SEDUTA DEL 23 LUGLIO 2003
Disegno di legge n. 224/XII "Disposizioni per la formazione dell'assestamento del bilancio annuale 2003 e pluriennale 2003-2005 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria)", disegno di legge n. 225/XII "Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2003 e del bilancio pluriennale 2003-2005 della Provincia autonoma di Trento",
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INTERVENTI SULL’ORDINE DEL GIORNO N. 2
"FINANZIAMENTI PAT PER IL RESTAURO DELLA PIEVE DI CAVALESE"
(Intervento in discussione generale)
DELLADIO (Forza Italia): Il 29 aprile, ultimo scorso, un rogo si è sviluppato sul tetto della Pieve di Santa Maria Assunta di Cavalese, provocando danni ingenti, e grande sgomento, non solo in Val di Fiemme. Fortunatamente gli affreschi interni si sono salvati, le quattro navate hanno tenuto, così come la volta, mentre sono bruciate le capriate sovrastanti. Una delle strutture di maggior pregio della chiesa, un protiro con affreschi risalenti al ‘500, purtroppo, è stato danneggiato dalle fiamme e dall’acqua. La chiesa dell’Assunta, è stato detto più volte, e qui lo voglio ribadire, non è solo un importante testimone di secoli e di stili, e di tesori artistici, ma è anche soprattutto il simbolo di un’intera valle. La cristianità fiemmese, le memorie storiche, hanno nei secoli... dicevo che la Chiesa dell’Assunta è un importante testimone di secoli e di stili e di tesori artistici, ma è anche soprattutto il simbolo di un’intera valle, la Valle di Fiemme. La cristianità fiemmese, le memorie storiche, hanno nei secoli trovato e trovano tuttora in essa un punto di riferimento. Questo santuario ha segnato momenti importanti per la fede, per la socialità. Anche i momenti di dolore hanno contraddistinto questo luogo, perché non sono mancate infatti in questa chiesa le celebrazioni e le esequie funebri per la tragedia di Stava e per le due sciagure del Cermis. Nei giorni successivi al rogo, numerose sono state le iniziative di solidarietà da parte di istituti di credito locali e della magnifica comunità di Fiemme per raccogliere fondi destinati al restauro e numerose sono state le garanzie verbali per finanziare gli interventi di restauro da parte delle autorità provinciali. Con questo ordine del giorno, io desidero impegnare la Giunta Provinciale, a reperire sulle unità previsionali relative agli interventi in materia di beni culturali o in materia di opere pubbliche i finanziamenti per la realizzazione delle opere di recupero e restauro che si sono rese e si renderanno necessarie per il ripristino della Pieve di Santa Maria Assunta in Cavalese, tenendo conto delle donazioni e delle sovvenzioni che spontaneamente sono state elargite dai cittadini e dagli enti pubblici e privati. C’è da ricordare che molti sono intervenuti, la Polizia Stradale, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco volontari di Cavalese e della Valle di Fiemme, tutti i volontari accorsi, gli amministratori locali, che hanno contribuito con tempestività al blocco di questo rogo, che ha distrutto, come dicevo, il tetto, e non solo, della parrocchiale di Cavalese. Per fortuna tutti gli intervenuti non si sono fatti male, ed è stato bloccato il danno a questo importante monumento storico, non solo della Valle di Fiemme.
Sono stati raccolti molti fondi, circa 136 mila euro, per la sottoscrizione della gente di Fiemme, e non solo. Anche le banche hanno contribuito con cospicui contributi, penso alla Cassa Rurale Centrofiemme, alla Banca di Trento e Bolzano, e all’Unicredit Caritro. Anche il Comune di Cavalese ha contribuito con circa 25 mila euro. Tutte queste somme, settimane fa, ammontavano a circa 136 mila euro e in questi ultimi giorni sono aumentate ancora. Anche il Vaticano attraverso la CEI, ha promesso che una parte del ricavato dell’8 per mille, derivante dalla presentazione dei vari 740, sarà destinato al restauro della Chiesa. Ricordo alcuni momenti importanti legati a questa Chiesa, e per questo sono andato a leggermi alcuni stralci di pubblicazioni datate e recenti sulla storia di Fiemme. Nella pubblicazione di Antonio Betta, “Campane, galli e croci sui campanili della Val di Fiemme dal XVI al XX secolo”, si può leggere che per antica tradizione l’annuncio dell’avvenuta elezione dello scario, del nuovo scario della Magnifica comunità di Fiemme, veniva dato con tono maestoso per oltre un’ora dalla campana grande dell’antica Pieve dedicata a Santa Maria Assunta. E poi anche sul libro “Memorie ecclesiastiche della Val di Fiemme” di Don Giorgio Delvai, scritto molti decenni fa, si riporta che fino al 1730 la parrocchiale conteneva il ragguardevole archivio della magnifica comunità, che poi venne trasportato nell’avvolto grande della loggia in Cavalese.
In quel luogo si chiamavano tutti i fiemmesi a trattare i propri interessi, in Comun generale, e questo lo si faceva già dal lontano 1267 con il suono della campana. Negli antichissimi tempi, riporto quanto scritto nelle “Memorie ecclesiastiche della Val di Fiemme”, Signor Presidente ho concluso, si teneva sotto il porticato della Pieve, la Pieve è proprio quella che ha avuto i danni, “Sub portuali ecclesiae Sancte Marie Plebis Flemi” la riunione di tutti i fiemmazzi, pertanto è molto importante il luogo, è importante trovare i finanziamenti soprattutto per il restauro della Chiesa, e questo impegno è un impegno politico nei confronti della Giunta provinciale per trovare i finanziamenti a completare il restauro. Grazie.
