SEDUTA DEL 6 febbraio 2001

Disegno di legge n. 101/XII:  "Misure collegate con la manovra di finanza pubblica per l'anno 2001" 

DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente. Anche il Trentino con questo articolo di legge si dota di una normativa specifica sul bed and breakfast. Nel nord-est solo Trento non aveva recepito le indicazioni nazionali Quadro, quelle riferite alla legge 217 del 1983. L'introduzione con apposito dispositivo di legge della formula bed and breakfast nel sistema dell'ospitalità turistica del Trentino va considerato a mio parere da un duplice punto di vista. Da una parte non c'è dubbio che oggi un settore in rapida trasformazione qual è il turismo abbia bisogno della massima possibilità di articolare l'offerta per soddisfare una domanda sempre più diversificata e permettere così ad un territorio di essere competitivo in termini di servizi.

Sotto questo profilo il bed and breakfast rappresenta una delle opportunità innovative che sicuramente vanno incontro al tendenziale superamento della classica soluzione della vacanza in albergo.

L'aver deciso di disciplinare questa tipologia ricettiva che tutti possono offrire abbastanza agevolmente agli ospiti per dare alla clientela precise garanzie circa la natura e la qualità del servizio acquistato, costituisce - ritengo - un atto dovuto da parte dell'ente pubblico. Dall'altra parte se è vero che attraverso questo provvedimento l'assessore Benedetti ha dichiarato di volere aprire al turismo trentino una strada ulteriore rispetto a quelle tradizionalmente conosciute e consolidate, riesce difficile giustificare una simile iniziativa nel quadro di una linea politica orientata alla riqualificazione complessiva del nostro sistema dell'ospitalità, così come era stato evocato anche nell'atto di indirizzo appositamente dedicato al settore. Altri erano e restano i disegni di legge attesi dagli operatori del turismo trentino, che da anni si confrontano con la Provincia per arrivare alla definizione di una riforma dell'organizzazione del comparto e quindi delle APT, della nuova disciplina di classifica alberghiera relativa anche al marchio di qualità, del vasto settore extra alberghiero la cui regolamentazione costituisce una tappa decisiva se si vuole veramente avviare un nuovo ciclo di sviluppo e di sistema in questo ramo strategico della nostra economia. E non si dica che la colpa è delle Commissioni perché sappiamo benissimo che se certi disegni di legge sono rimasti all'ordine del giorno delle Commissioni è perché la Giunta, questa maggioranza, non ha deciso la priorità da assegnare a questi disegni di legge, oppure ha scelto delle priorità su altri disegni di legge.

A me pare insomma che questa norma sul bed and breakfast, pur giusta, oggi assuma politicamente le sembianze di un vero e proprio “depistaggio”, promosso allo scopo di allentare la pressione concentrata invece dalle categorie imprenditoriali sulle ben più rilevanti riforme del turismo sopra menzionate a proposito delle quali l'intenzione reale, anche se inconfessata e inconfessabile, è di lasciar trascorrere quanto più tempo possibile per poi trovarsi troppo a ridosso della fine della legislatura per riuscire ad approvarle.

Diciamo allora apertamente, senza prenderci troppo in giro, che l'importanza del bed and breakfast per sciogliere i nodi del turismo trentino è oggi estremamente marginale. Forza Italia non è contraria all'articolo perché è un'opportunità, come dicevo prima, di scelta in più che si dà agli ospiti, ai turisti che arrivano in Trentino, è un'opportunità che si dà ai residenti in Trentino per integrare il reddito alle famiglie interessate, però Forza Italia vuole sollevare alcune problematiche o dubbi che nascono dall'applicazione dell'articolo sul bed and breakfast.

Il bed and breakfast identifica infatti una forma di ospitalità turistica offerta saltuariamente da chi, avvalendosi della sola organizzazione familiare, quindi non in termini aziendali, fornisce alloggio e prima colazione utilizzando un massimo di tre camere della propria abitazione di residenza. Per attivare il bed and breakfast dovranno essere assicurati alcuni requisiti minimi, come l'offerta di cibi e bevande confezionati per la prima colazione, senza alcun tipo di manipolazione e qui mi chiedo dove va a finire la proposta dei nostri prodotti tipici. Si impone una qualità scadente - l'avevo già detto in Commissione - considerando che nel resto dell'Unione Europea vengono somministrati alimenti tipici prodotti in famiglia, penso alle marmellate, alle focacce, ai cornetti ed altro, pertanto nel bed and breakfast non si possono confezionare e somministrare panini o altro che si potrebbero mangiare al mattino.

