SEDUTA DELL' 8 MAGGIO 2002

Disegno di legge n. 25/XII, “Disciplina degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri e promozione della qualità della ricettività turistica”

DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente. Egregi colleghi, con dispiacere intervengo in presenza di una Giunta completamente smantellata, nel senso che esiste solamente un Assessore, quello interessato e un altro Assessore, Muraro, che è qui per caso. Oggi parliamo di turismo.

(Richiamo del Presidente all’ordine) 

DELLADIO (Forza Italia): Ricorda il collega Taverna che sono Presidente della Seconda commissione, commissione che ha visto per ben due volte questo disegno di legge che in questa settimana andremo  a licenziare. Questo disegno di legge è un disegno di legge  importante, fa parte di un pacchetto di disegni che si unisce ad altre leggi economiche importanti che sono state approvate da quest’aula e dalla Commissione legislativa, la Seconda di questo Consiglio.

Leggi importanti, dicevo,  economiche soprattutto, che servivano e servono al Trentino.  Proprio per questo vorrei riassumere - parto da questa riflessione -  quanto la Seconda commissione legislativa, di cui sono Presidente, ha approvato in questa legislatura. Leggi che erano state enunciate nella passata legislatura e che hanno trovato accoglimento ed approvazione in quest’aula. Ricordo che le leggi già approvate dall’aula consiliare hanno riguardato l’economia con la legge unica, la n. 6 del 1999, la somministrazione di alimenti e bevande con la legge n. 2 del 2000, il commercio con la legge provinciale n. 4 del 2000, l’agricoltura con il riordino dell’ESAT con la legge provinciale 11 del 2000, l’agriturismo con la legge provinciale n. 10 del 2001, gli usi civici con la legge provinciale n. 5 del 2002. La Commissione aveva  approvato e l’aula ieri ha approvato anche un ulteriore disegno di legge, quello della classifica alberghiera, che ha trovato accoglimento e  il parere favorevole di quest’aula. Su 38 leggi provinciali approvate dall’inizio della legislatura, delle quali 18 sono leggi di bilancio, assestamenti di bilancio e misure collegate, ben 7 sono uscite dalla Seconda commissione legislativa. Ricordo anche l’ultima legge che la commissione ha approvato ed è pronta per l’aula, che è quella dell’artigianato, pronta per essere esaminata e che ha trovato numerosi consensi, sia in fase di discussione che in fase di votazione. E a tal riguardo voglio evidenziare un fatto relativo a questa legge. In Commissione, su mia proposta, è stato costituito di fatto un Testo Unico, perché sul disegno di legge in esame sono stati inseriti, come emendamenti, degli articoli che viaggiavano per loro conto in una legge in vigore e pertanto sono stati estrapolati dalla legge in vigore e sono stati inseriti come emendamenti nella nuova legge, creando di fatto un Testo Unico. E sui Testi Unici è opportuno fare una riflessione. Già nella passata legislatura noi avevamo costituito un comitato per la semplificazione legislativa, che aveva elaborato delle proposte, sia in sede regionale che in sede provinciale. In sede regionale si era proposto di modificare con un voto al Parlamento lo statuto di autonomia, in modo da assegnare alle Presidenze dei rispettivi Consigli Provinciali e regionali la possibilità di costituire Testi Unici e coordinati al fine di semplificare la normativa esistente. Questo si è perso nei meandri della Regione.

A livello provinciale la Commissione per la semplificazione normativa aveva proposto delle modifiche al Regolamento interno del Consiglio ed era stata approvata una modifica e precisamente l’articolo 130 che prevedeva Testi Unici legislativi. 

In questo articolo si poteva, come si può, applicare la procedura d’urgenza ed i Testi Unici hanno una corsia preferenziale, privilegiata all’interno dell’aula. Finora questo articolo 130 non è mai stato applicato, solo l’operazione fatta, su mia proposta, in Seconda commissione legislativa ha predisposto l’unico Testo Unico di questa legislatura, quello relativo alla normativa dell’artigianato.

