SEDUTA DEL 19 DICEMBRE 2001
Disegno di legge n. 147/XII, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2002 e pluriennale 2002-2004 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria), disegno di legge n.148: Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l'esercizio finanziario 2002 e bilancio pluriennale 2002-2004, disegno di legge n.149 Misure collegate con la manovra di finanza pubblica per l'anno 2002;
DELLADIO
(Forza Italia): Grazie signor Presidente, egregi colleghi. Approfitto di questi
ultimi otto minuti che rimangono a disposizione del gruppo di Forza Italia per
rimarcare un aspetto ed evidenziarne un altro. Voglio rimarcare un aspetto
prendendo spunto dalla frase che avevo ricordato l'altro giorno relativamente al
programma di sviluppo provinciale; all'interno della relazione del Presidente si
legge che il programma di sviluppo provinciale è la nostra bussola ed in questo
senso il bilancio è il diario di bordo di questa navigazione.
Premesso
che il bilancio come diario di bordo me lo figuro come un libricino dove ogni
Assessore scrive la propria idea e poi l'Assessore vicino strappa i fogli,
chiaramente noi finora abbiamo navigato a vista proprio perché mancava questa
bussola e voglio ricordare il fatto che il programma di sviluppo
provinciale doveva trovare luce già entro il primo anno dall'insediamento della
Giunta, e siamo quasi alla fine di questa legislatura.
Il
programma di sviluppo provinciale è importante per quali motivi? Perché
predispone, scrive al proprio interno quale sviluppo economico e sociale
avrà il Trentino nei prossimi anni. All'interno noi troviamo gli obiettivi
strategici per quanto riguarda l'ambiente, per quanto riguarda la viabilità,
per quanto riguarda lo sviluppo dell'economia, per quanto in sintesi
riguarda la vivibilità di tutti i cittadini trentini.
All'interno
di questo documento importante troviamo o dovrebbero esserci le priorità.
Finora le priorità sono state date in base all'Assessore più forte ed a quello
che alzava di più la voce. Noi come Commissioni abbiamo aiutato a portare
avanti ed a licenziare diversi disegni di legge perché abbiamo convenuto
che i disegni di legge che abbiamo approvato di fatto erano importanti per la
collettività e pertanto non abbiamo innescato ostruzionismo o blocchi di ogni
genere proprio per il fatto che abbiamo ragionato al di sopra della politica.
All'interno
del programma di sviluppo provinciale devono essere inseriti i tempi, i tempi di
realizzazione delle varie opere, dei vari licenziamenti, dei vari progetti di
legge e quant'altro. Perché le Commissioni e perché anche le minoranze sono
state concordi che alcuni punti sono stati portati fino in fondo, per il resto
siamo fermi.
Questo
documento importante dovrebbe trovare spazio ed identificare i mezzi per
raggiungere gli obiettivi prefissati, disegni di legge, delibere di attuazione
delle leggi, pertanto tutto quello che serve, anche nei minimi particolari, per
arrivare a fine legislatura.
Troviamo
anche le varie responsabilità, responsabilità di tipo politico e di tipo
strutturale. In questi anni abbiamo visto il buon gioco di alcuni funzionari che
approfittando della debolezza della politica hanno portato avanti i loro
interessi che chiaramente con una politica debole passano ed arrivano fino in
fondo.
Infine,
tra le tante cose importanti in questo programma di sviluppo provinciale,
dovevano essere inseriti i correttivi da introdurre per arrivare alla meta.
Dicevo che doveva essere presentato entro un anno dall'insediamento della Giunta
e siamo alla fine della legislatura, dopo tre anni e mezzo dall'inizio di questa
legislatura. Noi dobbiamo calcolare che, ed è previsto con legge, che ci sono
dei tempi di discussione di questo piano di sviluppo, ci sarà la pubblicazione
sul bollettino ufficiale regionale, ci saranno le osservazioni da parte degli
enti istituzionali e degli organismi interessati, pertanto arriviamo una fine di
questa legislatura senza un piano, pertanto nasce un piano ed è già morto.
