SEDUTA DEL 10 DICEMBRE 2004
disegno di legge n.4/XIII, "Modificazioni alla legge provinciale 12 dicembre 1978, n.60 (Norme per l'esercizio della pesca nella provincia di Trento)"
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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, Presidente, egregi colleghi. La finalità di questo disegno di legge è quella di permettere la regolamentazione, con deliberazione della Giunta provinciale, dell'esercizio nei torrenti trentini degli sport acquatici che, in assenza di un'adeguata disciplina, potrebbero danneggiare o pregiudicare il patrimonio ittico provinciale. Mi riferisco alle attività sportive meglio conosciute come canyoning, rafting, hydrospeed e torrentismo, che utilizzano gommoni, canoe, kayak ed altro. L'aggancio alle competenze statutarie della Provincia ci permette di apportare modifiche alla legge provinciale numero 60 del 1978 e, in via interpretativa, anche in tema di navigazione. Lo scopo di questo provvedimento è quello di colmare un vuoto legislativo esistente nella normativa provinciale demandando, per l'appunto, ad un'apposita deliberazione della Giunta provinciale l'individuazione dei periodi dell'anno e dei corsi d'acqua oggetto del divieto.
L'articolato qui proposto corrisponde ad un disegno di legge da me già presentato nella passata legislatura e che allora non aveva trovato né accoglimento né disponibilità alla discussione nell'aula consiliare; il dibattito si era quindi esaurito esclusivamente in sede di Commissione permanente all'interno della quale, comunque, la proposta legislativa aveva incontrato numerosi pareri favorevoli. Il disegno di legge qui presentano è molto semplice e prevede, per l'aspetto posto al centro dell'attenzione, un dispositivo di delegificazione che rinvia ad un atto amministrativo la definizione delle regole per l'esercizio di attività sportive sui corsi d'acqua dei torrenti all'interno del territorio provinciale. E' il caso di evidenziare che ad oggi la normativa proposta è l'unica iniziativa presentata in materia al Consiglio con la quale la Provincia può corrispondere alle legittime aspettative dei pescatori e degli sportivi.
La Giunta provinciale individua con proprio atto le fattispecie di tempo e di spazio in esso ricadenti, anziché quella alternativa di un permesso con l'elencazione nel suddetto atto di tutte le fattispecie vietate. Il provvedimento in esame, condiviso e ripetutamente sollecitato, tanto dai pescatori quanto da numerosi sportivi che percorrono con gommoni, canoe, kayak o altro i torrenti del Trentino, ritengo possa armonizzare le giuste esistenze dei pescatori con quelle dei cittadini interessati a praticare questi alcuni sport acquatici. Fra la possibilità di assegnare ai Comuni il compito di rilasciare i permessi - con un conseguente aggravio di procedure a carico delle municipalità interessate, rischiando di favorire in tal modo la concessione di autorizzazioni diverse, per corsi di torrente contigui ed omogenei, legati a diversi territori amministrativi - e la scelta di affidare la materia ad una autoregolamentazione spontanea e consensuale da parte delle varie associazioni dei soggetti sportivi coinvolti, si è preferito introdurre per legge la facoltà, per la Giunta provinciale, di identificare con proprio provvedimento amministrativo i tratti di torrente, i periodi e fasce orarie in cui vietare qualsiasi attività sportiva non legata alla pesca.
Con l'introduzione di questa legge, che in applicazione del principio di libertà consente ogni iniziativa non espressamente vietata dalle norme, i soggetti privati, le associazioni ed i gruppi intenzionati a praticare le discipline sportive d'acqua non saranno più tenuti a chiedere di volta in volta uno specifico permesso per l'esercizio dell'attività, essendo in tal modo esentati dall'obbligo di attenersi alle relative procedure amministrative per acquisire l'autorizzazione, ma dovranno limitare ogni pratica nei periodi e nei corsi o specchi d'acqua stabiliti dalla deliberazione della Giunta provinciale. Ribadisco il principio liberale che sta alla base della proposta che prevede che tutto è libero ad eccezione di quanto espressamente è vietato.
Nel corso di questi ultimi anni il Trentino è diventato e sta diventando una sorta di paradiso per la pratica di queste nuove discipline sportive acquatiche, alcune emergenti come il canyoning (discesa tra le acque di un torrente scivolando a piedi accompagnati o meno da esperti istruttori lungo i canyon naturali scavati nella roccia) altre più tradizionali quali il rafting, ovvero la discesa di un torrente a bordo di un gommone, oppure l'hydrospeed che necessita l'utilizzo di un bob fluviale. Ultimamente tali discipline hanno conosciuto e stanno conoscendo un considerevole sviluppo e sono diventate un importante fattore di richiamo per il turismo estivo; per la Val di Sole lungo il torrente Noce, per la Val di Fiemme lungo l'Avisio, e anche per la zona del Garda. Il Trentino offre infatti al turista, con una pubblicità nazionale penetrante, una “ricarica naturale al corpo ed allo spirito” e, per chi vuole, anche esperienze davvero emozionanti, alle volte adrenaliniche e mozzafiato.