La pulizia quotidiana dei locali, altro aspetto da considerare. Occorrerà quindi effettuare controlli pubblici negli appartamenti privati, ed anche qui mi chiedo con quali costi? Fornitura e cambio di biancheria, compresa quella da bagno, nonché di energia elettrica costante, acqua calda e riscaldamento dei locali. Non è imbarazzante arrivare a codificare anche queste cose che dovrebbero essere ovvie e naturali? Ovviamente infine, i locali destinati all'ospitalità della formula bed and breakfast dovranno rispettare i requisiti igienico-sanitari di sicurezza previsti dalla legge e dai regolamenti comunali per uso abitativo.

Altra problematica che voglio sottoporre all'attenzione di quest'aula e dell'Assessore competente, è che il servizio alberghiero e gli affittacamere devono compilare le schedine di pubblica sicurezza, devono sottostare alle norme antincendio ed altro, i bed and breakfast in Trentino no.

Si corre il rischio che il bed and breakfast dia rifugio ai malavitosi che vogliono eludere le norme di pubblica sicurezza.

Per esempio in Provincia di Bolzano c'è obbligo di denuncia alla pubblica sicurezza e comunicazione dei prezzi, in Friuli Venezia Giulia c'è l'obbligo della denuncia di pubblica sicurezza, della segnalazione dei prezzi e delle presenze all'APT, nel Veneto c'è l'obbligo della denuncia di pubblica sicurezza, l'obbligo di comunicare i prezzi e le presenze ISTAT.

Io voglio anche formulare una domanda all'Assessore, sperando in una risposta. Nell'articolo si fa riferimento al carattere saltuario dell'offerta turistica - tale domanda l'avevo già rivolta a suo tempo in Commissione quando abbiamo esaminato il disegno di legge - ci deve spiegare che cosa si intende per saltuarietà, quanti giorni massimi all'anno, una settimana no e tre sì, otto mesi sì e un mese no o tre sì. Aspetto una risposta da parte dell'Assessore.

In ultimo, per opportuna conoscenza, desidero evidenziare quanto emerge dalla risoluzione ministeriale 155/E del 13 ottobre 2000 dalla quale emerge che l'attività in oggetto, svolta in modo non sistematico, senza carattere di stabilità ed in assenza di organizzazione di mezzi, che è indice di professionalità, è esclusa dal campo di applicazione dell'IVA e quindi da obblighi contabili, il reddito comunque conseguito è soggetto all'IRPEF ai sensi dell'articolo 81, comma 1, lettera I del TUIR.

Per questo motivo, e concludo, faccio anche la dichiarazione di voto. Forza Italia sulla votazione di questo articolo, confidando di ritornare ancora sull'argomento dopo un anno di prova al fine di introdurre quelle modifiche necessarie per l'applicazione precisa della norma, si astiene. Grazie, aspetto una risposta da parte dell'Assessore.

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 DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente, egregi colleghi. Questo emendamento fa parte di una serie che avevo presentato anche in Commissione legislativa quando abbiamo affrontato questo tema di ridefinizione del turismo all'aria aperta. Con questo emendamento sostituisco i commi 2 e 3 dell'emendamento sostitutivo dell'Assessore. Nel comma 2 vado ad eliminare la parola temporanea, perché l'Assessore specifica "soggiorno temporaneo di turisti". Perché? Perché la parola "temporaneo" è un termine vincolante e non è previsto dalla legge nazionale, nemmeno da leggi regionali in materia di turismo. Il termine "temporaneo" è superfluo, a nostro avviso, il turista è di per sé temporaneo, è un cliente temporaneo.

Nella legge alberghiera non è menzionato tale termine. Per esempio ci sono dei clienti che occupano stabilmente camere o suite, vedi parlamentari o altri nobili conosciuti, o anche funzionari statali che occupano appunto camere o altro all'interno dell'albergo. Il problema per questi casi non è assolutamente affrontato. Lo si vuole affrontare attualmente vincolando con il termine "temporaneo". Concludendo, nel comma 2 viene ad essere soppressa la parola "temporaneo".

