SEDUTA DEL 12 DICEMBRE 2001

 Disegno di legge n. 89/XII, "Disciplina dell'agriturismo, delle strade del vino e delle strade dei sapori"

DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente, egregi colleghi. Riprendiamo i lavori dopo l'8   novembre scorso e riprendiamo l'argomento agriturismo. Già l'altra volta avevo fatto delle osservazioni utilizzando solamente un breve periodo di tempo per il fatto che si  pensava  si completasse il disegno di legge già in quella serata. Abbiamo ripreso il lavoro ed allora  voglio ribadire alcune riflessioni perché sono importanti per apportare le modifiche migliorative a questo provvedimento di legge. Siamo tutti concordi, dicevo l'altra volta, dell'importanza di assegnare alle famiglie, alle attività agricole presenti sul territorio, soprattutto  quelle di periferia, delle nostri valli periferiche, un'integrazione al reddito. Siamo, dicevo, tutti concordi di sviluppare le attività legate all'impresa agricola e nella relazione al disegno di legge troviamo, testuali parole, che “questo disegno di legge serve a migliorare le condizioni di vita degli agricoltori”. Siamo d'accordo anche che serva a rivitalizzare il territorio, soprattutto, e ribadisco questo concetto, quello di periferia, con iniziative che producano ricchezza inserite nell'ambiente e che offrano prodotti naturali e genuini.

Ritengo e riteniamo tutti che bisogna dare dignità alle persone o alle famiglie che presidiano  il territorio. Se noi andiamo a vedere come si comporta la Provincia autonoma di Trento per mantenere l'uomo in montagna sicuramente  troviamo delle contraddizioni che adesso magari rammento e ricordo. Ad esempio per far stare le persone sul territorio la Provincia introduce gabelle, introduce  tasse di ogni tipo. Ad esempio per l'utilizzo delle baite demaniali.  Le baite demaniali presenti nelle nostre valli sono date in affitto, concesse ad operatori turistici per fare magari la  polenta e lucaniche, la polenta e braciole,  per i propri turisti a centomila lire più IVA  ogni volta. Abbiamo visto, e lo modificheremo con il prossimo disegno di legge, che sono state introdotte delle tasse - ed arriviamo sempre in ritardo per modificare questi provvedimenti - tasse sull'utilizzo dell'acqua, delle sorgenti e dei   rivi presenti sul nostro territorio. Ci sono persone che per fare una polenta in baita devono versare più di cento mila lire, dovevano segnalare l'utilizzo del rivo dell'acqua in Provincia e dovevano versare entro  la fine di ottobre le cento mila lire differenziate, come importi, in base all'utilizzo. E queste sono gabelle che sono introdotte  dalla nostra cara Provincia per la vitalità e la rivitalizzazione del territorio! Vediamo che ci sono tasse sugli accessi stradali, sugli accessi delle  strade provinciali, vediamo che sono  stati introdotti affitti veramente  onerosi sulle aree dismesse delle ex strade statali, che noi sappiamo sono ancora di proprietà dello Stato però sono date in gestione alla Provincia. Concludo in questa serie di esempi ricordando gli importi che si chiedono per posizionare le arnie sul territorio demaniale, sono cinquemila lire  ad arnia, superiore alle dieci, più IVA. Pertanto parliamo tanto di rivitalizzare il territorio, parliamo tanto di  favorire la permanenza dell'uomo all'interno del nostro paesaggio trentino, però facciamo di tutto allo stesso modo per sfavorire  questa tendenza.

La  Provincia per tanti versi è matrigna, distribuisce tante volte tanti contributi però impone gabelle: questo è il concetto finale di questa riflessione. Ritornando al discorso dell'agriturismo voglio dire che siamo ancora tutti concordi a valorizzare le vendite e la somministrazione di prodotti tipici della nostra Provincia, potenziando la cultura dell'ospitalità. Soprattutto, ricordavo, in un contesto sempre più globalizzato, dove esiste un'omogenizzazione strisciante che cancella  le  particolarità. Servono, a mio avviso, nicchie di qualità in tutti gli ambiti ed in tutti i settori, non solo economici, della nostra Provincia, sia  nel settore artigianato, sia nel commercio, sia nella ristorazione, e perché no anche nella politica. Servono ambiti di professionalità per garantire una sopravvivenza  dignitosa delle persone sul territorio trentino: un territorio complesso, morfologicamente molto eterogeneo e pertanto bisogna trovare quella qualità, quel qualcosa in più da poter offrire  a chi viene a soggiornare sul nostro territorio.