Questa Giunta non ha fatto nulla, avendo le possibilità di presentare a quest’aula Testi Unici legislativi, in questa legislatura. Sono convinto che nelle prossime legislature servirà istituire un Assessorato alla Sburocratizzazione. Sono convinto perché noi siamo immersi in un alone di, appunto, burocrazia, di testi senza un coordinamento; siamo immersi in questa situazione e non ci accorgiamo tante volte di queste penalizzazioni, di questa situazione. Non per niente i sondaggi che sono stati fatti a suo tempo vedono come priorità del Trentino la viabilità con i rispettivi parcheggi, vede ai primi posti la sicurezza, successivamente l’ambiente e la sanità. 

Questo male, questo cancro di questi ultimi decenni ha bisogno di scelte decise e probabilmente, io penso, che un Assessorato alla Sburocratizzazione possa essere un rimedio per sanare questa malattia, sia dal lato dei Testi Unici, sia dal lato delle documentazioni, moduli, documenti richiesti per tutte le pratiche sviluppate all’interno degli uffici pubblici, sia comunali che provinciali.

Dicevo che questa Giunta non ha fatto niente in tema di Testi Unici, ma non ha fatto niente neanche in altri settori, in altri comparti e precisamente adesso andiamo a vedere quali. 

Per esempio abbiamo visto il piano di sviluppo provinciale che è stato delegificato nella passata legislatura e che è stato approvato in queste ultime settimane, è stato pubblicato sul bollettino ufficiale regionale a distanza di quattro anni, quattro anni e mezzo dalla delegificazione. Ed allora posso dire, come l’ho già detto altre volte in questo Consiglio, si è governato in questi quattro quinti di legislatura solamente a vista, senza avere una traccia precisa, che sappia indicare obiettivi, momenti di confronto e soprattutto momenti di verifica. Il piano di sviluppo provinciale è stato approvato a fine legislatura, perché fra sei – sette mesi siamo tutti in campagna elettorale e pertanto ci sarà ben poco da pensare ai provvedimenti ancora da attuare. A fine legislatura noi abbiamo un programma di sviluppo provinciale che doveva essere presentato, votato e sottoposto a questo Consiglio e alle critiche politiche già all’inizio della legislatura.

Non sono state fatte scelte in tema di viabilità superiore, faccio un riferimento al prolungamento della A31, della Valdastico. Penso ad un altro collegamento che interessa una zona del Trentino, della Valsugana. Penso al collegamento che parte da Torchio e va a congiungersi con la strada che conduce a Madrano, per fare in modo che il traffico pesante, generato dalle cave della zona della Val di Cembra vada, senza interessare i centri abitati, direttamente sulla direttrice della Valsugana o sulla direttrice della Val d’Adige. Questo tratto di strada di due o tre chilometri era già stato progettato, era già stato finanziato a suo tempo  e i finanziamenti poi sono stati dirottati altrove, pertanto manca la sua realizzazione. Si parla di scalo specializzato a Roncogno per il porfido, ma  non  esistono le programmazioni urbanistiche  a livello superiore del piano urbanistico provinciale per quanto riguarda la classificazione delle aree e per quanto riguarda anche le strade di raccordo e di collegamento per portare questo materiale, materiale di scarto del porfido che, voi sapete, in questi ultimi tempi è molto richiesto sia per realizzare ballast o la massicciata dell’alta velocità nella pianura del Veneto, sia come composto per realizzare gli asfalti fonoassorbenti o gli asfalti cosiddetti silenziosi. 

Due esempi di mancata progettualità, di mancata realizzazione. Sappiamo benissimo che i mezzi pesanti aumentano di numero, percorrono le strade di Civezzano, di Torchio, di Madrano, di Nogaré.  Non vengono prese soluzioni adeguate e tempestive per andare incontro alle esigenze che queste popolazioni vivono di disagio acustico, ambientale e soprattutto di sicurezza sulla strada, visto che questi camion percorrono queste strade ad alta velocità e tante volte perdono il materiale sul sito stradale creando gravi pericoli per la circolazione. 

