SEDUTA DEL 4 LUGLIO 2002

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N. 1  “COLLEGAMENTO SUL RIO SILLE TRA S.P. N.71 FERSINA-AVISIO E LA S.P. N.83 DI PINE’: URGE IL FINANZIAMENTO E LA REALIZZAZIONE" ai disegni di legge n.182 e 183

DELLADIO (Forza Italia):  Grazie, Presidente. Iniziamo la fase, come lei ha detto giustamente, degli ordini del giorno, che trascrivono, che pongono all’attenzione del Consiglio provinciale problematiche esistenti sul territorio e proprio in questa occasione possono essere presentati per sollecitare la Giunta  a decidere ed a realizzare qualcosa.

Questo ordine del giorno era una mozione che avevo già presentato nell’aprile 2002 assieme ad una corrispondente interrogazione, alla quale non è mai giunta una risposta da parte dell’Assessore competente. A quel tempo ero stato interessato da dei cittadini del nostro Trentino, che mi hanno evidenziato questa problematica che andremo ad esaminare. Sono andato sul posto perché esistono dei problemi di viabilità e precisamente in Valsugana. L’ordine del giorno propone, anzi impegna il Giunta provinciale a finanziare e a realizzare un collegamento stradale già progettato sul Rio Sille, che unisce la zona a monte di Torchio, vicino a Civezzano con la strada che conduce a Madrano e precisamente sul tornante sottostante.

Un po’ di cronistoria per inquadrare il problema. Già nel 2 maggio 2000 era stato affidato l’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva per i lavori di costruzione del collegamento stradale tra la strada provinciale numero 71 e  la strada provinciale numero 83 di Pinè per un importo complessivo di lire 409 milioni di vecchie lire circa. L’intervento era stato programmato dal piano generale per gli interventi della viabilità 1999 – 2003 già dall’allora assessore Casagranda. Le motivazioni sostenevano la realizzazione di questo collegamento viario e l’affidamento e l’urgenza di progettare l’opera per eliminare la grave situazione di pericolo conseguente al transito di autoveicoli ed automezzi pesanti sul tratto stradale. Questa era una delle motivazioni per affidare l’incarico di progettazione e per realizzare l’opera stradale così ricordata. I Comuni, ad esempio quello di Pergine e anche il Comune di Civezzano, hanno modificato la pianificazione urbanistica al fine di potere realizzare celermente quest’opera viaria. Non solo, anche i consigli comunali di Civezzano e di Fornace hanno espresso l’interesse pubblico e l’urgente necessità di realizzare la variante di collegamento all’interno della Val Camino. L’invito era quello di considerare tale intervento tra le priorità nella programmazione degli interventi di interesse provinciale.

A suo tempo erano stati impegnati i finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera stralciati, precisamente nell’autunno del 2000, perché successivamente sono sopraggiunti dei problemi. Se noi andiamo a vedere dei dati statistici del 1995 i mezzi pesanti erano 508 al giorno, che transitavano sulla strada provinciale numero 71 e corrispondevano al 15 per cento del totale provinciale, nel 1995, senza tenere conto chiaramente dello sviluppo che si è avuto successivamente ed in modo particolare nel settore del porfido. In questi ultimi tempi il traffico dei mezzi pesanti è aumentato considerevolmente per il fatto della realizzazione dell’alta velocità nella Pianura Padana, che richiederà circa 300 mila metri cubi di ballast, cioè di strato di inerti che viene messo tra le rotaie e le traversine dei treni per attenuare le vibrazioni dei treni in transito. L’alta velocità nella Pianura Padana e la necessità di realizzare asfalti assorbenti richiedono materiale porfirico di scarto per queste particolari lavorazioni. Allora nei prossimi quattro anni ci sarà una gran richiesta per soddisfare la realizzazione dell’alta velocità nella Pianura Padana, ma allo stesso modo serviranno anche scarti di lavorazione delle cave della zona di Cembra per realizzare gli asfalti fonoassorbenti. Già molto materiale transita tramite l’interporto, provenendo dalle cave di Comparta, Meano ed Albiano, proprio per soddisfare queste esigenze legate alla viabilità extra provinciale. Continuo dopo signor Presidente.