Io ho presentato degli emendamenti che regolamentano l'attività di agriturismo, favorendo gli agricoltori   ed i contadini: chi effettivamente è sul territorio ed opera  ricavando il maggior reddito dall'agricoltura. Questo è un concetto fondamentale, è la base di questo disegno di legge, non possiamo discostarci da questa linea guida. Gli emendamenti che ho presentati fissano dei limiti alla professione di agriturista al fine di non  creare concorrenza sleale con chi opera  nel settore della ristorazione e dell'offerta alberghiera. Fra gli emendamenti spiccano quelli che obbligano l'iscrizione all'albo sezione prima degli imprenditori agricoli, proprio seguendo il filone che è alla base di questo disegno di legge. Oppure un altro emendamento che impone l'iscrizione alla seconda sezione purché entro due anni si iscrivano alla sezione prima, questo perché deve essere preponderante il reddito proveniente dall'attività agricola: è lo spirito della legge. A proposito di emendamenti riconosco, dopo confronti e sollecitazioni, che tre emendamenti sono abbastanza restrittivi - lo riconosco - sono gli emendamenti che fissano gli otto posti letto ed i venti coperti nell'articolo secondo di questo testo licenziato dalla Commissione legislativa. Io li ho presentati sia in Commissione che all'aula proprio per, fra le tante cose, stimolare una riflessione anche conflittuale talvolta. Io, a questo punto, solo questi tre emendamenti relativi all'articolo 2,  io li ritiro, confidando che in regolamento si provveda con limiti sicuramente più favorevoli ma che non si possa tollerare un'assenza di regole. Pertanto rimando al regolamento questo aspetto della questione.

Evidenzio altre cose. La nostra economia trentina, soprattutto quella della  ristorazione e  dell'offerta alberghiera, corre dei rischi. Pongo un esempio emblematico, quello che sta succedendo nel Veneto  dove non ci sono state limitazioni al comparto agrituristico. Nel Veneto e soprattutto della Marca trevigiana cosa succede? Succede che in certi pseudo agritour si fanno feste di matrimoni, di battesimi con duecento e più persone, con piste da ballo ottenute magari spianando i prati antistanti la struttura. Questo in mancanza di regole provoca una decisa concorrenza sleale con gli operatori presenti nella zona.

Io sono convinto che bisogna evitare che prolifichino in Trentino agritour dei fagioli in scatola, agritour del capriolo in scatola, perché questo non è qualità e porterà gli agritour stessi ad annientarsi, annichilirsi, e con loro anche una gran  fetta della nostra offerta turistica e dell'ospitalità.

Altre riflessioni sulle  facilitazioni che il settore agricoltura ha nel contesto generale. Facilitazioni che fanno riflettere. Le andiamo ad analizzare. Ho fatto un'analisi abbastanza completa sui contribuiti pagati per oneri sociali, sui contributi che le aziende pagano per oneri sociali. Ho  raffrontato i vari settori economici: l'industria,  l'artigianato, il commercio e l'agricoltura. C'è da dire che il comparto agricoltura è estremamente complesso nella normativa: i contributi per salariati, mezzadri, piccoli coloni ed operai giornalieri  vengono versati allo SCAU, servizio contributi agricoli unificati in Trentino. All'INPS viene versata solo una parte minima di contributi  del settore agricoltura per cooperative di trasformazione, cantine, consorzi frutta e caseifici. Per il Trentino c'è una riduzione, questo è secondo me importante tenere in considerazione, dicevo una riduzione dei   contributi a carico dei datori di lavoro del 70  per cento perché è considerato territorio montano:  tutto quello superiore ai 700 metri. Se noi andiamo ad analizzare le aliquote per contributi INPS che l'azienda paga nell'industria, vediamo che siamo intorno al 41 per cento con un 70 per mille   di  INAIL: parlo di operai. Allora INPS  al 41 per cento  per l'industria con un 70 per mille  dell'INAIL, un 39 per cento circa per il commercio con un 40 per mille di INAIL, l'artigianato un 37 per cento di cui, sia per l'industria, il commercio e l'artigianato un 8,89 per cento  a carico del dipendente, e all'artigianato un 60 per mille di contributi INAIL.

Andiamo a vedere l'agricoltura. Da  un'analisi attenta io ho rilevato che i contributi a carico del datore di lavoro sono pari al 23  per cento  che con quel meno 70  per cento  vedete che assomma sotto il 10 per cento con un 13  per mille di contributi INAIL. S'intende tutto quanto riferito alla busta paga.    

Altri aspetti che favoriscono enormemente le attività di agriturismo sono quelle previste dall'articolo 8: le norme igienico-sanitarie uguali a quelle per gli appartamenti.  Un'altra facilitazione da tenere in considerazione, che potrebbe essere anche una scappatoia per arrivare all'obiettivo senza seguire le norme previste nella ristorazione e nell'offerta turistica. E’ una facilitazione prevista all'interno di questa legge che prevede che se viene meno il requisito di complementarietà previsto dalla legge, l'operatore può ottenere la licenza di esercizio turistico ricettivo purchè abbia esercitato attività agrituristica... Si prevede anche una deroga urbanistica qualora esistano  delle diverse destinazioni d'uso del territorio previste dai rispettivi piani regolatori  generali comunali. Chiudo queste riflessioni aprendone un'altra.

