SEDUTA DEL 17 DICEMBRE 2002

Disegno di legge n. 207/XII, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2003 e pluriennale 2003-2005 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria)” e disegno di legge 208/XII, "Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l'esercizio finanziario 2003 e bilancio pluriennale 2003-2005"

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Anche io faccio la mia parte di oppositore in questa legislatura, evidenziando contraddizioni e punti negativi di questa amministrazione. Il Presidente dirà: “purtroppo”, ma è il mio ruolo, pertanto cerco di esercitarlo al meglio.

Io sono andato a vedere il programma di questa coalizione, il programma promesso ai trentini nel lontano 1998, per vedere quello che è stato fatto e quello che è ancora da fare e ho riscontrato alcuni aspetti che adesso vi illustro.

La prima cosa che balza agli occhi è il gran numero di riforme ancora da realizzare, penso alla riforma istituzionale, alla chiusura dei comprensori, al decentramento, alla delegificazione, sulla quale più volte ho richiamato l’attenzione di questo Consiglio. Penso alle privatizzazioni, al sostegno alla famiglia, soprattutto a quelle più numerose anche attraverso defiscalizzazioni ed altro, alla riorganizzazione dell’azienda sanitaria, al nuovo piano urbanistico che è ancora fermo al punto di partenza, penso alla variante al PUP e alla ferrovia della Valsugana. Dall’altro lato le cose che sono state fatte, che sono state fatte perché la minoranza consapevole ha aiutato per fini nobili e sicuramente, questo lo posso certificare, perché la Seconda commissione legislativa, caro Presidente, ha lavorato intensamente e ha provveduto a licenziare numerosi disegni di legge che poi sono diventati legge in questa aula. Penso alla riforma dell’ESAT, penso alla riforma del commercio, dell’artigianato. Penso alla riforma sulle APT e alla promozione turistica, alla riforma elettorale, perché anche quella è stata condivisa all’interno di quest’aula e alla legge sulla somministrazione alimenti e bevande, alla legge sull’agriturismo. Questo per dare l’idea della collaborazione, secondo me, intelligente, non tanto per aiutare questa maggioranza, quanto per aiutare il Trentino ad uscire dalle secche nelle quali era rimasto impantanato da molti anni a questa parte, che non riusciva a licenziare disegni di legge, in modo particolare per il fatto che c’era una frammentazione partitica ed altro. E ricordo anche che tante volte la minoranza è stata tacciata di ostruzionismo, è stata data un’immagine veramente negativa di noi minoranze, come oppositori delle istituzioni, come persone quasi delinquenti che attentavano all’autonomia. Questo per una prima analisi delle cose fatte e ancora da fare.

Penso al Programma di Sviluppo Provinciale che è stato delegificato nella passata legislatura. Poteva essere sicuramente approvato all’inizio di questa. Solamente nel novembre del 2001, pertanto a fine legislatura, è stato approvato da questa maggioranza e poi è stato pubblicato sul bollettino ufficiale regionale il 27 dicembre del 2001; pertanto quasi alla fine della legislatura. Il programma di sviluppo provinciale determina gli obiettivi da conseguire per lo sviluppo economico e per il riequilibrio sociale della Provincia, identifica le priorità di intervento ed individua gli strumenti normativi per attuare gli obiettivi. È chiaro che se nei quattro anni su cinque di questa legislatura non c’era il piano di sviluppo provinciale si è governato così, a vista, senza una meta precisa o senza degli obiettivi prioritari precisi.