(...)

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Aggiungo delle brevi considerazioni a quanto è già emerso, a quanto è già stato detto in aula consiliare.

Abbiamo visto che esiste una pericolosità per la popolazione residente nelle varie frazioni di Torchio e nei Comuni di Civezzano e Madrano nonché Nogarè, abbiamo visto che questa paura è latente per il transito dei mezzi pesanti a velocità sostenuta e queste persone, soprattutto anziani, bambini quando si devono muovere a piedi corrono sempre dei rischi. Oltre alla paura, diciamo latente nella popolazione di questi borghi, c’è da ricordare anche il pericolo derivante dalla perdita di materiale sulla sede stradale da parte dei mezzi pesanti, che crea un gran pericolo per la circolazione.  Queste sono delle motivazioni che hanno fatto costituire il comitato che poi ha raccolto più di mille firme a sostegno dell’idea della realizzazione dell’opera viaria che abbiamo identificato fra la strada diciamo 71 e la provinciale 83 di Pinè. Un’altra riflessione che voglio porre è quella legata allo scalo specializzato del porfido di Roncogno in Valsugana. Più volte sulla stampa si è parlato di questo ipotetico centro di smistamento di materiale degli scarti della lavorazione del porfido per caricare i treni alla volta della Pianura Padana. È chiaro che un’idea di questo tipo può essere anche interessante, anche sottoscritta però per realizzarla bisogna servirla di quelle infrastrutture che servono per il miglior funzionamento della stessa e parlo a questo punto di strutture sia in termini di edifici, sia in termini di strade di collegamento.

Questa bretella, più volte richiamata, che collega Torchio con il bivio sottostante a Madrano, va nella direzione di questa ipotesi però non è completa, servono anche dei collegamenti ulteriori per collegare Roncogno alla strada di collegamento con l’area porfirica della Val di Cembra. Allora, la riflessione è questa: finora non abbiamo né bretella, né collegamenti con lo scalo, né varianti al piano urbanistico provinciale che penso servano. Finora ci sono state delle intenzioni, delle buone proposte però non abbiamo visto dei fatti. Questa mozione, quest’ordine del giorno approvato in aula chiaramente impegna la Giunta a realizzare almeno quest’opera di collegamento sul Rio Sille e questa è una cosa importante, è un passo avanti perché troviamo e diamo ai cittadini concretezza di iniziava e di provvedimenti conseguenti.

Faccio un’ultima riflessione, chiaramente giudicando positivamente l’accordo raggiunto sul testo dell’ordine del giorno che andiamo a votare, che recepisce di fatto il dispositivo che avevo presentato a suo tempo. Mi tocca fare un’altra riflessione legata al bilancio di assestamento che andremo ad esaminare nell’articolato. Questo bilancio di assestamento è un bilancio di tipo elettorale, elettoralistico nel quale si identificano risorse e si distribuiscono a destra e a manca, in modo particolare, è già stato detto, non voglio essere pesante, i 14 milioni e 120 mila euro che saranno dati alla Cassa Centrale delle casse rurali trentine come partecipazione della Provincia nella società per azioni, sono risorse che vengono date a soggetti che non ne hanno bisogno perché pensiamo ai 10 mila miliardi di raccolta sul territorio trentino da parte delle casse rurali…

(Richiamo del Presidente ai limiti di tempo dell’intervento)

DELLADIO (Forza Italia): … Allora è una goccia nel mare. Ho finito signor Presidente. Io dico, anziché buttare via questi finanziamenti, così, solamente per una questione di immagine e magari di legami poi successivi elettorali sarebbe stato meglio identificare questi finanziamenti già da tempo per realizzare effettivamente delle opere concrete, tangibili per la comunità trentina. Adesso siamo in un periodo di vacche grasse e come le cicale stiamo sperperando le risorse regalando a destra e a manca capitoli di bilancio, penso che bisognerà ripensare la gestione delle risorse trentine  in termini di qualità. Grazie.

