SEDUTA DEL 26 NOVEMBRE 2004
disegno di legge n.25/XIII, "Disposizioni in materia di urbanistica, tutela dell'ambiente, acque pubbliche, trasporti, servizio antincendi, lavori pubblici e caccia"
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DELLADIO (Forza Italia): Intervengo per fare alcune considerazioni, e mi unisco ai colleghi nelle critiche innanzitutto. Allora, in questo disegno omnibus c'è dentro di tutto, è stato detto, lo ribadisco anch'io, ci sono dentro provvedimenti in tema di urbanistica, di rifiuti, di caccia, di antincendio, di banda larga ed altro. Questo è stato un disegno di legge presentato in commissione, legittimo perché la prassi è seguita. Non si discute sulle modalità di presentazione del disegno di legge, però abbiamo visto che, già in commissione, questo provvedimento è stato stravolto con degli emendamenti, e ora ci ritroviamo qui in aula con un provvedimento legislativo ancora grandemente stravolto da ulteriori emendamenti presentati dalla Giunta provinciale, sebbene questi emendamenti siano stati discussi, evidenziati e spiegati tempo fa in una seduta della commissione, autonomamente e con dei documenti che ci hanno fatto avere per spiegare meglio i limiti degli emendamenti.
La prima riflessione che voglio fare è legata alla banda larga. Ci sarebbe molto da discutere, molti argomenti da approfondire, però io focalizzo il mio intervento solamente su alcuni argomenti. Il primo di questi è proprio la banda larga. Noi abbiamo visto che questa Giunta, il Presidente della Provincia ha stanziato centotrenta milioni di euro per creare una infrastruttura a banda larga, a tecnologia elevata per coprire i settecentocinquanta chilometri per tutto il territorio trentino. Io non discuto sulle finalità del provvedimento, che posso anche condividere. Dico centotrenta milioni di euro stanziati in bilancio, e mi pare di capire altri tre milioni e mezzo previsti per la manutenzione della struttura, quando sarà realizzata nei prossimi anni. Io mi meraviglio del fatto che sono state date delle consulenze con costi molto elevati, prima ancora che questa norma sia stata inserita in legge. Vediamo che nei ventidue milioni di euro - che non sono noccioline - di consulenze date da questa Giunta provinciale nei primi sei mesi di quest'anno, figurano delle consulenze veramente sostanziose, date a dei professionisti in merito alla banda larga. Andiamo a vedere quali consulenze sono state date e, ribadisco, prima ancora di avere una norma legislativa che preveda questa iniziativa di banda larga da realizzare su tutto il territorio trentino.
La prima consulenza, non dico a chi perché non mi interessa, è stata data con delibera dell'aprile 2004 per un importo di duecentoottomila euro che si sommano ad altri duecentododicimila euro di un'altra consulenza, sempre dell'aprile 2004, ed altri centoottomila euro, per un totale di circa cinquecentomila euro in consulenze per una operazione, ribadisco, che non aveva previsione normativa, perché l'andremo a discutere ed ad approvare nei prossimi giorni, in questa tornata consiliare. Altri quarantaduemila euro circa sono stati dati per il progetto per la realizzazione delle infrastrutture di rete provinciale per la banda larga. Cinquecentomila euro assegnati in consulenze su un totale di ventidue milioni di euro, assegnati e distribuiti in questi primi sei mesi dell'anno 2004: direi che questo non è un procedere serio e legato al buon senso. Voglio dire un'altra cosa, quella legata agli incarichi, a consulenze date a cinquecento professionisti esterni alla provincia autonoma di Trento. Anche su questo argomento faccio questa riflessione: abbiamo dipendenti professionisti, all'interno della nostra provincia autonoma di Trento, che sono dei veri incompetenti? Perché non possiamo utilizzare i professionisti, i dirigenti, le strutture e le potenzialità umane che ci sono all'interno della pianta organica della Provincia, che sappiamo essere di seimilatrecento, mi pare, dipendenti? Queste sono delle riflessioni che voglio porre alla vostra attenzione. Ribadisco, consulenze erogate prima di avere una norma licenziata dal Consiglio provinciale.
