SEDUTA DEL 9 GIUGNO 2005
disegno di legge "Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale", nel testo unificato del disegno di legge n. 35/XIII, "Interventi per un sistema integrato di sicurezza in provincia di Trento", e del disegno di legge n. 65/XIII, "Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale"
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DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, desidero anch'io portare un contributo alla discussione in aula su questo argomento importante, ovverosia la sicurezza di noi tutt
SEDUTA DEL 9 GIUGNO 2005
i cittadini residenti e non in Trentino.
Il testo unificato dei due disegni di legge numero 35, interventi per un sistema integrato di sicurezza in provincia di Trento, e numero 65, promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale, vuole dare risposta, come già è stato fatto in parecchi comuni e province italiane, all'emergente e crescente domanda di sicurezza che proviene dalla società trentina. Il testo unificato va a sostituire e ad integrare le norme esistenti che già hanno permesso di far partire il “progetto sicurezza del territorio”, approvato con delibera della Giunta provinciale nell'ottobre 2002, in cui sono stati assegnati finanziamenti agli ambiti dell'alta Valsugana e di Lavis-Valle di Cembra, rispettivamente con 524.000 euro al primo e 872.000 euro al secondo. Il sistema di sicurezza è rappresentato dalle politiche sociali, di sviluppo e di prevenzione, che sono finalizzate all'incremento della sicurezza nel territorio provinciale, con riferimento alla riduzione dei fenomeni di illegalità e di inciviltà diffusi.
Noi valutiamo positivamente tutti gli interventi che si pongono l'obiettivo di migliorare la vivibilità e di contrastare in maniera efficace quei fenomeni di criminalità diffusa, di inciviltà, di disordine urbano e di conflittualità sociale, che aumentano la percezione soggettiva di insicurezza. E' evidente che all'aumento della criminalità fa seguito l'accentuazione del senso di insicurezza avvertito dai cittadini. Ultimamente si sta affermando l'idea di un “diritto alla sicurezza”, esigenza sempre più sentita dai cittadini. La microcriminalità, i cosiddetti soft-crime, ossia i reati di non eccessiva violenza o comportamentI non sempre costituenti reato, ma costituenti espressione di inciviltà, penso ad esempio agli schiamazzi, alle molestie alle persone, all'abbandono dei rifiuti ed altro, generano nei cittadini un sentimento di demoralizzazione e di abbandono. Nel capoluogo è stata recentemente attivata la figura del poliziotto o carabiniere di quartiere. Questa figura è stata apprezzata sia dai cittadini che dagli operatori economici, in quanto capace di esercitare un'azione di controllo capillare, orientata alla prevenzione dei reati e soprattutto ad essere un punto di riferimento immediato per la cittadinanza. E' necessario prevenire per contrastare tutte le forme di mobilità sociale, immigrazione illegale, devianza e marginalità.
L'intervento delle istituzioni non deve di certo manifestarsi con uno “stato di polizia”, ma investendo nella prevenzione, attivando quelle iniziative atte ad un monitoraggio diretto del territorio, ottenuto con il coinvolgimento e la confidenza dei cittadini, al fine di conoscere le preoccupazioni, i malesseri o le situazioni di precarietà che generano incertezza.
Il tema di fondo è quello dell'educazione alla legalità, che avviene con una politica di non tolleranza verso la criminalità e la microcriminalità, o verso quelle forme di disordine sociale, che trovano impunità e protezione anche politica, al limite della legalità, di cui abbiamo fulgidi esempi nei no-global, nei disobbedienti, nei centri sociali e nelle varie “tane” che vorrebbero liberare tutti dall'imperialismo americano, da Berlusconi, ma soprattutto dai doveri, ai quali tutti i cittadini residenti in uno stato democratico dovrebbero sottostare. Secondo questi ultimi ci sono solo diritti, ma nessun dovere. Personaggi questi che si sentono forti e protetti, pertanto ritengono e pretendono di poter fare quello che vogliono, che riescono a condizionare anche lo svolgimento delle manifestazioni a valenza nazionale. Penso, ad esempio, alla Festa della Repubblica, non celebrata il 2 giugno scorso.
Le recenti dichiarazioni di Sergio Cofferati in relazione agli inquilini dei centri sociali e di un certo mondo movimentista bolognese dovrebbero far riflettere il mondo della sinistra italiana. Lo stesso Cofferati, infatti, dice: "Non si può essere lassisti e tolleranti a tutti i costi, fare buon viso ad un gioco che si rileva ogni giorno più cattivo e più perverso, con situazioni di illegalità fiancheggiate da chi non riesce a dire una parola per condannarle, perché la colpa è sempre della società. Quindi chiudiamo un occhio e continuiamo così".
