proposta - ex artt. 16 e 148 del regolamento interno - dei consiglieri Taverna, Plotegher, Valduga, Cominotti, Delladio, Divina, Boso e Giovanazzi, in ordine alla nomina di una commissione d’indagine "sulla gestione degli stanziamenti del fondo sociale europeo e degli stanziamenti previsti dalle leggi provinciali utilizzati nel corso della dodicesima legislatura in materia di formazione e addestramento professionale e di centri di addestramento professionale, nonché sulla gestione dei corsi di formazione professionale da parte degli enti di formazione";
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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente.
Egregi colleghi, per affrontare questo argomento ho ritenuto interessante proporre all’aula un articolo di giornale del lontano 7 febbraio 2003, lontano si fa per dire. Un articolo di giornale a firma di Pierangelo Giovanetti che noi tutti conosciamo, inviato speciale del quotidiano “L’Adige” ed esperto in interviste e indagini politico – economiche. Ripropongo quanto scriveva a suo tempo il giornalista, che fa una sintesi veramente intelligente e basata su documenti e su indagini preventive. “La Consulting Trentina S.r.l., società di consulenze e di corsi di formazione, fa capo al senatore Mauro Betta, coordinatore della Margherita, di cui è stato fino ad un mese prima delle elezioni del 2001 anche l’amministratore unico. Soci della società sono infatti lo stesso senatore, la moglie Antonella Bragagna, la società A&M S.a.s. di Mauro Betta & C, oltre a due amici stretti del coordinatore della Margherita, Mauro Di Valerio e Andrea Pozzatti. “Il giro di affari della Consulting è di 2 miliardi e 300 milioni di lire, di cui il 50 per cento dipendente della Provincia”. Dichiarò lo stesso Betta al momento della candidatura. Ma non è l’unica società del senatore che lavora per la Provincia, che organizza corsi di formazione che concorrono ai fondi europei, e che ha la stessa sede della Consulting Trentina S.r.l. via Pranzelores 39/41 a Trento, anche se per tutte vi è solo una struttura minima e qualche collaboratore”. Continua il giornalista: “Stessa sede ha infatti anche la A&M, che organizza corsi di formazione e gestisce consulenze, che ha per soci Betta Mauro e Bragagna Antonella. Come pure la Consulting Service, di via Pranzelores 39/41, di proprietà di Betta Mauro, Di Valerio Mauro e Pozzatti Andrea, che si occupa di consulenze. E così pure la M.ap., di Betta Mauro, Di Valerio Mauro e Pozzatti Andrea, sempre del ramo. Tutte le società forniscono ricerche di mercato, analisi, programmazione territoriale, progettazione di sistemi. E tutte hanno il loro business con l’ente pubblico”. Titolava l’articolo, il giornalista Pierangelo Giovanetti “Tante società, stessi soci, stesso business. Le imprese del Senatore in affari con la Provincia”. Risponde Mauro Betta ad un’altra intervista fatta dallo stesso giornalista nello stesso periodo. La domanda: “Senatore, ma lei rimane il socio di riferimento della società, la Consulting fa capo a lei?”. “Sì – risponde il Senatore Mauro Betta – ho le azioni ma non seguo l’attività, da due anni faccio ormai politica a tempo pieno, mi occupo dei miei doveri di senatore, seguo in prima persona l’attività della Margherita”.
