Seduta n° 47 del 23 marzo 1995

Voto n. 9, presentato dai consiglieri regionali Moser, Bolzonello, Delladio, Benedetti e De Stefani, riguardante l'apertura di una casa da gioco nel territorio delle Province autonome di Trento e di Bolzano.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi e distinti colleghi, per parlare del tema "case da gioco" sono andato a leggere gli interventi della X^ commissione a livello parlamentare nelle sedute che vanno da settembre ad ottobre del 1994 ed ho riscontrato che tutti i partiti, dal partito popolare al centro cristiano democratico ed altri si sono espressi a favore della regolamentazione dell'istituzione delle case da gioco in Italia, perciò ritengo che sia implicito l'accettazione del tema "case da gioco".

Le case da gioco non sono un problema prioritario, però bisogna affrontarlo parallelamente agli altri, quali la casa, la scuola, il lavoro ed altro. Il gioco d'azzardo è un problema che esiste nella nostra società in una forma sommersa ed ha dimensioni rilevanti e la criminalità organizzata effettua tutta l'attività di controllo del gioco d'azzardo. Vorrei dire che non bisogna dimenticare che il gioco d'azzardo non autorizzato è la fonte di guadagno più consistente della malavita, pertanto occorre, per sanare un grave problema sociale, eliminare il gioco clandestino e quindi il riciclaggio del denaro sporco, regolamentando di fatto tale attività.

Noi vediamo anche che lo Stato italiano ha delle grosse difficoltà finanziarie, deve inventare nuove tasse ed ultimamente sto leggendo il libro bianco di Tremonti, per vedere la proposta fatta a suo tempo dall'ex ministro in tema di tasse e si riscontra che imposte e tasse esistenti sono molte, oltre 120, dopo bisogna aggiungere 90 voci di tariffe di concessioni governative, 22 articoli di registro, 32 articoli del bollo, pertanto la materia è molto complessa e notevole.

Per contribuire e sanare l'economia e per permettere un reddito alle comunità locali è importante valutare positivamente l'apertura di case da gioco sul territorio nazionale e conseguentemente è importante affrontare anche il discorso a livello regionale. Regolamentare l'istituzione delle case da gioco può consentire il raggiungimento di finalità socialmente utili, può provocare occupazione diretta ed indotta, può rilanciare le aziende del settore ricettivo, ristoranti ed altre attività. Inoltre si avrebbero introiti per le casse comunali, provinciali, regionali e statali, da non disprezzare in questo momento, dove siamo alla ricerca di nuove entrate e dove puntiamo anche sul contenimento delle spese.

Vorrei ricordare che a Seefeld, da 15 anni a questa parte, le tasse e i tributi comunali non sono mai stati aumentati e noi sappiamo che Seefeld è sede di una casa da gioco molto vicina all'Italia. E' comprensibile il timore che una casa da gioco porti all'incentivo, al vizio e al malcostume, all'incremento della delinquenza e altro, ci vuole sicuramente una regolamentazione molto severa. L'Italia è il primo paese al mondo ad esportare giocatori turisti all'estero, invece di importare turismo e flussi finanziari dall'estero, noi esportiamo appunto questa materia prima, turismo e denaro; con una buona legge si azzera il sommerso e l'illecito, si dà impulso al turismo e alle imprese alberghiere, in modo particolare nella nostra regione, che si basa precipuamente sul turismo, ad una vocazione prettamente turistica, pertanto la regione si presta a questo tipo di proposta.

Sappiamo che il codice penale vieta il gioco d'azzardo e sappiamo anche che in Italia ci sono quattro case da gioco, Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia e sono ubicate nel nord d'Italia; ultimamente leggevo che Campione presenta una rendita di 120 miliardi all'anno, pertanto un cospicuo introito per le casse comunali.

Sappiamo che i provvedimenti normativi che istituiscono le case da gioco si riferiscono agli anni 1927-1933-1936 e vanno in deroga alle norme generali, queste norme sono delle contorsioni legislative per poter mantenere aperte le case da gioco in queste località, perché il gioco d'azzardo è vietato, come sappiamo, dagli artt. 718-719-720-721 e 722 del Codice penale. Vediamo che ci sono delle sentenze della Magistratura che considerano la tombola come gioco d'azzardo, inoltre lo Stato italiano organizza e autorizza tanti giochi con cospicui introiti per i bilanci dello Stato, esiste il gioco del lotto, le lotterie nazionali, il totocalcio, il TOTIP e enalotto, viene fatta pubblicità alla vendita di tali biglietti tramite i mezzi televisivi e non solo, in poche parole lo Stato gestisce circa 8 mila miliardi per questi giochi leciti, ultimamente basta vedere il gioco "gratta e vinci" quanto consenso trova nella popolazione.

