Seduta n° 53 del 18 maggio 1995
Voto n. 5, presentato dai consiglieri regionali Tretter, Andreotti, Grandi, Kasslatter Mur, Durnwalder e Alessandrini, riguardante le targhe automobilistiche previste dal nuovo codice della strada.
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, anch'io sosterrò questo Voto, però vorrei anche ricordare brevemente qual è il simbolo della provincia di Trento, che è inquartato con il simbolo del Sudtirolo. Lo ricordo sempre quando gli scolari e gli studenti vengono in visita al palazzo per conoscere le istituzioni; ricordo che l'aquila, simbolo della provincia di Trento, è l'aquila di San Venceslao, che per noi dovrebbe essere il simbolo del Trentino, la nostra bandiera, nella quale ci riconosciamo. L'aquila di San Venceslao: perché San Venceslao era il protettore della Boemia, attuale Cecoslovacchia, ed era il paese dell'Imperatore, re di Boemia, Giovanni di Lussemburgo, che ha concesso tale simbolo con una pergamena, al Principe Vescovo di Trento, Nicolò da Brno, che è il capoluogo attuale della Moravia, nel 1337. Questo diploma - parlo per il Trentino, si intende - è stato trovato da Padre Frumenzio Ghetta nel 1971, un nostro studioso, proveniente da Vigo di Fassa, in Val di Fassa, molto valido: è uno dei nostri storici trentini.
Volevo descrivere anche brevemente come si presenta quest'aquila, che è il nostro simbolo. E' un'aquila di colore nero, con il perimetro contornato in rosso con delle fiammelle, circa 420, presenta dei trifogli e delle fasce dorate, ha il rostro e le zampe dorate e volevo ricordare, come ricordo agli studenti quando vengono in visita, che esiste una differenza fra l'aquila riconosciuta dalla provincia autonoma di Trento come proprio simbolo con il DPR del 4 gennaio 1988, n. 47, quest'aquila - dicevo - presenta delle differenze fra l'aquila originale e quella riconosciuta dalla provincia, differenze che si identificano negli artigli: l'aquila originale è senza artigli, l'aquila che troviamo sulla bandiera della provincia autonoma di Trento presenta gli artigli, forse per dargli un po' più di grinta e di forza.
Un'ultima informazione, che può essere interessante, è che a Cavalese ultimamente sono stati scoperti degli affreschi sulla canonica vecchia e fra questi affreschi c'è un riquadro probabilmente coevo al diploma della concessione del simbolo al Principe Vescovo nel 1337 o pochi anni dopo. E l'unica aquila che io sappia in Trentino che assomiglia moltissimo a quella riprodotta sul diploma: ha i contorni rossi, il becco e i trifogli e le fasce dorate, è nera e probabilmente è l'unica in Trentino attualmente scoperta, perché nel corso degli anni si è tramandata, però ha perso le caratteristiche iniziali, non per niente la troviamo raffigurata con delle fiammelle rosse sul petto, però mai come l'originale.
Pertanto dico che è opportuno innanzi tutto conoscere - non voglio essere un esperto - le nostre origini, le nostre caratteristiche e ritengo che l'aquila di San Venceslao, assieme all'aquila del Tirolo, inquartata nello stemma del Consiglio regionale sia una cosa da tenere in considerazione, da fare nostra come riferimento e ritengo che questo stemma compaia sulle targhe e vi sia riprodotto.
Pertanto voterò a favore di questo Voto. Grazie.