SEDUTA DEL 15 LUGLIO 2008
disegno di legge "Iniziative di sostegno alla produzione e all'utilizzo ecologico di biomassa legnosa per scopi energetici" nel testo unificato dei disegni di legge: n. 294/XIII, "Interventi per lo sviluppo della produzione e dell'utilizzo di biomasse legnose a fini energetici, nonché per la diffusione di impianti di riscaldamento alimentati dalla combustione delle biomasse ligno-cellulosiche", n. 226/XIII, "Iniziative di sostegno alla produzione e all'utilizzo di biomasse legnose per scopi energetici", n. 300/XIII, "Valorizzazione dell'utilizzo ecologico della biomassa legnosa ai fini energetici. Incentivi per la produzione e l'utilizzo di pellet"
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PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il consigliere Delladio: ne ha facoltà.
DELLADIO (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, il
testo unitario che stiamo esaminando, approvato dalla Seconda commissione
permanente, che risulta dalla fusione di ben tre disegni di legge, mi dà
l'opportunità di sottoporre alla vostra attenzione e sviluppare alcune
riflessioni maturate in merito a questa normativa.
La prima osservazione che voglio evidenziare riguarda la forma, o, meglio, la modalità con cui è stato elaborato il disegno di legge di cui ci stiamo occupando. Questo provvedimento aggiunge, infatti, un'ulteriore disciplina alle norme già esistenti, mentre sarebbe stato più serio intervenire, a proposito di questo tema, attraverso emendamenti mirati e coordinati, per perfezionare le leggi di riferimento, che comunque vengono richiamate negli articoli o emendamenti previsti per la copertura degli oneri necessari in vista dell'attuazione della proposta. Da questo punto di vista ritengo che avrebbe avuto molto più senso predisporre un testo di tipo emendativo e non innovativo, orientato alla razionalizzazione e non ad una deleteria proliferazione delle normative. Bastava selezionare concetti chiari e puntuali, secondo un criterio ripetutamente raccomandato e sollecitato dal gruppo per la semplificazione normativa, di cui sono stato promotore e del quale risulto tuttora componente.
Credo che le indicazioni fornite dal gruppo per la semplificazione normativa, anche in ordine a questo importante argomento, non potevano e non dovevano essere trascurate, come invece è accaduto. Intendo dire che questo dispositivo avrebbe potuto figurare tranquillamente tra i titoli o i capi della legge provinciale n. 14 del 29 maggio 1980, esplicitamente dedicata alla stessa materia di cui stiamo discutendo. Il titolo della normativa vigente è infatti "Provvedimenti per il risparmio energetico e l'utilizzazione delle fonti alternative di energia". Perché sfornare una nuova legge, quando già esiste uno strumento adeguato che si presta quindi, come in questo caso, per eventuali aggiornamenti? Credo, insomma, che non vi sia stata un'adeguata ponderazione di questo aspetto metodologico, la cui rilevanza oggi è sbagliato sottovalutare.
Ciò premesso, mi addentro brevemente nel merito di questa proposta, che definirei sia estiva sia - almeno in parte - a sfondo elettorale, i cui contenuti e le cui implicazioni mi inducono comunque, nonostante le perplessità appena espresse, a ritenere meritevole di un voto positivo.
Il mio giudizio favorevole a questo disegno di legge nasce soprattutto dalla convinzione che oggi sia particolarmente necessario mettere in campo un forte impegno finalizzato al recupero degli scarti della lavorazione del legno e dei residui delle attività agroforestali per scopi energetici. In questi ultimi decenni le foreste del Trentino hanno, infatti, subìto un notevole processo di degrado per la mancanza o l'insufficienza di un'opera di pulizia del sottobosco, che una volta era legata alla pastorizia e all'allevamento. Chi un tempo possedeva stalle e allevava capi bovini ed ovini doveva provvedere alla manutenzione e pulizia con il rastrello di cospicue aree di pascolo in funzione della quantità di bestiame posseduta. Ogni comunità provvedeva a determinare le superfici utili al pascolo e alla conservazione di questi territori nel tempo, con un'opera di pulizia e opportuni tagli delle nuove piante. Si frapponeva in tal modo un prezioso ed utile argine all'altrimenti inesorabile avanzare del bosco. L'avvento e lo sviluppo del turismo, la progressiva riduzione dell'attività agricola e di allevamento, prima diffusa e poi sempre più concentrata esclusivamente in alcune stalle di grandi dimensioni, sono fenomeni che hanno portato ad una diversa e meno assidua gestione del pascolo e conseguentemente anche del patrimonio boschivo, in cui si identifica buona parte del territorio provinciale.
Così come è accaduto per le zone prative, anche i boschi hanno patito gli effetti di questa trasformazione dell'economia, andando verso un lento degrado, determinato dalla scarsa utilizzazione di queste risorse e dall'incuria. Basti pensare alla totale scomparsa della consuetudine - un tempo normale, soprattutto per le famiglie residenti nelle località trentine di montagna - di recarsi nel bosco per raccogliere la legna necessaria per riscaldare le abitazioni.
La conseguenza più vistosa di questo distacco dell'uomo dall'ambiente boschivo è identificabile nella moltiplicazione dei cascami legnosi delle piante sparsi sul terreno. I cascami rendono problematico l'attraversamento dei boschi, che diventano sempre più impenetrabili e meno accoglienti anche dal punto di vista turistico.
Ad accentuare questa situazione di degrado si aggiunge l'utilizzo del gasolio e del metano, almeno laddove esistono reti di distribuzione, perché questi combustibili hanno determinato il definito superamento delle tradizionali forme di riscaldamento a legna delle abitazioni.
Se da un lato si registra questo radicale mutamento, dall'altro, a seguito del progressivo incremento del prezzo dei prodotti petroliferi, si nota una sia pur lieve tendenza a recuperare le forme e i mezzi di riscaldamento caratteristici del passato ed in particolar modo delle stufe ad olle. Questo progetto di legge contribuisce indubbiamente a questa riscoperta, favorendo un lento e più consapevole ritorno alle origini. Ma poiché i tempi sono comunque cambiati, appare indispensabile disciplinare il ritorno alla pulizia dei nostri boschi a fini energetici, così da garantire il miglioramento e non il saccheggio del grande patrimonio ambientale che ci è stato consegnato dalla natura, tramandato intatto dai nostri avi. Patrimonio che costituisce una delle più grandi ricchezze del Trentino. Una ricchezza che, anche con il sostegno della politica, è nostro preciso impegno trasmettere integra e - perché no? - ancor più curata rispetto al passato alle future generazioni.
Per queste ragioni, riconducibili anche alla mia provenienza da una valle la cui popolazione è cosciente di quanto i boschi ed i pascoli siano preziosi per il futuro del territorio e dell'economia, sono convinto della bontà di questo testo, per l'approvazione del quale preannuncio fin d'ora anche il mio voto favorevole. Grazie.