Io mi sono posto una domanda, signor Presidente: per quale grande opera, per quale infrastruttura, per quale decisione importante si ricorderà questa legislatura a guida Dellai? Forse si ricorderà per il punteggio “rating” assegnato a Parigi nelle settimane scorse che, ricordiamo, è stato della doppia A+, “Rating” in inglese vuole dire valutazione, stima. È la valutazione del grado di affidabilità e solidità finanziaria di una società, corrisponde ad una certificazione emessa da analisti internazionali di bilancio ed indica la solvenza di una azienda a far fronte ai pagamenti delle obbligazioni contratte con i cittadini sottoscrittori. Il “rating” indica la certezza che un certo prestito obbligazionario verrà restituito con i relativi interessi. La valutazione è usata soprattutto nell’ambito delle imprese, ma anche negli enti locali al fine dell’emissione dei buoni ordinari; penso ai BOC, Buoni Ordinari Comunali, emessi dall’ente pubblico per recuperare finanziamenti al fine di costruire opere o infrastrutture pubbliche. Non possiamo in questo ragionamento non ricordare che l’ente pubblico, in questo caso Provincia, ha un bilancio a pareggio per legge e che è fatto per la maggior parte di trasferimenti. E per questo motivo la dimensione dell’entrata è assolutamente certa.

Il “rating”, così come rincorso ed ottenuto, è un’operazione di cosmesi finanziaria volta a preparare la strada per l’emissione di obbligazioni pubbliche provinciali, che vanno ad indebitare i futuri bilanci della Provincia. Per realizzare quali opere? Io mi domando e vi domando. Non è dato a saperlo.

Forse, Presidente Dellai, si ricorderà per i molti cantieri aperti e la mia memoria va alla circonvallazione di Molina di Fiemme, inaugurazione in pompa magna, alla quale ho partecipato con piacere il 23 settembre del 2002. Il cantiere è stato aperto, ma i lavori non sono ancora partiti.

Sicuramente Dellai sarà ricordato per i 14 fuoristrada superaccessoriati assegnati agli ispettori dei Vigili del fuoco e al loro Presidente Cappelletti, o per i supertelefonini perché non ci sono solamente i fuoristrada, ma ci sono anche i supertelefonini, supercostosi per i dirigenti.

Sono state comperate delle attrezzature fuori provincia, in funzione di uno sconto maggiore applicato dal venditore e si è perso di vista il mancato introito fiscale per la Provincia. Anziché comprare fuoristrada superaccessoriati si poteva comprare moto da trial per assegnarle ai Corpi, per raggiungere i posti più impervi della nostra provincia, perché morfologicamente sappiamo quanto è difficile muoversi, soprattutto nei momenti di difficoltà e di emergenza.

Ricorderemo Dellai per aver assegnato parecchi soldini alle Casse Rurali, invece di finanziare ad esempio la strada del porfido che parte da Torchio, supera la Val Camino e si congiunge al tornante sotto Madrano. Sappiamo benissimo che in quell’occasione ed in questo periodo il traffico pesante è aumentato di tantissimo, c’è un pericolo per la viabilità, c’è un pericolo per i cittadini, c’è una situazione insostenibile di inquinamento. Il traffico pesante che continua ad aumentare in questi ultimi mesi serve per portare il materiale di scarto del porfido nella Pianura Padana per costruire le massicciate per l’alta velocità. È stata compromessa la vivibilità con un aumento dell’inquinamento in quelle zone ed invece di costruire strade si assegnano finanziamenti a chi finanziamenti non ha bisogno. Si parla, e potrei continuare ancora per molto, di un centro di raccolta del materiale di scarto del porfido a Roncogno per poi metterlo sui vagoni della Valsugana e spedire il tutto verso la Pianura Padana, però se non ci sono le strade, se non c’è il collegamento viario per congiungere le zone di estrazione con la zona di raccordo con la ferrovia, chiaramente, tutto rimane in enunciati che non servono a niente.

Parlando di soldi dati alle Casse Rurali penso all’argomento sanità. Potevano essere usati benissimo per andare incontro alle esigenze dei non autosufficienti, ad esempio, anziché istituire la tassa sul nonno, così chiamata, che graverà negli anni futuri sulla collettività trentina.