(...)

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N. 2  “ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SPECIALE ALUNNI PER LE FRAZIONI DI SANZENONE E RALLO IN VAL DI NON" ai disegni di legge n.182 e 183

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Egregi, colleghi  altro ordine del giorno che deriva da sollecitazioni provenienti dal territorio, mozione presentata a suo tempo dal sottoscritto,  trasformata in ordine del giorno per questo bilancio di assestamento. Al fine di discutere sull’argomento e impegnare la Giunta in questo caso ad istituire e considerare caso eccezionale il servizio trasporto alunni per le frazioni di Sanzenone e Rallo in Val di Non. Bisogna ricordare che la delibera numero 59 del giugno 2001, legata alla legge provinciale numero 16 del ‘93 che stabilisce i criteri per il servizio degli alunni prevede che in generale possono essere promossi ed istituiti servizi di trasporto alunni in assenza di adeguati servizi di linea urbani o extraurbani, purché la distanza dalla abitazione alla sede scolastica sia superiore  a chilometri 0,5 per gli alunni della scuola dell’infanzia,  1 chilometro per gli alunni delle scuole elementari e medie inferiori. Allo stesso modo  questa delibera prevede che in ogni caso la Giunta provinciale si riserva di autorizzare il servizio di comunicazione e trasporti all’istituzione di servizi in casi eccezionali, dalla medesima individuati ed è proprio su questo argomento che ritengo fare esprimere il Consiglio provinciale, al fine di considerare caso eccezionale questo servizio trasporti, che vede coinvolti il comune di Tassullo con le varie frazioni. Successivamente sono state introdotte modifiche alla delibera e sono stati favoriti utenti a cui era stato negato il servizio proprio per il fatto delle regole imposte nella delibera. Inizialmente era stato favorito il servizio di trasporto  per gli utenti di Breguzzo, Scanna e Livo, lo stesso Romallo, Sanzenone  Rallo di Tassullo,  Ossana e Lavis per i residenti di via  Clinca.  Le modifiche ai criteri comportavano la possibilità agli utenti privi dei requisiti necessari per l’attivazione del trasporto di utilizzare i servizi speciali già attivati per gli utenti aventi diritto, qualora risultino sui mezzi impiegati,  residui posti disponibili a sedere. Nel caso specifico delle frazioni di Sanzenone e Rallo. Già a suo tempo l’amministrazione aveva evidenziato preoccupazioni dicendo con degli scritti che esisteva nella zona una situazione abbastanza particolare che richiedeva delle considerazioni per un riordino urgente del trasporto  alunni, in modo particolare l’amministrazione comunale a suo tempo evidenziava il fatto della soppressione graduale della scuola elementare di Rallo e conseguentemente gli alunni avrebbero dovuto confluire gradualmente nella scuola elementare di Tassullo. Allo stesso modo evidenziava il fatto che il trasporto alunni era importante e che collegava tutte le frazioni del Comune con la scuola stessa. Allo stesso modo evidenziava a suo tempo che il servizio trasporto escludeva gli utenti della frazione di Sanzenone e parte degli utenti della frazione di Rallo con le regole introdotte a suo tempo.

