SEDUTA DEL 5 GIUGNO 2002
Disegno di legge n. 46/XII, "Disciplina della promozione turistica in provincia di Trento"
DELLADIO (Forza Italia): Grazie, Presidente.
Egregi colleghi, io devo esprimere che sono allibito, per usare un eufemismo, di fronte a questo accordo, nato da un ostruzionismo, sebbene legittimo, da parte di alcuni colleghi consiglieri provinciali di minoranza. Non solo, ritengo di essere offeso, sono offeso come sono offesi, secondo me, i colleghi consiglieri componenti della commissione legislativa. Siamo mortificati per questa chiusura e per questa conclusione dei lavori.
Andiamo subito nel merito.
Ci sono stati presentati tre emendamenti, uno dei quali trasforma la dicitura “soggetti pubblici” in “Provincia” e pertanto più del 50 per cento della S.p.A. provinciale atta alla promozione del turismo trentino spetta alla Provincia e poi si aggiunge con un emendamento “altri soggetti pubblici” che potrebbero essere la Camera di Commercio e altri soggetti. Io ritengo che questo emendamento confina e riduce la presenza dei privati all’interno della società per azioni e mortifica e dà poco valore ai soggetti privati che non li vediamo esclusivamente come associazioni, ma come banche, come impiantisti ed altro. Pertanto la riflessione che solo la Camera di Commercio rappresenterà i privati è parziale.
L’altro emendamento elimina il fondo per il turismo. Questo è un altro aspetto negativo di questo accordo, perché il fondo poteva responsabilizzare i soggetti economici alla gestione del turismo trentino. Chiaramente sono mortificato, sono mortificati anche i colleghi della Seconda Commissione legislativa per questo accordo, perché è utile ricordare che questo disegno di legge è uscito all’unanimità, votato all’unanimità dalla Seconda Commissione legislativa, è arrivato in aula, è ritornato, sempre per accordi presi in quest’aula, di nuovo in Seconda Commissione legislativa, è stato rimodificato e ritoccato e poi rispedito nuovamente in Consiglio provinciale ed ancora di più il Collegio dei Capigruppo aveva deciso ieri di andare ad oltranza. Pertanto sono state mortificate tutte le decisioni prese all’interno di questo Consiglio provinciale.
Allora, cosa vuole dire questo? Vuole dire che questa Giunta e questa maggioranza non ha idee, è senza spina dorsale, pertanto qualsiasi brodaglia, qualsiasi tipo di legge purché esca una legge in modo da andare in campagna elettorale e proporre la pseudo-riforma del turismo.
L’altra considerazione è quella relativa all’ostruzionismo. Abbiamo visto, è stato dimostrato, che questo è l’unico sistema per portare a casa qualcosa. È già la seconda volta che questa Giunta si arrende di fronte a questa situazione, l’abbiamo visto la prima volta con la caccia e questa è la seconda; probabilmente ci saranno altre situazioni analoghe a queste, dove l’ostruzionismo prevale e questa maggioranza non ha il coraggio di difendere le proprie idee e i propri disegni di legge. In modo particolare questo disegno di legge chiaramente non è della Giunta, non è di Benedetti, ma è un lavoro condiviso, che ha impegnato notevolmente la Commissione, tutti i colleghi, confrontandosi con le categorie economiche, con tutti i soggetti interessati alla modifica delle regole legate al turismo provinciale.
Un piccolo inciso. La prossima legislatura, con le regole che andremo a sperimentare alla fine di questa legislatura che prevederanno l’elezione del leader, ci sarà una maggioranza netta legata al leader e ci sarà una minoranza di 12 consiglieri perché considereremo anche un consigliere destinato alla zona della Val di Fassa e del Collegio Ladino, vedremo quanto l’ostruzionismo prevarrà all’interno di quest’aula e sicuramente se adesso è dieci, la prossima legislatura chi sarà in minoranza utilizzerà al massimo questo strumento.