Alcune indagini hanno evidenziato come i cittadini chiedano maggiore sicurezza ai soggetti istituzionali che sentono più vicini; conseguentemente emerge la centralità delle amministrazioni locali. I corpi di polizia locale dovranno, quindi, dare risposte precise alle esigenze identificabili nei fenomeni di devianza sociale (alcolismo, tossicodipendenza), di illegalità (danni al patrimonio, occupazione di edifici pubblici), di criminalità comune (scippi, furti, atti vandalici, immigrazione illegale, bande giovanili e teppismo), di criminalità economica organizzata ed infine alla carenza nel controllo sociale (aree degradate, stati di povertà, eccetera).
Il corpo di polizia locale non dovrà esaurirsi solamente nel comminare multe ai conducenti degli automezzi. Tra i compiti che saranno affidati al servizio di polizia locale ricordo, oltre della prevenzione e repressione delle infrazioni alle norme di polizia locale, la vigilanza sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti, delle ordinanze e dei provvedimenti amministrativi emanati dalle competenti autorità, la vigilanza sull'integrità e conservazione del patrimonio pubblico, la predisposizione e la collaborazione alle operazioni di protezione civile di competenza comunale, l'esercizio delle funzioni tecniche di controllo in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti e il controllo del rispetto delle norme in materia urbanistico-edilizia, le funzioni di polizia giudiziaria e le funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, il supporto alle attività di controllo spettanti agli organi preposti alla vigilanza in materia di lavoro e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Ai comuni viene dato la titolarità delle funzioni di polizia locale urbana e rurale. Il progetto prevede una riorganizzazione del servizio in forma intercomunale attraverso la suddivisione del territorio in ambiti e distretti e di dotare il territorio provinciale di qualificati servizi di polizia locale in sinergia con le forze di polizia nazionali. Vengono anche previsti e regolamentati la formazione e l'aggiornamento professionale della polizia locale. A tal fine la Provincia promuove l'organizzazione di corsi di preparazione ai concorsi per l'assunzione del personale da adibire a funzioni di polizia locale, promuove altresì la formazione e l'organizzazione di specializzazione, corsi che potranno essere organizzati direttamente dalla Provincia, dai singoli comuni o associati, ovvero da strutture convenzionate. Lo spazio urbano, penso ai parchi pubblici, ai giardini e ai quartieri, devono ritornare ad essere un luogo di incontro, un luogo non soggetto a vandalismi e a comportamenti incivili. I parchi pubblici, le rive dei fiumi devono ritornare luoghi tranquilli e sicuri per tutti i cittadini, a qualunque ora del giorno e della notte. E' con favore che vengono valutati gli interventi che promuovono e incentivano l'educazione, la legalità e la corretta convivenza dei e tra i cittadini.
Un maggiore controllo del territorio permetterà una maggiore identificazione degli autori di reati, di quella microcriminalità per la quale la minaccia di una sanzione non vale più come controstimolo alla commissione della violazione di legge.
Preoccupante è quanto emerge dal sesto rapporto di Transcrime. Quasi il 50 per cento dei giovani ammette la possibilità di infrangere la legge, solo per il 58 per cento di loro le norme vanno rispettate in quanto tali, quindi in ogni occasione. E' in aumento il numero delle lesioni dolose, dei furti in auto, non dei furti d'auto, e delle rapine telematiche. Dal 2002 al 2003 i reati in Trentino sono aumentati del 33 per cento. Mai, ha riferito il direttore di Transcrime, Ernesto Savona, era stata fatta una ricerca sistematica sui giovani e sul loro rapporto con la legalità. Dall'intervista su studenti minorenni emerge che più di uno su cinque ritiene che insultare un vigile troppo fiscale sia un comportamento accettabile. Anche la fiducia istituzionale appare molto bassa, quasi un ragazzo su tre sembra più propenso a farsi giustizia da solo piuttosto che appellarsi alle leggi. A scuola i giovani assistono a prese in giro, insulti, emarginazioni, perfino minacce. Più di un giovane su dieci pensa che non sia mai il caso di aiutare una vittima del bullismo. Il 47 per cento difenderebbe un coetaneo preso di mira solo se si trattasse di un amico.
