densità abitativa, iniziative che, seppur diverse, sono caratterizzate da un elemento comune: il coinvolgimento diretto dei genitori nella loro gestione.

Ma le difficoltà di amministrazione familiare, rilevabili soprattutto alla presenza di famiglie numerose e monoparentali, non esistono soltanto nelle grandi città. La nostra provincia non è certo esente da tali problematiche e, anche se alcune iniziative sono già state promosse ed una grande opportunità, ad esempio, è data alle famiglie trentine dalle cooperative di tagesmütter (anche grazie alle convenzioni stipulate dalle amministrazioni locali), molto deve essere ancora fatto. All’interno di un corretto rapporto tra privato e pubblico il pubblico è tenuto ad impegnarsi a fornire risposte differenziate ad un problema dalle mille sfaccettature.

Tutto ciò premesso il Consiglio provinciale di Trento impegna la Giunta provinciale di Trento

1. a promuovere e sostenere l’adozione di iniziative innovative da parte di associazioni e di organizzazioni di privato sociale finalizzate all’espletamento delle attività di cura, sostegno e ricreazione del minore;

2. ad attivarsi per sperimentare, sia attraverso un’organizzazione diretta che mediante convenzioni e finanziamenti idonei allo scopo, progetti-pilota di iniziative finalizzate allo sviluppo territoriale di servizi di nido nei luoghi di lavoro per i figli del personale dipendente e non. Tali progetti dovranno basarsi su una contrattazione con le organizzazioni sindacali e le imprese pubbliche e/o private e sul rispetto degli standard stabiliti per l’esercizio degli asili nido in strutture pubbliche. Seguendo l’esempio di altre regioni italiane, si potrebbe iniziare proprio dagli ospedali o dalle strutture della Regione o della Provincia autonoma in modo da sperimentare queste nuove forme di aiuto per i minori e i loro genitori e, soprattutto, per consentire alle madri di poter meglio accudire i propri figli, nel rispetto della propria posizione professionale. Tali strutture potrebbero, altresì, risultare utili per consentire un migliore e più efficace utilizzo di tutte le altre strutture di aiuto alla prima infanzia e delle forme alternative che stanno nascendo nella nostra provincia.

Illustro un attimo l’ordine del giorno dicendo che una volta la nostra autonomia era guardata con invidia dalle realtà istituzionali vicine, dalle province e dalle regioni vicine, eravamo un riferimento per altri. Ora dobbiamo fare come i giapponesi: copiare tante volte le esperienze maturate altrove. Ad esempio, ed è l’oggetto di questo ordine del giorno, in Lombardia sono già state sperimentate delle forme di servizio di nido per favorire i dipendenti all’interno di un grande ospedale cittadino, le madri hanno potuto in questo modo accudire meglio ai propri figli. E’ un servizio apprezzato e ha dato ottimi risultati. In termini generali occorre dire che bisogna dare un’adeguata risposta ai bisogni primari di educazione e di socializzazione della prima infanzia, cioè quel periodo che va da zero ai tre anni; bisogna sostenere la famiglia in particolar modo in quelle zone del Trentino sprovviste dal servizio o con servizi insufficienti e penso in particolar modo alle nostre valli periferiche, penso a Fiemme, a Fassa, a Primiero, penso alla Val di Sole, alla zona di Storo, dove non esistono strutture adeguate di questo tipo. Occorre a mio giudizio riequilibrare la dislocazione del servizio sul territorio fra aree ad alta urbanizzazione e aree con strutture insufficienti o assenti; occorre ampliare il servizio offerto alle famiglie e differenziarlo in modo da far poter scegliere ai genitori quale servizio è migliore per le proprie aspettative e per le proprie esigenze in base, appunto, alle loro esigenze e dando libertà di scelta di servizi.

Il nord Europa e l’Alto Adige sono già avanti a noi, hanno già attuato il servizio di tagesmütter, ad esempio, e questo è un servizio che comporta un costo minore per l’ente pubblico e per i genitori.