Bisogna ricordare che i funzionari della Provincia di Trento avevano effettuato un sopralluogo, una verifica e avevano concordato,  avevano evidenziato che il percorso poteva essere pericoloso. Attualmente esiste un servizio di trasporto  speciale per raccogliere gli alunni delle frazioni di  Pavillo, Sanzenone e Rallo, al fine di condurli alla scuola elementare sita  nella frazione capoluogo di Tassullo e il percorso del pulmino collega in ordine le frazioni di Pavillo, Sanzenone e Rallo alla sede di Tassullo e viceversa. Bisogna dire anche che le distanze sono per quanto riguarda Pavillo 1.000  metri dalla scuola,  Sanzenone fra i 500 e 900 metri,  e quella di Rallo dista tra 700  e 1.400 metri dalla scuola stessa. Bisogna considerare a mio giudizio la morfologia del territorio e le caratteristiche…

(Richiamo del Presidente ai limiti di tempo dell’intervento)

DELLADIO (Forza Italia): … delle strade percorse. Proseguirò dopo perché  il tempo è scaduto.

 (...)

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, Presidente. Signor Presidente, Egregi colleghi, riconosco, ricordo anch’io e condivido che la Provincia autonoma di Trento ha investito molto in termini di risorse e di mezzi per soddisfare le esigenze della popolazione, in particolar modo nel trasporto alunni, questo bisogna dirlo perché è evidente. L’ordine del giorno è servito, già mozione, a sollecitare l’attenzione, a richiamare l’attenzione di questo Consiglio su particolari problematiche ancora irrisolte, cercando di trovare una soluzione adeguata all’interno delle regole.

Nel caso specifico è stato detto, è stato evidenziato che la strada che conduce da Sanzenone a Tassullo e da Rallo a Tassullo sono strade strette, pericolose con un’alta percentuale di pendenza e questo provoca dei disagi ai ragazzi che tenendo conto delle regole esistenti vivono anche a distanze inferiori dai limiti previsti dalla normativa, cioè i 500 metri. Allora dobbiamo cercare di ragionare e trovare delle soluzioni affinché anche questi ragazzi siano messi in condizioni di arrivare a scuola, in condizioni di sicurezza e magari, perché no, con i servizi pubblici esistenti quando hanno dei posti liberi o almeno troviamo delle soluzioni affinché questi ragazzi arrivino a scuola con i mezzi predisposti.

L’applicazione della normativa chiaramente escludeva un numero di ragazzi dal servizio. Ricordo che avevo in contemporanea alla mozione presentato un’interrogazione ed in tale interrogazione, nella risposta all’interrogazione era stato detto, riportando dei dati, che complessivamente verso Tassullo avevano pieno diritto al servizio di trasporto 41 alunni, 25 di Rallo e rimanevano sospesi 17 alunni. Nella risposta all’interrogazione non c’erano aperture. Si rispondeva “le regole sono queste” e di fatto non possiamo istituire mezzi nuovi o impiegare veicoli di maggiori dimensioni a favore di un’utenza non in possesso dei requisiti minimi per l’accesso al servizio.

L’ordine del giorno concordato con l’Assessore, e di cui condivido sia la premessa che il dispositivo, va a recepire queste istanze sia della popolazione, sia nostre come interlocutori della popolazione stessa e dispone, come è già stato detto, risorse straordinarie aggiuntive ragionando in termini globali e non particolari del caso specifico. Il caso di Sanzenone, Rallo e Tassullo è servito per evidenziare il problema e per trovare le soluzioni globali per la nostra Comunità provinciale. 

Oltre al recepimento delle risorse straordinarie aggiuntive si verifica la possibilità di istituire soluzioni, di mettere in campo soluzioni nei casi dove razionalizzazioni scolastiche sono state effettuate  o stanno per essere concretizzate, o nelle situazioni dove esiste una scarsa sicurezza per gli utenti. È chiaro che alla luce di queste considerazioni non solo la mia firma in calce a questo ordine del giorno c’è stata, ma ci sarà anche il mio voto positivo. Grazie.

(...)