Questo bilancio, come abbiamo visto nella relazione del Presidente, si dice che
è un'espressione del programma di sviluppo provinciale, pertanto ho dimostrato
che anche questo bilancio è poco efficace, è un bilancio creato al momento,
contingente e non inserito in una vera programmazione.
L'altro
concetto che voglio evidenziare, che ho già più volte anche nel passato
ricordato a quest'aula è quello riguardo alle spese correnti. A noi ci viene
propinato il fatto che le spese correnti sono intorno al 50 per cento, però
si calcolano i trasferimenti straordinari provenienti dallo Stato verso la
Provincia autonoma di Trento.
Io
ritengo che un buon padre di famiglia non può fare riferimento, quando calcola
le spese, in questo caso spese correnti, a fondi ed a riserve che arrivano
ogni tanto, non è sicuramente così che si programma bene il bilancio di una
famiglia ed in questo caso di una società. Il bilancio è falsato perché
alte sono le spese correnti e, secondo me, se andiamo a fare i conti senza
i fondi trasferiti straordinariamente dal Governo, alte sono le spese correnti e
bassi sono i finanziamenti per gli investimenti, cioè quello che resta dopo
aver mangiato, dopo avere decurtato il bilancio con le spese atte al proprio
funzionamento.
E` un bilancio - e concludo - che rallenta a mio giudizio lo sviluppo del Trentino. Grazie.
(...)
DELLADIO
(Forza Italia): Grazie signor Presidente, grazie colleghi. Questo ordine del
giorno trova origine in una mozione che avevo già presentato mesi or sono,
alla fine di settembre o i primi di ottobre. Ho deciso di trasformare la mozione
in ordine del giorno per i tempi lunghi che seguono documenti tipo le mozioni.
In
sintesi si può leggere il titolo "Acqua e rilevamenti tecnici gratuiti
per usi non commerciali e di presidio territoriale". Questa è la
sintesi dell'argomento che andiamo a trattare. Andiamo a trattare le sorgenti
minimali utilizzate dai cittadini trentini sulla nostra Provincia, sul nostro
territorio.
E`
da condividere quanto previsto dalla legge Galli del 1994, la legge numero 36
che introduce il principio che tutte le acque superficiali e sotterranee sono
pubbliche e costituiscono una risorsa che è una salvaguardia per la nostra
società. Successivamente alla legge Galli sono stati introdotti dei
decreti del Presidente della Repubblica in attuazione della legge e poi anche la
Provincia autonoma di Trento ha disciplinato con propria legge l'argomento.
Ricordiamo
che in Provincia di Trento entro il 31 ottobre dovevano essere presentate le
domande per la concessione preferenziale e il riconoscimento di esercizio
di derivazione d'acqua da parte di tutti i cittadini che utilizzavano appunto
queste sorgenti e questi corsi d'acqua o emungevano dal terreno per utilizzi
propri, aziendali o quant'altro. La concessione era previsto che venisse
concessa a titolo oneroso per diverse tipologie d'uso. Per esempio per usi
domestici, igienici, antincendio e vari siamo intorno alle 260 mila lire, per
uso irriguo 127 mila lire, per uso potabile 103 mila lire, e così via,
pertanto ogni consumo era soggetto ad un pagamento ben preciso. L'imposizione di
un canone è sicuramente una forma di autoalimentazione della burocrazia e
di ingiustizia soprattutto per la nostra popolazione. Ci sono tanti balzelli che
la Provincia autonoma di Trento ha introdotto, per esempio bisogna pagare
per accedere sulle strade provinciali, bisogna pagare affitti sui relitti
stradali, bisogna pagare affitti per l'utilizzo di baite demaniali, bisogna
pagare per depositare le arnie sui territori demaniali della Provincia. Io penso
che questi balzelli, queste imposizioni non salvino il bilancio provinciale e
con questo ordine del giorno si chiedono due punti in modo particolare: l'uso
gratuito delle derivazioni e degli emungimenti e sorgenti minimali
ad uso familiare, ove non esistano benefici commerciali, e l'altro aspetto che
non ho mai visto richiamato, che non ho mai visto posto all'attenzione del
Consiglio, è quello che riguarda i rilevamenti tecnici delle derivazioni degli
emungimenti e delle sorgenti minimali. Io chiedo che vengano dati in mano agli
uffici tecnici provinciali o a liberi professionisti incaricati dalla Provincia
autonoma di Trento.
