Seduta n° 82 del 23 maggio 2002
Disegno di legge n.34: Delega di funzioni amministrative alle Province autonome di Trento e Bolzano (presentato dalla Giunta regionale)
(...INTERVENTI OSTRUZIONISTICI...);
DELLADIO: Grazie signor Presidente. La norma che andiamo ad approvare si trova nell’anticamera della follia politica. Parlo di follia ascrivendola ai partiti di maggioranza della Provincia di Trento, a quei partiti, a quei leader o pseudo-leader che li guidano, che per uno scranno, per un posto al sole, si sono venduti ad un progetto non proprio, ad un progetto autolesionista.
Pseudo-leader che si sono venduti senza un minimo di dignità e lungimiranza politica; che si sono venduti per egoismo dimenticando, tra l’altro, la minoranza italiana presente in Provincia di Bolzano. Se di follia si può parlare, ascrivendola agli esponenti dei partiti trentini, di lucida follia invece parliamo per quanto riguarda la SVP.
Questo ossimoro che si adatta bene alla SVP evidenzia che questo partito autonomista di raccolta sudtirolese conosce bene l’obbiettivo. Conosce l’obbiettivo che è identificabile in uno Stato autonomo, in una Regione autonoma dell’Alto Adige.
La SVP ha lanciato la sfida a tutti, ai trentini ed anche ai tirolesi; la SVP sa benissimo che sarà una piccolissima identità all’interno di un’Europa e soprattutto che non avrà peso nei rapporti interregionali.
Per seguire la strada di passare le deleghe alle rispettive province senza considerare le riflessioni che sono state fatte in quest’aula, distruggere un’istituzione che poteva essere, come è, sede di dibattito e confronto su problematiche comuni, l’evitare di costruire una casa comune e un tavolo di collaborazione fra Province con problemi comuni, è deleterio per tutti, come ho già detto per i trentini e per gli altoatesini.
Il continuare su questa strada è un suicidio che si aggiunge, permettetemi di fare questa osservazione, all’alto tasso di suicidi che colpisce l’Alto Adige, una situazione che deve fare riflettere.
Noi vediamo l’indebolimento delle realtà provinciali, in particolar modo del Trentino, dove esistono altissime spese correnti, dove, con l’andare avanti in questo modo non si avranno più risorse da destinare allo sviluppo, all’economia. Vediamo un Trentino con un’economia narcotizzata, dove ricorrere per conto proprio farà sicuramente molte vittime.
Un argomento da considerare e da sviluppare insieme poteva essere il turismo, penso alla promozione del nostro territorio nel mondo. So che esiste un progetto, quello delle Dolomiti e chiaramente questo poteva essere un punto di partenza per vedere uniti gli intenti delle nostre comunità.
Riconosco la determinatezza della SVP e dall’altra l’inettitudine dei miei colleghi di maggioranza, non che io sia di maggioranza, della Provincia di Trento. Argomenti comuni potevano essere l’aeroporto, le vie aeree, l’università, la sanità e su questi argomenti abbiamo visto che non c’è stata intesa e che ognuno ha gestito come ha voluto l’organizzazione di queste tematiche sul proprio territorio.
Bolzano sicuramente ha una marcia in più e questa mancanza di coordinamento che provocherà aumento di costi, di doppioni, nei prossimi anni farà peggiorare la situazione delle rispettive Province.
Avrei ancora altro da dire, ma lo dirò su un altro comma di questo articolo che stiamo discutendo. Grazie.
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, continuo il ragionamento che avevo iniziato in occasione della discussione degli altri emendamenti, ricordando che il distruggere la Regione, ossia quella casa, poteva essere di convivenza e riflessione, di confronto e un fare da sciagurati. Un argomento sul quale si poteva trovare convergenza, un tema sul quale si poteva e si dovrà in un futuro comunque trovare accordi e condivisioni è il turismo.
Noi viviamo in due realtà provinciali ben distinte a livello amministrativo, però uniformi dal lato morfologico e dal lato territoriale. Pertanto la promozione, ad esempio, del nostro territorio nel mondo, la promozione dell’offerta turistica di casa nostra intesa casa fatta dalle due entità territoriali di Trento e di Bolzano, dovrà trovare momenti di condivisione e di aggregazione.
Altri argomenti sui quali noi dovremo comunque fare delle riflessioni comuni sono la sanità, l’ambiente, la viabilità, l’università, anche se, come ho già detto, certi argomenti sono stati affrontati autonomamente dalle singole amministrazioni, ad esempio in tema di sanità.