L’ordine del giorno che andiamo ad analizzare vuole applicare il principio di sussidiarietà. Noi conosciamo due tipi di sussidiarietà e finisco il concetto, signor Presidente: un concetto di sussidiarietà orizzontale dove vediamo l’ente superiore che non deve fare quello che deve fare l’ente subordinato e che sa fare bene; poi c’è la sussidiarietà orizzontale che è il tema di questo ordine del giorno, dove il pubblico non deve fare quello che può fare il privato, bisogna esternalizzare tutto quello che può essere svolto da altri e l’ente pubblico non deve essere imprenditore, cioè il pubblico deve intervenire solo nei casi dove nessuno, privati, associazioni, organismi intermedi - vedi l’articolo terzo della Costituzione - e la famiglia hanno interesse ad operare.

Continuo l’analisi in dichiarazione di voto.

(...)

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Il tempo breve che avevo a disposizione non mi ha permesso di dire quanto egregiamente l’Assessore ha illustrato in quest’aula, cioè quello di avere in commissione già un disegno di legge - il numero 44 - su questo tema che è stato la fusione di ben quattro disegno di leggi. Io, però, vorrei ricordare all’aula un emendamento alla collegata del ‘97 che era stato bocciato e aveva come primo firmatario il collega Morandini. In quell’emendamento alla collegata del ‘97 si introducevano l’asilo nido familiare e la tagesmütter, ossia madre di giorno, dove per tagesmütter si intende quella casalinga che esercita in casa propria un sostegno, un’attività di sostegno e di controllo per uno o più bambini in età di asilo nido. In quella occasione si ricordava che la tagesmütter poteva operare a titolo individuale o in cooperativa. Questo è importante. A quel tempo era stato bocciato, bocciato nel ‘97. Il vento in questi ultimi anni è cambiato e pertanto la maggioranza di sinistra, che allora aveva bocciato questo emendamento, allo stato attuale vista la legge richiamata in introduzione, la Legge Turco, ha cambiato direzione e accoglie favorevolmente proposte che vanno in questo senso.

(...)

In questa legislatura, collega Chiodi, esistono ben quattro disegni di legge, tre disegni di legge: i due presentati dal centro sinistra di Passerini, il numero 30, e il numero 47 della Dalmaso...

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DELLADIO (Forza Italia): ... però l’impostazione era sicuramente differente da quanto adesso stiamo discutendo. Comunque la Quarta commissione legislativa ha lavorato bene e ha prodotto questo disegno di legge che raggruppa gran parte di questo Consiglio provinciale.

L’ordine del giorno intende avviare progetti-pilota in attesa di veder approvata dal Consiglio provinciale questa legge, proprio per iniziative finalizzate alla realizzazione dei servizi nido nei luoghi di lavoro per figli di personale dipendente e non. A Trento ci sono centinaia di domande inevase e queste soluzioni potrebbero evadere le domande almeno sulla città. L’ultima considerazione che voglio fare è quella posta all’attenzione dei consiglieri provinciali da parte del sindacato degli infermieri più rappresentativo in Provincia di Trento, il nursing up, il quale chiede per i dipendenti dell’azienda sanitaria asili nido per ridurre le richieste di part-time e di aspettativa per maternità. Concludo dicendo che apprezzo l’apertura e la condivisione da parte dell’Assessore su questo ordine del giorno che porterà sicuramente dei benefici alla nostra collettività. Grazie.

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PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N. 14 "istituzione del servizio di guardia odontoiatrica festiva" ai disegni di legge 31 ottobre 2000, n. 101-100-99

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Per risparmiare tempo e concentrarsi su un unico atto leggo l’emendamento all’ordine del giorno concordato con l’Assessore competente perché la formulazione è stata condivisa. La premessa è questa:

Ordine del giorno 14 con dispositivo emendato: “Premesso che esiste la disponibilità di alcuni dentisti ad effettuare a turno il servizio di guardia odontoiatrica nei giorni festivi e nelle festività infrasettimanali presso le strutture del servizio pubblico e che attualmente tale servizio di guardia odontoiatrica esiste solo presso le sedi di Trento e di Borgo Valsugana, il Consiglio impegna la Giunta a studiare nell’anno 2001 la fattibilità, all’interno della rete ospedaliera del Trentino, e in collaborazione con il responsabile dell’unità operativa di maxillo facciale ed i dentisti volontari regolarmente abilitati alla professione di odontoiatra, del potenziamento del servizio di guardia odontoiatrica per venire incontro ai bisogni di pazienti che si trovano, nelle giornate festive, affetti da patologie acute”.

