Seduta n° 95 del 17 luglio 1996

Dimissioni degli Assessori regionali effettivi Siegfried Messner, Francesco Moser e Nerio Giovanazzi: provvedimenti conseguenti

Elezione del Vicepresidente della Giunta regionale appartenente al gruppo linguistico italiano.

DELLADIO: Grazie signor Presidente. Egregi colleghi, siamo arrivati ad un momento molto cruciale di questa legislatura, siamo arrivati al rimpasto della Giunta regionale, dove verranno sostituiti tre componenti, dove due di questi hanno assunto nuovi incarichi di governo in provincia di Trento.

A mio giudizio stiamo assistendo ad una nuova occupazione, una nuova spartizione di potere, una semplice mossa di pedine, basata solo sull'occupazione di caselle.

Farò delle considerazioni derivate solo dalla relazione del Presidente Grandi, nella quale si fa riferimento a un documento programmatico non ancora ricevuto. Come consiglieri non abbiamo mai ricevuto questo documento e mi chiesto se esiste veramente questo documento o sono solamente delle storie per bambini, per tenerci calmi e tranquilli, promettendo solamente delle cose.

Nella relazione del Presidente Grandi è stato evidenziato un confronto con tutte le minoranze, anche in questo caso sono delle storie, perché io, come altri colleghi, che facciamo parte della minoranza, non siamo mai stati contattati e fatti partecipi a questa nuova distribuzione di incarichi nella Giunta regionale. Nella relazione si fa riferimento ad una nuova maggioranza aperta al confronto di tutti, evidenziando alcune priorità, la prima di queste è la riforma elettorale.

A tal proposito voglio ricordare la prima proposta, che è stata la mia, fatta nel lontano 6 novembre 1995, una proposta di modifica della legge elettorale 8 agosto 1983, n. 7, in tema di elezioni del Consiglio regionale. La mia proposta era uno stimolo alla presentazione di altre proposte, uno stimolo per far emergere le varie posizioni dei partiti presenti in Consiglio regionale. Ho ottenuto dei risultati, perché allo stato attuale delle cose molti partiti, molte componenti politiche si sono espresse in un senso o in altri sensi.

Per quanto riguarda la riforma elettorale dobbiamo sempre partire dal dato di fatto che la nostra regione Trentino-Alto Adige vive in una situazione particolare, dettata dallo Statuto di autonomia, dove all'art. 25 è previsto il sistema proporzionale puro per l'elezione dei consiglieri regionali. A tal proposito voglio fare delle considerazioni. Ritengo che ogni regione debba autonomamente fare delle proprie regole di elezione del Consiglio regionale, proprio per andare in direzione di una maggiore autonomia delle regioni.

Sono anche favorevole ad un sistema maggioritario, dove venga riconosciuto il ruolo strategico e importante delle minoranze. Ad esempio se noi impostiamo un sistema maggioritario, dove alla coalizione o al partito che raccoglie più voti vengono assegnati i due terzi del Consiglio e si riserva alle minoranze i rimanenti seggi del Consiglio, sarebbe una cosa positiva, proprio per il fatto che le minoranze hanno una posizione strategica di controllo e di proposizione.

Ritengo che sia con il sistema proporzionale che con il sistema maggioritario in questo senso, come ho espresso prima, ci sia una tutela delle minoranze. E' opportuno inoltre separare il legislativo dell'esecutivo, prevedendo anche l'elezione diretta dei presidenti delle Giunte provinciali o regionali. E' chiaro comunque che una riforma elettorale regionale deve essere inserita nelle riforme più generali dello Stato italiano, pertanto la riforma elettorale affianca le riforme istituzionali, che porteranno - auspico - al federalismo. E' chiaro che ci sono tante interpretazioni di federalismo, federalismo-secessionismo, federalismo-regionalista, ecc. Ritengo che quanto prima si debba entrare in quest'aula e analizzare, e che ogni partito politico si esprima, cosa si intende per federalismo inserito nel contesto dello Stato italiano.

