Seduta n° 80 del 14 febbraio 1996

Mozione n. 55, presentata dai Consiglieri regionali Alessandrini, Arena, Benedetti, Chiodi, Cigolla, De Stefani, Di Puppo, Gasperotti, Giordani, Muraro, Passerini, Pinter, Valduga, Vecli e Zanoni, intesa a riaffermare il ruolo storico della Regione Trentino-Alto Adige, quale elemento fondamentale del quadro istituzionale come determinatosi a seguito degli Accordi di Parigi e della legislazione costituzionale che su quella base è venuta formandosi.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, questa mozione apre un dibattito molto vasto ed il tempo a disposizione che avevamo noi consiglieri è molto limitato, 10 minuti ad esempio in discussione generale. Spero che il Presidente si ricordi delle promesse fatte ieri nei miei confronti, per quanto riguarda il tempo a disposizione.

Con questa mozione si toccano argomenti quali l'Euregio, il federalismo, riforme costituzionali, la collaborazione transfrontaliera, presidenzialismo o parlamentarismo, maggioritario o proporzionale, statuto di autonomia, tutela delle minoranze; argomenti che, dato il tempo a disposizione, si potranno trattare esclusivamente in maniera superficiale o magari per niente.

I temi sollevati da questa mozione, firmata da 15 consiglieri regionali, sono già stati affrontati il 31 gennaio in consiglio provinciale di Trento, laddove cinque mozioni sono state unificate in un unico documento, che impegnava il Consiglio stesso a difendere, valorizzare e sviluppare il ruolo dell'istituto regionale, che si fonda sullo statuto di autonomia e a perseguire la strada della collaborazione transfrontaliera nell'ambito della convenzione di Madrid e dell'accordo quadro italo-austriaco, una mozione firmata e votata da tutti i consiglieri provinciali.

Se parliamo di autonomia a me torna in mente un esempio storico di autonomia, un'autonomia antica, quella riferita alla magnifica comunità della valle di Fiemme, della mia valle del Trentino, una comunità indipendente di valle, perché posta ai margini di un principato, dove gli abitanti della valle avevano boschi in proprietà e attualmente gestiscono un patrimonio silvo-pastorale notevole. Esistono ancora comunità antiche nel Trentino, che sono degli esempi storici di autonomia e di autogoverno.

Se quella era un'autonomia antica, noi dobbiamo vedere l'autonomia recente nella quale viviamo, autonomia recente nata con il trattato di Parigi del 1946 fra le potenze alleate d'Italia, dopo la seconda guerra mondiale e dall'accordo Degasperi-Gruber, sempre del 5 settembre 1946, dove Degasperi era il capo del governo italiano e Gruber ministro degli esteri austriaco. Nel 1948 è bene ricordare l'assemblea costituente che approva il primo statuto di autonomia, dove nel sistema tripolare alla regione venivano date maggiori competenze e le province autonome di Trento e di Bolzano affiancavano la regione con propria competenza legislativa ed amministrativa. Nel 1972 entra in vigore il secondo statuto di autonomia, con ampi poteri alle province e alla regione: competenze di tipo ordinamentale.

Questo in sintesi per quanto riguarda le origini dell'autonomia, in estrema sintesi, però dobbiamo ricordare ancora altri documenti in tema di cooperazione transfrontaliera. Il 21 maggio del 1980 c'è stata la convenzione di Madrid, dove le autorità territoriali, province, regioni, Länder, ecc. si impegnavano ad agevolare e promuovere la cooperazione transfrontaliera, per realizzare lo scopo del consiglio d'Europa, cioè creare una più stretta unione tra i suoi membri e promuovere la cooperazione fra essi. Nel 1943 dobbiamo ricordare l'accordo quadro di Vienna in attuazione della convenzione di Madrid pocanzi ricordata, dove anche in questo accordo si promuove la cooperazione transfrontaliera fra l'Italia e l'Austria su tematiche molto differenti, quali la ricerca scientifica, trasporti, parchi ed altri argomenti.

Cambiando un attimo discorso, esistono diversi progetti che è opportuno ricordare, da una parte ci sono forze politiche che vogliono l'euregio, quali il PATT, la SVP, gli ex consiglieri della DC e tacitamente probabilmente anche la Lega; dall'altra ancora la Lega con il progetto dello Stato del nord-est, che fagociterà la provincia di Trento: progetto che, è bene ricordarlo, sostituisce quello originario cantonale, presidenzialista del prof. Miglio, condiviso dal Polo e approvato ancor prima dai numerosi federalisti presenti ad Assago nel 1993; ed infine il disegno di legge proposto dalla SVP, presentato in Parlamento, che divide la regione Trentino Alto Adige in due regioni specifiche ben distinte.

