Seduta n° 71 del 17 novembre 1995
Disegno di legge n. 59: Bilancio di previsione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige per l'esercizio finanziario 1996 e bilancio triennale 1996-1998 (presentato dalla Giunta regionale).
DELLADIO: Grazie signor Presidente, egregi colleghi, sarò spero breve nella mia esposizione. Partirò subito con il dire che sarò contro questo bilancio, sicuramente è un bilancio di sopravvivenza. Ho letto la relazione tecnica ed ho notato gli 8 progetti speciali della Giunta regionale: progetto istituzionale, progetto minoranze linguistiche, ecc. Otto progetti molto importanti. Sono già passati due anni e mezzo circa che sediamo in questo Consiglio regionale, poco è stato fatto; sono state fatte delle cose, ad esempio la riforma dell'elezione diretta dei sindaci che dobbiamo ritoccare e rifare.
La maggioranza, che è anche minoranza a livello regionale, sostiene questa Giunta che è brava a scrivere relazioni e progetti, però è inconsistente per raggiungere degli obiettivi e gli obiettivi prefissati. Ad esempio ci sono dei progetti non attuati, ad esempio il progetto dei comprensori. C'è un disegno di legge che è ancora fermo, come è ferma la legge sull'elezione diretta dei sindaci, le modifiche alla tal legge, ed è ferma la legge sull'indennità degli amministratori comunali.
Sarò contro questo bilancio, perché anche la maggioranza, che probabilmente è minoranza in Consiglio provinciale di Trento, è inconsistente e non riesce ad imporsi in questo Consiglio regionale. Noto che la SVP domina la scena politica regionale, ma anche quella provinciale di Trento, secondo me la SVP fa politica e impone la politica anche per il Trentino, voi mi direte: come fa se è a Bolzano? Adesso cercherò di spiegarlo e di dirvi la mia interpretazione.
La SVP impone l'ordine dei lavori in aula, anche perché non trova nessun freno, nessuna opposizione da parte della maggioranza o minoranza, che dir si voglia, della provincia di Trento. Impone le alleanze, tutti sanno che a Roma sono state fatte della alleanze a tavolino tra la SVP e la Lega Nord e vediamo che anche in Consiglio regionale, non lo si dice, ma lo si interpreta dai comportamenti, la SVP vuole la Lega Nord in Giunta regionale, magari con l'estensione alla coalizione di governo della provincia di Trento, però i conti non tornano.
Ritorno un attimo a parlare di ordini del giorno in Consiglio regionale. Vi ricordate la legge regionale sul capoluogo della Val Casies e vi ricordate anche la legge regionale sull'integrazione alla pensione per i disertori, è un brutto termine, ma comunque era stata denominata in questo modo quella legge emessa dal Consiglio regionale. Ebbene, queste due leggi sono state poste nei primi punti dell'ordine del giorno. Nessuno ha fatto obiezione. Sono punti anche importanti, niente da dire, però la SVP è riuscita a far passare avanti questi disegni di legge, a scapito di altri progetti di legge, che sono fermi, come ho già detto. Ad esempio, la legge regionale sull'elezione diretta dei sindaci e anche in questo caso vorrei sollevare l'attenzione verso degli articoli presentati nella prima stesura della legge elettorale dei sindaci, dove in provincia di Bolzano veniva posta una soglia elettorale, sotto la quale non c'era rappresentatività in consiglio comunale.
Altro articolo era quello della rappresentatività nei consorzi in Alto Adige, questi, per fare due esempi eclatanti, noi li ritroviamo nella ripresentata legge di modifica per l'elezione diretta dei sindaci, pertanto questi emendamenti sono usciti dalla porta e rientrano dalla finestra, sempre su volontà della SVP.
Altra legge ferma è la legge sui comprensori. In questo caso vediamo che la bozza di legge presentata da questa Giunta regionale, tutela e salvaguardia la situazione esistente in Alto Adige. Molte volte è riportato il numero della legge che disciplina la realtà comprensoriale dell'Alto Adige: di fatto non viene toccata la specificità dell'Alto Adige. Per quanto riguarda i comprensori è una legge che vale esclusivamente per il Trentino. E' legittimo, secondo me, che la legge dei comprensori dell'Alto Adige venga tutelata, salvaguardata, perché se va bene in Alto Adige è inutile andare a cambiarla, però è altrettanto illegittimo che una riforma richiesta dagli amministratori del Trentino venga bloccata perché non si vuole portare il tema nella scaletta dei lavori.