Si parla di progetti altisonanti, tipo lo scalo specializzato di Roncogno, dove il materiale di scarto della lavorazione del porfido dovrebbe essere trasportato sulla ferrovia della Valsugana, per essere dirottato nella pianura Padana, però rimangono solamente delle idee che non trovano concretizzazione perché mancano proprio le basi, a cui facevo riferimento, di viabilità e di programmazione urbanistica. 

Come dicevo non sono stati realizzati progetti importanti di tipo viario, non sono state realizzate neanche altre importanti infrastrutture, che il Trentino abbisogna, parlo dei rifiuti. Si discute ultimamente di inceneritore, grande o piccolo, si parla di raccolta differenziata, di percentuali di 30, 40, 50 per cento di raccolta differenziata, però di fatto la decisione di fare un inceneritore non è ancora stata presa e vediamo le balle ecologiche depositate sulle discariche esistenti, penso ad Ischia – Podetti, che continuano ad aumentare e che un domani sarà un grosso problema il loro smantellamento. Considerando il fatto che le discariche trentine ormai sono sature e non possono più accogliere rifiuti. Quello che manca in questo caso è una decisione chiara e precisa di chi governa in merito al fare o non fare impianti tecnologici avanzati per eliminare il problema rifiuti del Trentino.

Si parla, ci si confronta conflittualmente, però questa Giunta non ha deciso; e come non ha deciso in tema di rifiuti non decide neanche in tema di patti territoriali, per esempio. Se da un certo punto di vista noi siamo favorevoli, si può concordare sulla filosofia che sta alla base dei patti territoriali, vediamo che gli stessi stentano a partire perché sono strumenti con le briglie che sono governati da chi eroga i finanziamenti e pertanto solamente in certe condizioni potranno forse, magari a ridosso delle elezioni regionali del 1998, partire e dare risposte e soluzioni a quelle comunità del Trentino che vivono con grande difficoltà, soprattutto in periferia e che hanno bisogno di strumenti, iniziative, infrastrutture importanti per il loro sviluppo.

Se è stato fatto poco su questi aspetti, ancora meno è stato fatto in tema di sanità. Penso alla periferia e vi porto degli esempi concreti. Io sono della Val di Fiemme e ultimamente sono stato contattato da un cittadino, il quale mi ha sollevato un problema. Ci sono dei medici che si rifiutano di curare i pazienti. Questo l’ho già detto all’Assessore e produrrò tramite questo cittadino la denuncia appropriata nei prossimi giorni. Poi, oltre ad avere delle conflittualità all’interno delle strutture periferiche sanitarie, non riusciamo a dare in tempi rapidi visite specialistiche a questi cittadini. Penso all’oculistica. Per avere una visita oculistica bisogna solamente aspettare, non si sa mai quando arriverà. Ho sollevato il problema all’interno dell’azienda sanitaria, la quale mi ha risposto per iscritto dicendo: sì, purtroppo non ci sono medici disponibili, bisogna aspettare, bisogna andare o in strutture private oppure bisogna emigrare in altre zone del Trentino, in altri distretti. Questa chiaramente è una cosa che grida vendetta al cielo, perché ci sono cittadini deboli, indifesi che hanno redditi limitatissimi che vedono decisamente limitata la propria dignità e la propria libertà. 

Cambiamo zona e poi arrivo anche al turismo, Assessore. Zona di Folgaria, altro esempio eclatante di mala gestione del territorio. 

Esiste a Folgaria un’area archeologica importante, che è stata identificata come zona artigianale. Non è stata segnalata ufficialmente agli organi preposti provinciali. Hanno creato delle strade di collegamento che vanno a incidere pesantemente e sono sovrapponibili ad importanti siti archeologici. La programmazione di un collegamento su rotaia, che era stato redatto a suo tempo, aveva  previsto il proprio scorrimento e le strade che portano ai parcheggi proprio in coincidenza con il sito archeologico la Cogola di Carbonare di Folgaria. All’interno degli strumenti urbanistici non è stato previsto niente per la tutela di queste importanti aree. 