Dicevo che questo emendamento è firmato dall’assessore Magnani e dal sottoscritto, condiviso di fatto da tutto il gruppo di Forza Italia. Ci sono due concetti che si possono di nuovo evidenziare, cioè quello della disponibilità di alcuni dentisti ad effettuare a turno un servizio di guardia odontoiatrica nei giorni festivi in provincia di Trento, come per la provincia di Bolzano dove è già stata attivata da lungo tempo; l’altro concetto da evidenziare è quello relativo dello studio entro l’anno 2001 della fattibilità all’interno della rete ospedaliera del Trentino. Tutto questo ragionamento vale anche per le zone di periferia e non solo per il capoluogo, come è stato chiaramente concordato con l’Assessore.

Questi sono - concludendo il mio intervento - dei servizi ulteriori per qualificare la vita ai cittadini della nostra provincia. Grazie.

(...)

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Poche parole in risposta ai colleghi e alle sollecitazioni che provengono dai colleghi in quest’aula. L’assessore Magnani mi ha garantito che se gli odontoiatri sono disponibili tutto potrà essere fatto anche entro sei mesi e il servizio essere attivato. Io credo nella buona fede dell’Assessore e ho firmato l’accordo anche a seguito di un accordo precedente tra l’Assessore e altri colleghi firmatari. Terremo sicuramente il fiato sul collo all’Assessore, non pensi che noi siamo accomodanti; siamo accomodanti, consenzienti in certi momenti, siamo disponibili a trattare, però sicuramente non siamo disponibili ad essere presi in giro. Pertanto fra sei mesi tireremo i conti e le somme e vedremo a che punto siamo. Grazie.

(...)

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N. 15 "Contro la politica della riduzione del danno e di ogni liberalizzazione delle droghe" ai disegni di legge 31 ottobre 2000, n. 101-100-99

DELLADIO (Forza Italia): Il Governo italiano di centro-sinistra, per voce dei suoi ministri Veronesi e Turco, ha proposto, nel corso della Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze, un’inversione di rotta nella politica di lotta alla droga dichiarando finita l’era del cosiddetto “proibizionismo” ed inaugurando il tempo della tolleranza, della somministrazione controllata di eroina e della politica di “riduzione del danno”. L’annuncio è giunto inaspettato poiché il Parlamento italiano, a grande maggioranza, aveva vincolato il Governo ad una politica di lotta alle tossicodipendenze ed allo spaccio delle stesse, senza cedimenti ad esperimenti che in altri Paesi europei hanno aperto la porta alla strada della liberalizzazione di tutte le droghe. La volontà del Parlamento italiano, evidentemente, conta meno delle pressioni effettuate da centinaia di militanti di «centri sociali» i quali vivono nella più completa illegalità, tollerata dallo Stato, ma che ogni tanto vengono buoni per propagandare idee che solo in tali “centri” potrebbero trovare reale accoglienza.

Con il presente ordine del giorno il Consiglio provinciale di Trento impegna la Giunta provinciale di Trento

1. a rendere nota al Governo la netta contrarietà delle nostre genti e delle nostre istituzioni ad ogni politica che renda più facile l’uso di sostanze stupefacenti e che giunga, addirittura, a fare dello Stato e degli enti pubblici dei “pusher” che cedono sostanze di morte ai giovani della nostra terra;

2. ad impiegare ingenti stanziamenti da reperirsi nelle prossime manovre economiche al fine di effettuare una capillare azione di educazione tra le giovani generazioni sugli effetti devastanti causati dall’uso delle droghe;

3. a sostenere, anche economicamente, l’attività di tutti coloro che si battono da anni per il recupero dei tossicodipendenti mediante il mantenimento in vita di strutture di accoglienza e di recupero che sole sembrano essere la vera risposta alla disperazione che conduce alla droga ed alla conseguente perdita di ogni dignità e di ogni senso di responsabilità nei confronti propri, della propria famiglia e della società in generale;

4. ad attivare convenzioni con le comunità che insegnino arti e mestieri ai tossicodipendenti al fine di rendere più agevole il loro lavoro e, soprattutto, il reinserimento sociale di coloro che riescono ad uscire dal tunnel della droga;

5. a sostenere, con un incrementato impegno finanziario, l’attività delle associazioni familiari le quali sono in prima fila nella lotta alla droga e che sono un tassello fondamentale nella sconfitta del fenomeno.