Per quanto riguarda invece il comma 3 l'Assessore prevede che il titolare può destinare ai turisti allestimenti stabili, (bungalow) e piazzole attrezzate con allestimenti mobili (maxi caravan da affittare), fino al 30 per cento della ricettività totale massima autorizzata. L'emendamento sposta la percentuale del 30 per cento al 50 per cento, perché la domanda del mercato è fortemente orientata verso questo tipo di strutture, maxi caravan e bungalow. Il cliente, la famiglia tante volte, preferisce soggiorni più brevi e frequenti e non vuole vincolarsi con l'acquisto di roulotte o camper. Arriva nel campeggio solo con l'autovettura usufruendo di tutti i comfort offerti dal campeggio stesso, vuole beneficiare della struttura all'aria aperta per avere più spazi verdi, più ambiente, più natura.

Un altro aspetto da non sottovalutare è questo: l'Assessore ritiene necessario non superare l'80 per cento della ricettività massima con la sommatoria degli allestimenti stabili e mobili, bungalow e maxi caravan, strutture fisse accessorie (i preingressi) mantenendo per legge un 20 per cento a disposizione della clientela itinerante, con tende, camper o roulotte.

L'emendamento, che io sottopongo all'aula e all'Assessore, elimina questa soglia massima dell'80 per cento, perché deve essere il gestore, unico soggetto a definire le strategie e le scelte aziendali. Come non si vincolano gli alberghi a riservare stanze per l'eventuale clientela di passaggio, così anche a campeggi non ritengono corretto tale vincolo che crea anche un danno economico.

La realtà evidente per il turismo all'aria aperta invernale è che i camper, quelli che dovrebbero coprire quel 20 per cento previsto dall'Assessore, in turnazione, solo in minima parte utilizzano i campeggi, ricercano sempre soluzioni diverse, vedi parcheggi adiacenti agli impianti di risalita che in molti casi fanno pagare la sosta notturna. Questo è un problema che conosciamo, lo si conosce, è completamente abusivo.

Un aspetto positivo è quello che l'Assessore ha recepito la dicitura "campeggio parco per vacanze" e non il termine inglese che lo definiva.

Altro aspetto previsto dall'emendamento proposto, sostitutivo, è l'innalzamento da 40 metri quadri di superficie a 50 metri quadri per le strutture stabili, ossia i bungalow, perché? Perché lo standard richiesto da questo tipo di clientela è elevato e pertanto più comfort vuol dire massima vivibilità che corrisponde alla superficie utile della struttura. Grazie.

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DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente. Questa mattina alle 12.20 è stato bocciato un emendamento che avevo proposto e che andava a modificare le percentuali inserite nell'emendamento dell'Assessore. Ripropongo una serie di emendamenti facendo riferimento alle motivazioni precedenti che riassumo e richiamo. L'Assessore diceva che è necessario non superare l'80 per cento della ricettività massima con il totale degli allestimenti stabili e mobili (bungalow e maxi caravan), delle strutture fisse ed accessorie (i preingressi), mantenendo per legge un 20 per cento a disposizione della clientela mobile, itinerante, quella per la precisione con tende, camper o roulotte.

Io ho fatto questo ragionamento dicendo che dobbiamo eliminare questa soglia massima dell'80 per cento perché deve essere il gestore ed il proprietario l'unico soggetto a definire le strategie e le scelte aziendali, anche perché i camper, quelli che dovrebbero coprire il 20 per cento previsto dall'Assessore, quel 20 per cento di turnazione all'interno dei campeggi, solo in minima parte utilizzano i campeggi. I camperisti cercano sempre soluzioni diverse ed in modo particolare, qui lo richiamo per l'ultima volta, i parcheggi adiacenti gli impianti di risalita, per esempio, che in molti casi fanno pagare la sosta notturna in maniera completamente abusiva.

Questa mattina parlando con l'Assessore io dicevo che potrebbe anche andare bene quel 20 per cento di turisti itineranti se funzionassero i controlli, se funzionasse il combattere questo tipo di abusivismo, in modo da mettere ordine all'interno di questa problematica, in modo da fare andare nelle strutture predisposte i camper mobili sul territorio provinciale, in attesa che anche i privati costruiscano ed adibiscano piazzole come questo emendamento propone. Va bene così, poi riprendo il discorso sull'altro subemendamento.

