Seduta n° 142 del 21 gennaio 1998

Disegno di legge n. 63: Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali concernenti interventi di previdenza integrativa e di assicurazione sociale, nonché nuovi interventi in materia (presentato dai Consiglieri regionali Saurer, Kasslatter Mur, Achmüller, Denicolò e Frasnelli)

Disegno di legge n. 78 Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 24 maggio 1992, n. 4, 25 luglio 1992, n. 7 e 28 febbraio 1993, n. 3 (presentato dai Consiglieri regionali Morandini, Ianieri, Binelli, Valduga, Fedel e Willeit)

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Anch’io intervengo su questo tema fondamentale. Voglio fare alcuni ragionamenti sul tema famiglia.

L’argomento famiglia è argomento centrale della discussione e del provvedimento legislativo, già il titolo stesso definisce l’importanza: ‘pacchetto famiglia’. I dati di fatto danno che i nuclei familiari sono penalizzati in speciale modo se con figli o anziani a carico, altri dati di fatto evidenziano che l’imposizione fiscale non tiene in nessun conto i costi di mantenimento dei componenti della famiglia. Le famiglie più penalizzate sono quelle con il maggior numero di componenti senza reddito, cioè anziani e bambini, non parliamo delle famiglie con handicappati al loro interno. La famiglia è un ammortizzatore sociale. In Italia le detrazioni per coniuge e figli a carico sono assolutamente ridicole. In molti paesi europei esiste un sistema previdenziale che riequilibra l’economia delle singole famiglie. In Italia manca, nonostante la Costituzione la prevedesse, una vera politica della famiglia. A questo si devono aggiungere le ostilità alla famiglia tradizionale da parte delle formazioni politiche che si richiamano alla sinistra e le diffidenze della cultura laicista. Per famiglia bisogna intendere quanto definito dall’art. 29 della Costituzione, cioè la ‘famiglia è quella fondata sul matrimonio’, no alla famiglia intesa come forme di convivenza alternative al modello tradizionale, cioè famiglie di fatto e coppie omosessuali con figli, che sono unioni sterili e chiuse alla vita, unioni che nulla hanno di familiare e, a tal riguardo, voglio ricordare all’Aula, ai componenti di questo Consesso, che già nel 1996 le Regioni Abruzzo, Marche e Piemonte avevano promosso delle iniziative legislative che concedevano, ad esempio, la casa nell’edilizia pubblica a famiglie e convivenze di fatto, unioni stabili di coppie gay e lesbiche. A quel tempo, nel 1996, il sottosegretario al Ministero dei lavori pubblici, Antonio Bargone del PDS - evidenzio anche la componente politica, perché questo è importante per vedere i riferimenti ideologici o meno dei provvedimenti presi - diceva che "possono essere considerati componenti del nucleo familiare anche persone non legate da vincoli di parentela o affinità qualora la convivenza istituita abbia carattere di stabilità e sia finalizzata alla reciproca assistenza morale e materiale secondo norme da definire a cura delle Regioni". E ricordo ancora che l’art. 29 della Costituzione riconosce esclusivamente la famiglia fondata sul matrimonio e perciò solo ai nuclei ‘in regola’ andrebbero assegnati gli alloggi pubblici.

Questo argomento è stato trattato anche nel 1997 dalla Regione Marche e nel 1997 è stata approvata una legge che ha proposto un’estensione delle norme che possa rendere agibile la concessione degli alloggi anche ai coabitanti, quali ad esempio le coppie di fatto. La maggioranza in questo caso era PDS, PRI, Verdi e Rifondazione Comunista, è evidente che la sinistra ha una posizione ideologica scientificamente materialista ed anti-famiglia.

L’Osservatore Romano ha fatto delle osservazioni, dicendo che "accogliendo le pretese degli omosessuali e dei conviventi si indebolisce il modello di famiglia naturale tradizionale e si ferisce la dignità della famiglia", pertanto si attua "una violazione dell’art. 29 della Costituzione".

La Regione Trentino-Alto Adige, lo sappiamo, è stato più volte ricordato, ha varato, nella passata legislatura, un pacchetto di misure legislative denominato ‘pacchetto famiglia’. Voglio ricordare un altro fatto, altre posizioni in tema di famiglia: dopo il governo Berlusconi il Ministero della famiglia è stato abrogato e sostituito con quello per la solidarietà sociale. Il Ministro onorevole Livia Turco ha detto in più occasioni che l’evoluzione della società fa emergere ‘una pluralità di stili di vita di cui si deve prendere atto’.

Anche il Ministro delle pari opportunità, Anna Finocchiaro, ha evidenziato che c’è la necessità di ripensare il nuovo diritto di famiglia. Il Ministro dice che "è cambiato moltissimo in questi anni, perché sono mutate le relazioni tra le persone ed è mutato il soggetto femminile". Continua dicendo che "sono nate situazioni diverse: famiglie non tradizionali, monoparentali di fatto ed omosessuali". Il progetto del Ministro delle pari opportunità - dicevo - in materia di famiglie legittime e famiglie di fatto punta ad un equiparazione delle due forme di unione, tutelando quindi anche la convivenza e fornendo perciò una patente di legalità alle coppie gay.

Il Polo ed il sottoscritto non sono d’accordo con questa impostazione.