Come è stato evidenziato nel corso dell'esame del disegno di legge all'interno della Commissione consiliare permanente, che ha condiviso la proposta, il dispositivo in essa contenuta permetterà di salvaguardare meglio gli ambienti acquatici e la fauna ittica, premiando così il prezioso lavoro di ripopolamento con specie autoctone che numerose associazioni di pescatori stanno sostenendo, a conferma di una sensibilità ambientale sempre più diffusa, mentre gli sport acquatici potranno svilupparsi più liberamente, sia pure entro i limiti della necessaria compatibilità con le esigenze proprie degli ambienti acquatici e degli ecosistemi fluviali nei quali occorre tutelare la vita e la riproduzione della fauna ittica. Non a caso il problema della tutela della fauna ittica conseguente alla pratica di questi sport è stato più volte sollevato da varie amministrazioni comunali, oltre che da locali associazioni di pescatori. Ricordo ad esempio la mozione del Comune di Castello Molina di Fiemme del dicembre del 2000 con la quale veniva chiesto la regolamentazione degli sport acquatici, in modo particolare del rafting sul torrente Avisio. E' oggi indispensabile garantire l'armonia tra l'attività della pesca e queste nuove discipline sportive che da un lato contribuiscono al completamento e alla diversificazione dell'offerta turistica della nostra Provincia e dall'altro “approfittando” del vuoto legislativo esistente in materia stanno preoccupando seriamente le associazioni dei pescatori i quali hanno rilevato non pochi pericoli causati da queste pratiche alla fauna ittica ed in più generale agli ambienti acquatici. Già oggi infatti i torrenti ed i fiumi del Trentino risentono della scarsità e dell'irregolarità della portata, caratteristiche che di per sé influenzano negativamente la riproduzione naturale dei pesci. Le discese in rafting in presenza di secche o raschi necessitano dell'intervento degli istruttori che con l'utilizzo di bastoni, ma anche scendendo in acqua, provvedono a riavviare la corsa del gommone. Questi comportamenti in determinati periodi dell'anno, penso ai periodi di frega e di riproduzione, possono risultare dannosi per la fauna acquatica e per la microfauna. Non ultimo occorre considerare con attenzione anche i rischi per la stessa incolumità dei pescatori che esercitano l'attività entro le acque dei torrenti.
Due anni orsono la Giunta provinciale di Bolzano ha affrontato e disciplinato questa materia in termini del tutto analoghi rispetto a quelli previsti in questo disegno di legge, sottoscritto oltre che da me anche da altri colleghi consiglieri. In Alto Adige sono stati individuati i tratti dei fiumi nei quali è ammessa la pratica del rafting e della canoa, sono state fissate precise limitazioni stagionali alle quali queste attività dovranno attenersi, sono state infine definite le fasce orarie giornaliere in cui queste pratiche sportive sono consentite.
Concludendo desidero invitare tutti i colleghi ad esprimersi positivamente in merito a questo disegno di legge per soddisfare le legittime esigenze sia dei pescatori trentini che degli sportivi interessati a praticare le discipline acquatiche richiamate poc'anzi, capaci di esercitare un formidabile richiamo sugli appassionati provenienti non solo da fuori provincia, ma da tutta Europa.
Aggiungo delle brevi considerazioni esprimendo la mia soddisfazione per la condivisione prima in Commissione, e spero anche in quest'aula, di questo disegno di legge, che va ad unirsi all'altro disegno di legge già approvato, che era un emendamento contemplato all'interno del disegno di legge omnibus che abbiamo approvato oggi, quello riguardante la tutela degli alberi monumentali del Trentino. E' importante raggiungere l'obiettivo. Le modalità, che siano emendamento o disegni di legge, sono di secondaria importanza. Vi ringrazio dell'attenzione.
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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Solo poche parole per esprimere la mia soddisfazione per veder condiviso questo disegno di legge all'interno dell'aula consiliare. Ricordo, come è stato detto, che questo provvedimento va a sanare un vuoto legislativo che esisteva e va anche nella direzione della semplificazione normativa. In particolar modo prevede una delegificazione, ossia permette alla Giunta di stendere un unico documento a cui fare riferimento nel quale si contemplano i tempi, i tratti di torrenti interessati e gli sport che potrebbero recare danno alla fauna ittica.
Ultima considerazione. E' un provvedimento, per quanto semplice, che risponde alle esigenze dei pescatori e degli sportivi; soprattutto quelli sportivi che raggiungono il Trentino come meta turistica ricca di opportunità. Grazie.