Questo
perché tutti noi sappiamo i costi di una progettazione, di un rilievo
territoriale e di una domanda, pertanto questa burocrazia va ad incidere
enormemente sulle finanze delle famiglie che tante volte utilizzano le baite o
le strutture sparse sul nostro territorio in maniera minimale, magari una volta
all'anno o un paio di volte all'anno.
Se
da un lato si condivide la necessità di avere un catasto delle acque pubbliche,
dall'altro bisogna prevedere il minimo disagio burocratico per chi beneficia di
queste sorgenti minimali, soprattutto quando non esiste, non deriva alcun utile
industriale, artigianale o commerciale dall'utilizzo di queste sorgenti e di
questi emungimenti.
Zone
come il Primiero e come le Giudicarie: proprio da queste zone sono arrivati dei
solleciti per togliere queste tasse su queste sorgenti. Sono venute da queste
zone, dicevo, le richieste di annullare questi balzelli. Noi sappiamo che
l'utilizzo di baite, l'utilizzo di strutture sparse sul territorio portano i
diretti interessati - concludo in breve tempo, signor Presidente - a
curare il territorio, a falciare il territorio antistante gli edifici e pertanto
a mantenere un bel paesaggio che è sicuramente positivo sia per chi ci abita
sia per il villeggiante che per il turista che viene sui nostri territori.
L'Assessore
aveva già dichiarato, in un'interrogazione a risposta immediata, che in un
articolo di questa collegata è prevista l'esenzione a decorrere dal gennaio
1999 del canone derivazione d'acqua per usi potabili e domestici con
portata massima di 0,5 litri al secondo. Io ritengo che va bene anche 0,5 litri
al secondo, anche se questa è una portata molto molto limitativa: è un passo
avanti rispetto alla situazione attuale. Per questo - e concludo, signor
Presidente - ho presentato anche un altro emendamento relativamente al secondo
punto di questo ordine del giorno che prevede rilevamenti tecnici delle
derivazioni e degli emungimenti da affidare agli uffici tecnici provinciali o a
tecnici professionisti incaricati dalla Provincia. Io spero in un voto positivo
che è rafforzativo di quanto già annunciato a suo tempo. Grazie.
(...)
DELLADIO
(Forza Italia): Brevemente, signor Presidente. Un primo aspetto. Probabilmente
Divina era disattento quando io annunciavo una mozione di pari data circa alla
sua, a settembre o ottobre di quest’anno. L’ho presentata, poi è stata
trasformata in ordine del giorno.
Il
secondo aspetto che voglio evidenziare è quello relativo al secondo punto
dell’ordine del giorno che l’assessore Berasi ha detto di non accogliere.
Per rilevamenti tecnici delle derivazioni io intendo l’iter burocratico che un
cittadino deve fare per ottenere l’autorizzazione alla concessione e mi
spiego. Fare la fotocopia della planimetria del posto, chiamare un tecnico per
fare i rilevamenti, per rilevare le misure etc.: questo io intendevo come
riferimenti tecnici, non tanto il flusso di acqua che viene utilizzato e che può
essere, come è stato detto, dichiarato dall’interessato.
Chiudo
chiedendo la votazione per parti separate, pertanto premessa e vari commi
dell’ordine del giorno. Grazie.
(...)