La Regione Trentino-Alto Adige, dicevo prima, ha varato delle norme, il cosiddetto ‘pacchetto famiglia’, che è opportuno rivedere, è opportuno migliorare. Esiste la legge regionale n. 4 del 1992, dove si prevede un assegno di natalità, un assegno di cura, un assegno al nucleo, un’indennità per degenza ospedaliera e un’indennità per infortunio domestico. Esiste una legge regionale, la n. 7 del 1992, che prevede una contribuzione per la prosecuzione volontaria per le casalinghe per arrivare a 15 anni o più di contribuzioni per avere diritto alla minima pensione. Conosciamo benissimo la pensione alle casalinghe, la legge n. 3 del 1993 e la legge regionale n. 19 del 1993, che prevede indennità di mobilità per le categorie escluse dalle previsioni della legge nazionale.

Per quanto riguarda la legge per la pensione alle casalinghe, sono state mosse molte critiche, dicendo che è una legge fatta per famiglie con un reddito medio-alto. Io dico che se la legge sulla pensione alle casalinghe ha finora pochi utenti ciò è dovuto alla contribuzione alta imposta dal Governo a suo tempo come condizione per vistare la legge relativa, che, dobbiamo ricordare, era stata bocciata in prima battuta perché la contribuzione medesima era ritenuta troppo bassa e dobbiamo anche esternare un sincero ringraziamento al nostro consigliere collega Pino Morandini per la forza e l’impegno dimostrato combattendo contro gli stessi colleghi di partito di un tempo, gli stessi colleghi della DC, che ormai sono andati in diverse formazioni politiche...

 

(interruzione)

 

DELLADIO: La ringrazio del sostegno e dell’appoggio, cons. Taverna.

Noi andiamo ad assumere dei provvedimenti importanti, che vanno ad incentivare l’oggi, l’esistente, importanti perché sono un investimento per la famiglia, per la crescita della società e delle future generazioni. Occorre riconoscere alla famiglia l’importante ruolo sociale di allevare i figli e di fornire assistenza economica, educativa e sanitaria ai suoi membri. La famiglia è una risorsa sociale e deve essere sostenuta, perché è anche un risparmio per lo Stato e per l’intera collettività. La famiglia è motore di sviluppo.

E’ utile ricordare che il 1994 è stato l’anno della famiglia e che nel 1995 è stata formulata al Parlamento italiano una petizione ai sensi dell’art. 50 della Costituzione per ottenere il riconoscimento della famiglia come soggetto attivo all’interno del sistema dei servizi alla persona, per una politica che favorisca l’accoglienza e la tutela della vita, dal concepimento al suo termine naturale e che assicuri una famiglia a chi ne è privo, per un criterio di equità fiscale per le famiglie che tenga conto dei carichi familiari con l’introduzione del quoziente familiare, per una politica per la casa che agevoli la formazione della famiglia, per la riorganizzazione del sistema scolastico in funzione di una effettiva libertà di scelta e di partecipazione della famiglia, per una diversa organizzazione del lavoro che tenga conto delle esigenze della famiglia e la valorizzazione del lavoro familiare, per una revisione del sistema previdenziale e sanitario che garantisca ad ogni famiglia una effettiva sicurezza sociale, per il sostegno economico alle famiglie con figli, per il beneficio sociale che esse generano, per la tutela dei diritti della famiglia e dei minori nel campo della comunicazione sociale ed infine, non meno importante, per una legislazione che promuova e sostenga anche l’associazionismo familiare; principi questi che ho richiamato, ai quali mi associo e che sosterrò nel mio impegno politico-istituzionale. Ritengo che se si crede nella centralità della persona si dovrebbe credere anche nella centralità della famiglia.

Un ulteriore aspetto che voglio evidenziare è quello espresso da un sociologo, Prandini, dell’Università di Bologna, il quale evidenzia che il Trentino è un esempio fiscale per il federalismo e fa delle riflessioni sul pacchetto famiglia esistente, non su quello che andremo sicuramente ad approvare in quest’Aula. L’esperto dice che è una legge buona, soprattutto perché prefigura quello che potranno fare domani le Regioni se e quando avranno poteri anche in materia fiscale e previdenziale, un modello positivo per il futuro, a condizione che vada avanti il disegno riformatore nella Bicamerale, politiche sociali in salsa federalista. Questo commento è sicuramente positivo e dovrebbe indurci ad approvare e a migliorare il pacchetto di leggi esistente.

Concludo dicendo che il disegno di legge che andiamo ad analizzare ha in linea di massima il mio parere favorevole, disegno di legge che abbiamo visto presentato in duplice forma, un disegno di legge del collega Saurer ed un disegno di legge del collega Morandini e di altri colleghi. Il disegno di legge Morandini è stato ritirato perché numerosi emendamenti hanno recepito il contenuto dello stesso. Dico che il disegno di legge che andremo ad analizzare avrà il mio parere favorevole perché condivido in pieno lo spirito e le finalità e per quanto riguarda gli emendamenti presentati penso che bisognerà analizzarli e valutarli nel corso della discussione, pertanto rimando alla dichiarazione finale, comunque il mio pensiero è sicuramente positivo per il disegno di legge Saurer con gli emendamenti anche del collega Pino Morandini. Vi ringrazio.