Un altro aspetto che voglio sottoporre alla vostra attenzione è quello legato agli alberi monumentali. E' chiaro che io cerco di approfittare di tutti i momenti buoni per portare avanti iniziative che avevo presentato a suo tempo e che non avevano mai trovato possibilità di essere discusse in aula consiliare. Una di queste iniziative riguardava gli alberi monumentali. Io avevo presentato un disegno di legge, ancora nella passata legislatura, che nasceva da una iniziativa scolastica di una scuola della Val di Fiemme in occasione delle visite fatte dagli studenti all'interno dell'emiciclo con alcuni consiglieri provinciali. In quella occasione gli studenti avevano sollevato il problema di tutelare gli alberi monumentali nel Trentino. Da questa proposta è nato un mio disegno di legge presentato nella passata legislatura. Questo disegno di legge non aveva trovato riscontro e discussione in aula nella XII legislatura e ho riproposto l'argomento, con un emendamento, all'assessore Gilmozzi che, devo dire, ha avuto la cortesia e la lealtà di accettare la proposta. Ci siamo confrontati e questo mio disegno di legge, presentato a suo tempo e che non aveva trovato riscontro in aula, ha trovato comunque posto all'interno di un articolo legato all'urbanistica in questa collegata.
Voglio approfondire questo argomento perché è un disegno di legge che trova, comunque, corrispondenza in un disegno di legge eterogeneo, come abbiamo visto, di difficile interpretazione, che sicuramente non va nella direzione di creare testi unici di semplificazione normativa. Su questo argomento, prossimamente, presenterò una proposta al Consiglio di istituire una commissione ad hoc per la realizzazione di testi unici e quant'altro, in modo da cercare di andare incontro alle esigenze dei cittadini che vogliono semplicità, norme chiare da poter interpretare in maniera molto semplice, senza grandi difficoltà.
Ritorno al discorso degli alberi monumentali, dicendo che questo tema è particolarmente affascinante, infatti avrebbe bisogno di una seduta consiliare, un punto all'ordine del giorno, appunto, come disegno di legge, e approfitto di questa discussione generale per fare ulteriori riflessioni aggiuntive, perché questo argomento lo merita. Il tema degli alberi monumentali è particolarmente affascinante, di preciso rilievo per la storia del nostro territorio e del paesaggio che lo definisce. E' un aspetto non secondario inerente il paesaggio ed appare, quindi, necessario un intervento di tutela culturale, indirizzato alla sensibilizzazione della collettività sull'importanza della tutela del nostro paesaggio, anche sotto il profilo di testimonianza di civiltà, nonché di richiamo turistico.
Ricordo che, se questo disegno di legge, che poi è diventato emendamento e che poi troviamo all'interno di questa legge omnibus, era nato da un'idea degli studenti in visita al Consiglio provinciale, anche altri soggetti avevano contribuito a stimolare i politici e il Consiglio provinciale a legiferare su questo argomento, penso all'associazione Spadona di Ronzone che ha, nel corso degli anni, realizzato incontri culturali enogastronomici importanti per rivitalizzare una parte della Val di Non e dare risposte a quei produttori che hanno intrapreso la strada della coltivazione delle piante antiche monumentali, piante magari cadute in oblio e dimenticate. Il provvedimento prevede la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione degli alberi monumentali presenti sul nostro territorio, nonché attuare una attività di promozione, divulgazione, valorizzazione anche per preservare questo patrimonio per le future generazioni. Questa legge offre quindi una opportunità importante perché, dare impulso a ciascuno affinché possa segnalare gli alberi sul territorio ritenuti più significativi, consente il sorgere di una maggiore attenzione verso un aspetto, non solo del nostro ambiente, del nostro paesaggio, ma anche della nostra storia. Ogni cittadino potrà segnalare infatti non soltanto piante secolari, ma anche quelle che si ritiene abbiano una tradizione nella cultura o nella religiosità popolare. Gli alberi, accompagnando la storia umana, sono divenuti nel tempo elementi dell'economia, della cultura e del paesaggio strettamente interdipendenti con le attività umane; loro malgrado, sono da sempre fonte di cibo, di energia rinnovabile, sede di importanti principi curativi ed inoltre elemento estetico del paesaggio, perciò, in altri termini, elemento di equilibrio ambientale di natura chimico-biologica ed idrogeologica.