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(Intervento in replica)
DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente, chiaramente è un impegno politico, riconosco alla Giunta provinciale di aver promesso finanziamenti, di essere intervenuta tempestivamente, però alle volte bisogna anche che ci siano sottoscrizioni, che ci siano dei documenti che parlano e che sanciscono impegni che solamente verbalmente sono stati dati. Io auspico l’approvazione di questo ordine del giorno affinché vengano proseguiti gli impegni e si trovino i finanziamenti per restaurare la Pieve di Cavalese.
INTERVENTI SULL’ORDINE DEL GIORNO N. 3
"TRASPORTO ALUNNI A SOVER E RUMO: LIMITI INSENSATI DA MODIFICARE"
(Intervento in discussione generale)
DELLADIO (Forza Italia): Grazie signor Presidente. Questo ordine del giorno nasce da una mia interrogazione, presentata a suo tempo all’Assessore competente in materia di trasporto. Il titolo è: “Trasporto alunni a Sover e Rumo: limiti insensati da modificare”. Questo ordine del giorno fa riferimento agli alunni, e precisamente al servizio trasporto alunni, per i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile, iniziando la scuola materna in gennaio. Nella delibera n. 59 del 12 gennaio 2001 a firma assessore Grisenti, laddove si istituisce per la scuola di infanzia servizi speciali e si individuano i trasporti per gli alunni, si scrive che: “Compatibilmente con la disponibilità di personale e con la facoltà organizzativa di ogni singola scuola il servizio di trasporti alunni per le scuole materne, dovrà essere abbinato a quello delle scuole elementari”, e fin qua tutti d’accordo. “Per i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di prima iscrizione, non viene istituito un nuovo servizio di trasporto, per loro sarà possibile eventualmente usufruire del servizio di trasporto già in atto, anche con le modalità di cui al precedente comma, purché ciò non comporti la variazione in termini di orari di percorso del servizio già istituito”. Questa è una norma molto rigida. Ad esempio a gennaio del 2003 sono entrati nella scuola materna della Val di Cembra, di Pinè, quattro nuovi bambini, uno di Piscine, due di Slosseri, uno di Settefontane, che dista circa un chilometro dalla fermata di Slosseri sulla strada per Baselga di Pinè. Risulta allo scrivente che, a seguito della normativa che ho citato sopra, si deroga solo per gravi motivi per il trasporto per il bambino più lontano, quello della frazione di Settefontane. Pertanto questo bambino è stato escluso, perché ormai è passato già parecchio tempo, dal servizio trasporto alunni. L’applicazione della norma, come ho recitato prima, considera il chilometro in più e i dieci, quindici minuti di tempo per percorrere il tragitto aggiuntivo, elementi insormontabili che bloccano il servizio per il bambino di Settefontane.
L’applicazione della normativa sopra richiamata stabilisce che la Provincia autonoma di Trento, per i bambini che iniziano la scuola materna a gennaio, non può variare il percorso, in questo caso di soli mille metri. Anche in altri Comuni del Trentino, e precisamente a Rumo, si trovano esempi simili, ed appare evidente come la rigida applicazione di quanto disposto dalla delibera sopra menzionata, recherà disagi alle famiglie che hanno inserito i loro figli nelle scuole materne.
Con l’impiego di limitate risorse aggiuntive si permetterebbe l’estensione di un servizio che garantirebbe sicurezza e tranquillità alle famiglie e ai fruitori del servizio stesso. Pertanto con questo ordine del giorno, io chiedo di modificare la delibera n. 59 del 2001 al fine di introdurre dei correttivi, al fine di permettere a quei bambini che si trovano nella fattispecie sopra richiamata, che compiono i tre anni entro il 30 aprile, che iniziano la scuola materna in gennaio, di poter usufruire del servizio trasporto alunni. La norma, a mio giudizio, è molto rigida, basterebbe solamente un po’ di buonsenso e un po’ di elasticità per garantire il servizio, perché voi sapete che i bambini crescono, e pertanto l’obbligo o questi servizi si mantengono per alcuni anni e poi vanno a scomparire, magari si manifestano altrove. Sarebbe importante introdurre dei concetti flessibili all’interno delle delibere e non essere così tassativi, così rigidi nell’applicare la norma. A questo punto chiedo la modifica alla delibera richiamata prima. Grazie.
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(Intervento in replica)
DELLADIO (Forza Italia): Signor Presidente, mi dispiace che non ci sia da parte del Presidente un’apertura ed una disponibilità a votare questo ordine del giorno. Il Presidente dice che la Giunta provinciale, i servizi competenti valutano caso per caso le domande presentate, però è chiaro che con un documento rigido come la delibera n. 59 saranno valutate le domande però non si troveranno spazi di manovra per soddisfare le esigenze, esigenze soprattutto provenienti dalla periferia, dai nostri Comuni sparsi sul territorio Trentino, che patiscono, che soffrono più di altre realtà, magari vicine al Capoluogo, di situazioni difficili legate alla morfologia del nostro territorio. Mi dispiace veramente che ancora una volta non si sia capita l’importanza di introdurre all’interno degli strumenti, dei provvedimenti, delle delibere che attuano le leggi emanate da questo Consiglio, del buonsenso che permetterebbe di far risparmiare, secondo me, denaro all’ente pubblico e che permetterebbe di dare dignità alle nostre collettività di periferia, andando incontro alle loro, che sembrano piccole, grandi esigenze. Peccato, un’occasione persa. Grazie.