SEDUTA DELL'8 NOVEMBRE 2001
Disegno di legge n. 89/XII, "Disciplina dell'agriturismo, delle strade del vino e delle strade dei sapori"
DELLADIO
(Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, questa è una legge
fra le molte licenziate dalla Seconda commissione legislativa della quale sono
Presidente. Approfitto di questo momento per evidenziare in tempi molto
contenuti l'impegno dei commissari nei lavori di commissione e la serietà di
lavoro che confuta le affermazioni che ogni tanto vengono fatte e che addossano
alle minoranze l'essere ostruzionista o irresponsabile. Se il Consiglio
affrontasse tutti i disegni di legge licenziati dalla Seconda commissione
legislativa avrebbe da lavorare sicuramente tutti i giorni per un paio di mesi.
Chiusa
questa premessa, io voglio dire e devo dire e portare all'attenzione di
quest'aula alcune riflessioni. Innanzitutto, questo disegno di legge è un
disegno di legge che ci trova concordi sui fini nobili di questo disegno di
legge, di questo provvedimento legislativo. Gli scopi di questo disegno di legge
condivisi sono quelli di favorire lo sviluppo delle zone rurali, la
continuazione delle attività agricole attraverso l'integrazione dei redditi, il
miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori, la conservazione e la
tutela delle tradizioni culturali e dell'ambiente, nonché l'utilizzo del
patrimonio edilizio. Queste affermazioni si ritrovano nella relazione del
disegno di legge e su questi concetti, su questi obiettivi chiaramente mi vedono
concorde.
Concorde
anche sullo sviluppo delle attività legate all'impresa agricola, come concorde
sulla rivitalizzazione del territorio, perché noi dobbiamo pensare che l'uomo
deve rimanere in montagna come presidio, come persona che cura il territorio e
che lo tutela.
Dobbiamo
anche, per far rimanere il cittadino, l'uomo sul territorio, in special modo il
nostro territorio morfologicamente complesso, dobbiamo fare in modo che queste
persone abbiano un'integrazione ai redditi, abbiano un miglioramento delle
condizioni di vita delle loro famiglie e di loro stessi. Pertanto dobbiamo dare
dignità a rimanere sul territorio e pertanto dobbiamo favorire tutte quelle
concretizzazioni di fantasia che l'uomo, in senso generale, può mettere in
campo, dall'utilizzo delle baite, dai percorsi turistici su determinati
territori, dalla vendita di prodotti tipici, grappe, frutta antica e
quant'altro.
Per
quanto riguarda i prodotti tipici, dobbiamo valorizzare sicuramente l'offerta di
queste qualità. Devono avere origini certificate, devono avere garanzia di
qualità e di salubrità. Soprattutto dobbiamo condividere questi argomenti in
un momento storico dove la globalizzazione ci coinvolge e coinvolge tutto il
mondo, dove questa globalizzazione, questa mondializzazione porta ad
un'omogeneizzazione dei prodotti e delle offerte presenti sul mercato
internazionale. Per questo dobbiamo favorire la differenziazione, dobbiamo
favorire la creazione di nicchie di mercato e di qualità che permettano la
sopravvivenza all'interno di questa concorrenza e di questa competitività.
Dobbiamo
fare in modo - questi sono sempre obiettivi penso condivisi da tutti - che ci
sia una simbiosi, soprattutto nella nostra realtà trentina, tra agricoltura,
zootecnia e turismo.
Noi
abbiamo visto che negli ultimi anni l'Unione europea - penso alle relazioni
fatte - non ha considerato molto la montagna, è stata dimenticata, è stata
trascurata, però ricordo anche che, allo stesso tempo, il 2002, se non sbaglio,
è stato dichiarato anno della montagna, pertanto iniziative in tal senso
saranno organizzate dalla Provincia e dai Comuni per richiamare l'attenzione su
questo ecosistema importantissimo.