Io ricordo ad esempio che l'associazione Spadona della Val di Non ha messo in piedi una cooperativa per commercializzare prodotti nati da piante secolari, piante che erano veramente dimenticate e che poi sono state clonate, diciamo, moltiplicate e hanno permesso di dare frutti, dare nuove opportunità agli agricoltori della zona. Molte altre regioni si sono dotate, ultimamente, di strumenti legislativi per la tutela degli alberi monumentali, ad esempio l'Emilia Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Lombardia, l'Umbria, le Marche, la Basilicata e la Valle d'Aosta. Solo nella Val di Fiemme, la mia valle, ci sono sessanta milioni di alberi, ognuno di essi è bello, è utile e nella valle sono stati documentati ed inseriti in percorsi naturalistici ben quattordici alberi monumentali. Sono straordinari per l'altezza, per le dimensioni del fusto, per le forme singolari, per l'età; sono veramente dei monumenti naturali e meritano di essere scoperti, conosciuti ed ammirati. Pertanto una tutela in tal senso è importante inserirla in normativa, che si unisce alle tutele già esistenti e previste dalla legge 22. E' sempre più necessario un intervento di tipo culturale, indirizzato alla sensibilizzazione della collettività sull'importanza della tutela dei lineamenti peculiari del nostro paesaggio in quanto testimonianza di civiltà e di valori aggiunti di rilievo anche turistico.
Per quanto riguarda gli alberi monumentali, ho espresso la mia soddisfazione di veder inserito in questo provvedimento legislativo, pur omnibus, un emendamento che rispecchia fedelmente il disegno di legge presentato a suo tempo e che, purtroppo, per cause molteplici non aveva trovato condivisione, ma soprattutto non aveva trovato discussione all'interno del Consiglio provinciale.
Chiudo con una nota polemica, tanto per cambiare. Approfitto di questa discussione generale per fare alcune considerazioni in merito alla conferenza di informazione sulla realtà industriale in provincia di Trento. Allora, la prima cosa, signor Presidente del Consiglio, voglio evidenziarle che era assolutamente non necessaria una propaganda antigovernativa come quella che è stata fatta da qualche relatore ieri con delle slide che evidenziavano la soddisfazione o meno di operatori industriali italiani nei confronti del governo. Era fuori tema, completamente. Io sono rimasto sbigottito da questo modo di procedere. La seconda riflessione che voglio porre alla sua attenzione, Presidente del Consiglio, e a quella del Consiglio stesso, è quella legata alle slide proposte, che analizzavano periodi che andavano dagli anni Ottanta fino all'anno 2001. Allora, se noi andiamo a verificare la crisi economico-industriale della nostra provincia, non possiamo fermarci a quattro anni fa, bisognava che i dati riportassero la realtà attuale, o almeno vicina al periodo di cui stiamo parlando e discutendo. Non si potevano dare informazioni che non servivano. Sembrava come se quelle relazioni fossero già state fatte in altre sedi molto tempo fa e tirate fuori dal cassetto all'ultimo momento. Le prossime conferenze di informazione devono tener conto di dati aggiornati, non obsoleti, vecchi, che non servono a niente, perché le modifiche al nostro sistema economico sono avvenute, in particolar modo, in questi ultimi anni.
Un altro aspetto: fra i relatori ho rilevato delle contraddizioni su alcuni argomenti, pertanto non c'era una linea condivisa ma concetti e dati, secondo me, espressi in maniera contraddittoria. Il commento che posso fare è questo: viva l'industria, madama la marchesa, mi pare di vedere la Provincia di Trento come una nave che sta per affondare e sopra la banda che suona. Questa è l'immagine che ho avuto ieri alla conferenza di informazione. Spero che queste mie riflessioni, Presidente, servano per fare conferenze di informazione più attuali e più serie.
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