Penso alla presentazione in pompa magna del nuovo ospedale, un progetto adatto per realtà territoriali diverse dalla nostra, per spazi aperti ed estesi. In Trentino c’è carenza di territorio pianeggiante e, a mio parere, una struttura di quel tipo è sbagliata, perché si poteva anziché pensare ad uno sviluppo di una struttura di quel tipo in orizzontale, si poteva pensarla benissimo sviluppata in verticale, come sarebbe logico e come il territorio imporrebbe.

Dellai, non c’è Dellai che mi ascolta, si ricorderà, noi ci ricorderemo di Dellai per avere costruito le piramidi. Sì, piramidi di balle colorate di immondizie, aiutato dai suoi sommi sacerdoti: la collega Berasi e il sindaco Pacher di Trento. È uno spettacolo indecente per chi transita in autostrada a Trento Nord, laddove il fetore è opprimente. Anche in questo regno, Dellai primo, può essere adottato il simbolo sacro dello scarafaggio.

Adesso il mio pensiero va a finire a Rovereto, parlo di Mart. È un’opera imponente, importante, costosa, che presenta luci ed ombre. Le luci potrebbero essere, parlo al condizionale, lo sviluppo di Rovereto e la promozione non solo del basso Trentino, ma anche del Trentino nell’Europa e nell’ambito internazionale. Le ombre vanno ad identificare una posizione defilata, ad una mancanza di strutture ricettive nella zona e soprattutto le ombre più scure fanno riferimento o sono prodotte dagli amministratori locali che rifuggono i giornalisti, per quanto velenosi o per quanto provocatori essi siano, e le loro responsabilità.

Purtroppo gli amministratori di Rovereto sono cloni della Giunta provinciale di Trento ed io penso che solamente inserendo il polo di Rovereto in un contesto internazionale si vedranno ricadute economiche e culturali, sia su Rovereto che su tutto il Trentino. Io me lo auguro e lo auguro al Trentino. Dubito però che questi presupposti si possano verificare.

Leggo i giornali e rilevo che Dellai ricostruirà i fienili bruciati, leggo che per il polo del Mart c’è un accordo e che l’assessore Grisenti e il Presidente Dellai, scesi a Rovereto, hanno risolto la questione della frana legata alle ville sovrastanti il polo. La Provincia pagherà fior fiori di soldoni, al fine di far ritirare la causa contro l’ente pubblico che ha promosso e che ha causato i danni delle crepe negli abitati sovrastanti il polo.

Il Presidente Dellai principe spende e spande, ricostruisce le case fessurate per la costruzione del polo di Rovereto, ricostruisce baite bruciate, abitazioni, senza pensare che un domani i soldi finiranno, finiscono.

(Interruzione del consigliere Taverna: Lavora per sei giorni e al settimo riposa.)

DELLADIO (Forza Italia): Ancora una volta indebita il bilancio della Provincia. Avevo presentato, parlando di polo, un’interrogazione a suo tempo, dove evidenziavo il taglio delle fondamenta delle travi rovesce che collegano i pilastri della struttura adibita a garage adiacente al polo museale, evidenziando che siamo in una zona con sollecitazioni sismiche, se non di alto grado, ma presenti su quel territorio. Il tutto è stato preso sotto gamba, è stato direi anche insabbiato, perché il problema segnalato, la denuncia che ho fatto, alla quale nessuno ha preso rimedio o ha fatto fare delle verifiche, il tutto, dicevo, è stato passato al collaudatore. Io mi auguro che questo collaudatore della struttura del Mart e del garage adiacente faccia delle verifiche con il georadar e verifichi quanto segnalato, interpellando anche le aziende o l’azienda che ha eseguito i lavori, creando danni, a mio giudizio, alla struttura e pertanto da non archiviare, come è stato finora.