Io ritengo, alla luce di questo disegno di legge, che potrà nascere un contenzioso europeo, penso ci siano tutti gli estremi per un ricorso europeo contro la sleale concorrenza. Penso che potrà essere impugnato a livello europeo questo testo licenziato dal Consiglio, se sarà licenziato dal Consiglio, per avere introdotto una concorrenzialità sleale nel settore della ristorazione ed ospitalità  turistica. Un altro aspetto, che non è da sottovalutare. Con questo disegno di legge si dà la possibilità   per le cooperative di sviluppare attività di agritour. Nasce un'ambiguità o una conflittualità fra le tante, che porta il produttore, ad esempio di vini, a rifornire  il ristorante della zona come il proprio agritour. Io sono convinto che molte cooperative o consorzi di cooperative, come  previsto dalla legge, si muoveranno, soprattutto nelle zone più comode, fondovalle o vicino ai paesi, e costituiranno agritour con prezzi contenuti visti i costi bassi per oneri sociali. Molte cooperative o consorzi di cooperative si muoveranno e si insedieranno soprattutto nel fondovalle o vicino ai paesi e costituiranno degli agritour con prezzi molto più bassi rispetto alle altre strutture di somministrazione alimenti previste o esistenti in zona, questo perché i costi per oneri sociali sono molto ma molto bassi.

Altra riflessione, e poi concludo. Io ritengo che questa Giunta è una Giunta cerbera, richiamando il mostro mitologico greco-romano che aveva tre teste, due teste di questo mostro sono così, in  maniera simbolica, occupate da Pallaoro e da Pinter. Pallaoro  perché con questo  disegno di legge prevede un agriturismo direi selvaggio; l'altra testa è occupata da Pinter perché limita lo sviluppo in determinate zone, sopratutto quelle agricole. Se noi andiamo a vedere la variante 2000 al piano urbanistico provinciale noi troviamo dei limiti anche per quanto riguarda le aree  agricole d'interesse primario, dove i principi generali di tutela del territorio sono, sotto il profilo del contenimento e dello sfruttamento edilizio, sono  confermati, e solamente problemi di eccezionale  ed effettiva necessità permettono la collocazione, ad esempio, dell'abitazione nel complesso dell'azienda esistente. Parliamo di azienda agricola.

Se noi andiamo a vedere le norme di attuazione, sempre della variante al PUP 2000, per quanto riguarda le aree agricole di interesse primario, vediamo che nelle aree agricole di interesse primario possono collocarsi solo attività produttive agricole con i relativi impianti e strutture, con esclusione di quelle di conservazione e trasformazione di prodotti agricoli a scala industriale e  degli allevamenti industriali. Allora la mia riflessione è questa: parliamo tanto di far sorgere agriturismo, agritour in giro per il nostro Trentino soprattutto, e ribadisco soprattutto, nelle valli periferiche. Io sono convinto che potrebbero nascere nelle zone periferiche  e decentrate strutture di questo tipo ed a queste strutture si può dare anche  una libertà elevata, però vediamo che se da un lato l'assessore Pallaoro dice "Facciamo e tuteliamo gli agritour e diamo loro il massimo spazio, la massima libertà" dall'altro  noi ci scontriamo con una normativa urbanistica che limita di fatto tutte le attività sul territorio.

In tali aree, parlo delle   aree agricole e di interesse primario, si rileva che si possono fare solamente manufatti ed infrastrutture  attinenti lo svolgimento delle attività produttive, agricola e zootecniche e, con carattere di eccezionalità,  fabbricati ad uso abitativo e loro pertinenze, etc. etc..

Pertanto ho dimostrato che un Assessore parla in un modo e l'altro Assessore chiaramente introduce norme che vanno all'esatto opposto di quanto ha previsto il collega di Giunta.

Ritengo che gli emendamenti che ho depositato sono in difesa i veri agritour. Alcuni amici mi hanno telefonato preoccupati dei limiti imposti con alcuni emendamenti. Hho già riferito che per quanto riguarda i tre emendamenti sull'articolo 2  li ho ritirati confidando in un inserimento, all'interno del regolamento di attuazione della legge, comunque di limiti. Io spero che queste persone mi rimangano amiche e che capiscano. Cosa dovrebbero capire? Dovrebbero capire che solo loro, contadini ed agricoltori, possono fare agriturismo, non fa agriturismo chi lavora part-time  magari nell'ente pubblico coadiuvato da personale a buon mercato. Se passano certe regole o parametri si apre la strada a soggetti diversi e loro stessi non sopravviveranno.

Concludo dicendo che io, come tutti voi, sono consigliere provinciale, un consigliere provinciale di tutti e non di pochi. Servono scelte equilibrate, norme che siano di interesse generale, che non vadano a penalizzare i settori economici già esistenti,   che siano integrative, che siano conviventi sullo stesso territorio. Dobbiamo aprire gli occhi e fare tesoro delle esperienze già vissute nelle Regioni e nelle Province a noi vicine. Grazie.