Per quanto riguarda il tema euroregione si perde di vista la garanzia delle nostre peculiarità, l'istituzione regione. Possiamo discutere di euroregione in un contesto chiaro però di cooperazione transfrontaliera. Esistono già documenti, accordi come ho ricordato poc'anzi, esistono dei trattati multilaterali e bilaterali, esistono 18 euroregioni in Europa, però che rispettano la sovranità nazionale, come sancito dalle regole europee. Noi ci possiamo muovere solo in questa direzione all'interno di queste regole.

E' opportuno ricordare un'altra cosa, stando ad un sondaggio effettuato da un giornale, il 48.4% dei trentini non è favorevole all'euregio, è giudicata una scelta calata dall'alto e non esiste un'effettiva volontà popolare. Non si chiede, a mio avviso, ed è molto grave, il parere dei trentini per andare in questa direzione, magari con un referendum; il PATT guarda a nord, la Lega Nord guarda a sud, noi diventeremo una minoranza di tipo numerico se andremo verso sud a fare il grande stato del nord-est, saremo minoranza di tipo etnico linguistico se andremo verso nord. L'unica possibilità, è bene ricordarlo, è difendere l'istituto regione e soprattutto difendere la regione significa gestire oculatamente le risorse. Questa è la miglior difesa della regione e delle istituzioni.

Un altro spunto di riflessione è dato dal documento trasmesso dal dott. Carlo Andreotti, Presidente della Provincia di Trento, inviato ai consiglieri provinciali, in tema di statuto della regione europea del Tirolo, come elaborato dalla tavola rotonda, il "Runder Tisch". All'art. 1, comma 2, è scritto che la euregio Tirolo è un ente pubblico, dotato di personalità giuridica. Si potrebbe assecondare l'ipotesi di istituzione di un comune organismo di cooperazione transfrontaliera, ma deve essere chiaro che tale organismo deve avere meri compiti ci coordinamento e di semplificazione delle procedure, perciò un semplice strumento per la realizzazione dell'attività espressa poc'anzi. A detto organismo non potrebbe essere attribuita la personalità giuridica pubblica, perché altrimenti esso diverrebbe titolare di potestà amministrativa e al riguardo è bene evidenziare quali sono le collettività o autorità territoriali preposte alla collaborazione transfrontaliera, leggendo l'art. 2 dell'accordo quadro tra le repubblica d'Austria e la repubblica italiana.

Noi vediamo che per collettività e autorità territoriali, per quanto riguarda l'Italia, sono contemplate le regioni Friuli-Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige e Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, nonché le province, i comuni, le comunità montane, i consorzi comunali e provinciali ubicati, anche se solo in parte, entro la fascia territoriale di 25 km. dalla frontiera; per quanto riguarda l'Austria, i Länder, i comuni, le associazioni di comuni. Vediamo che nessun tipo di euregio o di euregio Tirolo è contemplata in questi documenti internazionali.

Un altro punto sul quale riflettere è che non si può tacere la preoccupazione espressa nella relazione del Procuratore generale della Repubblica Cossu Sebastiano, dove...

 

PRESIDENTE: Lei ha superato il suo tempo, le chiederei proprio di concludere...

 

DELLADIO: ... Presidente, lei si era impegnato nella giornata di ieri di offrirmi un'opportunità in questa sede.

 

PRESIDENTE: Cons. Delladio, la prego di concludere, lei ha superato il suo tempo di alcuni minuti ed io mi sono accorto solo adesso, la prego proprio di concludere, perché questa tolleranza c'è stata.

 

DELLADIO: Volevo evidenziare un altro fatto, che è preoccupante la situazione espressa nella relazione del Procuratore generale della Repubblica, nella quale si legge che la pressione del movimento contro lo Stato nella provincia di Bolzano, sembra avere acquistato una più subdola connotazione, trasformandosi, secondo le indagini del ROS, tuttora attive, in movimento di terrorismo psicologico, volto alla delegittimazione nazionale, propalato con strumenti di informazione e pubblicazioni finanziate e condotte da persone o da associazioni estere.

Dalla lettura si evince un clima poco sereno, confermato nella relazione sui servizi segreti inviata al Parlamento del Presidente del Consiglio Dini, ove si afferma che circoli estremisti oltre confine tentano di fomentare in Alto Adige sentimenti anti-italiani.

Noi non possiamo permettere che venga minata la pacifica convivenza interna alla regione Trentino-Alto Adige, che è frutto di un lungo lavoro politico e culturale, proporre la divisione della regione e la costituzione di regioni transfrontaliere acutizza tensioni ormai sopite da tempo. Da rilevare la presa di posizione del Presidente Scalfaro e del Ministro Agnelli su questo tema, può aprirsi un'altra crisi internazionale. Ogni nostro rappresentante istituzionale deve considerare la gravità della situazione e comportarsi con responsabilità e senso dello stato.

Pertanto auspico la stesura di un documento unitario sottofirmato da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale, però dagli interventi questo non sarà possibile e se questo, come dicevo, non sarà possibile, il mio voto andrà a favore della mozione in esame, che sancisce l'importanza e la difesa dell'istituto regione. Grazie.