Ribadisco che è assurdo costituire centri di specializzazione uguali sulle rispettive Province, penso a neurochirurgia, a cardiochirurgia, che abbisognano di un bacino di utenza, di un bacino di cittadini superiore al milione come numero.
Penso all’ambiente, viviamo in un ambiente con problematiche comuni, viviamo in un sistema montano, dove il problema della viabilità è sentito ed è comune anch’esso e, a tal proposito, voglio evidenziare che è assurdo che un partito come il PATT, a voce dei suoi esponenti, decida a seconda delle decisioni imposte o suggerite dalla SVP della Provincia autonoma di Bolzano.
Sull’università, sull’aeroporto, sulla sanità, abbiamo visto decisioni autonome anziché concordate. Avevamo un aeroporto a Trento, ne abbiamo visto un altro nuovo a Bolzano, potenziato, completamente slegato dalla realtà trentina. Abbiamo un’università a Trento e ne abbiamo un’altra a Bolzano, con caratteristiche sicuramente diverse.
Voglio evidenziare che comportarsi in questo modo, come ci siamo comportati, come i nostri rappresentanti al Governo si sono comportati nel passato è solamente un modo di fare che aumenta i costi, che aumenta indubbiamente le conflittualità e che non porta a niente di buono.
Riconosco alla SVP una determinatezza che non ha mai nascosto, cioè quello di perseguire l’obbiettivo di rendere la Provincia autonoma di Bolzano autonoma sotto tutti i punti di vista nel contesto europeo, ben sapendo e questo sarà un problema che la SVP dovrà affrontare in un secondo tempo, che la Provincia autonoma di Trento da sola ha poco peso nei confronti dell’esterno, nei confronti dell’Europa nella sua interezza.
Grazie, signor Presidente.
(...)
DELLADIO: Grazie signor Presidente, egregi colleghi. Mi tocca intervenire ancora una volta per ribadire alcuni concetti sui quali è opportuno riflettere.
Il concetto che più mi preme esternare è quello legato all’inettitudine legata ai colleghi che, nella passata legislatura e in questa legislatura, i colleghi della Provincia di Trento che fanno parte di questa maggioranza hanno condiviso ed hanno sottoscritto patti per eliminare un’istituzione che poteva servire per avvicinare le comunità e per risolvere i problemi comuni.
Vorrei porre alla vostra attenzione un altro aspetto legato ai costi; ogni Provincia quando dovrà risolvere problemi comuni o problemi che si potrebbero risolvere assieme dovrà affrontare costi superiori e pertanto un domani sicuramente, sono convinto, un qualcosa che si chiami Regione, che si chiami qualcos’altro, bisognerà crearlo al fine di condividere scelte e decisioni, per risolvere problematiche che esaminate ed affrontate in maniera univoca favoriscono il contenimento dei costi per le rispettive comunità provinciali.
Si dovrà trovare un momento di incontro, sicuramente, perché già adesso a livello territoriale, penso ai Comuni, bisognerà ragionare in termini di unità, di condivisione e pertanto non solo a livello subordinato, ma anche a livello superiore bisognerà trovare delle soluzioni comuni e momenti di incontro e di confronto.
Ancor più questo aspetto si evidenzierà quando sarà introdotto il federalismo fiscale e quando ogni comunità locale dovrà gestire le proprie risorse in maniera intelligente e in maniera cooperativa.
Demolire un’istituzione come quella regionale, senza avere un progetto comune, senza avere un’idea sostitutiva considerando le riflessioni che ho fatto, è, come ho già detto, estremamente folle, poco serio e di scarsa accortezza politica.
Sono comunque ottimista e sono convinto che il Trentino da solo dovrà camminare con le proprie gambe, dovrà affrontare le problematiche con le proprie risorse economiche ed umane e sono convinto anche che questo ostruzionismo che noi stiamo mettendo in atto per cercare di bloccare una riforma iniqua, pertanto è un ostruzionismo positivo e costruttivo, noi non riusciremo a bloccare il licenziamento di questo testo di legge per il momento.
Sono convinto comunque che una istituzione, punto d’incontro e di confronto un domani risorgerà e la Regione, come Araba Fenice risorgerà dalle proprie ceneri se non per ideologia, ma per necessità almeno di contenimento dei costi di gestione degli aspetti e delle problematiche che si dovranno affrontare in maniera cooperativa.
Ultima considerazione, ricordo ancora una volta che la maggioranza della passata legislatura e di questa legislatura che ha visto coinvolte le sinistre, il PATT e alcuni partitucoli che spero un domani vengano spazzati via, dalle norme nuove elettorali…