L'Inghilterra, la Spagna, la Germania, la Francia, il Portogallo hanno già normato sull'argomento, l'Austria presenta 12 casinò, concede licenze di sale da gioco anche negli alberghi, per questo non ha perso il suo rigore morale e la sua dignità sociale; la Francia fino al 1980 ha autorizzato 159 case da gioco; in Germania troviamo case da gioco gestite da privati, oltre che dal Ministero delle finanze e gli introiti devono essere destinati per scopi di pubblica utilità; troviamo case da gioco in Slovenia, in Croazia, che sono piene di italiani, i nostri confini sono circondati da case da gioco, con la conseguente, forte emorragia di valuta verso l'estero.

Leggevo ieri un articolo sul giornale. In Svizzera il popolo elvetico è stato chiamato alle urne per cancellare, come di fatto ha cancellato, l'art. 35 della Costituzione, che vietava il gioco d'azzardo ed è stato deciso che 13 saranno le case da gioco in Svizzera e che gli introiti serviranno per aumentare i fondi pensione per gli elvetici di una certa età, anziani.

Vorrei sottoporre all'aula anche un'altra visione del problema, aggiungendo ulteriori considerazioni, dicendo che esperti del settore turismo dicono, sulla base di dati storici, economici ed altro, che esiste un ciclo di vita di un'area turistica, un ciclo che presenta diverse fasi: una fase iniziale dove si evidenzia un tasso di crescita delle presenze turistiche con conseguenti trasformazioni ambientali, pertanto costruzione di impianti di risalita, seconde case e strutture di accoglienza ed altro, fino ad arrivare al massimo delle proprie potenzialità di quella località turistica, dove non si possono più fare impianti a fune, piscine, stadi del ghiaccio, teatri, discoteche ecc., perché la situazione territoriale è satura. Raggiunto questo limite subentra la fase di declino e se non si intraprende la strada del rinnovamento a livello turistico di certe zone, offrendo prodotti di qualità, si ha l'annullamento, oppure la decadenza turistica di tali zone.

Pertanto l'istituzione di un casinò municipale porterà sicuramente al rinnovamento turistico della zona interessata, con un allungamento della stagione turistica e pertanto si avrebbe il riempimento di vuoti stagionali. Molte località in Trentino vorrebbero ospitare un casinò. Io provengo dalla valle di Fiemme, laddove un nostro recente sondaggio a campione ha determinato che il 70% dei cittadini era favorevole per un casinò. A Cavalese esiste una struttura che si presta a tale attività; esiste un centro stampa, è un edificio nuovo, sottoutilizzato, trova delle difficoltà di utilizzo. E’ un edificio costruito nel 1991 per i mondiali di sci nordico per la valle di Fiemme e pertanto è disponibile a tale iniziativa. Inoltre voglio ricordare che già da decenni in valle si parla di case da gioco, non solo in valle di Fiemme, ma anche in altre località del Trentino, comunque in modo particolare a Cavalese. E' sorto un comitato e ultimamente il comune si è espresso positivamente istituendo una commissione di analisi per la fattibilità di tale iniziativa.

Ritengo sia importante tener conto anche di questo quando si dovranno identificare le località sedi delle case da gioco in regione ed in Trentino in modo particolare.

Un'ultima cosa ritengo sia opportuno evidenziare, per superare le difficoltà di scelta delle località ove ubicare le case da gioco, ritengo che si debba ricorrere ad un'alternanza periodica fra due località all'interno della stessa provincia, un'alternanza stagionale, in modo da rianimare le stagioni morte delle varie località. Questa è un'ipotesi che dopo potrà essere ripresa in sede di definizione delle sedi per i casinò. Una stagione potrebbe essere in valle di Fiemme, a Cavalese, supponiamo l'invernale, ed in prossimità del lago di Garda un'altra stagione, in alternanza fra le due località. Per questo motivo prima avevo proposto una modifica alla mozione iniziale, inserendo appunto la possibilità di una casa da gioco almeno per ciascuna provincia e in alternanza nelle stesse province, successivamente ho firmato la proposta di mozione assieme ai colleghi Moser ed altri. Vi ringrazio.