Seduta n°81 del 22 maggio 2002

Disegno di legge n.34: Delega di funzioni amministrative alle Province autonome di Trento e Bolzano (presentato dalla Giunta regionale)

(...INTERVENTO OSTRUZIONISTICO...);

PRÄSIDENT: Grazie. Il prossimo è il cons. Delladio. Ne ha facoltà.

 DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, il mio intervento vuole ricordare quanto nella passata legislatura avevo detto e quanto si è manifestato nel corso degli anni. Abbiamo visto, nella passata legislatura come in questa, una maggioranza che comprendeva le sinistre, il PATT ed alcuni partiti presenti in Consiglio provinciale a Trento, che formavano una maggioranza sicuramente non coesa, una maggioranza eterogenea, che ha firmato un accordo di legislatura, sia nella passata che in questa, nel quale si prevede il passaggio delle deleghe alle rispettive Province.

            Il passaggio delle deleghe è un punto fondante, primario di questo accordo di maggioranza, non mi meraviglia il comportamento della SVP, che ha sempre voluto l’annichilimento dell’istituto regionale, ha sempre voluto vedere approvata in quest’aula una legge che passava, in modo particolare alla Provincia di Bolzano, tutte le competenze legate alla Regione, al fine di costituire una Regione autonoma dell’Alto Adige.

            Quello che emerge dai comportamenti dei vari partiti e dei singoli consiglieri è che esiste un’inettitudine dei partiti, che formano la maggioranza trentina in modo particolare, che per mantenere una posizione hanno sottoscritto accordi che, come in questo caso, stanno svuotando l’istituto regionale. Più di una volta nella passata legislatura avevo evidenziato il fatto che siamo in presenza di un’Europa di Stati e soprattutto in presenza di idee che vedono attori principali e sempre più le regioni europee, in modo da conquistare e formare un’Europa delle regioni.

            La costituzione di due singole regioni, sdoppiando la Regione Trentino-Alto Adige, indebolisce, a mio avviso, le attuali Province, perché non hanno più peso sufficiente per rapportarsi nei confronti dell’esterno, un esterno inteso come Province vicine, un esterno inteso come rapporti all’interno di un’Europa unita.

Sappiamo che a livello regionale argomenti che potrebbero trovare condivisione ed essere affrontati in maniera comune dalle rispettive province, i un’articolazione più complessa, che potrebbe essere quella regionale, potrebbero essere la sanità, l’ambiente, la viabilità, la scuola, l’università, purtroppo il tempo è passato ed ogni provincia, in modo particolare la Provincia di Bolzano ha intrapreso una strada completamente autonoma.

Per esempio, per la sanità voglio fare una riflessione in tema di specializzazioni, penso alla neurochirurgia, è inutile fare una neurochirurgia a Bolzano, come esiste e funziona e farne un’altra a Rovereto; è inutile fare una cardiochirurgia a Trento ed un’altra a Bolzano, sapendo che queste specializzazioni hanno bisogno di un bacino d’utenza molto vasto, all’incirca intorno ad un milione di abitanti.

Sappiamo che l’ambiente è un altro argomento importante che ci vede insieme, abbiamo un ambiente montano che deve essere promosso, tutelato, che ha le stesse problematiche, sia nella provincia di Bolzano che nella provincia di Trento e poi altre riflessioni, ma il tempo stringe, pertanto non riesco ad esternarle al massimo.

La mancanza di dialogo fra le rispettive province in una casa comune, la mancanza di un partner forte per la SVP, un partner trentino che un tempo era identificato nella Democrazia Cristina, ha portato sì ad indebolire il Trentino, ma a mio giudizio porterà ad indebolire anche l’Alto Adige nel corso degli anni, per il fatto che verrà applicata la “devolution”, il cosiddetto federalismo fiscale, dove ogni realtà territoriale dovrà camminare con le proprie risorse, indebolire una istituzione come quella regionale, una casa comune, dove purtroppo non esiste il dialogo, ma che si poteva rinsaldare se ognuno faceva il proprio ruolo e pesava in maniera differenziata all’interno di questa istituzione, è una follia, come è stato già detto da altri colleghi, un progetto comune condiviso.

Ancora più folle è trovare un partito come il PATT, che si dice autonomista, difensore della Regione e vediamo alla fine che è il becchino di questa istituzione, perché concorre firmando i patti e condividendo gli obiettivi della SVP allo smantellamento dell’istituto regionale.

E’ ancora più umiliante per gli autonomisti che si riconoscono nel PATT, vedere i propri vertici affermare, in tema di viabilità, che bisogna sentire quello che dice prima la SVP e successivamente allinearsi, senza un minimo di orgoglio e dignità e così sia.