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DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente. Approfitto di questa serie di subemendamenti per fare ulteriori considerazioni in tema di turismo all'aria aperta, considerazioni di carattere generale. Nel corso dell'ultimo decennio, che ha visto crescere in modo esponenziale il sistema dell'ospitalità in questa Provincia, ci siamo abituati ad identificare in larga misura il turismo soprattutto con la disponibilità di posti letto negli alberghi. Questo per due ragioni. La prima di ordine quantitativo, perché le oltre 2.700 strutture alberghiere esistenti in Trentino costituiscono indubbiamente un'ingente risorsa ricettiva espressamente dedicata alle vacanze, e più in generale al soggiorno, da cui dipende la maggior quota di occupazione e reddito prodotta dal settore turistico. La seconda ragione è di ordine statistico e riguarda la possibilità di stimare il numero delle presenze di turisti e visitatori accolti per il pernottamento negli alberghi, in quanto i gestori sono tenuti a registrarne puntualmente l'arrivo e a segnalarne tempestivamente l'identità agli uffici pubblici competenti. Ciò rende gli alberghi la maggior fonte di dati conoscitivi correlati al turismo anche per le APT di ambito e quindi a livello provinciale.

Queste due caratteristiche contribuiscono a privilegiare gli alberghi quando si parla di turismo in Trentino. Tutti sappiamo che, in realtà, molto superiore a quello degli alberghi è il numero degli appartamenti privati affittati nei periodi di vacanza dei quali non si può avere tuttavia una percezione altrettanto attendibile a causa nella natura solitamente non imprenditoriale di queste strutture ricettive. Non è questo il caso dei campeggi, la cui consistenza aziendale permette di evidenziare le presenze turistiche estive ed invernali e crea un notevole indotto. Queste strutture ricettive all'aria aperta soddisfano infatti una domanda di vacanza in tendenziale aumento e sempre più qualificata sotto il profilo della capacità di spesa. Ciò è chiaramente dimostrato da una recente indagine presentata pubblicamente il 10 luglio scorso della Faita Trentino Camping, associazione che raccoglie la quasi totalità delle 68 strutture all'aria aperta operanti in questo settore nelle nostre valli. Dalla ricerca emergono alcuni elementi di grande interesse, a riprova della rilevanza assunta ormai dai camping nel sistema turistico e per la stessa economia locale.

Non a caso, come riferisce lo studio sempre della Faita, l'andamento dei flussi di ospiti tra il 1990 e il 1998 nelle 68 strutture all'aria aperta del nostro territorio appare quello con il maggior tasso di incremento, più 24,1 per cento rispetto alle altre tipologie ricettive, ed è molto significativo il fatto che ciò sia avvenuto a fronte di un minore tasso di sviluppo della capacità ricettiva dei campeggi, più 2 per cento, verificatosi nello stesso periodo a livello nazionale. Probabilmente i camping riescono sempre più ad intercettare i clienti desiderosi di gestire liberamente le loro vacanze, soprattutto di stare direttamente a contatto con la natura.

Inoltre il campeggio costituisce una soluzione ideale, dal punto di vista dei costi, per chi vuole spendere più nei servizi esterni che all'interno della struttura ricettiva. I dati dell'indagine dimostrano i grandi vantaggi per l'indotto, ristoranti, commercio, bar, discoteche, artigianato locale, derivanti dai consumi degli ospiti delle strutture all'aria aperta. Per queste ragioni l'offerta di turismo dei camping non può essere considerata di rango inferiore rispetto a quella alberghiera, ma semmai valorizzata ed incentivata a qualificare i servizi con appositi dispositivi.

Le strutture ricettive all'aria aperta presenti in Provincia di Trento sono sessantotto, con una capacità ricettiva di più di ventisettemila posti, pari al 6 per cento circa dell'offerta ricettiva complessiva del Trentino. Le presenze turistiche - è opportuno ricordare - registrate negli esercizi turistici all'aria aperta, sono passate da poco meno di novecentocinquantamila nel 1985 a circa 1.460 milioni nel 1998.

Nello stesso periodo la loro incidenza sui pernottamenti complessivi della Provincia di Trento è passata dal 4,3 per cento al 5,4 per cento. I clienti - bisogna ricordare anche questo - dei campeggi, sono i turisti che spendono in assoluto le somme maggiori per i consumi non riferiti all'uso di strutture ricettive, pernottamento, ed anche in relazione alla spesa totale sono secondi solo ai clienti degli alberghi.

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DELLADIO (Forza Italia): Continuo il ragionamento e le considerazioni iniziate prima approfittando di questa serie di subemendamenti. Dicevo che i clienti dei campeggi sono i turisti che spendono le somme maggiori per consumi non riferiti all'uso di strutture ricettive. Se noi andiamo a vedere la stima della spesa turistica giornaliera nella stagione estiva 1995 in Provincia di Trento vediamo che si spendono pro capite più di 73 mila lire, questo dovrebbe fare riflettere e dovrebbe fare considerare questo tipo di turismo all'interno dei nostri confini provinciali.

