SEDUTA DEL 6  MARZO 2003

Disegno di legge “Sostegno dell'economia agricola, disciplina dell'agricoltura biologica e della contrassegnazione di prodotti geneticamente non modificati", nel testo unificato del disegno di legge n. 61/XII, "Regolamentazione e promozione dell'agricoltura biologica e della lotta integrata", del disegno di legge n. 72/XII, "Norme per l'agricoltura biologica", del disegno di legge n. 91/XII, "Interventi per il sostegno dell'economia agricola" e del disegno di legge n: 115/XII, "Disposizioni in materia di coltivazione, allevamento, sperimentazione e commercializzazione di organismi geneticamente modificati e prodotti da essi derivati. Tutela delle risorse genetiche autoctone e istituzione della banca del germoplasma".

(...)

DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. È chiaro che in sette minuti non riuscirò ad esternare alcuni ragionamenti. Io voglio parlare brevemente su un aspetto importante legato all’agricoltura, cioè l’agricoltura biologica, in modo particolare sulla biotecnologia. Premetto che non sono un esperto però mi sono documentato per fare alcune riflessioni che già da tempo avevo in mente di fare. Non posso parlare di biotecnologia se prima non parliamo di fame nel mondo. Se andiamo ad analizzare i dati raccolti da Organismi internazionali sulle percentuali legate ai paesi che soffrono la fame nel mondo, noi vediamo che la fame arretra, ma molto lentamente. Però, in 47 paesi del Terzo mondo il numero degli affamati negli ultimi otto anni è aumentato.

Allora, a livello mondiale la fame nel mondo è diminuita, ma a livello territoriale continentale, in modo particolare nell’Africa, 47 paesi colpiti dalla fame hanno visto aumentare il numero di affamati e precisamente in un totale di ben 96 milioni di individui.

In quest’analisi emerge che 52 paesi mondiali hanno fatto progressi primo fra tutti la Cina, dove il numero dei sottonutriti è calato di 74 milioni di unità nel periodo preso in considerazione che va dal 1992 al 2000.

 Il paese mondiale, il paese africano che più ha evidenziato la crescita degli affamati, che ha avuto la performance peggiore, si identifica nella Repubblica Democratica del Congo che in questi otto anni, come ho richiamato prima, dal 1992 al 2000 è passata da 12,3 a 36,4 milioni di affamati. Se andiamo a vedere il 73 per cento degli abitanti di questo paese africano soffre la fame e quasi tre persone su quattro soffrono questa grave situazione. Se andiamo a vedere, come dicevo all’inizio, gli affamati mondiali, parlando di percentuali e di statistiche, noi vediamo che nel 1990 - 1992 le persone affamate nel mondo rappresentavano il 20 per cento degli abitanti dei paesi poveri, nel 1998 - 2000 sono scese al 17 per cento.

