SEDUTA DEL 3 NOVEMBRE 2004

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 311

UTILIZZO SANITARIO DELLA STRUTTURA DELL'EX OSPEDALINO DI TRENTO

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 Grazie, signor Presidente. Chiaramente non sono soddisfatto della risposta datami dall'Assessore competente: è già la seconda volta che l'assessore Andreolli svicola e non entra nel merito soprattutto su un problema molto grave come quello della casa di riposo di Trento. Con questa interrogazione a risposta immediata volevo ribadire ed evidenziare alcuni aspetti della questione: il primo, che dalla stampa locale si rileva che la Provincia e il Comune di Trento si rimpallano le responsabilità di scelta. Ricordo all'Assessore ed a chi ci ascolta, che l'assessore Andreolli aveva riferito che potrebbe essere modificata la destinazione dell'ex Ospedalino, trasformandola da RSA a struttura di lungodegenza, se il sindaco Pacher chiedesse per iscritto questo cambiamento, che non comporterebbe tra l'altro particolari adeguamenti interni all'edificio già attrezzato dal punto di vista sanitario. Il sindaco, d'altro canto, dice di essere disponibile al cambio di destinazione se l'assessore Andreolli è d'accordo. Quello che si rileva, quello che balza agli occhi dei cittadini è che, a parole, siete pronti a tutto ma intanto non vi parlate nemmeno e la sua risposta è evidente ed eclatante, e soprattutto non vi assumete le vostre responsabilità pur essendo compagni di partito.

Io mi domando, non lo so, forse è la prossima imminente scadenza elettorale delle amministrative che vi fa agire in questo modo e non vi fa prendere le decisioni più opportune? E' un peccato perché, ribadisco, l'allontanamento degli anziani dal centro per confinarli in collina, un'allocazione difficilmente raggiungibile, vuol dire costringere tra l'altro i tanti parenti, i familiari, i volontari che si recano dai loro nonni, parenti o genitori, al non lieve sacrificio di raggiungere quella struttura sia pur con il mezzo pubblico quando sarà attivato il servizio. Ho finito, signor Presidente, dicendo che tale comportamento dimostra la mancanza di rispetto per quei mille e seicento cittadini che hanno già firmato la petizione popolare e per tutti gli altri che vorrebbero una politica che sappia prendere le decisioni migliori anche se non condivise.

E' chiaro che non sono soddisfatto della risposta dell'assessore Andreolli su questo argomento. Grazie

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ESAME DELLA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA GIUNTA DELLE ELEZIONI E CONVALIDA DELL'ELEZIONE DEI CONSIGLIERI E DEGLI ASSESSORI PROVINCIALI DELLA XIII LEGISLATURA

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 Premetto di intervenire in questo dibattito nella mia qualità di componente della Giunta per le elezioni, nominato dal Consiglio provinciale assieme ad altri colleghi consiglieri nel dicembre 2003. Come sapete la vecchia “commissione di convalida” regionale è diventata “Giunta per le elezioni” con la nuova legge elettorale approvata nella scorsa legislatura e precisamente con l'articolo 22 bis della legge provinciale n. 2 del 5 marzo 2003. L'attuale legge elettorale ha dato luogo a numerose difficoltà interpretative, così che d'ora in poi fattispecie uguali rischiano di subire valutazioni diverse da parte delle varie Giunte per le elezioni. Le nuove norme permettono infatti a questo organismo di adottare nelle prossime legislature criteri e modalità di lavoro differenti rispetto a quelli da noi seguiti oggi, tali cioè da determinare disparità di giudizio non sempre giustificabili nella trattazione dei casi. Ora, se da un lato è chiaro che l'applicazione di una legge ad un caso concreto richiede sempre un processo interpretativo, tuttavia è altrettanto evidente che essa deve indicare un percorso il più possibile chiaro e lineare. Questo vale, a maggior ragione, quando si tratta di individuare i criteri di ineleggibilità alle massime cariche istituzionali della nostra Provincia. La necessità si impone sia a tutela del corpo elettorale che nel nominare i propri rappresentanti, esercita la responsabilità e la funzione più alta nell'ambito di un organismo democratico, sia a garanzia degli stessi candidati, che debbono avere ragionevoli certezze nel momento in cui si espongono al giudizio del corpo elettorale. Se questo non si verifica, e nel caso in questione, a distanza di un anno dalle elezioni emergono ancora posizioni di scarsa chiarezza, vuol dire che la norma è inadeguata o quantomeno equivoca, se non errata. Con ciò non voglio rimettere in discussione in questo momento l'intero impianto della nuova disciplina elettorale che senz'altro garantisce il corretto esprimersi della volontà democratica dei cittadini, bensì sottolineare come alcuni aspetti, quali le cause di ineleggibilità, abbisognano di una tempestiva revisione.

A questo proposito ribadisco la proposta da me già rivolta al presidente della commissione Turella di rendersi interprete e promotore delle modifiche emerse nel corso dei lavori della Giunta per le elezioni. E' chiaro che se questo non avverrà in tempi brevi, sarò partecipe e promotore di un'iniziativa legislativa in tal senso.