Altro aspetto che volevo evidenziare è quello relativo all'andamento del turismo all'aria aperta a livello nazionale. Leggo nel rapporto sul turismo all'aria aperta 2000 a livello nazionale che nel 1998 l'andamento del turismo all'aria aperta è stato generalmente positivo per tassi di incremento ovunque superiori al 2 per cento, sono aumentati di più gli stranieri 3,6 per cento e meno gli italiani 1,4 per cento, mentre in campo alberghiero è accaduto il contrario con un incremento dell'1,1 per cento degli stranieri e del 2,8 per cento degli italiani. L'aumento è stato più elevato nel nord-est caratterizzato da forte presenza di stranieri ed un po' meno nel sud. Questo per quanto riguarda l'aspetto nazionale.

Poi c'è l'aspetto di volontà di ammodernamento, che anche questo è importante, che occorre ricordare. Il ricorso all'autofinanziamento ed al credito di medio e lungo periodo rappresentano sia con riferimento agli esercizi che hanno fatto ricorso a tali canali, sia in relazione all'ammontare dei finanziamenti ad essi relativi, le modalità di gran lunga prevalenti in questo settore. Poco meno del 40 per cento degli investimenti complessivi è stato realizzato con il solo ricorso all'autofinanziamento. Dal finanziamento pubblico inoltre è dipeso solo il 9 per cento circa degli investimenti prevalenti effettuati e solo un terzo degli esercizi vi ha fatto ricorso. Pertanto le conclusioni sono quelle di dire e di identificare queste strutture con una forte propensione all'ammodernamento e possiamo rilevare che gli ostacoli a questo trend devono essere ricondotti al fattore urbanistico e normativo che non sono allineati alle esigenze del mercato.

Il turismo all'aria aperta non deve essere considerato di rango inferiore, deve avere pari dignità con le altre forme di ospitalità, dagli affittacamere agli alberghi, ai residence, in modo da diversificare l'offerta turistica in Trentino. Abbiamo aggiunto questa mattina anche il bed and breakfast. Lo scopo dell'emendamento è risolvere una volta per tutte, parlo dell'emendamento presentato dall'Assessore sul quale si innestato i subemendamenti presentati dal sottoscritto ed anche in parte concordati con l'Assessore, lo scopo dell'emendamento è risolvere una volta per tutte il problema dei preingressi, aggiornare la definizione dei campeggi adeguandola alle mutate esigenze delle clientela individuando una nuova tipologia che è quella definita come campeggio o parco per vacanze.

Qualche riflessione sui preingressi. Serve identificare con chiarezza ed in maniera definitiva le tipologie dei preingressi e le loro caratteristiche costruttive, siamo tutti d'accordo che queste tipologie e queste dimensioni siano inserite nel regolamento di attuazione della legge, sia per quanto riguarda le dimensioni sia per quanto riguarda i materiali.

Una considerazione che voglio fare e rivolgerla all'Assessore è quella di mantenere le dimensioni come previsto nel regolamento del 1998, perché molte strutture si sono adeguate seguendo quelle indicazioni pertanto sarebbe penalizzante per la clientela e per i soggetti interessati variare dai sette metri previsti e fare altre dimensioni. Pertanto chiedo all'Assessore che venga mantenuta questa dimensione dei preingressi.

Infine siamo tutti d'accordo ad adeguare le strutture accessorie, come abbiamo detto, da accostare al mezzo mobile, i cosiddetti preingressi, entro tempi stabiliti ma ragionevoli. Se confermati gli impegni dei sette metri quadri si potrebbero anche tenere i due anni ma mi pare che l'Assessore ha concordato con il sottoscritto i tre anni di adeguamento, pertanto lo ringrazio. Ultima considerazione, sono solo al massimo quattro campeggi su sessantotto che presentano situazioni particolarmente difficili e caotiche. Io penso che in questo lasso di tempo sicuramente si riuscirà a sanare e a regolarizzare il tutto, in modo da non penalizzare tutto il comparto a causa di pochi.

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DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente. Questo è un emendamento importante perché recepisce con la firma di tutti i Capigruppo quanto avevo formulato a suo tempo con diversi emendamenti.