Allora riassumendo, probabilmente si finisce il tempo pian pianino a disposizione, abbiamo visto che negli ultimi otto anni siamo passati dal 20 per cento di affamati mondiali al 17 per cento: c’è una riduzione mondiale delle persone che soffrono la fame. Però nel continente africano, e precisamente in 47 paesi del Terzo mondo, il numero degli affamati negli ultimi otto anni è aumentato fino ad arrivare a un totale di 96 milioni di individui. Alcune organizzazioni non governative hanno affermato e affermano che le politiche di liberalizzazione e globalizzazione degli anni Novanta hanno, “intensificato le cause strutturali di fame e malnutrizione, hanno contribuito all’aumento della polarizzazione fra ricchi e poveri, hanno approfondito la povertà nel mondo e l’aumento della fame nella grande maggioranza delle nazioni”. Questo è falso ed è dimostrato. Se noi andiamo a vedere il prezzo della soia e del mais, a livello mondiale, noi verifichiamo che il prezzo di questi prodotti alimentari è calato rispetto all’inizio del secolo fino a un quarto. Cioè è calato di tre quarti rispetto ai prezzi stabiliti all’inizio del secolo. Prima di una rivoluzione verde, così chiamata, entrata in vigore, dicevamo prima, negli anni Novanta che ha introdotto le biotecnologie ed altri aspetti e provvedimenti. È vero che le cause di questa riduzione di prezzo sono complesse, e fra queste ci sono i sussidi europei e americani all’agricoltura che hanno avuto l’effetto di rendere più economiche le importazioni di prodotti alimentari nelle metropoli del Terzo mondo ma, e questo è l’aspetto importante da considerare, l’aumento dei rendimenti per ettaro di territorio coltivato è la singola causa più importante della flessione dei prezzi. Allora, all’inizio del secolo avevamo, ad esempio, per la soia un prezzo di settecento, ottocento dollari per tonnellata; questo prezzo è calato a seicento, settecento dollari per tonnellata negli anni Cinquanta e Sessanta fino a crollare, come dicevamo prima, a un quarto negli anni 1990 – 2000: duecento, duecentocinquanta dollari per tonnellata. Questo per quanto riguarda la soia, proporzionalmente si è verificato lo stesso anche per il mais. Prima ricordavamo fra gli stati che hanno abbassato la percentuale di sottonutriti nel proprio paese la Cina.

La Cina come altri stati ha introdotto le biotecnologie ad esempio nel cotone. La Cina è passata negli ultimi anni da centomila ettari coltivati a cotone trattato biologicamente con le biotecnologie, da centomila ettari nel 1998 a un milione e mezzo di ettari alla fine dello scorso anno: scorso anno vuole dire 2001, in questo caso.

Anche l’India ha imboccato la strada dell’utilizzo degli organismi geneticamente modificati per la produzione in particolar modo del cotone favorendo migliaia di piccoli coltivatori che erano schiacciati dalla siccità, dai costi di produzione e dai bassi rendimenti. L’India ha legalizzato il cotone biotecnologico e precisamente ha legalizzato una varietà transgenica resistente ai parassiti con grande soddisfazione, come dicevo, dei piccoli coltivatori che erano oberati dai debiti e da scarsi rendimenti.

L’altro aspetto importante da evidenziare è che la produzione di prodotti come il cotone biotecnologico, come queste varietà transgeniche, contengono se non annullano le spese altissime per pesticidi.

Un aspetto decisamente tragico lo troviamo in Africa, nello Zambia dove due milioni e mezzo di persone rischiano la morte per fame. Il Presidente di questo Stato dell’Africa australe ha vietato l’importazione nel proprio paese di grano OGM. Lo Stato dello Zambia aveva sollecitato la comunità internazionale ad aiutare il proprio popolo con prodotti alimentari per far fronte alla grande carestia che colpisce questo paese. Ebbene, molti stati del mondo industrializzato hanno provveduto, fra questi anche gli USA, hanno mandato grandi quantitativi di grano, di grano mangiato anche dagli americani, dalla popolazione comune americana. Grano che da anni è trattato...

PRESIDENTE: Vuole concludere?

DELLADIO (Forza Italia): Signor Presidente facciamo così: chiudo questo ragionamento così e ci rivediamo nel pomeriggio, meglio.

PRESIDENTE: Perfetto. Bene allora la seduta è sospesa ci rivediamo alle 14.30.

La seduta è sospesa

(Ore 12.32)

PRESIDENTE: La seduta riprende. Hanno comunicato l’assenza i consiglieri Andreotti e Passerini.

Riprendiamo siamo in sede di discussione generale del testo unificato dei disegni di legge n. 61, n. 72, n. 91 e n. 115, deve terminare l’intervento il consigliere Delladio: ne ha facoltà.

