Seduta n° 127 del 16 settembre 1997

Dimissioni dell’assessore regionale effettivo Wanda Chiodi e provvedimenti conseguenti

DELLADIO: Grazie Presidente. Egregi colleghi, ancora una volta andiamo a parlare di dimissioni ad un anno e mezzo scarso dalla fine di questa legislatura. Dimissioni rassegnate dalla collega Chiodi, motivate dal mancato rispetto dell’accordo programmatico, siglato un anno fa in sede di rimpasto di Giunta. Dimissioni che evidenziano che le istituzioni stanno morendo, muoiono nel cuore della gente e si stanno allontanando dai cittadini e cresce intanto la protesta.

Nelle motivazioni dell’assessore Chiodi si rileva che due erano le riforme basilari che dovevano essere portate a termine: quella elettorale e quella sull’ordinamento dei comuni. La collega evidenzia che le proprie dimissioni servono a fare chiarezza di fronte al Consiglio e all’opinione pubblica. Questi sono due punti sui quali svilupperò alcuni ragionamenti, il primo quello di fare chiarezza, il secondo quello di confronto verso l’opinione pubblica.

Per quanto riguarda la chiarezza dico che non c’è affatto con le sole dimissioni della collega Chiodi; questa è una parziale chiarezza, per avere limpidezza bisognerebbe che ci fossero le dimissioni totali di tutto l’esecutivo regionale, in modo particolare di tutti i colleghi trentini, per aver contribuito a svuotare il ruolo della Regione, per il loro asservimento allo SVP, per non aver perseguito quella strada di dialogo nei confronti dell’Alto Adige, dove ognuno è rispettoso dell’altro e non è succube, dove ogni Provincia con la collaborazione può avere una forza consistente nei confronti dell’esterno, un’ esterno inteso come Europa ed un’ esterno come potere romano.

Esempio eclatante l’ultimo caso del vino Atesino. L’assessore dello SVP all’agricoltura dell’Alto Adige ha promosso la causa al Consiglio di Stato nei confronti dei colleghi trentini e la causa la vinceranno probabilmente, a scapito della denominazione locale ‘vino atesino’. Pertanto nè i trentini, nè i sudtirolesi potranno utilizzare questo toponimo per la denominazione della loro produzione, con una grande perdita per i produttori regionali di vino con questa identificazione. Pertanto un valore aggiunto che si va a perdere, un valore che si dovrà ricostruire con molti sacrifici e molti ulteriori finanziamenti.

Dicevo dimissioni di tutta la Giunta, non solo della collega Chiodi, per dimostrare di avere un po’ di dignità, per restituire un po’ di dignità alla politica, una politica quella nobile, non fatta per mantenere gli scranni e le posizioni assegnate all’inizio della legislatura, primo fra tutti il collega e Presidente Grandi.

Gli obiettivi prefissati sono falliti, avete fallito in tema di riforma elettorale, in tema di riforma istituzionale, vedi comprensori, avete fallito in tema di riforma per la legge sui sindaci, per le indennità e per la nuova revisione della legge sui sindaci e ricordo a quest’aula che proprio il PDS ha boicottato la revisione della legge sugli enti locali, che attualmente è ancora nel cassetto.

Non solo il PDS ha fatto danni in questa Regione e l’Ulivo di conseguenza. Stanno facendo danni a livello nazionale, basti pensare ai provvedimenti sull’economia, sul fisco, sull’immigrazione, sulla scuola. Verrà presto l’imposta regionale: IREP, che andrà a sommarsi alle esistenti.

Pertanto dico che questa maggioranza ha fallito e secondo me le dimissioni potrebbero essere il sistema migliore per fare chiarezza.

Ricordo in tema di riforma elettorale che il sottoscritto, a nome di Forza Italia, è stato il primo nel 1995 a presentare una riforma di legge elettorale, perché tutti ne parlavano, ma nessuno si muoveva, una riforma elettorale che teneva conto del fattore etnico presente in Regione e che presentava una soglia, sulla quale si poteva discutere e trovare sicuramente una convergenza. Non solo, è stato ricordato anche dal collega Morandini, poco fa, che è stata presentata una proposta di legge di riforma del sistema elettorale in senso maggioritario, presentando la sfiducia costruttiva, la soglia ed il premio di maggioranza come abbiamo detto, associato alla soglia di sbarramento: un disegno di legge firmato dal sottoscritto e dal collega Morandini; tanto per dire che le opposizioni non sono state inattive, ma sono state propositive, hanno votato anche provvedimenti della maggioranza.

Una precisazione che è apparsa sui giornali, ‘Il lodo Guarda’, che è stato attribuito al collaboratore della collega Chiodi, non è di Michele Guarda, ma del sottoscritto. Prevedeva, se non passava il sistema maggioritario, almeno l’introduzione della soglia. Se si ricordano bene l’assessore Chiodi ed alcuni colleghi era stato evidenziato dal sottoscritto in una riunione privata tra il PDS o assessore regionale alle riforme e le componenti del Polo in un incontro tenutosi a Trento.

Altro punto che voglio evidenziare è quello dello smantellamento della Regione, che si rileva dagli accordi programmatici firmati un anno fa da questa maggioranza. Lo troviamo esplicitato in un disegno di legge, il n. 95, dove vengono assegnate le deleghe di funzione amministrativa alle Province autonome di Trento e di Bolzano. In questo disegno di legge si svuota la Regione perché si danno alle Province competenza sull’ordinamento delle camere di commercio, in materia dello sviluppo della cooperazione, sul credito fondiario ed agrario ed altro.

Pertanto questa maggioranza sicuramente non ha fatto del bene alla Regione e alla nostra comunità.

Secondo concetto che avevo rilevato all’inizio, è quello della chiarezza nei confronti dell’opinione pubblica attraverso le dimissioni da parte della collega Chiodi.

Dico che la chiarezza nei confronti dell’opinione pubblica è sicuramente intesa come una restituzione di una verginità per affrontare le elezioni del novembre 1998, per chiamarsi fuori da questo caos normativo istituzionale. Per questo motivo non ci sto e voterò le dimissioni della collega Chiodi.