SEDUTA DEL 22 GIUGNO 2005

disegno di legge "Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale", nel testo unificato del disegno di legge n. 35/XIII, "Interventi per un sistema integrato di sicurezza in provincia di Trento", e del disegno di legge n. 65/XIII, "Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale"

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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Io desidero aggiungere un paio di riflessioni a quelle che avevo espresso nell’ultima tornata consiliare, nelle prime settimane di questo mese di giugno. L’obiettivo di questo disegno di legge, tra l’altro, è quello di estendere alla polizia municipale l’attività di controllo del territorio.

Avrei piacere che l’Assessore mi ascoltasse, perché sono delle riflessioni interessanti, secondo me, che voglio rimangano agli atti.

Dicevo, caro Assessore, che l’obiettivo di questo disegno di legge, come lei sa, tra l’altro, è quello di estendere alla polizia municipale l’attività di controllo del territorio, anche al di fuori del canonico orario d’ufficio. In altre parole, si vuole estendere il nuovo servizio di polizia territoriale sull’arco delle ventiquattro ore. Attualmente si riscontra - e lo posso dire perché ho avuto dei contatti e mi sono confrontato con degli operatori del settore - una grande incertezza negli operatori di polizia, in considerazione dello scarso addestramento fornito agli operatori stessi, dell’insufficiente tutela e protezione fornita dai diretti superiori in caso di situazioni particolari e pericolose, dei pochi incentivi che dovrebbero essere erogati per il porto della pistola, al quale è associato un aumento dei rischi e delle responsabilità. Non sono aspetti che mi invento, cerco di essere “altoparlante” degli operatori che operano in questo delicato settore.

Non possiamo sottacere che i nuovi compiti di polizia locale, che vanno a sostituire quelli precedenti, che prevalentemente consistevano nel controllo del traffico, aumentano il disagio e l’incertezza di molti vigili urbani. Per questi motivi - lo ribadisco - c’è bisogno di investire molto nella formazione degli addetti, perché questi si troveranno in futuro ad affrontare situazioni pericolose contro delinquenti senza scrupoli. Pertanto, se non sono formati, questi soggetti, questi operatori, questi vigili avranno delle grandissime difficoltà e magari un domani, io non lo auguro, può scapparci il morto, perché non sono preparati. La formazione deve essere veramente importante, deve essere fatta con serietà.

Oltre alla formazione degli addetti deve essere promossa una campagna di informazione verso i cittadini per informarli dei nuovi compiti e competenze che questa legge assegnerà alla polizia locale, al fine di creare quella necessaria collaborazione e fiducia reciproca tra vigile e cittadino, che permetta di limitare le paure e di aumentare la qualità della vita dei residenti nella nostra provincia.

Il fatto di cronaca relativo all’arresto, agli inizi di questo mese, a Tirana, in Albania, di altri due banditi responsabili di almeno trentasette rapine in ville del nord Italia - tra le quali anche quella dell’industriale trentino Marangoni, arresto avvenuto dopo quattro ore di sparatoria e grazie all’intervento dei corpi speciali della polizia albanese - ci fa dire che, purtroppo, la criminalità riesce ad organizzarsi e a reclutare nuovi elementi più velocemente di quanto riescano a fare lo Stato e la Provincia.

I recenti reati a sfondo sessuale, che hanno trovato ampia rilevanza sugli organi di informazione nazionali e locali, ci devono far riflettere onestamente e senza falsi pregiudizi sui concetti di solidarietà e di integrazione. Solidarietà, integrazione e parità di diritti e doveri per chi si integra con il lavoro e rispetta le regole, severità assoluta per chi delinque ed è clandestino. Voglio riportare alcune frasi pronunciate dal sindaco di Bologna Cofferati, che si aggiungono a quelle dell’altra volta in merito ai no-global, ai centri sociali e alle “tane liberatutto”, che avevo fatto in quest’aula per evidenziare il fatto che certi soggetti della nostra società sono impuniti, magari protetti politicamente, e pretendono di fare quello che vogliono in ogni momento. Cofferati dice: “Le politiche di accoglienza sono fondamentali, ma per essere efficaci hanno bisogno di una crescita della cultura della legalità, che vale per i cittadini nati qui e per quelli che ci arrivano”. Ancora: “La sinistra ha un problema su questi temi. Per qualche tempo si è radicata l’idea che solidarietà e giustizia sociale possano per loro natura prescindere dalla legalità. La sinistra radicale non si rende conto che il bisogno di sicurezza è una delle esigenze dei suoi elettori”.