DELLADIO (Forza Italia): Caro Presidente, se sospendeva la seduta questa mattina alle 12.20 mi evitava di fare un riassunto di quanto ho detto, perché devo riprendere alcuni concetti per dare filo logico al mio intervento. Non si può parlare di organismi geneticamente modificati senza parlare di fame nel mondo. Il periodo che ho portato alla vostra attenzione, periodo di analisi sulle statistiche degli affamati nel mondo, va dal 1992 al 2000. In questo periodo noi abbiamo notato che gli affamati nel mondo rappresentavano, negli anni 1990 - 1992 il 20 per cento degli abitanti dei paesi poveri.Nel periodo 1998 - 2000 sono scesi al 17 per cento. Abbiamo visto che dall’anno 1990 al 1998 c’è stata una riduzione del 3 per cento di soggetti che patiscono la fame nel mondo. Però in 47 paesi del Terzo mondo, allocati in diversi continenti, soprattutto nel continente africano, in 47 paesi del Terzo mondo il numero degli affamati negli ultimi otto anni è aumentato anziché diminuito. Siamo arrivati ad un totale di circa 96 milioni di individui che soffrono la fame. In questa statistica emerge che 52 paesi del mondo hanno fatto progressi ed hanno ridotto il numero di cittadini che soffrono la fame. Fra tutti questi paesi emerge in maniera molto evidente la Cina, dove il numero dei sottonutriti è calato di 74 milioni di unità nel periodo che va dal 1992 al 2000. Questo non si può dire per un altro paese dell’Africa e precisamente la Repubblica Democratica del Congo che in otto anni ha visto variare il numero di affamati da 12,3 milioni a 46,4 milioni di persone: quasi 3 persone su 4 soffrono la fame.

Alcune organizzazioni non governative - ricordavo questa mattina - hanno affermato e sostengono che le politiche di liberalizzazione e di globalizzazione che sempre più emergono nel panorama mondiale, e soprattutto quelle che hanno avuto inizio negli anni Novanta, hanno intensificato le cause strutturali di fame e malnutrizione. Sempre queste organizzazioni non governative hanno identificato appunto nella globalizzazione e nella liberalizzazione anche l’aumento della polarizzazione tra la società ricca e la società povera. Ribadiscono che l’approfondimento della povertà nel mondo e l’aumento della fame nella grande maggioranza nelle nazioni è riconducibile alla globalizzazione. Non c’è niente di più falso ed i dati che ho raccolto lo dimostrano, e sono dati che fanno riferimento sempre ad Organismi internazionali e non a società, magari costituite all’istante per conseguire un certo risultato.

Se noi andiamo a vedere il prezzo del mais e della soia, in questo ultimo secolo che si è concluso, noi vediamo che nel periodo intorno al 1910 - 1920 il prezzo della soia era di 700 - 800 dollari per tonnellata, questo prezzo si è ridotto nel periodo 1950 - 1960 a 600 - 700 dollari per tonnellata, per crollare in maniera vertiginosa a 200 - 250 dollari per tonnellata nel decennio 1990 - 2000. Abbiamo visto che il prezzo, in questo caso della soia, ma parallelamente lo si può leggere anche per il mais, attualmente il prezzo della soia e quello del mais sono quasi un quarto di quello che erano all’inizio del secolo e quasi un terzo di quello che erano prima della rivoluzione verde intesa in quel periodo, anni Novanta, dove sono state introdotte biotecnologie e attenzioni particolari e modifiche particolari alle colture.

Le cause di questo fenomeno di calo dei prezzi sono molto complesse ed in parte derivano anche dai sussidi europei ed americani all’agricoltura che hanno reso più economiche le importazioni di prodotti alimentari, soprattutto nelle metropoli del Terzo mondo. Questo ragionamento ha una conclusione. Che l’effetto eclatante legato al calo del prezzo di queste colture è riferito all’aumento dei rendimenti per ettaro realizzati nel mondo. Cioè aumentando la produttività su determinati terreni si è avuto un netto calo dei prezzi di questi prodotti alimentari. Chi ha capito che la biotecnologia se usata bene, è importante per lo sviluppo del proprio paese, è stato il Governo indiano, che ha dato via libera alla produzione commerciale di cotone Biotec. L’India, sapendo che le migliaia di propri piccoli coltivatori erano messi in difficoltà dalla siccità, dai costi di produzione e dai bassi rendimenti, ha legalizzato il cotone Biotec, che è una varietà transgenica resistente ai parassiti. In questo modo il Governo indiano ha dato la possibilità a questi produttori di aumentare la loro produzione e soprattutto ha favorito il contenimento delle spese per i pesticidi. Anche la Cina ha adottato colture transgeniche, perché da 100 mila ettari nel 1998 è passata ad un milione e mezzo di ettari alla fine dello scorso anno: da 100 mila ettari ad un milione e mezzo di ettari alla fine dello corso anno.