Concludo, signor Presidente, dicendo che il principio di sussidiarietà è stato messo sotto i piedi.
Il principio di sussidiarietà cosiddetto orizzontale, che definisce anche a soggetti non pubblici la gestione e lo sviluppo di certe iniziative, è stato dimenticato.
Continuo dopo con altri concetti. Grazie.
(...)
DELLADIO (Forza Italia): Signor Presidente, brevemente. Prima di tutto voglio rispondere al collega Taverna dicendo che schizofrenico non è il sottoscritto, ma eventualmente chi ha firmato emendamenti contrastanti e i due emendamenti, quello che confina i privati all’interno della società per azioni per la promozione turistica del Trentino confligge sicuramente con l’emendamento che abolisce il fondo, che invece vedeva la responsabilizzazione dei soggetti interessati al turismo.
Seconda cosa che voglio dire è che nella discussione in aula è prevalsa l’idea, secondo me sbagliata, che il privato è freno allo sviluppo ed è approfittatore delle finanze pubbliche. Dobbiamo ricordare che il privato in senso generale rischia del proprio, crea sviluppo, crea posti di lavoro e crea ricchezza distribuita. Noi corriamo il rischio che i privati in questa ipotesi di riforma, in questa riforma reggano il ‘moccolo’ ad una società per azioni pubblica occupata da amici dei potenti magari ‘trombati’ alle elezioni. Questo sarà lo scenario che io vedo nel futuro della società per azioni per la promozione turistica trentina.
Ribadisco i due concetti, che i due emendamenti, il primo che confina i privati nella società per azioni e schiaccia, riduce la presenza degli stessi, è negativo perché se prima avevamo più del 50 per cento di soggetti pubblici, adesso abbiamo più del 50 per cento della sola Provincia, alla quale si aggiungerà un’altra percentuale di soggetti pubblici. Pertanto il confine con questo emendamento sarà molto ristretto, molto ridotto per la partecipazione dei privati e, dicevo prima, confliggente questo emendamento con quello che abolisce il fondo per il turismo, perché se da un lato schiaccia i privati, li elimina o riduce la presenza all’interno del Consiglio di Amministrazione, all’interno della società per azioni per la promozione turistica del Trentino, dall’altra non coinvolge i privati nel pagamento di un qualcosa, tutto da quantificare, che li responsabilizza.
Ritorno sul discorso della sussidiarietà. Altro concetto abbandonato, messo nel cassetto, schiacciato. Una sussidiarietà orizzontale che poteva essere introdotta con questo disegno di legge dando maggiore partecipazione a quegli enti intermedi, a quei soggetti privati e non all’interno della gestione della cosa pubblica. Continuiamo a mantenere in atto una riflessione che vede la prevalenza di carrozzoni pubblici e penso alla pubblica amministrazione e ai più di 40 mila dipendenti pubblici e para pubblici che avrebbe bisogno di un cambio di rotta.
Questi emendamenti nascono dal fatto che qualcuno si è detto padre di questa riforma. Ribadisco il concetto che questa riforma poteva essere una riforma condivisa, condivisa da tanti…
(Richiamo del Presidente ai limiti di tempo dell’intervento)
DELLADIO (Forza Italia): … consiglieri, da tanti soggetti economici anche esterni e non solo economici esterni all’aula consiliare e pertanto poteva essere un progetto di legge veramente condiviso. Ciò non è stato e questa situazione dimostra ancora una volta una Giunta debole, che pur di approvare una riforma accetta qualsiasi compromesso e gli emendamenti di fatto annacquano questa riforma secondo quella logica che dimostra che tutto cambi perché nulla cambi.
E concludo veramente, signor Presidente. Abbiamo visto che interessi di pochi potentati locali, in questo caso, hanno bloccato e svuotato questa seppur timida riforma. Il mio voto indubbiamente è contrario agli emendamenti concordati tra i colleghi dell’opposizione, pochi colleghi dell’opposizione e l’assessore Benedetti. Grazie.