Dalla relazione accompagnatoria si evince che sono state esaminate tutte le posizioni dei consiglieri eletti e verificate le eventuali posizioni di incompatibilità o ineleggibilità. Per molti consiglieri l'analisi è stata veloce e per altri no. Le difficoltà interpretative della norma hanno rallentato i lavori, hanno amplificato il dibattito interno e hanno imposto l'applicazione di ulteriori criteri chiarificatori da seguire per chiudere le posizioni aperte. Ad esempio per verificare l'eventuale esistenza di “sussidi o altri benefici economici a carattere continuativo”, così come previsto dall'articolo 16 che disciplina l’ineleggibilità, si è deciso di prendere a riferimento l'anno solare di svolgimento della consultazione elettorale; per verificare l'eventuale esistenza di “finanziamenti”, di cui all'articolo 17 che prevede l'incompatibilità di cariche, si è fatto riferimento al periodo temporale successivo alla data di proclamazione degli eletti o di presentazione del giuramento. La rateizzazione dei contributi erogati dall'ente pubblico è stata esclusa come causa di ineleggibilità in merito a quanto previsto dall'articolo 16. I termini "benefici economici" o "finanziamenti" di cui agli articoli 16 e 17 sono stati intesi comprendendo tutti gli aiuti pecuniari pubblici quali sussidi, sovvenzioni, contributi, premi, indennizzi, eccetera.

Un altro aspetto importante esaminato dalla commissione riguarda le condizioni di ineleggibilità. Ricordo che l'articolo 15 definisce le cause di ineleggibilità alla carica di Presidente della Provincia e di consigliere provinciale. In particolar modo fra i soggetti non eleggibili alla carica di Presidente della Provincia e di consigliere provinciale si annoverano anche i dipendenti della Regione e della Provincia di Trento o dei rispettivi enti funzionali che rivestono qualifiche dirigenziali o che comunque siano preposti a servizi o uffici delle amministrazioni stesse; gli interessati devono risultare in aspettativa dalla data di accettazione della candidatura fino al giorno della votazione. E' proprio in questa fattispecie che ritengo ricada la posizione del collega consigliere dottor Parolari. Per questa posizione ho voluto che nella relazione compaia la dichiarazione di voto della quale vi do lettura, come è già stata letta dal collega e Presidente Turella. Scrivevo - ed ho voluto che rimanesse agli atti all'interno della relazione e sarà agli atti anche di questa discussione del Consiglio provinciale - in questa dichiarazione di voto scrivevo: "Ritengo che occorra considerare l'articolo 15 comma 1 lettera f) non solo nella parte in cui si stabilisce l'ineleggibilità per i dipendenti degli enti funzionali - e l'azienda provinciale per i servizi sanitari è un ente funzionale della Provincia - che rivestono qualifiche dirigenziali, ma anche laddove fa riferimento alla preposizione degli stessi a servizi o uffici. Anche qualora si voglia escludere l'applicazione della prima previsione normativa, si deve comunque ritenere che la posizione del consigliere Parolari rientri nella seconda fattispecie contemplata dalla normativa - e qua mi riallaccio alle riflessioni fatte anche dal collega de Eccher - la posizione di chiara ineleggibilità evidenziata sopra si scontra con i due pareri legali richiesti dalla Giunta per le elezioni, pertanto esprimo voto di astensione relativamente alla sola posizione del consigliere Parolari e voto favorevole sul rimanente testo della relazione".

Questa è una dichiarazione che è agli atti, è una dichiarazione di voto che è stata fatta dal sottoscritto all'interno della Giunta per le elezioni. Fin qui la mia dichiarazione di voto inserita nella relazione. Il Consiglio provinciale ora si deve esprimere sulla delibera proposta dalla Giunta per le elezioni senza alcuna differenziazione e discriminazione in merito alle posizioni dei consiglieri. Per questo - d'accordo con i colleghi consiglieri di Forza Italia - dichiaro e dichiariamo il nostro voto positivo al documento in esame, richiamando le opportune puntualizzazioni inserite nella relazione conclusiva e nel mio intervento in aula. Vi ringrazio per l'attenzione.

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 Grazie, Presidente. Brevi riflessioni: prima avevo chiuso il mio intervento considerando inscindibile il documento posto all'attenzione dell'aula senza alcuna differenziazione e discriminazione in merito alle posizioni dei consiglieri. Dopo alcuni approfondimenti con i funzionari del Consiglio, ho verificato che la votazione può essere fatta per parti separate, scindendo la sola posizione del collega Parolari, ed in questo modo ripristinare il voto della commissione allargandolo all'aula consiliare. Formulo questa richiesta a lei, presidente, di dividere il dispositivo del documento in due aspetti ben precisi: la posizione legata al collega Parolari e non me ne voglia il collega e il resto del parlamento. Ricordo, ed approfitto di questi pochi minuti che avanzano prima della chiusura della discussione generale su questo punto, che la mia posizione espressa in Giunta per le elezioni era stata di positività per tutti i consiglieri e per le loro posizioni e di astensione per il solo collega Parolari. Ribadisco il concetto che questi ragionamenti sono fatti al di là delle persone, sono concetti di ordine generale, pertanto il collega Parolari che è una persona intelligente, capirà. Chiedere questo vuol dire dare più chiarezza alle varie posizioni dei consiglieri all'interno di questo emiciclo. Grazie.