Altro argomento: leggo su l’Adige di oggi che la Margherita va a fare campagna elettorale dicendo: “Da Silvio solo promesse”. Io penso che sia ora di smentire questa campagna denigratoria, diffamatoria  nei confronti del Presidente del Consiglio, perché il piano dei cento giorni del Governo è stato fatto in 48, pertanto chi dice che sono state solamente promesse dice delle falsità, sapendo di mentire. 141 sono stati i disegni di legge presentati dal Governo, di cui 56 sono diventati legge e gli altri sono già stati approvati da almeno un ramo del Parlamento. Sono stati creati 400 mila nuovi posti di lavoro e questi sono dati ISTAT pertanto inconfutabili, le pensioni minime sono state portate ad 1 milione al mese e prima c’erano 2 milioni e 200 mila pensionati che non godevano di questi benefici e un po’ alla volta, considerando anche che ricevono gli arretrati, questa fascia sociale troverà delle soddisfazioni per vedere aumentata la propria pensione al milione al mese. 

In un contesto di campagna, come dicevo prima, denigratoria ed ostruzionistica fatta tante volte dagli uffici, dispersi sul territorio, dei patronati e dell’INPS stesso. Sono state raddoppiate le detrazioni per figli a carico, sono state aumentate le detrazioni per figli disabili. È entrata in vigore la legge Tremonti che consente agli imprenditori di reinvestire gli utili nella propria azienda creando mercato, creando ricchezza, creando  posti di lavoro. Sono state attivate risorse per 46 mila miliardi per realizzare infrastrutture e pertanto posti di lavoro e ricchezza distribuita ed è stato messo un freno all’immigrazione. Sono stati espulsi 66 mila clandestini dall’inizio del mandato di governo. Ne vengono ancora, ma cercheremo di trovare le soluzioni opportune.

Ritorno al discorso della Commissione. La Seconda Commissione legislativa, di cui sono Presidente, ha esaminato i disegni di legge che ho ricordato poc’anzi e per andare incontro alle esigenze dell’aula ha approvato anche dei disegni di legge in sessioni estive. Io mi ricordo benissimo che nell’estate del 1999 era stata predisposta una settimana di lavori per analizzare un disegno di legge, quello che poi è diventato la legge  n. 6 del 1999. Disegno di legge unico sull’economia. In quell’occasione ho avuto anche le dimissioni del Vicepresidente perché i ritmi di lavoro erano troppo alti, poi sono rientrate, ma comunque anche questo è un sintomo di come ha lavorato la Commissione in maniera intensa, attenta e non superficiale.

Questi comportamenti derivano dal fatto che le leggi che sono state licenziate dalla Seconda commissione legislativa, che sono in gran parte leggi della passata legislatura, trovano condivisione, trovano attenzione da parte di noi della minoranza proprio perché sono disegni di legge non tanto dell’Assessore di turno del turismo o del Presidente della Giunta, anche quello di turno, quanto sono disegni di legge del Trentino, sono necessari per uno sviluppo armonico ed importante del nostro Trentino, perché il nostro Trentino ha bisogno di porsi in un mercato sempre più competitivo ed in termini flessibili e competitivi.