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N. 2  “MODIFICA DEL NUMERO MINIMO DI ALUNNI PER ATTIVARE L’ORARIO PROLUNGATO IN COMUNI AVENTI PIU’ SEDI DI SCUOLE PER L’INFANZIA IN FRAZIONI DISTANTI FRA LORO" ai disegni di legge n.182 e 183

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, Presidente.  Signor Presidente, egregi colleghi altro ordine del giorno il terzo, perché più di tre non se ne possono presentare. Le problematiche…

(Interruzione dall’aula)

DELLADIO (Forza Italia): … del Trentino purtroppo sono tante, collega Leveghi, e purtroppo non riusciamo ad affrontarle tutte oggi o nei prossimi giorni.

Questo ordine del giorno nasce da una mozione, un’interrogazione anche queste che avevo presentato ancora nel lontano marzo 2002 e ha l’obiettivo di modificare il numero minimo di alunni per attivare l’orario prolungato in Comuni aventi più sedi di scuole per l’infanzia, in frazioni distanti fra loro.

Bisogna ricordare che l’articolo 5 della legge provinciale numero 13 del 1977 prevede che la Giunta provinciale con proprio provvedimento determina due cose: il numero minimo di bambini per attivare l’orario prolungato e la durata massima giornaliera dell’orario prolungato. In attuazione dell’articolo 5 della citata legge provinciale,  la delibera numero 3141 del novembre 2001  disciplina il prolungamento di orario, affidando al comitato di gestione prima dell’apertura delle iscrizione la delibera e la comunicazione  alle famiglie in merito all’orario delle  7 ore di apertura della scuola e l’orario delle eventuali 3 ore di prolungamento individuando l’inizio e la fine di ciascuna ora. Allo stesso modo prevede che i genitori nella domanda di iscrizione al prolungamento d’orario devono indicare in modo preciso quante e quali ore tra quelle individuate dal comitato di gestione intendono utilizzare ed infine stabilisce che per l’attivazione di ogni ora di prolungamento d’orario devono essere accolte almeno 7 domande. Nei Comuni, e questo è il problema, sedi di più di una scuola che effettua il servizio di prolungamento d’orario devono essere accolte 10 domande in almeno una delle ore individuate ed è su questo punto che preme fare alcune riflessioni nella formulazione del provvedimento. Si è sicuramente pensato alla realtà cittadina dimenticando situazioni particolari che coinvolgono Comuni di montagna che hanno un territorio esteso con frazioni molto distanti fra loro, si pensi ad esempio al Comune  di Castello e Molina di Fiemme, due di fatto paesi ben distinti, distanti parecchi chilometri l’uno dall’altro con due scuole e all’interno di un unico Comune.

Per l’attivazione del prolungamento dell’orario, rispettando quanto disposto nella delibera che ho richiamato prima sono necessarie, in questo caso ma anche in altri, 10 domande per ogni scuola. Per una realtà montana così piccola reperire,  indubbiamente,  10 domande per 50  bambini in ogni frazione, sede della scuola d’infanzia risulta essere difficoltoso ed è altresì improbabile concentrare i bambini che necessitano del servizio orario prolungato in una delle due scuole materne, questo per ovvii problemi  dovute alla dislocazione geografica del Comune, come ho richiamato prima, e ai problemi relativi agli spostamenti in particolar modo nella stagione invernale.

Appare evidente dopo queste premesse che è necessario porre in atto quei correttivi alla delibera su menzionata nella parte in cui sono disciplinati i criteri per il prolungamento dell’orario delle scuole dell’infanzia, apportando quelle modifiche, affinché non risulti essere penalizzata l’utenza delle scuole dell’infanzia di alcuni piccoli Comuni del Trentino che per la morfologia del territorio, che questa mattina più volte è stata richiamata, hanno nell’ambito del proprio territorio comunale due sedi di scuola per l’infanzia. Alla interrogazione che avevo presentato, come dicevo nel marzo di quest’anno, mi è stata data risposta dicendo che il numero di 10  è stato portato per l’attivazione dell’orario prolungato delle scuole situate in Comuni sedi di più  scuole dalla volontà della Giunta provinciale di razionalizzare l’istituzione di tale servizio, disincentivando la dispersione su più scuole presenti sullo stesso territorio comunale. A tal riguardo io faccio una riflessione, anzi ne faccio più di una dicendo che ancora una volta la periferia è mortificata, parliamo tante volte di uomo presente sulla periferia, sul territorio provinciale così difficile,  così distante e così dispersivo, ma parliamo solamente, però nei fatti tante volte non riusciamo a concretizzare questi concetti, tante volte le delibere vengono fatte senza conoscere la  morfologia del territorio, si  ragiona seduti dietro ad una scrivania, considerando solamente i numeri dei centri più popolosi. Ragionamenti Trentocentrici…

