SEDUTA DEL 21 FEBBRAIO 2003
MOZIONE NUMERO 364/XII “INTERVENTI PER PREVENIRE LA GUERRA IN IRAQ”
MOZIONE NUMERO 370/XII “SULLE INIZIATIVE CONTRO LA GUERRA IN IRAQ NELL’AMBITO DELLA SICUREZZA INTERNAZIONALE”.
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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. La pace dovrebbe essere un valore condiviso, la pace è un valore trasversale, di tutti, come la solidarietà, i valori cristiani e, perché no, anche la tutela ambientale. La pace non è di una sola parte politica. La pace è un tema sul quale non si può speculare. La sinistra con il suo falso solidarismo, con il suo estremismo è la negazione della libertà e della dignità dell’uomo é la negazione della pace. La sinistra specula sui valori e criminalizza l’avversario politico, ha sempre fatto così. Nessuno vuole la guerra, però bisogna prevederla e, condivido che l’intervento armato debba essere solo l’ultima risorsa, soprattutto quando non c’è volontà al disarmo. Non concepisco che ci sia una ipotetica pistola caricata ad antrace, a botulino o a vaiolo pronta ad essere sparata contro la società occidentale. E’ ora di finirla di considerarci, perché occidentali, sempre colpevoli. È ora di smetterla di dire che la società occidentale, l’Europa, la nostra società è colpevole per la propria ricchezza, per il proprio benessere, per la situazione evidente nel Terzo Mondo, per lo schiavismo e per altri fatti ancora. Io voglio ricordare che la ricchezza non è un male, non va demonizzata, ma deve servire anche come strumento per aiutare chi ha bisogno, per creare posti di lavoro, per creare nuovo sviluppo. La ricchezza può anche essere una benedizione, con l’aiuto della Parola di Dio e con la capacità di riflessione può essere usata per aiutare il prossimo e la società.
Per quanto riguarda lo schiavismo, ad esempio, ricordiamo che non è stata la società occidentale a creare certe situazioni nell’Africa; i primi schiavisti furono gli arabi che fecero razzie all’interno del Continente, vendettero le tribù nei vari mercati del mondo e gli stessi africani di un tempo razziavano i villaggi vicini e mettevano in vendita le persone che avevano catturato.
Io sono favorevole alla neutralizzazione degli Stati “canaglia”, come sono stati definiti, quando questi ignorano le risoluzioni ONU, imbrogliano gli ispettori e minacciano la pace e la sicurezza mondiale. Stati “canaglia” sì, perché ospitano, proteggono e finanziano i terroristi internazionali.
Com’è possibile dimenticare inoltre le oltre 2.800 vittime morte incenerite nel crollo delle Twin Towers? E cosa è rimasto della nostra coscienza nella nostra mente, nel nostro cuore dei giovani soldati americani morti a migliaia in Europa per liberarci dall’oppressore? Non c’è quasi più traccia della consapevolezza che senza il piano Marshall, finanziato dagli Stati Uniti, non sarebbe stata possibile la ricostruzione economica, morale e civile del nostro Paese, del nostro popolo, come pure di altre nazioni europee dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ed è ormai raro che qualcuno ricordi come all’origine del sia pure imperfetto sistema democratico, in cui oggi viviamo, sta in primo luogo il sacrificio di un popolo, quello americano, nel quale sono da sempre profondamente incarnati e testimoniati i principi fondamentali della nostra civiltà, quali la tolleranza e il rispetto della persona, dei diritti dell’uomo e della libertà dell’individuo. Tanto più che il vile attacco dell’11 settembre ha colpito non solo l’America ma il mondo intero, considerate le molteplici nazionalità delle vittime.