Un mercato che ormai è diventato sempre più globalizzato, un mercato che ti impone di essere al passo con i tempi e con le tecnologie. Ho detto qualcosa di globalizzazione. Volevo approfondire questo ragionamento in tema di globalizzazione per evidenziare che la globalizzazione, se fatta in un certo modo -  a parte che la globalizzazione non si ferma -  è positiva e per questo faccio riferimento ad alcuni dati che sono ufficiali e che sono inconfutabili. Una rivista americana, per esempio, ha elaborato un indice della globalizzazione, che ha classificato 50 Paesi industrializzati ed emergenti del mondo sulla base di tale indice. L’indice si basa su quattro indicatori: l’incidenza del commercio internazionale di beni e servizi sul Prodotto Interno Lordo; i flussi di capitale con l’estero in rapporto al totale del mercato nazionale dei capitali; i contratti personali internazionali, che vuol dire traffico di telefonate internazionali, viaggi all’estero, le rimesse degli immigrati; la percentuale di popolazione collegata con Internet  insieme alla quantità di provider e server. La media ponderata di questi quattro indicatori fornisce la classifica e vediamo che Singapore, Olanda, Svezia, Svizzera, Finlandia,  Irlanda, Austria e Regno Unito stanno ai vertici di questa classifica e dalla quale si evince che i paesi altamente globalizzati coincidono con i più ricchi del mondo e allo stesso tempo quasi sempre con quelli al cui interno la ricchezza è più omogeneamente ripartita. Ma questo è  un dato, poi andiamo a vederne un altro per quanto riguarda lo sviluppo umano, dove si dice che il terzo mondo riduce il gap a favore della globalizzazione. La banca mondiale ha elaborato il concetto di sviluppo umano. È un metodo che fa riferimento ad un indice di sviluppo umano, calcolato in millesimi e questo viene calcolato dalla media ponderata di tre componenti rispetto a prima:  il reddito pro capite; speranza di vita alla nascita e tasso di alfabetizzazione. Rappresenta una misurazione più precisa sia della povertà che del benessere. Se noi analizziamo l’andamento di questo indice nei Paesi del G7, dei più popolosi Paesi del Terzo Mondo scopriamo che con pochissime eccezioni i Paesi del Terzo Mondo hanno recuperato terreno su quelli ricchi, sia nel periodo che va dal 1975 al 1980, agli albori della globalizzazione, sia nei 9 anni, tra il 1990 e il 1998, dove la globalizzazione era in piena fioritura.

Su questo aspetto chiudo velocemente dicendo che questi studi, ma poi anche altri, dimostrano che negli anni Settanta e Ottanta l’economia dei Paesi poveri verso l’esterno è cresciuta del 4,5 per cento all’anno, mentre quella dei Paesi poveri chiusi al mercato è aumentata solo dello 0,7 per cento. Pertanto tutte le bugie che si dicono: che il commercio senza frontiere promosso dall’organizzazione mondiale del commercio, la WTO, è responsabile del peggioramento delle condizioni dei poveri del mondo, dove 1,3 miliardi vivono con meno di 1 dollaro al giorno e 3 miliardi con meno di 2 dollari al giorno e dove si dice che i principali beneficiari sono state le multinazionali e capitale internazionale, sono bugie. 

Pertanto tutte le ricerche, le analisi degli ultimi anni, prendendo spunto dai dati presentati da organismi internazionali, importanti e inconfutabili, dichiarano che l’effetto della globalizzazione economica sulla povertà è positivo. Le economie aperte riducono il numero dei poveri molto più di quelle chiuse. E si può concludere dicendo che la globalizzazione è sufficiente da sola a ridurre  la povertà in assoluto, ma non riduce la diseguaglianza fra i più ricchi e i meno ricchi.

Per il secondo obiettivo serve la politica e anche questa è una riflessione importante alla quale fare riferimento nel nostro operare. Adesso parliamo di turismo.

Il turismo, chiaramente  è il settore più importante della nostra Provincia e i dati lo dimostrano. Ho una tabella  dove vengono evidenziati  i finanziamenti legati ai vari settori quali l’artigianato, l’industria, la cooperazione al commercio e anche il turismo. Al turismo - questa tabella è stata consegnata a suo tempo in commissione - sono stati consegnati 135 miliardi di finanziamenti rispetto agli altri settori. La legge che andiamo ad esaminare è una legge che è stata riesaminata in commissione raccogliendo informazioni con delle audizioni. Le più importanti audizioni che sono state fatte riguardano i soggetti che gestiscono il turismo in Tirolo e nell’Alto Adige. In quella occasione avevamo sentito il dottor Josef Margreiter, che era il direttore della Tirol Verbung per quanto riguarda il Tirolo, e il dottor Karl  Krosteiner, che era il direttore della Sudtiroler Marketing Geselschaft della realtà altoatesina. In queste audizioni abbiamo recuperato dei documenti, abbiamo recuperato le norme che disciplinano queste realtà territoriali: l’Alto Adige e il Tirolo. Per quanto riguarda il Tirolo è importante fare alcune riflessioni, di com’è strutturata la questione turismo all’interno del Tirolo.