Una riforma, quella comprensoriale, che è richiesta a gran voce dagli amministratori trentini, tanto da far dire ad alcuni sindaci, e mi riferisco alla conferenza dei sindaci del C3 della Valsugana, riguardo un comunicato che ha emesso la conferenza. In tal comunicato, ad esempio, lo riporto testualmente, si dice: "I sindaci ritengono addirittura preferibile, rispetto alla permanenza e riproposizione della situazione precedente, arrivar al commissariamento dei comprensori, qualora questo passaggio si renda necessario per poter procedere in tempi rapidi decisivamente ed incisivamente verso l'auspicato nuovo sistema istituzionale, che deve necessariamente essere imperniato sull'autonomia delle municipalità locali".
Far dire ai sindaci "commissariateci" vuol dire proprio essere arrivati ad un livello amministrativo molto basso e dopo non parliamo della legge sulle indennità per gli amministratori comunali: questa legge è ferma, come è fermo un emendamento che ho presentato ed ho fatto arrivare agli uffici competenti che riconosce ai Presidenti del Consiglio, che sono stati esclusi da qualsiasi primo dialogo fatto in quest'aula, un compenso per il lavoro svolto, dato che noi sappiamo che i presidenti dei consigli comunali devono stendere l'ordine del giorno, devono convocare il consiglio comunale e devono condurre i lavori in aula. Secondo me chi ci rimette in questa situazione sono solamente i trentini e gli amministratori espressione dei trentini.
Parlavo prima che la SVP impone le alleanze. Voglio vedere, con l'uscita dei tre consiglieri popolari cosa fate, li sostituite con i tre della Lega Nord? Con il rischio-certezza di perdere altri componenti in Giunta provinciale a Trento? Penso che la SVP sta disgregando la regione e sta affossando l'autonomia, non tanto l'autonomia dell'Alto Adige, quanto l'autonomia del Trentino. Perché? Vi chiederete e ve lo spiego.
Una prima considerazione: perché lo statuto del SVP parla, se non propriamente di autodeterminazione, di staccarsi o rincorrere fino all'ultimo questo fine; questo fine dell'autodeterminazione non è mai stato rinnegato. Un'altra considerazione è quella che viene dalle esternazioni del consigliere collega Durnwalder, capo del SVP, dove chiede a gran voce la creazione di due regioni autonome, l'Alto Adige-Südtirol ed il Trentino e poi anche per gli accordi, (dicevo del perché la SVP sta affossando l'autonomia della regione e automaticamente del Trentino), a livello romano con la Lega Nord. E secondo me bisogna conoscere i programmi e la coerenza di certi partiti politici.
Ieri il cons. Boldrini, parlando a nome del gruppo Lega Nord, non so se Trentino, Alto Adige o Minoranze Etniche, ha parlato di area transfrontaliera e testualmente ha detto che "L'area transfrontaliera, la cosiddetta euroregione del Tirolo. Intanto diciamo ben venga (...)", e poi continua, - ve la propongo esattamente come da resoconto stenografico - "(...) vedremmo bene anche uno stato euroregione, ma noi siamo sicuro (!) che questo è oggi dal libro dei sogni, non lo vuole Roma, non lo vuole Vienna". Io ho chiesto di distribuire un articolo di giornale, datato 19 luglio 1995 che non è ancora stato distribuito, non so per quale motivo. Il cons. Boldrini scriveva a nome e per conto della Lega Nord alcune considerazioni che vi leggo, perché è opportuno averle ben presenti per fare alleanze e per vedere la coerenza delle persone e dei movimenti politici.
Dopo una piccola premessa sull'articolo - qui si parla di euroregione perché il titolo dell'articolo è "Euroregione? Si, ma con il Veneto" - si dice: "E logico che la nostra dimensione (sia come provincia che come regione) è troppo piccola per immaginare di fare da soli uno Stato federale. Questo presuppone una macroregione." e qui vi voglio ricordare quanto affermato e quanto hanno "sparato" a Borghetto contro le macroregioni gli esponenti del SVP. L'articolo continua: "Molti sembrano propendere per la cosiddetta Euregio (cioè l'unione fra il Trentino, l'Alto Adige, il Tirolo ed il Vorarlberg). E un'ipotesi da libro dei sogni. Intanto si tratterebbe di eliminare un confine e quindi mettere d'accordo sia l'Italia che l'Austria. Qualsiasi piccola iniziativa in questo senso è già stata decisamente respinta non solo da Roma, ma soprattutto da Vienna. Se si scende da questa ipotesi fantascientifica - tenete conto anche dei termini usati: libro dei sogni, fantascientifica - ad una realtà più semplice (accordi economici, culturali, agricoli, turistici ecc.) è chiaro che il problema piace anche alla Lega Nord Trentino. Ma per una macroregione federalista, riteniamo che l'ipotesi migliore e più logica sia quella di una unione con il Veneto che risulta la regione al mondo più in espansione. Se proprio devo sposarmi, diceva un vecchio scapolo, preferisco una moglie ricca e sana, ad una povera ed ammalata." Per quest'ultimo concetto potrei essere d'accordo anch'io, che preferisco la moglie sana, piuttosto che ammalata.