Altro argomento: spese correnti della Provincia. Sono altissime e più volte è stato detto, l’ho denunciato, sono intorno al 70 percento, perché bisogna calcolarle senza i trasferimenti straordinari da parte del Governo, dovuti alla contrattazione ed altro, prevista dallo Statuto. Penso ai più di 6 mila dipendenti della Provincia e penso al mancato blocco del turn-over che avrebbe contenuto le spese correnti all’interno della macchina pubblica. Penso anche non solo alle spese correnti della Provincia, ma anche alle spese correnti dei Comuni, che sono sempre più alte.

Andiamo a vedere il Comune di Trento. Il Comune di Trento, con un bilancio di 340 milioni di euro circa, ha previsto una spesa corrente con tassi di crescita pari al 3,72 nel 2003, dell’1,01 nel 2004 e dell’1,96 nel 2005. Ci sono, estrapolando i dati della relazione di bilancio 2002, 1705 dipendenti in Comune di Trento, di cui 1624 di ruolo e 81 a tempo determinato; ed in questi dati non sono contemplati i netturbini, già esternalizzati alla SIT ora Trentino Servizi, e il personale addetto alla gestione degli impianti ecologici. Allora questi dati fanno riflettere.

Ultima riflessione sul bilancio, sul discorso finanziamenti.

Il Governo, voi sapete, punta a cinque imposte statali, punta all’abolizione dell’IRAP e ad abbassare la pressione fiscale. Noi sappiamo che il bilancio della Provincia ha varie voci, la più consistente è la quota fissa, che fa riferimento ai nove decimi delle imposte riscosse sul territorio trentino e che fanno riferimento all’articolo 75 dello Statuto, una quota variabile e leggi di settore.

La quota fissa è intoccabile, perché statutariamente garantita, però se c’è una riduzione dell’imposizione fiscale, che è distribuita, perché questo è un aspetto importante da rimarcare, che è distribuita su tutti i cittadini, se c’è una riduzione fiscale chiaramente questa quota fissa si riduce ed i bilanci futuri della Provincia saranno più secchi, saranno ristretti, più magri. Già questo aspetto lo abbiamo riscontrato, quello della riduzione della pressione fiscale e finora abbiamo avuto una riduzione dei gettiti nel bilancio provinciale di quasi 50 milioni di euro. Chiaramente con la nuova riforma fiscale, che partirà il prossimo anno, come ho detto, riducendo le aliquote, eliminando imposte particolari, eliminando l’IRAP eccetera, chiaramente il bilancio si riduce proporzionalmente.

Ci sarebbero altri aspetti da evidenziare sul bilancio, ma questo era il concetto che mi premeva evidenziare e, ribadisco, nessuno dice che questa riduzione fiscale, che è già stata attuata minimamente, ma che si verificherà e la troveremo molto più cospicua nei prossimi anni, è un vantaggio distribuito su tutta la popolazione. Allora io pongo all’attenzione un ragionamento: se un bilancio, posto 100, ha un 70 percento di spese correnti e questo bilancio viene ridotto al 70 percento, ad esempio, tutto il bilancio va in spese correnti; serve per fare funzionare la macchina e questo è un aspetto che non bisognava sottovalutare in questi anni.

È inutile arrivare in piena emergenza, come è stato sempre fatto, e trovarci con l’acqua alla gola e dopo dire: ma è colpa di qualcun altro, magari del Governo ed imporre tasse aggiuntive, perché sarà solo in quel modo che si potranno coprire le spese fisse, correnti della macchina pubblica.

Concludo dicendo che questo bilancio è fatto da cicale, non sono stati contenuti gli sprechi, si è gestito il contingente, non è stata attuata una politica di riduzione della spesa, non è stata messa in campo una seria prevenzione per il calo di risorse che sicuramente verrà, ma soprattutto è mancato di fantasia.

Alla luce di queste considerazioni che ho fatto io ribadisco che è ora di finirla di dire che siamo i più bravi della classe e che usiamo bene le risorse, perché ciò non è assolutamente vero. Grazie.