Interessante su questo argomento è analizzare anche il rapporto della Commissione mista delle accademie nazionali dei licei e delle scienze che scrive evidenziando il fatto che l’introduzione degli OGM non bisogna contrastarla; si è espressa fondamentalmente a favore dell’introduzione degli OGM. In questa relazione leggiamo che nessuno è stato finora in grado, pur utilizzando le tecniche più avanzate, di dimostrare la dannosità alimentare degli OGM e modificazioni rilevanti ad ecosistemi da loro causate. L’analisi dei benefici dei rischi deve continuare intensamente sia per gli OGM che per le varietà convenzionali. Prosegue questo rapporto riportando che la ricerca scientifica e tecnologica, quindi anche lo studio degli OGM in relazione alla salute ed al benessere dell’uomo e alla tutela e valorizzazione dell’ambiente sono fattori sostanziali per il progresso pacifico e governato del genere umano. Dice ancora che la produzione OGM può offrire un valido contributo anche se non può affrontare da sola le cause delle crisi alimentari e dell’indigenza di vari strati della popolazione mondiale.

Ed a proposito degli OGM evidenzia il fatto che il pericolo che gli OGM contaminino l’ambiente e si ibridino in maniera incontrollata con varietà selvatiche; dice che sono stati sviluppati metodi molecolari che rendono i geni inseriti in un OGM ereditabili solo per via materna. E conclude - ho fatto un’estrema sintesi - che il principio di precauzione che si ritrova nella normativa europea è oggettivamente criticabile perché sfugge a qualsiasi interpretabilità scientifica. Pensate che il Presidente di questa commissione è il professor Vesentini, matematico e senatore eletto nelle liste del PC tra il 1987 e il 1992.

Un altro aspetto legato alla fame nel mondo e agli OGM è quello legato alla situazione che ritroviamo nello Zambia, paese dell’Africa australe dove due milioni e mezzo di persone rischiano la morte per fame. In questo paese, in continua emergenza siccità, sono arrivati aiuti internazionali da tutti i paesi progrediti del mondo, e tra questi alimenti sono arrivati anche sacchi di mais, sacchi di alimentari che contengono OGM. Si è sviluppata una profonda avversione verso questi aiuti ed i paesi dello Zambia, Malawi, Zimbabwe e Mozambico hanno obiettato contro il ricevimento di questi sacchi di grano proveniente dall’estero con presenza di OGM. È opportuno dire però che questo grano, questo mais che arriva dai paesi industrializzati, è utilizzato da moltissimi anni e da moltissimi decenni nell’alimentazione delle popolazioni, pertanto gli americani mangiano ogni giorno questi prodotti e soprattutto questi alimenti trovano approvazione nell’Agenzia per la protezione ambientale americana e nell’Organizzazione Mondiale della Sanità che certifica la loro sicurezza.

Questo mais trattato e modificato biologicamente ha sopperito all’alimentazione delle popolazioni che hanno donato gli aiuti, e soprattutto degli Stati Uniti. Dal 1995 è mangiato in tutto il mondo senza problemi. Si sono pensati anche di macinare il mais che doveva arrivare in Mozambico, nello Zimbabwe, nel Malawi e nello Zambia, però la macinazione comporta una spesa aggiuntiva di 42 euro a tonnellata e pertanto l’intervento in questo caso ed in questi paesi che ho menzionato, farebbe salire i costi dell’operazione di 168 milioni di euro. Questo per dire alle volte, a mio giudizio, la follia di certi governanti che controllano parti e paesi soprattutto dell’Africa.