Io introducevo la diffida da parte del dirigente, ma soprattutto individuavo una formula di chiusura parziale della struttura, relativamente alla parte oggetto di contestazione tecnico amministrativa, onde evitare il blocco totale dell'attività.

Prevedevo che la sanatoria doveva essere effettuata nei tempi stabiliti dagli uffici provinciali competenti. Questo emendamento letto dal Presidente è importante perché è un emendamento concordato e va incontro a certe difficoltà in determinati campeggi, e recepisce di fatto emendamenti formulati dal sottoscritto nelle settimane precedenti ai lavori di quest'aula.

Rimarcare il contenuto è importante perché in questo emendamento si prevede che la sospensione, come è già stato letto, può essere disposta anche parzialmente con riferimento a specifiche strutture o attività purché non sia pregiudicato il regolare funzionamento della struttura ricettiva fino alla completa regolarizzazione. Questo è il primo passaggio, pertanto chiusura eventualmente anche parziale del campeggio qualora esistessero dei problemi di tipo tecnico amministrativo.

Poi l'altra parte dell'emendamento, quella che riguarda l'applicazione dello stesso, delle eventuali sanzioni: si legge "la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dei complessi ricettivi turistici nei casi previsti dal comma 1 ter - quello che fa parte dell'emendamento dell'Assessore - è disposta previa diffida, in prima battuta, ad ottemperare a quanto richiesto nel termine prescritto, comunque non inferiore a 30 giorni" poi ancora si dispone la revoca dell'autorizzazione qualora non si sia ottemperato a quanto richiesto entro il termine stabilito nel provvedimento di sospensione.

Io ritengo che questo accordo tra maggioranza e minoranza sia importante anche perché va a risolvere questioni che altrimenti sarebbero molto dolorose per certe strutture turistiche all'aria aperta. Grazie.

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DELLADIO (Forza Italia): Grazie Presidente. Per evidenziare signor Presidente che anche questo emendamento è una formula intermedia tra i quattro anni che avevo previsto di adeguamento delle strutture, in Commissione, ed i due anni proposti dall'Assessore. L'Assessore gentilmente ha capito in problema ed in sede separata aveva accettato i tre anni di adeguamento. Grazie.

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DELLADIO (Forza Italia): Questo è l'ultimo emendamento della serie attinente il turismo all'aria aperta del Trentino sull'emendamento presentato dall'Assessore. Questo è un emendamento molto importante anche se non sarà probabilmente approvato da quest'aula. Ho voluto lasciarlo e che si voti proprio per evidenziare alcune considerazioni in merito alle aree sulle quali insistono i campeggi, di fatto quelli esistenti.

L'introduzione di questo comma, il comma 11, impone ai Comuni, imporrebbe ai Comuni di riconoscere le esistenti e autorizzate aree adibite a campeggio nei rispettivi piani regolatori generali, perché? Perché ci sono delle realtà molto diverse in Trentino, realtà di alcuni campeggi esistenti, anche da quarant'anni, dove parte dell'area da loro utilizzata, utilizzata e autorizzata, è cartograficamente identificata con altre destinazioni urbanistiche. Se noi andiamo a vedere la situazione di alcuni campeggi in Trentino vediamo che due campeggi a Levico insistono su terreno agricolo primario, tre campeggi a Calceranica insistono su terreno parco balneare, poi ci sono terreni identificati come parco prato bosco, come pubblico attrezzato, come verde privato, come centro storico con manufatti isolati, come zona alberghiera. Serve a nostro giudizio, a mio giudizio, un ordine urbanistico e certezze per gli operatori del settore. Riconoscere di fatto la piena dignità degli operatori e delle strutture nel comparso del turismo all'aria aperta.

In molti Comuni esistono anche forme discutibili di identificazione e di condizionamento di queste attività, ci sono degli obblighi di arretramento, ci sono inserimenti di parcheggi nelle aree proprio adibite attualmente a campeggio. E' chiaro che tutta questa situazione non favorisce sicuramente il rinnovamento delle strutture.

Concludendo il mio intervento è opportuno evidenziare anche un altro fatta. Parlando con l'assessore Benedetti e con l'assessore Pinter, l'assessore Pinter a cui compete la normativa urbanistica si è impegnato a considerare questa problematica nella nuova variante al piano urbanistico provinciale. Pertanto, questo emendamento che mantengo in piedi, in prossima battuta, sarà bocciato. Lo facciamo votare, però ritorneremo, viste le promesse dell'Assessore all'urbanistica, in sede di discussione del piano urbanistico provinciale. Grazie.

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