Guardate che io giro il Trentino ogni sera, a destra e a manca, e il problema più sentito dai cittadini è quello della sicurezza. Vedono certi soggetti sulle roste dell’Adige che vanno a cercare cose strane nelle fessure dei muri e hanno paura. I cittadini del Trentino stanno maturando una paura che deve essere limitata, contenuta e, se possibile, annullata.

La Provincia di Trento non sarà sempre un’isola felice, immune da fenomeni di delinquenza. Basta leggere i giornali delle ultime settimane: “Sono rumeni i malviventi dell’assalto a casa Widmann, in Val di Non”, “Venduta per mille euro e violentata: ragazza rumena vittima di un albanese senza scrupoli”, questi sono i titoli dei giornali degli ultimi giorni. E’ di oggi la notizia: “Lite finisce nel sangue. Marocchino nei guai. E’ successo sabato scorso a Dro: in tre all’ospedale”.

Voglio leggervi infine, approfittando dell’articolo 10, che assegna le funzioni alla polizia locale, quanto emerge dal rapporto della DIA (Direzione investigativa antimafia) in merito all’identikit del criminale albanese: “Il criminale albanese si distingue per efferatezza, crudeltà e ferocia. Le attività criminali vengono condotte in gruppi più o meno organizzati, che appaiono feroci, determinati e possono contare su una manovalanza affamata e disposta a morire per pochi soldi”. Il fatto del barista di Varese, ucciso con una coltellata da due albanesi, fa riflettere e ci fa chiedere alle forze di polizia e territoriali controlli a campione, perché moltissimi extracomunitari portano con sé come minimo un coltello a serramanico, e questo bisogna dirlo, non bisogna avere paura, perché è una realtà, e lo vediamo, perché in tutte le liti, in tutti i fatti malavitosi o di conflittualità, anche all’interno degli extracomunitari, il più delle volte la questione finisce all’ospedale.

Cari colleghi, aprite gli occhi e diradate la nebbia del falso buonismo che ci avvolge. Grazie.

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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Pensavo di parlare dopo il collega Catalano, ma questi ha preferito parlare come ultimo. Io voglio ribadire alcuni concetti, brevemente, in dichiarazione di voto.

Negli ultimi anni, anche nella società trentina, emerge crescente la domanda di sicurezza. Si sta affermando sempre più il diritto alla sicurezza. La criminalità diffusa, la microcriminalità, l'inciviltà, il disordine urbano stanno preoccupando i cittadini con una paura sempre più evidente. I recenti fatti a sfondo sessuale di violenza gratuita, anche nella nostra provincia, dovrebbero far riflettere su aspetti quali prevenzione ed educazione alla legalità, tutti concetti già richiamati in discussione generale. Ribadisco una frase: solidarietà, integrazione e parità dei diritti e doveri solamente per chi si integra con il lavoro e rispetta le regole; severità assoluta per chi delinque ed è clandestino. Secondo me questi sono punti di partenza di una società democratica che permettono ai propri cittadini di vivere onestamente e senza preoccupazioni.

Il disegno di legge che abbiamo esaminato in Consiglio provinciale trova il nostro consenso in questa fase della discussione, cioè in dichiarazione di voto. Rimangono alcune perplessità in merito all'eccessiva burocrazia e ai probabili alti costi di funzionamento del sistema e al potenziale clientelismo che potrebbe nascere dall'applicazione poco attenta di alcuni articoli in cui si prevedono i cosiddetti "interlocutori privilegiati". Questa riflessione l'ho già fatta in discussione generale, a cui rimando per un approfondimento. In ultimo, ma non meno importante, l'aspetto legato alla formazione degli addetti, che deve essere svolta con attenzione al fine di garantire sicurezza, non solo ai cittadini tutti, ma anche nei confronti degli stessi vigili urbani in attività di polizia territoriale. Forza Italia - concludendo - voterà a favore di questo disegno di legge. Grazie.