Di rilievo è anche l'interesse proposto all'assistenza e all'aiuto delle vittime dei reati. L'intervento della Provincia in favore delle vittime dei reati, intervento che si espliciterà nella promozione della realizzazione di sportelli di assistenza e di aiuto; tale attività di informazione e di assistenza è rivolta sia allo svolgimento di attività amministrative connesse alle opportunità di accesso ai servizi e alle provvidenze di carattere pubblico, che possano aiutare a ridurre il danno subìto, che all'assistenza psicologica, nonché all'assistenza e orientamento all'accesso e alle prestazioni dei vari servizi pubblici, volte alla cura e all'aiuto alle vittime dei reati, con particolare riferimento alle categorie più deboli e alle vittime di violenze e reati gravi.
Positivamente viene valutata la modalità di attuazione del servizio svolto dalle forze dell'ordine, ai sensi dell'articolo 17, eccetera, della legge 128/2001, al domicilio dei soggetti portatori di handicap, nelle persone anziane o altrimenti impedite vittime dei reati, per stendere e ricevere la denuncia dei reati stessi. Le competenze della polizia locale sono ampie e interessano vari aspetti. Servizi di polizia locale saranno coordinati tramite raccordo telematico, al fine di garantire lo scambio di informazioni. E' prevista anche l'istituzione di un numero telefonico unico attraverso il quale attivare il servizio di polizia locale.
Gli adempimenti previsti dalla legge porteranno un notevole incremento di carichi di lavoro e di costi per le amministrazioni sia provinciali che comunali. Se da un lato si può dare un giudizio positivo in merito alle finalità proposte dal disegno di legge e ad alcune metodologie operative, dall'altro evidenzio le nostre perplessità in merito all'aspetto burocratico e consulenziale del sistema integrato di sicurezza proposto. Per realizzare le finalità, che, ripeto, sono pienamente condivise, viene creata una impalcatura, un apparato burocratico mastodontico, che appesantisce la funzionalità e la gestione degli strumenti posti in essere e che nasconde un sistema potenzialmente clientelare, che prevede il coinvolgimento dei cosiddetti “interlocutori privilegiati”, così come previsto dall'articolo 3.
L'impalcatura normativa prevede l'istituzione della conferenza provinciale per l'attuazione di politiche integrate per la sicurezza, presieduta dal Presidente della Provincia e partecipata da altri soggetti, penso all'osservatorio per la sicurezza, penso al comitato tecnico di polizia locale, eccetera. Il governatore Dellai e la sua Giunta ormai ci hanno abituati ad una strettissima collaborazione con l'università e alla realizzazione di strutture o enti collegati utili a sistemare gli amici o ad erogare consulenze.
Un'organizzazione così strutturata non può non farmi pensare a quanti comitati e osservatori saranno creati e alle molte consulenze affidate. Quanti contributi saranno distribuiti ai vari soggetti che la Provincia e i comuni individueranno quali interlocutori privilegiati tra le associazioni e le organizzazioni di volontariato e le associazioni private che svolgono attività di carattere sociale? Associazioni e organizzazioni magari già finanziate con altri capitoli di bilancio per le stesse attività di politica sociale.
Quanti incarichi, e soprattutto a chi, saranno affidati dalla Provincia per la realizzazione di studi, monitoraggi e altro, e quanti di questi progetti rimarranno nel cassetto. Incarichi assegnati per espandere il già notevole numero di consulenze che vengono affidate annualmente? Esistono già organismi che si occupano e fanno ricerche in materia, penso a Transcrime.
Occorre, pertanto, eliminare i doppioni, facendo rientrare all'interno degli organismi previsti dalla legge in esame tutti i soggetti che si occupano di sicurezza territoriale, in particolar modo quelli che elaborano rapporti, progetti, statistiche o altro e che sono finanziati abbondantemente dalla Provincia.
Infine è bene ricordare che ad ogni corpo di polizia locale è proposto un comandante e che ogni corpo di polizia locale deve essere composto da almeno sette addetti, per un totale, come si rileva dal progetto sicurezza del territorio elaborato dal servizio autonomie locali, di 747 persone, che si vanno a sommare alle seimila e passa persone dell'organico provinciale.
Il nostro voto a questo disegno di legge, salvi imprevedibili stravolgimenti, sarà positivo, perché le finalità, come già detto, sono pienamente condivisibili. Rimaniamo però perplessi, invece, per l'eccessiva burocrazia, per i tanti organismi previsti nel testo di legge, che potrebbero essere ridotti utilizzando le strutture e gli organismi già esistenti, sia statali che provinciali o collegati e/o finanziati dalla Provincia.
Esprimo, infine, timore per il sistema potenzialmente clientelare previsto in norma, che prevede il coinvolgimento dei cosiddetti “interlocutori privilegiati”, che con consulenze o altro aspettano anche questo disegno di legge per spartirsi una parte di torta, ossia qualche capitolo del corposo bilancio provinciale. Grazie.