DELLADIO
(Forza Italia): Anch'io mi riallaccio sul ragionamento fatto dal collega
Boso. Parliamo di tutela ambientale, parliamo di fare rimanere la gente sul
territorio, però facciamo di tutto per scoraggiare la presenza dell'uomo sul
territorio. Lo scoraggiamo con balzelli, lo scoraggiamo anche in questo caso
imponendogli di produrre documenti, rilievi tecnici. Abbiamo aspettato, la legge
Galli è del 1994, con le successive modifiche, abbiamo aspettato tanto,
abbiamo aspettato sei mesi per introdurre la legge provinciale del 1998 per
esempio, possiamo aspettare ancora un paio d'anni anche se ci sono migliaia di
domande e di richieste nei cassetti, basta che abbiano fatto la segnalazione e
che ci sia un archivio della gestione dello sfruttamento delle acque.
Pertanto
c'è una contrapposizione, c'è una contraddizione di fondo, vogliamo far
rimanere la gente sul territorio e invece facciamo di tutto per scoraggiarla,
imponiamo balzelli per l'utilizzo delle strade, per l'utilizzo delle baite, per
l'utilizzo del territorio effettivamente quando c'è un beneficio, c'è una
ricaduta benefica sul territorio stesso.
Non riesco a capire, obbligare delle persone a spendere uno o due milioni di geometra per fare dei rilievi tecnici, per dichiarare che quel rigagnolo d'acqua serve per fare una polenta e lucaniche una volta all'anno o due volte all'anno con gli amici, tenendo conto che il proprietario della baita falcia il prato, mantiene l'ambiente bello e presentabile agli occhi del turista. Io non capisco proprio questo tipo di tutela ambientale, questo non è sicuramente il mio modo di pensare. Grazie.
(...)
DELLADIO
(Forza Italia): Grazie signor Presidente, egregi colleghi. Un altro ordine
del giorno, che vuol sollevare l'attenzione di questo Consiglio e della
Giunta provinciale sugli impianti sportivi della Baldresca in Rovereto,
in cui si chiede il finanziamento promesso a suo tempo.
Bisogna
fare una premessa e ricordare che il Circolo Tennis Rovereto è stato
fondato nel lontano 1922 ed attualmente conta 400 soci, dei quali 250 adulti e
150 giovani sotto i 18 anni. L'associazione - ricordiamola - non profit gestisce
tutti gli impianti tennis di Rovereto, il centro Lungo Leno e l'impianto della
Baldresca formato da cinque campi in terra e tre in Green Set, due dei quali
sono coperti da un pallone pressostatico tutto l'anno.
La
scuola Tennis è il fiore all'occhiello del circolo. La scuola prevede una
attività formativa che si svolge nell'impianto di Lungo Leno con 100 ragazzi e
20 adulti, mentre l'attività agonistica si svolge in Baldresca con tre
allievi e due maestri a disposizione.
Negli
impianti sono coinvolti a giocare tra soci e non soci oltre 700 persone, anche
perché il centro della Baldresca dispone degli unici campi coperti del
comprensorio C10 e su questo è importante fare una riflessione. Nel centro si
allenano 74 unità agonistiche, che formano 24 squadre che partecipano alle fasi
provinciali del campionato Federazione Italiana Tennis per poi passare alla fase
nazionale. Il Circolo Tennis Rovereto è sempre stato molto attivo
nell'organizzare manifestazioni tennistiche, fra le quali alcune molto
significative come, ad esempio, 15 edizioni del torneo nazionale under 12,
inoltre il Circolo ha ospitato la fase nazionale della "Coppa Valerio De
Galea", gara europea, il Circolo ha ospitato la "Coppa del Sol"
per under 14 maschile, coppa Europea a squadre ed anche nel 1995 ha ospitato il
"Torneo Nike", internazionali under 12 e 14 maschile e femminile.