(...)

DELLADIO (Forza Italia): L’argomento è molto importante. E’ bene ricordare quanto ha detto il Ministro della sanità, Umberto Veronesi, che ha criticato il proibizionismo affermando che l’ecstasy “non dà grande dipendenza” e che “di ecstasy non si muore se non è sbagliata la composizione”. Aggiunge poi il Ministro che chiunque abbia una certa conoscenza del mondo giovanile, non serve un osservatorio medico, sa che le droghe leggere usate in genere e in occasioni particolari come la serata in discoteca sono vere e proprie sostanze di uso voluttuario. Le statistiche epidemiologiche affermano che la mortalità per droghe leggere è uguale a zero...”. Queste sono affermazioni agghiaccianti a nostro parere. Il ministro Veronesi dovrebbe chiedere cosa pensano i genitori che magari un bel sabato sera non hanno più rivisto i loro figli morti in incidenti stradali proprio perché sotto l’effetto dell’ecstasy. Un discorso quello del Ministro che ho riportato poc’anzi che avrà fatto senz’altro molto piacere a quelle persone che vorrebbero promuovere l’uso terapeutico della canapa, la costituzione di injecting rooms in tutte le regioni e, in generale, le politiche di riduzione del danno, come richiamato nel titolo di questo ordine del giorno, cioè la somministrazione controllata di metadone e eroina. Il dato certo, e questo lo possiamo dire, è l’incremento costante dei tossicomani in carico ai servizi pubblici e privati dal ‘91 ad oggi; tra questi è in crescita il trend dei tossicomani in carico direttamente ai Sert, servizi territoriali con medico, psicologo e assistente sociale, dove prevalgono approcci al problema e droga centrati sul farmaco sostitutivo, il metadone appunto. L’età media di chi frequenta i servizi del Sert è in costante aumento, pertanto i drogati invecchiano nei servizi.

E’ utile ricordare altre cose sull’argomento. Il 7 e 8 ottobre scorsi i centri sociali di tutta Italia hanno organizzato le “giornate nazionali del raccolto”, ma non si trattava né di grano né tanto meno di un altro prodotto agro-alimentare, bensì di cannabis. Per sostenere le giornate di raccolto di cannabis, così come chiamate, molti parlamentari, dai DS ai Verdi a Rifondazione Comunista, hanno firmato un appello per accelerare il processo di legalizzazione delle droghe leggere.

E’ importante ricordare altre due cose. Il Ministro degli interni del Regno Unito ha commentato questa settimana la proposta di legalizzare la cannabis come “pazzesca” perché la cannabis produce danni a breve e a lungo termine e tutte le forme di cannabis alterano lo stato mentale. Il suo consumo è dannoso sia a livello immediato che a lungo termine ed è anche cancerogeno. Concludo dicendo che se si consultano le statistiche dei Paesi Bassi risulta che l’uso di cannabis, ad esempio, tra gli adolescenti è cresciuto del 250% in seguito alle leggi che ne consentono il libero consumo e il numero di tossicodipendenti che fanno uso di droghe più pesanti è aumentato del 22%. Il principale sostenitore della legalizzazione delle droghe, Paolo Cento, ha fondato a Roma il primo comitato elettorale Ulivo per Rutelli.

Concludo veramente, signor Presidente, che tutte le droghe liberalizzate favoriranno l’ingresso dei più giovani al mondo delle droghe pesanti e che tutti i consumatori delle droghe pesanti hanno iniziato con droghe leggere. Questo ordine del giorno vuole far vedere, far scoprire chi è a favore della vita e chi della morte. Grazie.

(...)

DELLADIO (Forza Italia): Vorrei che fosse messo in votazione così.