(Richiamo del Presidente ai limiti di tempo dell’intervento)

DELLADIO (Forza Italia): … dicevamo,  e ho finito signor Presidente, è chiaro che se ragioniamo senza andare sul territorio, senza conoscere veramente le difficoltà, senza viverle tutti i giorni noi favoriremo la morte delle nostre periferie e chiaramente dirottiamo – e questo è da evitare – le risorse che potrebbero qualificare la vita sul territorio provinciale in altre direzioni magari per il consenso elettorale.  Continuo  dopo, signor Presidente.

(...)

DELLADIO (Forza Italia):  Grazie, brevemente signor Presidente. Obiettivo raggiunto, anche con questo ordine del giorno si sono date risposte a problematiche che provengono dal territorio, in special modo quello della periferia.  Il dispositivo concordato introduce, come è stato detto, la deroga al numero minimo di domande necessario per l’abilitazione al servizio per il prolungamento di orario, nel caso di scuole dell’infanzia collocate nell’ambito di uno stesso Comune, purché in presenza di particolari situazioni geografiche che rendano problematica la concentrazione di detto servizio in un'unica sede. 

Il concetto che voglio rimarcare è quello della dignità. Noi consiglieri provinciali di tutta la Provincia di Trento dobbiamo garantire dignità di esistenza a tutti i cittadini presenti sul territorio, sia a quelli del capoluogo, dei centri maggiori  che hanno più servizi, più possibilità, sia a quelli che vivono nei masi, nelle frazioni sperdute delle nostre valli.

Dobbiamo garantire quella qualità della vita uniforme per tutti i cittadini e non possiamo permetterci che la periferia sia tante volte soccombente quando si prendono le decisioni, soprattutto nell’erogazione dei servizi. Il  Trentino non è solo capoluogo o centri maggiori, il Trentino è Primiero, è Val di Rabbi, è Valle del Chiese, è Tesino, Valle di Fassa, Valle di Sole…

(Interruzione del consigliere Valduga: La Vallagarina niente?)

DELLADIO (Forza Italia):  … anche Vallagarina sicuramente, però è meno periferica di una Val di Rabbi. Quando si devono tagliare le risorse non deve entrare nella mente il concetto che bisogna tagliare sulla periferia perché sono pochi voti, perché  c’è poca presenza umana. È una presenza umana importante, che garantisce il mantenimento del territorio e che ha bisogno di vivere dignitosamente. Tante volte però questo concetto non viene attuato, e lo vediamo con gli ospedali di periferia, con tante iniziative che vanno contro gli interessi della gente di periferia. L’accordo su questo ordine del giorno, l’accordo sul dispositivo dà risposte e ringrazio il Presidente per l’apertura alle comunità quali quella del Comune di Castello e Molina di Fiemme, alla comunità di Canal San Bovo e ad altri che hanno problemi grossi legati alla morfologia del territorio. Prevedere una applicazione della norma in maniera flessibile, derogare ai parametri imposti che dovrebbero essere inseriti in regolamento, anziché in testi di legge blindati, rigidi, è una cosa buona. Spero che come in questa occasione anche in altre prevalga l’intelligenza e il buonsenso.