Nessuno vuole ricordare, e in particolar modo la sinistra, che Saddam Hussein ha aggredito l’Iran, ha invaso il Kuwait, ha sterminato i curdi e tutti gli oppositori del regime, compresi i mariti delle proprie figlie. Non è una scusante che Saddam Hussein abbia avuto un’infanzia difficile. Saddam Hussein fu odiato dalla madre, non ha conosciuto il padre e ha avuto un nome che era tutto un programma: “disgrazia”. La sinistra non vuole ricordare l’eccidio del popolo curdo con il gas nervino e l’annullamento della libertà del popolo iracheno. Nessuno ricorda che il regime iracheno paga venticinque mila dollari ad ogni famiglia che ha avuto figli kamikaze che si sono fatti esplodere in Israele. Mai ho visto la sinistra pseudo-pacifista dimostrare in piazza contro queste atrocità o contro i governanti che affamano i loro popoli. Penso alla Corea del nord che si sta armando con il nucleare, penso alla Corea nel nord che ha affamato in questi ultimi cinque anni due milioni e settecento mila persone. E poi pensiamo ad una sinistra rappresentata da chi? Dai vari Agnoletto, dai vari Cesarini sobillatori di piazza, abbiamo visto i risultati che hanno prodotto a Genova, nella riunione dei G8. Oppure dei Rutelli con barca attraccata al molo o con scarpe milionarie ai piedi. La manifestazione tenuta a Roma è stata una occasione per esprimere posizioni antigovernative e antiamericane, anziché una manifestazione per la pace in senso assoluto, si è sfilato contro le alleanze in cui ci collochiamo. Mi dispiace che molti giovani, e non solo, per un nobile principio, siano strumentalizzati da una componente politica diventando seri sostenitori di un regime rafforzandolo nei confronti dell’ONU e di quegli Organi internazionali che dovrebbero garantire la pace mondiale. Non dimentichiamo che le dittature in Europa sono state abbattute con l’aiuto dell’America, con il sacrificio - come ho già ricordato - di molti giovani americani morti per la nostra democrazia, per quanto imperfetta. In Europa ci riempiamo la bocca di principi di democrazia ma senza assumerci gli oneri. Purtroppo alle volte la troppa democrazia ci rende deboli di fronte ai prepotenti e ai dittatori.
La NATO, l’Unione Europea, le Nazioni Unite dovrebbero essere coese, ma alle volte prevale la prepotenza e i veti di Francia e di Germania che vogliono essere egemonici in Europa. Il tempo in più concesso agli ispettori ONU per passare al setaccio l’Iraq non deve diventare un pretesto per l’inerzia, perché il rischio è che l’ONU perda la sua autorità e la sua credibilità. È da apprezzare il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica che continua nella sua opera di educazione alla pace, alla convivenza tra i popoli affinché in ogni circostanza si trovino soluzioni di pace, anche se altre religioni non si comportano allo stesso modo, e penso all’estremismo islamico, che si espande a macchia d’olio nel mondo, trucidando cristiani. Per quanto riguarda il Governo italiano ha sempre lavorato per la pace, ha sempre ribadito che solo in caso di fallimento della trattativa per il disarmo di Saddam Hussein si sarebbe fatto ricorso alle armi, come prevede, appunto, la risoluzione dell’ONU. Ed è incomprensibile il comportamento della sinistra italiana che non ha votato la mozione proposta dalla maggioranza di Governo che si incardina sulla formula usata dal Consiglio europeo in tema di disarmo dell’Iraq.
Un pensiero alla pace intesa come business, perché di fatto si trova che la pace è anche un business sia di tipo economico che politico, pensiamo alle bandiere della pace. Voglio portare alla vostra attenzione una riflessione: un Comune del Trentino, e precisamente quello di Nago Torbole, ha fatto un acquisto di bandiere della pace a Perugia. Voi sapete che le bandiere della pace si pagano 3,00 euro nel supermercato sotto casa, ebbene ha pagato una bandiera, ne ha prese di più una, 13,00 euro l’una. Allora vi lascio immaginare quanta attenzione, primo, alle spese pubbliche ed istituzionali e poi a tutto quello che c’è dietro al commercio legato a questi vessilli. Io concludo il mio intervento, signor Presidente, con alcune domande che formulo ai pacifisti e gradirei una risposta. Chiaramente sono messi al muro perché non sanno rispondere e perché sono in contraddizione. Perché il movimento pacifista scende in campo sempre e soltanto quando sono in questione interventi militari o sistemi di armamento degli Stati Uniti o dei loro alleati? Perché il movimento pacifista non ha mai organizzato manifestazioni contro le guerre, le invasioni, le stragi, le torture e le esecuzioni di massa che Saddam Hussein ha compiuto spesso con la complicità o l’omertà di Ovest, Est e Mondo arabo nei suoi venticinque anni di potere? E chiudo, ma avrei tantissime altre domande da formulare a questi pseudo- pacifisti, e alla sinistra in modo particolare. Perché il 15 febbraio il movimento pacifista non ha manifestato anche contro la Corea del nord che ha denunciato il trattato di non proliferazione nucleare, ha cacciato gli ispettori dell’ONU, ha annunciato che produrrà testate nucleari, ha minacciato di guerra gli Stati Uniti? Perché non ha mai manifestato contro la Corea del nord, come dicevo prima...
(Richiamo del Presidente ai limiti di tempo dell’intervento)
DELLADIO (Forza Italia): ... che ha affamato negli ultimi cinque anni due milioni e settecento mila persone? Perché il movimento pacifista, e concludo signor Presidente veramente, non manifesta né ha manifestato il 15 febbraio per i cristiani perseguitati e uccisi in Sudan, Nigeria, Pakistan, nelle Molucche e in giro per tutto il mondo? Grazie.