Seduta n° 73 del 12 dicembre 1995
Disegno di legge n. 59: Bilancio di previsione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige per l'esercizio finanziario 1996 e bilancio triennale 1996-1998 (presentato dalla Giunta regionale)
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, già in discussione generale avevo evidenziato che questo era un bilancio di sopravvivenza e aggiungo ulteriormente che è un bilancio di progettualità fittizia, metaforicamente parlando direi che è uno specchietto per le allodole ed io non sono un'allodola. Dico questo perché in questo bilancio, nella relazione accompagnatoria, sono individuati otto progetti strategici, nei quali la spesa della regione, prevista per il 1986, trova un suo particolare punto di riferimento.
Alcuni progetti sono stati avviati, però non sono ancora conclusi e presto ci sarà il passaggio di sede del Consiglio regionale in quel di Bolzano e già due anni sono passati, però non sono ancora stati raggiunti gli obiettivi prefissati. Fra gli otto progetti strategici manca ad esempio il progetto di revisione del sistema elettorale, per quanto riguarda l'elezione del Consiglio regionale, per quanto riguarda i comprensori la legge è ferma, dobbiamo sapere che alla legge quadro regionale di riordino dell'ente comprensorio, deve seguire la legge provinciale di riordino della materia.
Sono scettico che in questa legislatura si riesca a produrre la legge provinciale relativa alla istituzione comprensoriale. Ferma la legge sui comprensori, ferma la legge di revisione dell'elezione diretta del sindaco, come ferma la legge sulle indennità degli amministratori comunali.
Ritengo che questa maggioranza regionale tuteli esclusivamente o in gran parte le istanze provenienti dalla SVP, secondo me questa maggioranza persegue gli interessi di questa componente politica, lo si vede dal procedere sull'ordine dei lavori del Consiglio regionale, lo si vede dalle alleanze concordate a livello romano e imposte a livello regionale e soprattutto deve sorgere una preoccupazione per quanto riguarda i tentativi di smembramento dell'istituto regione, con un'ottica di creare due regioni ben distinte delle rispettive province autonome e preoccupante anche il discorso che mira alla costituzione della regione transfrontaliera, cosiddetta euregio o macroregione del nord-est.
Avevo ricordato in sede di discussione generale che, se aderiamo al progetto che guarda verso nord, ossia all'euregio noi diventeremo una minoranza di tipo etnico linguistico, se aderiamo all'ipotesi proposta dalla Lega Nord della macroregione del Nord-est saremo una minoranza di tipo numerico, pertanto finché si parla di cooperazione transfrontaliera va bene. E soprattutto l'istituto regione non bisogna smantellarlo, perché è una garanzia per i trentini, per gli italiani dell'Alto Adige, per i ladini, per tutti noi.
Per quanto riguarda i progetti di cooperazione transfrontaliera vanno bene, devono essere sostenuti in base agli accordi già esistenti, ad esempio la convenzione di Madrid del 1980, alla quale è seguito l'accordo di Vienna del 1993 e solamente entro questi solchi, in questa cornice ci si può muovere, non si possono ipotizzare attualmente altre soluzioni, che porterebbero in direzioni poco felici.
L'istituto regione è una garanzia per tutti noi, esiste una tutela internazionale, noi sappiamo che esiste il trattato di Parigi del 1946, al quale è stato collegato l'accordo De Gasperi-Gruber del 5 settembre del 1946. Listituto regione è da sostenere ma non è da sostenere il bilancio di previsione, così come è impostato, perché si parla tanto di progetti strategici, però di fatto obiettivi raggiunti non ce ne sono e sono già passati due anni, e due anni sono molto lunghi. Soprattutto non è da condividere questo bilancio di previsione, perché non esiste una reale volontà politica di dare soluzioni alla collettività, soluzioni urgenti, come ho già richiamato poc'anzi, per quanto riguarda la semplificazione del quadro politico attuale, caratterizzato da una forte frammentazione; a quest'aula proporrò, quanto sarà il momento, una legge di riforma elettorale per l'elezione del Consiglio regionale, che proporrà una soglia minima, sotto la quale non c'è rappresentatività in Consiglio regionale. Sarà un primo passo per vedere quali forze politiche la appoggeranno e quali forze politiche avranno voglia di cambiare e di semplificare il quadro politico attuale, per dare chiarezza ai prossimi consiglieri regionali, che verranno eletti nella prossima legislatura.
Ho già detto che occorre predisporre e votare la legge sui comprensori e tante altre riforme, che non vengono minimamente considerate. In questo quadro politico ritengo che i trentini e gli italiani dell'Alto Adige e per questi ultimi mi riferisco all'ultima norma di attuazione, varata dalla commissione dei 6, sono soccombenti, pertanto sarò contrario all'approvazione di questo bilancio di previsione, per la scadente operosità dell'esecutivo e soprattutto perché non si vogliono attuare quelle riforme necessarie e vitali alla nostra collettività, dove collettività è intesa nella sua interezza: cittadini e amministratori comunali. Grazie.