Io
ho presentato degli emendamenti in commissione e li ho riproposti, subito dopo
il licenziamento da parte della commissione di questo disegno di legge, per
sollevare alcune riflessioni all'interno dell'aula, per portare voce in
quest'aula di quei soggetti che hanno preoccupazioni per il licenziamento di
questo disegno di legge.
In
commissione c'è stata una discussione molto particolareggiata, esaustiva,
importante, che ha visto l'accoglimento di alcuni emendamenti ed altri. In
maggior parte i miei emendamenti sono stati cassati e pertanto li ripropongo
dopo averli depositati ancora nel lontano aprile del 2001, subito dopo il
licenziamento, come dicevo, in commissione.
Gli
emendamenti - lo spiego adesso a grandi linee - non andrò ad esaminare e ad
illustrare gli emendamenti uno per uno, proprio per l'accordo raggiunto in
Conferenza dei Capigruppo al fine di dare un contributo alla giornata di oggi
affinché venga licenziato questo secondo disegno di legge che fa riferimento,
come già stato ricordato, alla normativa che non richiede più il visto
governativo.
Gli
obiettivi dei miei emendamenti sono quelli di fissare dei limiti di ricettività
e somministrazione alimenti all'interno dell'agriturismo, proprio per il fatto
che non dobbiamo creare una concorrenza sleale con gli imprenditori esistenti
ora sul territorio provinciale, per quanto riguarda la ristorazione e il settore
alberghiero.
Dobbiamo
evitare - questa è la riflessione che io pongo alla vostra attenzione - una
conflittualità tra operatori economici nella nostra Provincia, dobbiamo cercare
un equilibrio che non crei, che non ponga le basi di discriminazioni perché
voglio ricordare che i contributi della Provincia sono maggiori per l'agriturismo e minori per i ristoratori e i pubblici esercizi. Voglio ricordare
che il costo del lavoro è minore per i dipendenti che lavorano in agricoltura e
maggiore nella ristorazione e nei pubblici esercizi.
Ultimo
aspetto che voglio ricordare è che gli emendamenti non si basano solamente su
queste riflessioni che vi ho proposto, ma si basano, dopo un attento esame,
sulla normativa nazionale. Già in commissione avevo evidenziato, dopo aver
fatto un confronto, una comparazione con le normative regionali e nazionali, per
vedere se effettivamente esistevano dei limiti, delle imposizioni, dei
contingentamenti sui parametri all'interno dell'agriturismo e per questo voglio
ricordarvi che il Molise pone in legge una capacità ricettiva di 6 camere e 15
posti letto; l'Emilia Romagna di 8 camere e 15 posti letto; Bolzano impone un
massimo di 30 posti a sedere in una determinata condizione; la Lombardia pone il
vincolo di 15 camere e 30 ospiti al giorno.
Ci
sono delle limitazioni anche per quanto riguarda le tende e i camper e poi altre
considerazioni, tutte inserite in legge. Pertanto, voglio dire che le mie
riflessioni che pongo alla vostra attenzione, e che probabilmente, vista l'area
che tira, sia in commissione che in aula mi pare di capire che non saranno
accolti, chiaramente si basano su dei fatti e su delle considerazioni già fatte
da altre realtà territoriali.
Io
concludo dicendo che, vada come vada, l'esame di questo disegno di legge,
approvati o cassati gli emendamenti, chiaramente tra un anno, fra un anno e
mezzo bisognerà porsi davanti ad un tavolo e confrontarsi e vedere lo stato di
attuazione della legge alla luce anche del regolamento di attuazione che sarà
emanato quanto prima dopo l'approvazione di questa legge.
Pertanto
io non illustrerò gli emendamenti, perché di fatto ho già spiegato che
pongono dei limiti e pongono delle riflessioni su questa possibile e probabile
conflittualità nascente tra operatori economici e turistici del Trentino, e a
questo punto rimando all'attenzione dell'aula i vari emendamenti. Grazie.