Nella relazione del Presidente Grandi, vediamo che a proposito della riforma elettorale si dà mandato alla Giunta, affinché in tempi rapidi, a statuto invariato, proprio per evitare la frammentazione, si convenga ad una riforma organica, evidenziando il fatto che per la provincia di Trento bisogna verificare la possibilità per consentire stabilità e alternatività entro l'estate 1996...

Chiedo quali sono le proposte di riforma elettorale di questa maggioranza, dato che nella relazione e nel documento programmatico, mai visto, non sono state evidenziate.

Altra priorità richiamata dal Presidente Grandi è quella del riordino istituzionale: se andiamo a vedere la legge sui comprensori, fino ad ora non abbiamo concluso niente, perché la SVP ha imposto una certa linea politica. Abbiamo visto una legge per la riforma dei comprensori, che è stata messa nel cassetto e probabilmente verrà cancellata dal nuovo assessore alle riforme agli enti locali del Trentino, come nell'ultimo Consiglio regionale si è visto, puntando alla sostituzione della legge con degli emendamenti sostitutivi. I trentini, anche in questo caso, sono succubi di questo modo di fare, di questa politica portata avanti dal SVP, dove, basti pensare alla legge Giovanazzi: la normativa che disciplina le comunità comprensoriali dell'Alto Adige era riconosciuta e non veniva minimamente intaccata dalle riforme.

Per quanto riguarda l'assessorato agli enti locali della regione, che doveva fare le riforme elettorali e le riforme istituzionali e che doveva modificare la legge regionale per l'elezione diretta del sindaco, è da bocciare. Abbiamo visto un ostruzionismo della sinistra per quanto riguarda la legge regionale, mi domando come si andrà avanti in questa ultima e seconda metà della legislatura. Abbiamo una legge per l'indennità dei sindaci, ferma anch'essa nei cassetti come la legge dei comprensori.

Se la Giunta regionale si è comportata male in questa prima metà della legislatura, se ha gestito male questo periodo di transizione, l'assessore agli enti locali si è comportato peggio, ritengo sia stata la peggior gestione dal dopoguerra.

Sono state evidenziate nella relazione del Presidente Grandi anche modifiche al regolamento, che sono strategiche per licenziare una legge elettorale e non solo quella in maniera rapida e veloce. Potrei anche essere d'accordo sulla fiducia, però su quali temi dovrà essere applicata?, quanti consiglieri serviranno per tale procedura, allo stato attuale abbiamo queste domande e siamo senza risposte.

Altre priorità accennate dal Presidente riguardano la previdenza complementare in tempi brevi e la tutela delle minoranze. Per quanto riguarda la tutela delle minoranze quali progetti avete? La rappresentanza ladina in Consiglio provinciale di Trento volete considerarla? Se non è mai partito un ufficio di coordinamento delle minoranze etniche in provincia di Trento, cosa volete parlare di riforme e di tutela delle minoranze?

Vediamo che sono stati fatti molti discorsi, molte volte sono state esternate parole, proclami, però di fatti abbiamo visto ben poco. Questa prima parte di legislatura, come bilancio, sicuramente è negativa.

Un altro problema che non è stato affrontato anche dai colleghi consiglieri è il quarto punto all'ordine del giorno, che riguarda l'elezione del Vicepresidente della Giunta regionale, chi sarà il fortunato? Sarà il cav. Casagranda o chi altro? Esigiamo delle risposte precise.

Per concludere dico che tutta la Giunta doveva dimettersi, per l'inefficiente, inconcludente gestione delle risorse regionali. Il mio giudizio è negativo, perché non avete le idee chiare, non avete un programma preciso sui temi fondamentali e strategici di questa legislatura, vedi la riforma elettorale e istituzionale, nonché l'elezione diretta dei sindaci e le loro indennità.

Accetterò pertanto le dimissioni degli assessori e voterò contro le proposte di surroga avanzate dal Presidente. Vi ringrazio.