Un aspetto interessante da esaminare, e che voglio porre alla vostra attenzione, è anche quello legato al biologico, cioè diciamo di stare attenti al biologicamente modificato e corriamo in bottega a comperare a prezzi maggiorati prodotti biologici, senza curarci e senza fare attenzione che l’estensività, non usare pesticidi, producono delle piante, dei prodotti che contengono alle volte pesticidi naturali che sono molto ma molto più tossici o cancerogeni, rispetto a quelli ottenuti con l’uso dei fitofarmaci.

In assenza della chimica prodotta dall’uomo le piante sintetizzano più pesticidi naturali, alcuni dei quali, è provato, sono più antinutritivi, tossici e persistenti di quelli artificiali; ad esempio il rotenone, pesticida naturale ricavato da una radice, così come l’estratto di tabacco, usati in bioagricoltura, sono più tossici di certi fitofarmaci. Ed in laboratorio è stato dimostrato che decine di altre molecole naturali presenti in insalate, frutti, legumi, tuberi e cereali, si sono dimostrate cancerogene. Il Presidente Cristofolini, mi spiegava prima, che il mangiare tanta verdura e tanta insalata è lo stesso positivo perché le vitamine contenute in questi alimenti compensano, fronteggiano l’azione negativa di questi prodotti naturali, di questi pesticidi naturali interni a questi alimenti che provocano il cancro, che sono cancerogeni.

È chiaro che non dovrebbe essere difficile immaginare che come tutti gli esseri viventi, posti in condizioni di stress, anche le piante producono una maggiore quantità di sostanze difensive. Questo ragionamento dovrebbe far riflettere a chi ha sposato il biologico al 100 per cento senza fare un minimo di analisi.

Altro aspetto interessante, sempre per parlare di biologico, viene dall’audizione alla Camera di una delegazione di scienziati, agricoltori e politici africani nelle settimane scorse. Il Presidente di questo gruppo di persone arrivate in Italia e sentite dalla Camera - precisamente dalla Commissione Affari Esteri della Camera – dice che in Europa si è aperto il dibattito sugli organismi geneticamente modificati, ed è un dibattito giusto, poiché l’esigenza della sicurezza alimentare è una priorità, però in Africa le biotecnologie sono necessarie per affrontare alcuni problemi urgenti, quali in primo luogo la fame, la siccità, gli infestanti ed i parassiti.

Stando al rapporto annuale del servizio internazionale per l’acquisizione delle applicazioni agrobiotecnologiche, l’anno scorso ha avuto un incremento delle superfici coltivate con piante modificate del 12 per cento, pari a 6,1 milioni di ettari. Ormai più di un quinto delle superfici mondiali è coltivato con l’uso di biotecnologie. Allora vediamo due cose: che i paesi africani chiedono un aiuto, chiedono di fronteggiare le loro emergenze anche con prodotti di questo tipo, sapendo che questi prodotti sono da anni utilizzati nelle società più avanzate, e vediamo dall’altro lato che la biotecnologia “volere o volare” va avanti, le ricerche non si fermano, e che la scienza continua a sperimentare ed a produrre soluzioni nuove che migliorano la vita alle persone.

Il problema è, come dicevamo questa mattina con il Presidente Cristofolini, è legato ai brevetti delle sementi che non siano sterili. Chiaramente la ditta che produce sementi, che ha investito in tecnologia, non può assegnare al contadino un prodotto che non viva e si perpetui nel tempo, il contadino ha il diritto che dal proprio raccolto possa trovare le sementi per continuare nell’attività in modo da essere libero, sganciato e non legato ad anche multinazionale, ma non è detto che siano solo le multinazionali che portano avanti progetti di questo tipo. Dicevo che il contadino non deve essere legato al fornitore perché ha un prodotto sterile che ad ogni raccolto deve cambiare le sementi.

