SEDUTA DEL 06 MAGGIO 2003
Disegno di legge "Modificazioni della legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2, in materia di rappresentanza dei generi nelle liste elettorali per l'elezione del Consiglio della Provincia autonoma di Trento" n. 210/XII e disegno di legge "Modificazioni della legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2 (Norme per l'elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia)" n. 219/XII
DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi dobbiamo vedere il panorama entro il quale discutiamo. Esistono due disegni di legge che sono stati depostati in commissione, la Quinta commissione legislativa, uno a firma Cogo ed uno a firma Berasi. Il primo disegno di legge prevedeva un 30 per cento di quote riservato alle donne, il secondo, quello della Berasi, un 50 per cento. All’interno della commissione il disegno di legge Berasi è stato bocciato, invece il disegno di legge Cogo, che prevedeva il 30 per cento di quote, è stato emendato con un emendamento Leveghi che prevede la presenza delle candidature di entrambi i sessi. Tutti e due i disegni di legge presentati in commissione prevedevano la ricusazione delle liste che non prevedono tali quote. Successivamente i disegni di legge sono arrivati in Consiglio provinciale, sui quali stiamo discutendo e al disegno di legge numero 210 è stato presentato e riproposto un emendamento, appunto, al disegno di legge della collega Cogo, che ripropone un 25 per cento di quote rosa, cosiddette.
Io voglio ricordare che, per completare questa panoramica, questi due disegni di legge vanno a modificare la legge provinciale già approvata dal Consiglio provinciale il 5 marzo 2003, la numero 2, in materia di rappresentanza dei generi nelle liste elettorali.
Io ritengo, sarò molto chiaro, che queste quote, questi due disegni di legge così come sono stati presentati all’inizio, sono un insulto all’intelligenza femminile. Questi disegni di legge sono...
(Richiamo del Presidente all’ordine)
DELLADIO (Forza Italia): ... il riconoscimento di un inferiorità che non esiste; un’inferiorità voluta e dichiarata da una certa parte politica, la sinistra in modo particolare, esclusivamente per opportunità politica. Allo stesso modo, un domani si potranno chiedere quote brizzolate per gli anziani, quote gay per gli omosessuali o quote anche per i giovani.
Se andiamo ad analizzare il programma dei partiti di sinistra siamo ben poco lontani da queste affermazioni. In questi ultimi anni si è fatto di tutto per distruggere la famiglia, per introdurre l’aborto e l’eutanasia, insomma, a mio giudizio, una cultura di morte. E dall’altra si promuovono campagne a difesa degli uccelletti, dei rospi e delle ortiche, bella cultura! La cultura, si fa per dire, di sinistra si conosce, ha ben determinate caratteristiche, ormai è inserita nel DNA di Verdi, sinistri, rifondaroli e pseudo pacifisti...
(Interruzione del consigliere Mosconi)
DELLADIO (Forza Italia): ... Lo dirò anche dopo, caro collega.
(Richiamo del Presidente all’ordine)
DELLADIO (Forza Italia): ... Peggiori sono però quei democristiani che per uno scranno, per un posto al sole condividono o hanno condiviso il potere, rinnegando i valori basilari della loro origine e formazione. E chi dissente se ne va perché non è capace di confrontarsi. Questi disegni di legge sono frutti di questo substrato e non troveranno mai il mio consenso. Questa è una operazione politica, e bisogna dirlo, studiata a tavolino per la campagna elettorale della collega Cogo e Berasi. Questi disegni di legge sono stati depositati appositamente sperando di fare un referendum prima delle elezioni di novembre del 2003. È stata richiamata la legge della Val d’Aosta, andiamo a vedere cosa dice questo provvedimento legislativo. Esattamente il provvedimento legislativo numero 3 del 12 gennaio 1993, che recita “norme per le elezioni del Consiglio regionale della Valle d’Aosta”. Dice all’articolo 3 bis: “Ogni lista di candidati alle elezioni del Consiglio regionale deve prevedere la presenza di candidati di entrambi i sessi”. La legge della Val d’Aosta non è innovativa perché afferma quanto già si verifica nella realtà. Raramente sono state presentate liste con candidati tutti appartenenti ad un unico genere. Attualmente nessun partito politico ha rifiutato o rifiuta la partecipazione di rappresentanti del sesso femminile. Altro aspetto della questione che si manifesta nell’abbandono da parte di alcuni spettatori dell’aula consiliare. La collega Cogo si esprime sui giornali dicendo: “un’occasione sprecata da chi non vuole capire” e poi ancora le donne DS si rammaricano che le donne di Forza Italia, esprimendo parere negativo, non abbiano colto l’importanza dei disegni di legge che si discuteranno domani in Consiglio provinciale, in merito a quelle che si definiscono in modo inappropriato e canzonatorio “quote rosa”. Chi non la pensa come la sinistra è un demente, questa è la lettura di queste affermazioni, è uno che non ha capito, e sono sempre gli altri che non capiscono, solo la sinistra è depositaria della verità. Avete mobiliato le vostre armate, i vostri “assaltatori”, assaltatori verbali, sui giornali ed anche oggi in aula. Le donne sono perfettamente capaci di raggiungere qualsiasi tipo di risultato senza dover ricorrere a formule che sanciscano una inferiorità che non esiste. Le donne non hanno bisogno di riserve indiane, di ghetti in cui obbligatoriamente stare perché molte, come gli uomini, sono capaci, sono elementi di qualità e di valore aggiunto per la nostra società. Grazie.