Esistono i Consorzi turistici che sono identificati in base ai pernottamenti, devono avere più di 150 mila pernottamenti

All’interno di questi Consorzi turistici ci sono dei membri obbligatori che sono anche gli imprenditori, che direttamente o indirettamente sono interessati dal punto di vista commerciale al turismo in Tirolo e la cui sede o azienda si trova nel territorio del Consorzio turistico.

Questi soggetti devono pagare una percentuale del loro fatturato per concorrere a dei fondi che vengono gestiti dal Consorzio turistico e dal fondo per il turismo del Tirolo.

Pertanto, ci sono delle classi contributive che vanno dalla prima alla settima, sulle quali vengono applicate delle percentuali del fatturato per rimpinguare questi bilanci legati ai Consorzi turistici e al fondo per il turismo del Tirolo.

Importante è dire che in quella sede il marchio Tirolo dal ‘72  non è mai stato cambiato. È stato veicolato in tutto il mondo però non è mai stato cambiato.

Vediamo che ci sono dei soggetti che obbligatoriamente pagano. Pagano percentualmente al proprio bilancio e contribuiscono a far sì che i Consorzi turistici e che il fondo per il turismo operino per promuovere l’immagine turistica del Tirolo. In Alto Adige, invece, esistono delle APT locali, diciamo, al pari delle nostre pro loco, di diritto privato, che prendono finanziamenti per un terzo della Provincia, un terzo dal Comune e un terzo dagli imprenditori, dagli impianti di salita ed altro. In più c’è un organismo regionale-  provinciale dove si recuperano i finanziamenti sia dalla Provincia che dalle pro loco locali. Questi sono i dati più eclatanti che sono emersi all’interno della commissione per quanto riguarda realtà turistiche simili alla nostra che vivono di turismo.

Ricordo le forti pressioni esercitate dalle categorie economiche al fine di vedere approvata la riforma che ricordiamo è ancora quella del 1987.

 (Interruzione dall’aula: Quale riforma?)

DELLADIO (Forza Italia): Delle APT. Ed io come Presidente di commissione ho preferito, anche su questa tematica, licenziare a suo tempo, velocemente, l’impianto della norma della commissione,  confidando, come è stato nel passato, in alcuni aggiustamenti in aula che dovevano sistemare le divergenze che erano emerse in corso d’opera. E ricordo benissimo che su questo disegno di legge si era affrontato il discorso del fondo per il turismo e siccome erano in itinere delle riforme nazionali in tema di imposte, abbiamo preferito rimandare all’aula la riflessione ultima, prima del licenziamento del disegno di legge.

Questo non è successo perché per opportunità politica si è preferito riportare un’altra volta in commissione il testo di disegno di legge per un approfondimento. In quell’occasione abbiamo votato ed abbiamo inserito nel disegno di legge gli emendamenti che erano stati presentati che potevano benissimo essere discussi e votati in aula. Che erano stati depositati, dicevo, dalle minoranze e dall’Assessore competente. Questi emendamenti presentati da Forza Italia, dalle Minoranze e dall’Assessore, come dicevo,  sono state recepite e inserite nel testo di legge che noi ora andiamo ad esaminare.

Pertanto un lavoro, a mio giudizio,  sì interessante, perché abbiamo approfondito alcuni aspetti, però che si poteva fare benissimo in aula.

A proposito di emendamenti voglio ricordarne uno che è stato sottoscritto dai colleghi di Forza Italia e anche da altri colleghi delle minoranze e che prevede un aiuto per quelle attività che hanno subìto e sono pochissime, che hanno subìto un crollo netto dei guadagni a causa della mancanza di neve o dalla chiusura degli impianti.