Nel
1999, negli anni a noi vicini, gli atleti della Baldresca hanno vinto ben sette
titoli provinciali in palio su nove e cinque titoli a squadre su nove a
disposizione. Nel 2000 sono stati vinti sei titoli in palio su nove ed otto a
squadre. Pertanto l'importanza del centro è riconosciuta anche dai successi
conquistati. L'impianto costruito negli anni Settanta presenta oggi evidenti
limiti, riferiti particolarmente alla mancanza di una tennishall per il gioco al
coperto e la mancanza di strutture idonee alla pratica di attività sportive
collaterali al tennis.
Ricordiamo
che l'amministrazione del Comune di Rovereto si è già attivata affidando la
progettazione definitiva per la ristrutturazione della palazzina servizi in cui
troverà posto un bar/ristorante, spogliatoi e palestra, oltre a sale ed uffici
a disposizione delle associazioni sportive. Finalità dell'opera è quindi la
trasformazione del Centro Tennis La Baldresca in un centro polifunzionale
dotando nel contempo la struttura tennis di un impianto coperto fisso in grado
di ospitare manifestazioni sportive anche nel periodo invernale. E` da parecchi
anni che si parla della copertura e dell'ammodernamento del centro sportivo La
Baldresca e nella progettazione definitiva affidata dal Comune di Rovereto
emerge come la ristrutturazione del centro sportivo possa dare alla struttura
un'importanza e rilevanza provinciale. Altro aspetto importante da considerare!
I
nuovi impianti proposti presentano chiara la loro vocazione di utilizzo
sovracomunale, non essendo ad oggi esistente in tutto il comprensorio della
Vallagarina né una tennishall né un impianto per il gioco dello squash né
campi di paddle, che sono nuovi giochi entrati nell'utilizzo comune in Europa.
Con
lettera datata 10 ottobre 2000 il Sindaco di Rovereto ha indirizzato una
richiesta al Servizio Finanza Locale della Provincia autonoma di Trento
chiedendo che al Comune di Rovereto venga concesso finanziamento, previsto
dalla legge 36 del 1993. E` un finanziamento sulla spesa complessiva di 4
miliardi e 845 milioni, occorrente per finanziare la realizzazione di
impianti sportivi in località Baldresca.
Il
finanziamento, bisogna ricordare, dell'intervento è previsto in parte con
contributo provinciale per la differenza con fondi comunali, pertanto anche
l'amministrazione comunale si è impegnata a suo tempo a sostenere le spese per
la realizzazione di quest'opera.
A
risposta della lettera formulata dall'Assessore competente roveretano il 3
gennaio 2001 l'Assessore competente provinciale ha approvato l'elenco degli
interventi giudicati ammissibili al finanziamento e ha dichiarato che le opere
sono comprese nell'elenco per l'importo massimo di spesa ammissibile di un
miliardo e 490 milioni per il palazzetto dello sport di via Piomarta a Rovereto
e per lire 4 miliardi 845 milioni per il Centro Tennis alla
Baldresca.
Fatte
queste premesse io chiedo con questo ordine del giorno, viste le
promesse fatte a suo tempo, chiedo al Consiglio provinciale di impegnare la
Giunta provinciale ad attuare i provvedimenti per l'effettiva immissione al
finanziamento delle opere riguardanti il palazzetto dello sport di via Piomarta
a Rovereto per l'importo massimo ammissibile di un miliardo e 490 milioni e per
il Centro Tennis Baldresca per un importo massimo ammissibile di lire 4 miliardi
845 milioni.
Come
promesso dalla Provincia autonoma di Trento, vista l'importanza della struttura
sia a livello comprensoriale, sia anche a livello di coinvolgimento dei giovani
della città della quercia, sia dei giovani del comprensorio e visti anche
i risultati richiamati poc'anzi nella premessa a questo ordine del giorno
- e ho concluso, signor Presidente - dicevo, considerando la valenza
comprensoriale delle strutture, e valenza provinciale per quanto riguarda le
manifestazioni nazionali ed internazionali organizzate a Rovereto, chiedo che
venga approvato questo ordine del giorno che impegna la Giunta ai finanziamenti,
così come ho descritto in premessa.