Inoltre il cons. Boldrini aveva sparato contro i componenti della Commissione dei 12 di Forza Italia, dicendo che sono contro l'autonomia. Ebbene, vi dico una cosa adesso che vi farà riflettere, è da luglio che la Commissione dei 12, presieduta dal dott. Bolognini è ferma e non viene convocata, non penso sia a causa di chi non è alla Presidenza, e la SVP in modo principale sa che la commissione è ferma a causa dell'emendamento Ferrari, che non è voluto dal Governo Dini. Notate bene che il Governo Dini è un Governo appoggiato dalla Lega Nord e dalla SVP.
Un'altra cosa, non si ricorda più la Lega Nord di quello che è stato votato il 12 dicembre del 1993? E qui lo dico una volta e poi non raccoglierò più nessuna provocazione. Il 12 dicembre 1993, ad Assago, all'unanimità, tutti i federalisti presenti avevano votato un documento di proposta di costituzione federale italiana, in un contesto presidenzialista, basato sull'aggregazione di regioni, con la tutela delle regioni a statuto speciale. Era il progetto del prof. Miglio, del 12 dicembre 1993. E vi ricorderete anche quanto vi ho detto nel dicembre del 1994 quando a Genova è stato approvato dalla Lega Nord: un progetto di legge che accorpa la regione Trentino-Alto Adige nella macroregione del nord-est, assieme al Veneto e Friuli-Venezia Giulia. In quella occasione mi ero dissociato e facevo ancora parte della Lega Nord. Voi pensate che si esca da un partito politico solamente per gioco? Penso che ci debbano essere, come ci sono state, delle motivazioni veramente serie e importanti, magari si esce da un partito per contrapposizione personali, questo non è assolutamente il mio caso.
Secondo me dobbiamo valorizzare la regione tutelando automaticamente la nostra autonomia, l'autonomia dei trentini e dei sudtirolesi, favorendo e tutelando le nostre peculiarità. E' urgente difendere il Trentino nel contesto regionale e gestire oculatamente le risorse, solo in questo modo difenderemo la nostra autonomia, questa è la miglior difesa: gestire oculatamente le nostre risorse. Possiamo discutere anche di Euroregione, anche se nessuno sa cos'è. Possiamo parlare di cooperazione transfrontaliera e qua c'è già più consistenza, ci sono già regole precise sulle quali muoversi, esistono già degli accordi, basti pensare alla convenzione di Madrid del 1980 e successivamente in attuazione di quella convenzione, l'accordo di Vienna del 1993. Secondo me solo in questo solco ci si può muovere. Attualmente non è ipotizzabile scrivere e tracciare confini diversi dagli attuali. Magari fra 50, 100 anni, quando la situazione è cambiata, si potrà avere una realtà diversa, magari che coinvolga altre regioni extranazionali, però non sappiamo cosa avverrà fra 50, 100, 150 anni. A mio avviso l'Italia non è matura, non è matura nemmeno l'Europa, in Italia esistono più progetti di revisione istituzionale, uno era quello della Lega Nord, che ho richiamato poc'anzi, che era proposto dal sen. Miglio, che prevedeva Cantoni e questi erano fatti da aggregazioni su base volontaria di regioni, salvaguardando e tutelando le regioni a statuto speciale, che ruotavano come rappresentatività all'interno di un governo snello, che aveva competenze particolari: poche competenze, tipo i rapporti con gli altri Stati, la difesa, la moneta ed altre, ma poche rispetto alle competenze che dovrebbero avere le regioni o le macroregioni, cantoni o che dir si voglia.
A mio parere non possiamo essere fagocitati nella macroregione del nord-est, perché diventeremo una minoranza di tipo numerico se andiamo verso sud e una minoranza di tipo etnico se andiamo verso nord. Il progetto di Miglio è stato sposato dal Polo delle Libertà ed è una base di partenza, sulla quale discutere e verificare quali riforme istituzionali adottare, in senso, a mio avviso, presidenzialista e maggioritario.
Dicevo che l'Italia non è matura, ma non è matura nemmeno l'Europa, perché abbiamo un'Europa fatta di Stati, dove esiste un Comitato delle regioni che ha potere esclusivamente consultivo. Dobbiamo dare più potere al Comitato delle regioni se vogliamo avere un'Europa delle regioni, un'Europa dei Cantoni, dobbiamo portare questo Comitato, come valenza, al pari della Commissione europea e degli altri enti istituzionali europei. Solo in questo modo vedremo realizzata l'Europa delle regioni e bisognerà fare in modo che l'Italia sia matura in senso regionalista e federalista.
Per finire il mio intervento, dato che non vale la pena sprecare fiumi di parole, quando penso di essere stato molto chiaro, do questa indicazione: se avete da concludere alleanze, pensateci bene; comunque buon viaggio per dove non si sa. Grazie.