È opportuno analizzare anche il volume di affari legato alla formazione professionale e precisamente per l’intera programmazione 2000 – 2006 sono previsti duecentoventitre milioni di euro circa. Per quanto riguarda i progetti finanziati nel periodo che va dal 2000 al 2002 si nota che l’Accademia di commercio e turismo per 36 progetti finanziati ha ricevuto quattromilioniquattrocentotrentatremila euro circa e la Consulting Trentina al quarto posto ha ricevuto per 29 progetti duemilioniottocentoventimila euro circa . Il problema della fuga di notizie vede consegnati alla società di formazione Consulting gli elenchi riservati di potenziali partecipanti ai corsi e le telefonate per contattare gli iscritti sono stati liquidati dalla Giunta provinciale come un errore in buona fede. L’indagine interna predisposta dall’assessore Molinari avrebbe individuato in una dipendente del servizio addestramento e formazione professionale l’involontaria responsabile del pasticcio degli elenchi. Reputo che l’opporsi alla costituzione di una commissione di inchiesta da parte della Giunta provinciale, oltre a essere una mossa politica sbagliata, sia la conferma dell’esistenza di un imbarazzo partitico – istituzionale. Traspare la paura di quanto potrebbe emergere se si analizzasse con estrema precisione la vicenda. Ancora una volta riscontriamo che certe situazioni poco chiare sono mascherate e giustificate dalla buona fede o da errori involontari. Questa è l’impressione che traspare verso l’esterno. Rimandare alla seconda commissione legislativa, di cui sono Presidente, un approfondimento su questo tema, anche se la competenza in materia di formazione professionale è della seconda commissione legislativa, non è una scelta saggia, secondo me. Come Presidente della Seconda commissione legislativa dico che non è comparabile il lavoro svolto da una commissione legislativa rispetto a una commissione di indagine. La Seconda commissione legislativa, come tutte le commissioni legislative, sia provinciali che regionali - e lo dice il termine - hanno compiti legislativi e non ispettivi. L’assessore Molinari aveva ricordato che avevo offerto agli altri Presidenti di commissione le due giornate di lavori riservati alla Seconda commissione legislativa previsti per aprile – maggio. Confermo. Questo perché è inutile prenderci in giro, altri disegni di legge licenziati dalla Seconda commissione legislativa non troveranno mai spazio in una analisi del Consiglio provinciale. Fra poco finite le discussioni sulle commissioni di indagine analizzeremo il disegno di legge sulla famiglia, successivamente il piano urbanistico provinciale e ancora dopo la legge di adeguamento e i tempi, voi sapete, ormai sono molto ristretti. Ricordo anche che la Seconda commissione legislativa ha lavorato molto in questo periodo, in questi cinque anni. Ha licenziato il disegno di legge unico sull’economia, ha licenziato il disegno di legge sull’agriturismo, sul commercio, sull’artigianato, sulla somministrazione alimenti e bevande, sul turismo, sull’agricoltura, sull’Esat. Tutti disegni di legge che sono diventati legge in questa legislatura. Pertanto rifiutare e porre all’attenzione degli altri colleghi Presidenti delle commissioni giornate di lavoro penso non sia un tirarsi indietro dalle proprie responsabilità. Tenete conto che a questi disegni di legge e a queste leggi sono seguiti i provvedimenti applicativi delle leggi, cioè le delibere di attuazione e i regolamenti e su questi la Commissione ha sempre espresso in tempi molto rapidi pareri in merito.
Eventuali spazi di lavoro per la Seconda commissione legislativa, dicevo proprio nell’assemblea dei Presidenti delle commissioni legislative, al fine di esaminare pareri legati alle leggi in vigore o altro, si possono trovare tra i lavori del Consiglio o in giornate appositamente definite. Rimango comunque, come Presidente della Seconda commissione legislativa, a disposizione per identificare le giornate, qualora il Consiglio voglia fare esaminare provvedimenti o quant’altro.
Interessante, prima di chiudere, è ricordare la posizione del collega Passerini che non vedo in quest’aula. A suo tempo aveva interessato la stampa con alcune affermazioni interessanti, alle quali è seguito un intervento durissimo da parte del Presidente Dellai. È opportuno ricordare cosa aveva detto il collega Passerini esattamente nel febbraio di quest’anno. “In Trentino il problema del conflitto di interessi è grandissimo – diceva Passerini – e con il maggioritario rischia di acuirsi ancora di più”. Ricordava i fondi sociali europei, il porfido, i piani regolatori generali, l’informatica trentina. Il titolo del giornale a quel tempo diceva: “Conflitto di interessi: interveniamo subito. Passerini lancia l’allarme e sfida Betta”. Il Presidente Dellai dichiara: “Nessun conflitto di interessi” e tacita il collega Passerini con una frase: “Non sa quel che dice”. Aggiungendo: “Passerini - e questo è virgolettato all’interno dell’articolo e mai smentito – dice un sacco di sciocchezze”. Io mi aspettavo un intervento del collega Passerini che chiarisse queste sue affermazioni nel corso di oggi e di questi pomeriggi, però vedo che il mio appello e rivolto al nulla.
Non c’è che dire, e concludo, signor Presidente, proprio un bel quadretto di famiglia. Babbo Dellai, zio Betta ed il figliolo Molinari, tutti intorno parenti con all’occhiello una Margherita. Grazie.