Sono pochissimi questi operatori che hanno subìto questa debacle ed uno in modo particolare identifica il Passo Coe, sempre a Folgaria dove, oltre a non avere avuto la neve, non ha visto neanche funzionare gli impianti di risalita, gli unici due che erano e che sono presenti in quella zona.

Per il fatto che sono stati approvati alcuni emendamenti significativi, importanti all’interno del disegno di legge in commissione, Forza  Italia ha modificato il proprio voto di astensione, a suo tempo espresso in Commissione, in un voto positivo perché si ritiene che questo disegno di legge è un disegno di legge perfettibile, è un esperimento che va nella direzione auspicata dalla maggioranza degli operatori economici legati al turismo in Trentino.

Questa legge ha diversi aspetti innovativi, innanzitutto quello di creare una società per azioni provinciale per la promozione complessiva del Trentino, con maggioranza pubblica di soggetti pubblici. Questa legge prevede anche il coordinamento provinciale per il turismo, che definisce la politica turistica provinciale in termini di concertazione. Formula proposte ed esprime pareri. In questo disegno di legge è stato previsto un osservatorio che esegue analisi, studi e ricerche in collaborazione con il servizio statistiche della Provincia autonoma di Trento e tiene sotto occhio l’offerta turistica, al fine di intervenire rapidamente  con correttivi o altro. Poi ci sono le APT d’ambito che oltre a sviluppare servizi d’informazione e assistenza turistica,  prevedono anche intermediazioni e prenotazioni di servizi e pacchetti turistici formati dai prodotti trentini;  pertanto si pone nella stessa sede un’operazione non solo di promozione turistica, ma anche di commercializzazione.

E’  chiaro che è un esperimento, che avrà bisogno nei prossimi anni di quei correttivi importanti per tenersi al passo con i tempi.

È una legge ipergarantista per quanto riguarda il personale,  perché come nella legge della Provincia di Bolzano è stata data la facoltà a tutti i dipendenti che attualmente lavorano nelle APT periferiche e centrale di optare se rimanere nei nuovi organismi o rientrare in Provincia.

È stato istituito un fondo per il turismo, anche questo importante e, come ho già detto in prima analisi, si era rimandato all’aula l’esame di come introdurre il concetto di far contribuire in maniera diversificata i soggetti che beneficiano in diversa misura dei proventi derivanti dal turismo,  al pari del Tirolo che ho ricordato prima.

In questo caso le regole sulla costituzione del fondo si demandano ad una legge finanziaria, anche perché sappiamo benissimo che l’IRAP,  alla quale si fa tante volte riferimento, il Governo  la farà scomparire nei prossimi mesi.

Altra imposta alla quale tante volte facciamo riferimento è l’ICI.

L’ICI  è una tassa comunale che non può essere tolta ai Comuni, ma può costituire riferimento per la costituzione del fondo. E’ chiaro che non si deve introdurre una nuova tassa sul turismo perché questa è già stata abolita a suo tempo e noi come Provincia autonoma di Trento siamo stati gli ultimi ad abolirla. Eventualmente bisogna attingere da imposte già esistenti per costituire questo nuovo fondo formato da trasferimenti del bilancio provinciale e da quote di tributi già esistenti. La legge che  dicevamo sarà approvata da questo Consiglio provinciale,  dovrà trovare un periodo di sperimentazione, avrà bisogno di aggiustamenti futuri. Ma soprattutto ci sarà il regolamento di attuazione che dovrà essere snello e flessibile e che passerà in Commissione per ulteriori riflessioni e confronti e che permetterà l’attuazione di questa legge. Io mi auguro che questa legge voluta dagli operatori del settore turismo ed anche tante volte dagli stessi dipendenti delle APT sparsi sul territorio provinciale sia licenziato in aula velocemente. Finisco con il dire che non ci sarà, come ho già riferito in Commissione legislativa,   un terzo passaggio in Commissione.  Grazie.