SEDUTA DEL 25 LUGLIO 2002

Disegno di legge nel testo unificato “Disciplina dell'impresa artigiana nella provincia autonoma di Trento” (Disegno di legge n° 27/XII, "Disciplina dell'impresa artigiana nella Provincia autonoma di Trento",  disegno di legge n° 68/XII, "Disciplina dell'impresa artigiana nella Provincia autonoma di Trento", disegno di legge n° 123/XII, "Disciplina dell'impresa artigiana nella provincia autonoma di Trento")

IN DISCUSSIONE DELL’EMENDAMENTO ALL’ARTICOLO 13

(...)

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Le osservazioni formulate dai colleghi stanno alla base dell’emendamento che avevo presentato nei tempi utili. Condivido anch’io, quanto già detto dai  colleghi, che con l’introduzione di corsi per conseguire attestati di idoneità rilasciati da collegi di docenti, sia un ulteriore aumento di burocrazia e di obblighi per i diretti interessati. Condivido quanto è già stato detto che un artigiano professionista che da sempre fa un determinato mestiere, non ha bisogno di frequentare corsi per specializzarsi o per dimostrare ad altri, magari, giovani che non conoscono quell’attività, diciamo l’essere capace di produrre manufatti artistici e quant’altro. 

Obbligare gli artigiani a frequentare corsi per conseguire un attestato di idoneità,  rilasciato dal collegio dei docenti così com’è presentato con l’emendamento dall’Assessore è pura follia, a mio giudizio. Io avevo presentato questo emendamento che eliminava una parte di frase che obbligava tramite appositi corsi, l’acquisizione di un elevato grado di capacità tecnico professionale, imprenditoriale da parte degli artigiani.

La capacità tecnico professionale degli artigiani è dimostrata dalla loro vita, dalla loro storia, dai loro manufatti, pertanto non servono corsi per dimostrare queste capacità. Io potevo condividere corsi per acquisire nozioni per l’insegnamento del mestiere, cioè per trasmettere il mestiere al giovane, identificando gli attrezzi, identificando gli oggetti e certi tipi di lavorazione, però assolutamente non per imparare il mestiere perché lo conoscono già perché la loro vita, soprattutto gli artigiani più anziani, testimonia il loro fare e il loro fare artistico. 

Io dichiaro chiaramente la mia contrarietà all’emendamento dell’Assessore che introduce l’attestato rilasciato dal collegio dei docenti, voterò il mio emendamento così come proposto, sperando in un momento di lucidità e di ravvedimento da parte dell’Assessore, che in discussione generale aveva manifestato la volontà di un dialogo con le opposizioni. Grazie. 

(...)

IN DISCUSSIONE DELL’EMENDAMENTO ALL’ARTICOLO 16

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DELLADIO (Forza Italia):  Grazie, signor Presidente. Intervengo sull’articolo 16,  sull’emendamento che ho presentato nei tempi previsti, per parlare di artigianato artistico. A tal riguardo voglio ricordare quanto scriveva nelle note formulate alla Commissione legislativa la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, in merito all’artigianato artistico. Si ritiene che nel presente disegno di legge dovrebbe trovare spazio l’inserimento di norme per la tutela, l’incentivazione e la promozione dei prodotti dell’artigianato artistico. Si  tratta infatti di un settore di sicuro interesse per la valorizzazione trasversale delle risorse agroalimentari,  forestali,  industriali, estrattive, turistiche della provincia di Trento,  ambito in cui la Camera di commercio è impegnata in prima persona. Allo stesso modo anche l’associazione artigiani e piccole imprese della Provincia di Trento ha evidenziato alcune riflessioni in tema di artigianato artistico, dicendo che è un prodotto di qualità e che oggi  necessità di una strategia di mercato in grado di creare una rete tra i produttori e avere maggiore visibilità all’esterno.

Per favorire questa nicchia di mercato nel 2000 era stato costituito, proprio dall’associazione di categoria,  un consorzio dell’artigianato artistico di qualità trentino, al fine di tutelare i prodotti tradizionali delle imprese artigiane trentine. L’associazione nelle proprie note evidenziava che questo probabilmente non è ancora sufficiente. A tal riguardo voglio ricordare ai colleghi i vari settori che sono coinvolti nel settore artigianato artistico di qualità Trentino, ad esempio i mobili in legno su misura,  i mobili decorati e dipinti,  rame artistico, ceramica artistica, sculture in legno, ferro battuto, gioielli, lavorazione artistica del vetro,  lampade artistiche,  cioccolato e confetteria confezionati,  tessitura a mano, oggettistica in legno dipinto, fiori secchi, oggetti in cuoio, zaineria artigianale,  grafica, lavorazione artistica dei metalli. Questi sono i soggetti che sono contemplati nel consorzio e che fanno parte del consorzio al fine di vedere tutelata e vedere promossa la propria attività e i propri prodotti.

Alla fine, di tutte queste riflessioni e di questa premessa, io evidenzio il fatto che l’emendamento che ho presentato inserisce una percentuale maggiorata per queste aziende  artigiane produttrici di prototipi o manufatti artistici non realizzati in serie fino a 10 punti percentuali. Una percentuale che fa riferimento ai contributi, agli aiuti finanziari previsti dalla legge 6 del 1999, la  legge unica sull’economia. Allora, l’emendamento è volto proprio ad aiutare queste aziende particolari di artigianato artistico al fine di poter sfondare nel mercato,  al fine di essere promosse per la vendita non solo in Trentino ma anche fuori dal Trentino. Grazie.