Seduta n° 130 del 15 ottobre 1997

Provvedimenti conseguenti all’accettazione delle dimissioni degli
assessori Wanda Chiodi ed Alcide Holzer

DELLADIO: Grazie signor Presidente. Egregi colleghi, anch’io voglio fare alcune riflessioni in quest’aula in merito alla crisi, in merito alla sostituzione degli assessori di questo esecutivo. Parto con delle riflessioni relative agli articoli pubblicati sui quotidiani locali; in modo particolare sul giornale ‘Alto Adige’ di oggi leggo che si è conclusa l’ultima fase della crisi della maggioranza di centro-sinistra a Trento, sostituita da una maggioranza di centro-destra. Questa non è la prima volta che si dicono queste cose, molte altre volte è stato attribuito al centro-destra il salvataggio della situazione in Provincia di Trento.

Ribadisco che la maggioranza in Provincia di Trento aveva perso un pezzo di Ulivo ed è stato sostituito con altri suoi rami: i Popolari, che sicuramente non guardano al centro-destra, ma sono integrali e funzionali al centro-sinistra.

Altra riflessione che voglio fare è quella che non siamo stati minimamente interessati nella stesura di un qualsiasi programma, parlo come Forza Italia, CDU, Alleanza Nazionale, Unione di Centro, anche perché questa maggioranza non ha programmi nè obiettivi nè in Regione, nè in Provincia di Trento.

La maggioranza in Provincia di Trento è una maggioranza di occupazione, perché ogni componente ha un incarico istituzionale o di governo e la nomina dei conss. Romano e Fedel completa la sistemazione dei tasselli in questo puzzle di equilibristi. Non è la prima volta che la maggioranza di Trento è definita di centro-destra dai fornitori di informazione, evidenziando un altro aspetto, che la sola sinistra, pur eterogenea, fa opposizione.

Ripeto che la maggioranza di Trento è una maggioranza di occupazione e sicuramente quella regionale non è diversa. La Giunta regionale, così come è stata composta, è una Giunta di baratto e lo vediamo dalle dichiarazioni del collega Atz, che ha cambiato opinione, prima dicendo che gli andava bene la riduzione degli assessori, poi, cambiando opinione, dicendo che l’integrazione dell’esistente può essere fatta con i colleghi consiglieri Romano e Fedel.

Probabilmente in cambio ci saranno le deleghe alle Province, svuotando sempre di più l’istituto regionale e mi domando: quale ruolo vogliamo dare all’istituto Regione? A mio avviso deve avere un ruolo prioritario di cuscinetto fra la realtà europea e la realtà italiana, deve esistere maggiore collaborazione fra le due Province, deve essere un contenitore che dà risposte ai problemi di tipo europeo. Non possiamo continuamente svuotare l’istituto Regione assegnando alle Province nuove competenze, vedi la camera di commercio, la cooperazione, il credito.

Per quanto riguarda i programmi e gli obiettivi, voglio evidenziare il fatto che già nel 1995 il sottoscritto aveva presentato un disegno di legge di riforma elettorale, successivamente un altro disegno di legge con il collega Morandini con cui si evidenziava il fatto che si poteva discutere sul problema premio di maggioranza, indicazione del premier, riduzione delle preferenze ed altro. Questo per andare incontro alla governabilità e al bipolarismo, che è auspicabile per portare a termine nella legislatura i programmi promessi agli elettori.

Abbiamo visto il cambio di rotta per quanto riguarda la legge sui comprensori; mi ricordo che avevo presentato ancora negli anni scorsi numerosi emendamenti alla legge sui comprensori, proposta dal collega Giovanazzi, che è rimasta nel cassetto, sostituita dalla legge Bondi, che, ancora, è ritornata anche questa nel cassetto.

Abbiamo nel cassetto un’altra proposta, che sarebbe urgente portare a compimento, quella sull’elezione diretta del sindaco e voglio ricordare al collega Pinter che la paralisi del Consiglio regionale non è solo ascrivibile alla maggioranza e allo SVP, ma anche al PDS, alla sinistra che ha fatto ostruzionismo e che ha bloccato di fatto l’iter di questa legge.

L’altra riforma importante da portare a termine è quella relativa all’indennità di carica dei sindaci. I sindaci con ragione rivendicano la possibilità di poter governare e di non dover sottostare ad un esame del consiglio comunale per quanto riguarda l’indennità fissata per il loro mandato. Bloccata è la revisione del pacchetto famiglia, che dovrebbe migliorare la prima esperienza legislativa in materia. Molte cose ci sarebbero da fare e non è sicuramente per colpa della minoranza e soprattutto della minoranza di centro-destra, se così vogliamo etichettarla, che le cose non sono andate avanti e non sono state portate a compimento.

Altro aspetto che voglio evidenziare è quello della rappresentanza degli italiani dell’Alto Adige nell’esecutivo regionale, è condivisibile, ad avviso di Forza Italia, l’inserimento di un rappresentante degli italiani dell’Alto Adige in Giunta regionale, come partecipe allo sviluppo armonico delle comunità presenti in Alto Adige.

Lei Presidente Grandi dovrebbe andare dal falegname a farsi tagliare il naso, perché le è cresciuto notevolmente vista la promessa e l’apertura che aveva fatto in tal senso, cioè quello di sposare l’ipotesi di inserimento di un rappresentante degli italiani nell’esecutivo regionale.

Concludo questo breve intervento dicendo che non parteciperò con il mio voto a supporto delle candidature della maggioranza, perché grande è lo squallore per come è stata gestita questa crisi e ancor più questa legislatura. Grazie dell’attenzione.