L’aspetto importante della questione è che la politica deve governare questi fatti, deve fare le regole, deve controllare l’utilizzo corretto di queste sostanze, deve correggere, deve finanziare la ricerca e gli studi particolari in questi determinati settori. La politica internazionale deve creare la griglia, deve dettare le regole per far si che tutti gli uomini del mondo siano posti sullo stesso piano e abbiano gli stessi diritti.

Tante volte le nostre paure ci fanno creare fantasmi e pericoli, se poi ci si mette anche la politica, e per giunta di sinistra, siamo alle volte al terrorismo psicologico delle masse.

Ho già detto in un altro intervento che la sinistra criminalizza l’avversario e criminalizza l’avversario perché non ha temi sui quali sostenere un confronto serio. Io penso che sia ora di smetterla di criminalizzare la scienza e gli OGM, quando si sa benissimo che la ricerca e gli OGM, se usati e prodotti bene, favoriscono il miglioramento della qualità della vita e un allungamento della vita umana, di tutti, a cascata.

Pensate - e concludo signor Presidente - con un’altra riflessione, la stupidità umana non ha limiti. Per analogia mi permetto di evidenziare un altro aspetto. Ultimamente il germe razzista antiebraico sta riemergendo, riemergendo in Europa ed anche in Italia con grande frequenza. Le frazioni anarchiche ecologiste del movimento no global, i militanti pacifisti, una parte, la sinistra dello schieramento politico, una parte, e i gruppi neonazisti stanno trovando un’unità di pensiero e di intenti intorno a campagne anti Stati Uniti d’America ed anti Israele. La quasi totalità dell’universo no global, da Lilliput fino a Rifondazione Comunista, dal Manifesto a numerose sezioni della CGIL, fino ai centri sociali, hanno elaborato un appello per boicottare commercialmente Israele.

Io mi pongo e pongo alla nostra attenzione una domanda, un quesito: allora boicottiamo anche le scoperte fatte nei laboratori israeliani? Pensiamo all’insulina, pensiamo alle vitamine che sono state create e prodotte da scienziati israeliani, la streptomicina - ed il Presidente capisce sicuramente meglio di me la potenza ed il valore di queste scoperte - il vaccino contro la poliomielite, il test di Wassermann. Allora tutte queste scoperte se la mente, se l’intelligenza non prevale possono creare violenza, possono creare povertà nel mondo.

Dico un’altra cosa legata al disegno di legge in esame in tema di agricoltura, biotecnologie ed altro. Il disegno di legge che la Seconda commissione legislativa ha esaminato ha trovato consenso all’unanimità all’interno dei commissari perché è un disegno di legge importante, è un disegno di legge che comunque recepisce norme già esistenti, e soprattutto segue i vincoli imposti dalla Comunità Europea.

Ormai sempre più, come dicevamo prima, la politica territoriale di Provincia e di Regione non può non fare i conti con le regole europee o internazionali. Il consenso unanime che questo disegno di legge ha avuto in commissione è positivo, questo disegno di legge può essere emendato, e finalmente avremo un testo a cui fare riferimento che non è frenato, non è ostacolato dai numerosi pareri che nel corso di questi anni sono stati imposti dall’Unione Europea.

Lo miglioreremo con eventuali emendamenti in corso d’opera e poi avremo un disegno di legge importante, un disegno di legge che si aggiunge agli altri già approvati in quest’aula consiliare, disegni di legge che più di una volta hanno visto l’opposizione fattivamente d’accordo sui temi affrontati e sulle soluzioni da adottare. Concludo il mio intervento dicendo che i provvedimenti adottati da questo Consiglio provinciale, i grandi provvedimenti che questa legislatura ha approvato, non sono solamente ascrivibili a questa maggioranza, ma all’intelligenza anche di un’opposizione che ha lavorato per costruire e non per demolire. Grazie.